| E ci risiamo ragazzi,
ancora una volta in Grecia. Stavolta si parte alla
scoperta di Corfù e Paxos e i protagonisti
sono sempre gli stessi: Anna, Nicola e il loro fidato
Scarabeo. Dunque dopo Lefkada
2005 ci riproviamo perché quella di girare
in scooter è ormai una malattia cronica (bella
però e..).
Girare in scooter e poter vivere una vacanza su
di esso è il massimo, lo avevamo capito alla
grande l’anno scorso e quest’anno ne
abbiamo avuto la conferma.
8/8/06
Il traghetto fischia e si salpa. Partenza dal porto
di Bari ore 22:00 e destinazione Corfù ore
05:30. Dopo poco comincia a piovere, ma chiusi nei
nostri sacchi a pelo facciamo tutta una dormita
fino a Kerkira città.
9/8/06
Allora dove eravamo rimasti? A si … ore 5:30,
arrivo in orario perfetto nel porto di Corfù
e siamo a terra in 2 minuti, lo scooter non ci crede
ancora dopo 12 mesi i suoi copertoni ritoccano terra
greca. Per prima cosa decidiamo di fare una bella
colazione e nel frattempo aspettare che faccia giorno.
Infatti non appena il sole timidamente fa capolino
ci mettiamo in marcia. Destinazione Ag. Gordis,
questo è il villaggio dove abbiamo preso
stanza, lo si raggiunge a dire il vero con un po’
di difficoltà e altrettanta per trovare la
stanza. Dopo un po’ di fatica ci siamo, prendiamo
la stanza, scarichiamo lo scooter che a dire il
vero sembrava un furgone per come era carico e dritti
al mare.
Ag. Gordis si trova sul versante ovest dell’isola
a circa 20 km dal capoluogo ed è situata
all’interno di una bellissima baia e difatti
il mare è bellissimo. La giornata si conclude
con una bella cena a base di souvlaki e per oggi
è tutto. Calinichta
10/8/06
La giornata comincia nel peggiore dei modi: apriamo
gli occhi e troviamo un cielo plumbeo ad accoglierci,
con nuvole cariche di pioggia. Passa neanche mezz’ora
che si scatena l’inferno sulla terra, fulmini
a destra e a sinistra e un vento da far paura. Dobbiamo
aspettare le tre del pomeriggio per vedere un po’
di sole. Dopo l’intera mattinata passata in
stanza si decide di fare un salto a Kerkira. Per
fortuna ragazzi, viene fuori una bellissima giornata.
Corfù città è bellissima con
le sue note influenze veneziane ed inglesi, ci lascia
proprio senza fiato. Giriamo per un bel po’
visitando il Liston, l’Espianada, il centro
della città e la fortezza vecchia. Poi si
decide di risalire in sella per andare a visitare
il super fotografato monastero di Vlacherna situato
su di un isolotto collegato alla terra ferma da
un ponticello.
11/8/06
Anche il nostro secondo giorno di vacanza non comincia
nel migliore dei modi: ci svegliamo con un cielo
che non promette niente di buono, ma decidiamo lo
stesso di partire.
Strada facendo ci sorprende un forte acquazzone
che ci costringe ad indossare le nostre tute antipioggia.
Ma per fortuna era un nuvolone di passaggio e poco
dopo riesce il sole e si fa rotta per Sidari. Qui
c’è il famoso Canal d’amour:
una vera delusione, troppo cemento e un mare che
faceva un po’ schifo. Per questo si decide
di cambiare meta e si fa rotta per Paleokastritza
un insieme di insenature che a detta degli isolani
è il posto più bello di Corfù.
Niente da dire. Finalmente troviamo una bella spiaggia
con un mare cristallino dove si fa dello snorkeling.
La giornata finisce qui a dire il vero finisce con
una pita in un fast food ad Ag.Gordis.
12/8/06
Buongiorno! Si fa per dire, apro la tenda e che
vedo? Nuvole è ovvio, ormai sembra che qui
il tempo non voglia migliorare. Si decide allora
di restare in camera per dormire ancora. Nel frattempo
piove e noi ci deprimiamo un po’. Non era
mai successo prima, di trovare un tempo simile in
ferie. Dunque oggi niente gita si va in spiaggia
giù da noi. Nel pomeriggio il tempo si aggiusta
ed io subito approfitto della situazione favorevole
per mettere in moto lo scooter e fare rotta verso
il monte Pantokrator la cima più alta dell’isola:
917 m. Il monte si raggiunge dopo circa 50 km dalla
nostra stanza e una quindicina di km di tornanti.
Una bella botta, ma da lassù il panorama
ci mozza il fiato: l’Albania è veramente
a un tiro di schioppo da noi. Qui scatta il momento
sigaro e poi giù verso Spartilas un piccolo
paesino a 700 m per cenare in una bella tavernetta.
Bella gita buona cena e ottimo vino, si fa rientro.
Notte e a domani
13/8/06
Una nuova giornata ci attende, ed eccoci alla scoperta
della spiagge del nord dell’isola. Come ogni
mattina facciamo colazione, carichiamo lo scooter
e partiamo. Giungiamo a Kaminaki una bellissima
spiaggia nei pressi di Barbati: finalmente una spiaggia
poco frequentata e si perchè Corfù
non è come le altre isole dello ionio da
noi visitate. E‘ la più nota di conseguenza
la più affollata. comunque la giornata trascorre
serena tra nuotate tranquille e l’immancabile
ricciata, per chi non lo sappia dalle mie parti
i ricci di mare si mangiano. Restiamo in spiaggia
fino a tardi proprio per gustarci fino in fondo
questa pace tanto ricercata. Torniamo ad Ag. Gordis
e giusto il tempo di una greek salad e una pita
che scoppia un bel temporale. Allora si spegne tutto
e a nanna.
14/8/06
Che nottata ragazzi! Fulmini a catena, e ad aumentare
la tensione un prurito che ci invade il corpo, forse
saranno le lenzuole boh e chi lo sa…
Comunque ci diciamo: ci rifacciamo con una bella
spiaggia. Destinazione Notos, stavolta tocca al
sud dell’isola, dopo una 50 di km la si raggiunge
senza tante difficoltà ma la vista non è
pari a quella della cartolina, allora si decide
di fare retro front destinazione Perama. Qui il
mare è bello ma l’edilizia indisciplinata
di Corfù rovina a tal punto il paesaggio
da costruire addirittura sulle spiagge. Delusi da
cosi poco rispetto per la natura decidiamo di fare
rientro ad Ag.Gordis e dopo 4 ore e 100 km di scooter
ritorniamo nella nostra bella baia che sembra essere
diventata il rifugio dove cancellare le delusioni
prese altrove. La giornata finisce a Kerkira città
dove ceniamo e trascorriamo ore serene.
15/8/06
Un altro giorno un’altra spiaggia, si fa per
dire visto che ieri siamo andati in bianco. Comunque
dopo circa una settimana sull’isola ci sembra
di aver capito quale sia la zona più bella.
Infatti tra Barbati e Kassiopi c’è
una litoranea da far paura fatta di calette più
o meno grandi dove è anche possibile rimanere
relativamente tranquilli. Questa volta tocca a Kouloura,
una meravigliosa caletta immersa nel verde con degli
alberi che arrivano quasi sul mare e dove noi troviamo
riparo da un sole cocente. Si tratta di ulivi ed
eucalipti che creano ombra e fan si che si possa
rimanere a mare fino alle sei inoltrate. Il tempo
stringe ragazzi e domani è già ora
di lasciare Corfù alla volta di Paxos, per
questo decidiamo di fare il periplo della costa
nord dell’ isola. Ci fermiamo ad ammirare
la sobrietà di Kassiopi un bel villaggio
tranquillo, poi quello di Roda, un po’ meno
a causa della colonizzazione inglese, ma questo
sembra essere luogo comune qui. Infine giusto perché
ci andava di macinare km, lo scopo era anche questo,
giungiamo sino all’estremità più
occidentale dell’isola: Cape Drastis. Qui
si possono ammirare le rocce di Peroulades, formazioni
calcaree che con la loro imponenza ci incudono un
po’ di timore. Qui scatta il momento foto,
complice un bel tramonto inaspettato. Bhe è
proprio ora di fare ritorno in camera, ma ormai
stremati dalla fame ci fermiamo strada facendo a
Sinedares. Non ci crederete, ma qui troviamo un
uomo che con tutta la sua famiglia arrostisce carne
nel bel mezzo della piazza su di un carrello adattato
alla situazione (vedi foto).
Potrebbe sembrare spartano, difatti un po’
lo era ma qui scatta una mangiata di pollo e maiale
che in 4 anni in Grecia non era mai successo. Colmi
e ripieni e con alle spalle più di 150 km
facciamo rotta in stanza. Bella giornata non c’è
che dire!!!!
16/8/06
La giornata trascorsa è stata un po’
stressante: infatti abbiamo cambiato isola e siamo
giunti a Paxos. Prima di giungere in questo vero
e proprio paradiso terrestre, abbiamo però
impiegato 7 ore tra mare e soste in porto.
Infatti abbiamo fatto due tratte Corfù –
Igoumenitsa e Igoumenitsa - Paxos, poiché
il collegamento che in soli 45 min. ci avrebbe traghettato
direttamente da Corfù era disponibile solo
per passeggeri appiedati. Voi sapete bene quanto
io ci tenga al mio scooter e dunque abbiamo sofferto
in silenzio pur di traghettarcelo assieme a noi.
Lo stress è stato indescrivibile, complice
anche il mare mosso, ma a dire il vero ne è
valsa la pena: Paxos è davvero la perla dello
Ionio, qui ci attende Lakka un meraviglioso villaggio
dove peraltro alloggeremo. La stanza è meravigliosa,
tutta in legno e fornita di tutto: c’è
addirittura una bottiglia di vino con tanto di calici…
Di colpo la stanchezza e lo stress scompaiono; doccia
veloce e giro per il paesino: un vero incanto! Bar
e taverne che si affacciano sul mare e una marea
di Yacht: sembra di essere a Portofino.
Proprio per il prestigio, l’isola è
un po’ costosa, cosi ceniamo in camera e poi
di nuovo fuori per un martini rosso preso proprio
a ridosso del mare.
Che paxos, ragazzi!!!
17/08/06
Lo stress è lontano, spazzato via dalla bellezza
selvaggia di quest’isola. Finalmente un po’
di pace dopo la frenesia della sorella maggiore
Corfù. Decidiamo di andare alla scoperta
della costa est di Paxos, tra l’altro l’unica
visitabile in scooter, in quanto l’altro lato
è praticamente impervio a causa delle falesie
che finiscono a strapiombo sul mare oltre alla mancanza
di strade, dunque è necessario l’utilizzo
di una barca, cosa che tra l’altro non faremo
per mancanza di tempo; ahimè. Ci fermiamo
in una stupenda baia di nome Levrechio vicino a
Logos, uno splendore: acqua trasparentissima e poca
gente. Qui si resta tutta la mattinata per fare
il bagno e per un pranzetto a base di ricci di mare.
Per il pomeriggio invece si decide di cambiare spiaggia,
ora è la volta di Kaki Lagada pochi km per
un altro incanto di spiaggia. Qui si resta quasi
fino al tramonto, poi in stanza per una doccia e
una cenetta. Per la serata si decide di andare a
Gaios il capoluogo dell’isola, bella ma non
quanto Lakka. Anche qui si nota la sobrietà
e l’eleganza dei suoi ospiti, per lo più
italiani di un certo ceto sociale… Guarda
le loro barche!! La nostra serata dura veramente
poco, giusto il tempo di visitare i classici negozietti
di souvenir, dove io ci resto un po’ male
in quanto non sono riuscito a trovare lo scudetto
di Paxos da appiccicare dietro lo scudo dello scooter
(cosa molto importante per me, forse qualcuno potrà
capirmi). Sosta Bacardi Freezer e poi stremati,
si torna in stanza, 9 km e siamo a Lakka. Notte
e a domani
18/8/06
Paxos è davvero fantastica, non c’è
bisogno di vedere le cartoline per capire qual è
la spiaggia o il posto più bello dell’isola.
Basta seguire la strada che costeggia la costa orientale,
affacciarsi di tanto in tanto, stupirsi sempre e
infine scegliere la caletta che fa per te nell’immensità
di tutte quelle che questa isola offre. E’
buffo come in un unghia di terra cosi piccola, ci
sia una bellezza cosi intensa, un odore di ulivi
e una sensazione di pace diffusa nell’aria
che rapisce letteralmente chi la visita e la vive.
Penso proprio che questa, sia l’isola dello
Ionio più bella di tutte (le ho visitate
tutte). Comunque basta con queste romanticherie,
torniamo a noi, oggi la giornata comincia con una
ricca colazione, mi sento in vena di fare km per
quanto sia possibile qui…
Difatti dopo queste parole famose, mi perdo tra
la campagna dell’isola, intraprendo una stradina
sterrata e per un po’ dimentico di essere
al mare e in sella ad uno scooter e mi sento nel
bel mezzo della Parigi Dakar in sella ad una Bmw
Gs. Tra l’altro questo mi dà lo spunto
per battezzare il mio scooter, Scarabeo Gs. Per
fortuna dura poco altrimenti lo scooter lo avrei
spezzato in due, comunque poi si trova la strada
giusta e poco dopo siamo a Lonisskali, una piccolissima
conca che accoglie non più di 10 persone.
Una tranquillità unica. Restiamo relativamente
poco perché oggi saranno 40 gradi e senza
ombrellone è veramente difficile resistere.
Rotta per Gaios per un bel pranzetto in una taverna.
Che caldo!!!
Il pomeriggio lo trascorriamo a Monadendri: altra
spiaggia meravigliosa. Qui mentre faccio snorkeling
faccio un incontro bizzarro: una murena tra i sassi.
La stanchezza però comincia a farsi sentire:
rientriamo, ceniamo, due passi a Lakka e poi a letto.
Domani ci attende una faticosissima giornata: quella
del rientro in Italia, purtroppo.
19/8/06
Purtroppo è giunto il giorno che mai volevamo
che arrivasse: il rientro.
La mattinata la trascorriamo a Lakka, nella spiaggia
di Charami, carina ma non sorprendente come le altre.
Tra un bagno e l’altro e una lunga partita
a scala 40 arriva ora di andare. Salutiamo Paxos
e si salpa alla volta di Igoumenitsa. Qui arriviamo
alle 16:00 circa e purtroppo il nostro traghetto
parte solo alle 00:00. Fa un caldo terribile, trascorriamo
dunque gran parte del tempo nelle sale d’attesa
del porto con l’aria condizionata a pompa.
Verso sera conosciamo due tipi alquanto curiosi:
uno in sella ad uno Scarabeo 200 GT come il mio
e l’altro su di una Honda CBF. Beh i due tipi,
che poi abbiamo appreso sono zio e nipote venivano
da Istanbul. Affascinati trascorriamo con loro ore
serene e rapiti dai loro racconti decidiamo di cenare
assieme. Che fortuna averli conosciuti due persone
fantastiche e tra l’altro cosi facendo il
pomeriggio è volato. Le due ruote sono belle
anche per questo: la facilità di far amicizia
per fortuna è ancora una prerogativa assoluta
nel Dna del motociclista.
Istanbul!!! Che non sia la meta del nostro prossimo
viaggio? Chi lo sa, vedremo, ai posteri l’ardua
sentenza. Notte e buon rientro amici miei (passaggio
ponte e… come si conviene a noi motociclisti
o no?)
Dati Tecnici
Lo Scarabeo 200 GT era cosi caricato:
Nel bauletto posteriore da 52l di serie abbiamo
caricato i teli da mare i sacchi a pelo utili sul
traghetto e il borsello della macchina fotografica;
nelle valigie laterali fisse di serie ognuna delle
quali da 21 l, abbiamo caricato i nostri indumenti
più qualche oggetto personale. Poi uno zaino
appeso al gancio nel retroscudo con le ultime cose
utili e infine un borsone pieno di pinne e maschere
agganciato tramite il ragno al bauletto posteriore.
Inoltre, quasi dimenticavo, ho riposto tra la sella
e il bauletto posteriore un piccolo parasole (errore
grave, meglio il piccolo ombrellone dell’anno
scorso), agganciato tramite il ragno (utilissimo).
Cosi caricato lo scooter era abbastanza pesante
dunque ho provveduto ad irrigidire al massimo la
molla dell’ammortizzatore posteriore.
Detto questo passiamo alle sensazioni che lo scooter
mi ha trasmesso durante i 10 gg. Non ci sono state
rotture di alcun tipo, intendo quelle meccaniche
(ma meteo di certo si) ma ho riscontrato perdite
d’acqua sotto il cavalletto centrale e dunque
a volte notavo la temperatura dell’acqua alzarsi
minacciosamente, ciò accadeva quando, in
alcuni tratti di salita, non riuscivo a superare
i 10 km/h a causa del fondo sterrato della strada.
Tornato in Italia ho appreso che avevo usurato i
paraoli della pompa dell’acqua e che sono
stato molto fortunato perché potevo rimanere
anche a piedi, che C_ _O. Roba normale ha detto
il mio meccanico per i suoi 24000 km, 50 Euro ed
è di nuovo in forma.
I consumi nonostante le strade in salita si sono
mantenuti sui 24 Km/lt. Onestamente devo ammettere
che i 9.5l di capienza del serbatoio sono pochi,
visto l’assenza del vano sottosella, ma del
resto non si può avere tutto dalla vita e
dopo 150 km bisogna preoccuparsi di rifornire il
più presto possibile dato i 200 -230 km di
autonomia a dispozione.
Ed eccomi qui a fare il punto della situazione,
se siete arrivati fino a questo punto Vi ringrazio
il mio è un modo modesto, che sia ben chiaro,
per dare qualche consiglio a chi volesse visitare
queste due isole. Se ne avete voglia potete contattarmi
e chiedermi qualsiasi cosa o anche per testimoniare
se vi è piaciuto o meno ciò che ho
raccontato. Il mio è stato un viaggio a stretto
contatto con il mare che assieme al mio scooter
e alla mia ragazza sono le cose che amo di più
nella mia vita, dunque che c’è di meglio
se è possibile coniugarli tutti insieme.
Grazie ancora e alla prossima.
Testo e foto: Anna
e Nicola
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