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Atlantic e Tmax alla ricerca del sole
Le ferie 2002 in scooter dove trascorrerle??? Il
dubbio amletico ha pervaso le insane menti di chi sta
buttando via un bel sonno per mettere giù queste
righe e non solo, fin dalle fredde notti dell’inverno
passato.
Il primo quesito fu: DOVE???
Capo Nord era la meta pensata
originariamente, Ma l’impossibilità di avere
giorni sufficienti per vedere qualcosa, ci faceva ripiegare
su qualcosa di più fattibile nell’arco di
una settimana, questi erano i giorni di cui disponevamo.
Esito??? NordKapp è rimasto nel cassetto buono
per le prossime ferie.
Le proposte alternative si susseguivano incessanti nord/sud/est/ovest;
alla fine vinse la ragione? Ovvero le zavorrine che a
gran voce chiedevano caldo, sole mare, e qualcosa di bello
da visitare.
Quale meta racchiude tutto ciò se non il classico
itinerario Francia & Spagna?
OK, approvato a maggioranza, non restava che definire
l’itinerario.
Il buon Gianluca che di cartine geografiche si ciba, si
mise all’opera e che opera!! Dove pernottare, mangiare,
distanze parziali, totali, varianti in corso d’opera,
possibili deviazioni in caso di coda, alluvione, strade
panoramiche, meno panoramiche, vie di fuga o quant’altro,
il tutto prontamente relazionato nei vari breefing preparatori.
IL VIAGGIO
1° tappa Venezia- Nizza
Il ritrovo per la partenza, è proprio nel bel mezzo
della famigerata tangenziale di Mestre.
Puntualissimi come un orologio svizzero, ci si avvia con
tranquillità direzione Pd-Mi, per poi uscire subito
a Marghera alla ricerca della chiave a brugola…
che deve fissare in modo definitivo la pinna per il supporto
bauletto dell’Atlantic, montata alle 2.30 della
notte precedente. Grazie alla cortesia di un’officina
provvidenzialmente aperta di sabato finalmente ha inizio
il viaggio.
Imbocchiamo l’autostrada in direzione Mi che in
corrispondenza di Brescia
viene abbandonata per seguire la direzione Piacenza/Genova.
I km si susseguono incessanti, brevemente interrotti dalle
famose soste di carico e scarico (Benz&Pip). Ma i
due mezzi carichi come non mai con l’aggiunta delle
borse morbide laterali, alla dignitosa media di 120/130
corrono spediti verso il confine di stato, che oltrepassiamo
a Ventimiglia, non prima
di aver lasciato l’autostrada per la più
panoramica statale costiera.
Le perle della Costa Azzurra
si fanno ammirare in tutto il loro splendore, Mentone,
Montecarlo/Monaco, Nizza.
Peccato passare in movimento e non perderci qualche attimo
(sarà per la prossima volta), ma una puntatine
sul tracciato di F1, galleria
compresa ce lo concediamo.
Proprio Nizza sarà
il campo base per due giorni che si riveleranno “intensi”
e cosi sicuramente non facili da scordare. Città
molto viva di giorno, lo è ancor di più
la notte, con un infinità di locali (per tutte
le tasche) dove trascorrere in relax o non la serata.
La mattina seguente siamo in direzione Verdon
la patria transalpina del “8/A” numeri famosi
per chi pratica il free-climbing. E noi da buoni Ex, non
potevamo di certo mancare, (purtroppo l’attrezzatura
per salire non l’avevamo dietro… e neanche
l’allenamento per essere precisi) Ci siamo consolati
scoprendo che questa località non offre solo dove
arrampicare, ma è anche un oasi di verde molto
frequentata, con dei bellissimi campeggi e offre l’opportunità
di praticare molti altri sport quali il Rafting, Canyoning,
parapendio, escursioni a piedi ed in Vtt (velo tout terrain)
così viene chiamata la Mountain bike in Francia,
e molto altro ancora. Ma visto che siamo qui in scooter,
ci facciamo appassionare da una sfilza interminabile di
curve e tornanti inframmezzati
da favolosi paesini e borghi che meritano qualche foto
ricordo anche se trattasi come al solito di brevissime
soste.
Purtroppo il periplo di tutta la vallata che si rivelerà
più tortuoso non riusciremo a compierlo per intero.
Infatti controvoglia ci toccherà dare forfait e
ritornare verso Nice. Domani ci attende la seconda tappa
del viaggio l’avvicinamento a Barcellona.
2° Tappa Nizza
– Barcellona
Partendo da Nizza per recarsi in Spagna
consiglio vivamente di attraversare la Camargue,
altra località francese che merita sicuramente
una visita.
Considerata per eccellenza terra di gitani. E’ una
zona paludosa e verdissima,
interrotta dal rosa dei fenicotteri, il nero dei tori
e dai molteplici cavalli selvaggi che si scorgono lungo
le rive dei vari acquitrini e canali. Punti colorati che
interrompono l’onnipresente verde, che si confonde
senza fine a perdita d’occhio con il colore delle
lagune. Senz’altro da fermarsi a Aigues-Mortes
e St. Marles d.l.M.
Da Montepellier riprendiamo
l’autostrada e con un'altra corsa intervallata da
brevi soste, ci avviciniamo al confina spagnolo. Curiosità
da segnalare un’area di sosta in cui ci siamo fermati.
Invasa dalle “rumorosissime” cicale
molto più grandi di quanto immaginassi. Camminare
sotto ai vari alberi letteralmente ricoperti da questo
insetto è veramente di un certo effetto!
Il confine spagnolo è davanti a noi, finalmente
ultimo strappo e siamo a Barcellona.
Qui bisognerebbe parlarne per giorni su cosa vedere e
cosa fare, ma mi limito ad elencare cosa abbiamo fatto
noi.
Di certo non poteva mancare, visto che il 2002 è
il suo anno, una visita ai vari capolavori del Gaudì:
Sagrada familia, Park Güell, casa Pedrera
ecc. Inoltre da vedere la città
olimpica, il Mare Magnum
e ovviamente non può mancare la mitica “Rambla”
animata dai multicolori mimi, musicisti, e artisti vari
che la rendono viva tutto il giorno, tra chioschi di venditori
di uccelli, banchi di fiori ed edicole. Vale pure al pena,
a metà Rambla perdere pure dieci minuti, per fare
qualche scatto al mercato rionale coperto.
Non vi basta?? Allora c’è anche il museo
del sesso, ampiamente pubblicizzato ovunque tramite
volantini. Devo dire la verità? Personalmente pensavo
fosse qualcosa di meglio, comunque siamo stati anche li.
Nei giorni seppur brevi che abbiamo soggiornato a Barcellona,
ci siamo sfogati di piatti tipici,
tra i quali non potevano mancare paëlla
& sangria, e personalmente mi sono lanciato
anche su salsicce piccanti al sugo di cui non ricordo
il nome ma sicuramente l’ottimo sapore.
Ma ecco che il soggiorno in Catalogna
volge al termine ed il rientro verso casa “ovviamente”
non poteva ricalcare pari pari l’itinerario dell’andata.
Ci voleva una deviazione tanto per fare un po’ di
montagna e collina.
Allora tutta autostrada da Barcellona fino al confine
francese, per poi proseguire fino a Nimes,
sulla medesima direttrice, e poi seguire in direzione
Valence/Grenoble/Chambery,
in quest’ ultima abbiamo pernottato. Grande lo scenario
offerto dalla Val D’ìsere
e comunque tutta la zona circostante, di un verde che
sembra quasi irreale e rigogliosissimo. Molto carina anche
la cittadina di Chambery;
merita farci quattro passi, lungo tutto il vecchio centro
storico, completamente pedonalizzato.
ULTIMO GIORNO: IL RIENTRO
La sveglia è concordata alle ore 8.30 Dopo la colazione
ci attende l’ultima tappa che dovrà riportarci
in quel di casa. Ma sorpresa!!!! Al nostro risveglio il
cielo stellato della sera prima ha lasciato spazio ad
un “veloce temporale estivo”.
Ma alle 10.00 la pioggia incessante ancora non accenna
a diminuire, che fare?… Semplice ci sia avvia, tanto
tra un po’ smette, è ESTATE e che cavolo!!!!
Il monsone che ci accoglie in sella fa svanire l’intento
originario di valicare il piccolo S. Bernardo per entrare
in Italia e compiere il periplo del Monte Bianco. In alternativa
ci sorbiamo il quasi simpatico traforo
del Frejus, almeno li non diluvia. MA SIAMO FIDUCIOSI!!,
In territorio italiano il sole non potrà di certo
mancare!!! E infatti come volevasi dimostrare, una volta
fuori del tunnel è nuovamente acqua, tanta, tanta,
tantissima acqua. In tangenziale a Torino
ci siamo sicuramente meritati il conseguimento della patente
nautica; l’acqua sulla carreggiata è
a livello delle pedane e
in movimento riusciamo a creare le onde su tutta la sede
stradale completamente allagata.
Ma chi si ferma è perduto! Infatti sia il Tmax
che l’Atlantic (quest’ ultimo con la marmitta
completamente sommersa) arrancano piano piano ma inarrestabili.
Era troppo pericoloso fermarsi ogni volta che la pioggia
da forte si trasformava in un autentico muro di acqua
e grandine. Almeno finché non si trovasse un provvidenziale
riparo per scampare almeno un po’ dalla grandine.
Un’ora di sosta sotto un anonimo cavalcavia torinese
che si rivelerà accogliente rifugio da condividere
con automobilisti sconvolti dal tempo e preoccupati per
le condizioni della carrozzeria dopo la grandine non servirà
a far placare il tempo. Non accennava infatti a smettere
ed eravamo ancora a nord di Torino.
Tanto più bagnati di così!!!,
le cerate, i caschi, le scarpe, i vestiti, le mutande…
tutto è ormai zuppo sia dentro che fuori. Quindi
avanti alla ricerca del sole verso casa… e invece
sarà ancora acqua a Milano
a Brescia a Verona
a Vicenza anzi no, qui con
sorpresa non piove più, esce un timido sole che
con l’aiuto del vento in corsa riuscirà ad
asciugare esternamente anche le cerate. Ma pochi chilometri
e… che strano sembra che l’orizzonte diventi
buio?? Ma no!! era un’impressione!! Infatti dopo
cinque minuti, puntuale ricomincia il diluvio che cesserà
solamente dentro le mura di casa.
11 ore di viaggio ininterrotte
sotto ad un'acqua continua. Non c’è che dire
il viaggio alla ricerca del sole
si è concluso nel migliore dei modi, regalo della
favolosa estate 2002.
Ma che, tutto sommato, ricorderemo come un’altra,
delle magnifiche esperienze, vissute in sella ai nostri
inseparabili compagni, dalle ruote piccole.
Da segnalare che i mezzi sia l’Atlantic
che il TMax, non hanno dato
nessun problema o inconveniente. Il consumo
medio per l’Aprilia è stato di 22.5
km/l, per lo Yamaha di 15-16
km/l, entrambi con due persone a bordo e carichi
oltre misura!!
I km percorsi in totale oltre
3.500 in 7 giorni
Abbiamo alloggiato in tutte le tappe presso la catena
hotel Ibis
I PARTECIPANTI:
Luca & Barbara su Aprilia Atlantic 500
Gianluca & Ivana su Yamaha TMax 500
Testo e foto by: Luca
www.centoallora.it
"Scooter Club Centoallora
piccole ruote, grandi avventure"©
PS: sul sito del Club Centoallora entro
breve tutte le foto del viaggio.
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