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DESCRIZIONE

Scooter: Aprilia Atlantic 500, Yamaha Tmax 500
Periodo: Agosto
Km: 3500
Tempo: 7 giorni
Consumi: 22,5 - 15,5 km/lit.
Difficoltà: il maltempo al ritorno

 

 · Francia e Spagna 2002
 
 · by Luca
20/11/02

In Atlantic e Tmax alla ricerca del sole
Le ferie 2002 in scooter dove trascorrerle??? Il dubbio amletico ha pervaso le insane menti di chi sta buttando via un bel sonno per mettere giù queste righe e non solo, fin dalle fredde notti dell’inverno passato.
Il primo quesito fu: DOVE???
Capo Nord era la meta pensata originariamente, Ma l’impossibilità di avere giorni sufficienti per vedere qualcosa, ci faceva ripiegare su qualcosa di più fattibile nell’arco di una settimana, questi erano i giorni di cui disponevamo. Esito??? NordKapp è rimasto nel cassetto buono per le prossime ferie.
Le proposte alternative si susseguivano incessanti nord/sud/est/ovest; alla fine vinse la ragione? Ovvero le zavorrine che a gran voce chiedevano caldo, sole mare, e qualcosa di bello da visitare.
Quale meta racchiude tutto ciò se non il classico itinerario Francia & Spagna? OK, approvato a maggioranza, non restava che definire l’itinerario.
Il buon Gianluca che di cartine geografiche si ciba, si mise all’opera e che opera!! Dove pernottare, mangiare, distanze parziali, totali, varianti in corso d’opera, possibili deviazioni in caso di coda, alluvione, strade panoramiche, meno panoramiche, vie di fuga o quant’altro, il tutto prontamente relazionato nei vari breefing preparatori.

IL VIAGGIO
1° tappa Venezia- Nizza
Il ritrovo per la partenza, è proprio nel bel mezzo della famigerata tangenziale di Mestre. Puntualissimi come un orologio svizzero, ci si avvia con tranquillità direzione Pd-Mi, per poi uscire subito a Marghera alla ricerca della chiave a brugola… che deve fissare in modo definitivo la pinna per il supporto bauletto dell’Atlantic, montata alle 2.30 della notte precedente. Grazie alla cortesia di un’officina provvidenzialmente aperta di sabato finalmente ha inizio il viaggio.
Imbocchiamo l’autostrada in direzione Mi che in corrispondenza di Brescia viene abbandonata per seguire la direzione Piacenza/Genova.
I km si susseguono incessanti, brevemente interrotti dalle famose soste di carico e scarico (Benz&Pip). Ma i due mezzi carichi come non mai con l’aggiunta delle borse morbide laterali, alla dignitosa media di 120/130 corrono spediti verso il confine di stato, che oltrepassiamo a Ventimiglia, non prima di aver lasciato l’autostrada per la più panoramica statale costiera.
Le perle della Costa Azzurra si fanno ammirare in tutto il loro splendore, Mentone, Montecarlo/Monaco, Nizza. Peccato passare in movimento e non perderci qualche attimo (sarà per la prossima volta), ma una puntatine sul tracciato di F1, galleria compresa ce lo concediamo.
Proprio Nizza sarà il campo base per due giorni che si riveleranno “intensi” e cosi sicuramente non facili da scordare. Città molto viva di giorno, lo è ancor di più la notte, con un infinità di locali (per tutte le tasche) dove trascorrere in relax o non la serata.
La mattina seguente siamo in direzione Verdon la patria transalpina del “8/A” numeri famosi per chi pratica il free-climbing. E noi da buoni Ex, non potevamo di certo mancare, (purtroppo l’attrezzatura per salire non l’avevamo dietro… e neanche l’allenamento per essere precisi) Ci siamo consolati scoprendo che questa località non offre solo dove arrampicare, ma è anche un oasi di verde molto frequentata, con dei bellissimi campeggi e offre l’opportunità di praticare molti altri sport quali il Rafting, Canyoning, parapendio, escursioni a piedi ed in Vtt (velo tout terrain) così viene chiamata la Mountain bike in Francia, e molto altro ancora. Ma visto che siamo qui in scooter, ci facciamo appassionare da una sfilza interminabile di curve e tornanti inframmezzati da favolosi paesini e borghi che meritano qualche foto ricordo anche se trattasi come al solito di brevissime soste.
Purtroppo il periplo di tutta la vallata che si rivelerà più tortuoso non riusciremo a compierlo per intero. Infatti controvoglia ci toccherà dare forfait e ritornare verso Nice. Domani ci attende la seconda tappa del viaggio l’avvicinamento a Barcellona.

2° Tappa Nizza – Barcellona
Partendo da Nizza per recarsi in Spagna consiglio vivamente di attraversare la Camargue, altra località francese che merita sicuramente una visita.
Considerata per eccellenza terra di gitani. E’ una zona paludosa e verdissima, interrotta dal rosa dei fenicotteri, il nero dei tori e dai molteplici cavalli selvaggi che si scorgono lungo le rive dei vari acquitrini e canali. Punti colorati che interrompono l’onnipresente verde, che si confonde senza fine a perdita d’occhio con il colore delle lagune. Senz’altro da fermarsi a Aigues-Mortes e St. Marles d.l.M.
Da Montepellier riprendiamo l’autostrada e con un'altra corsa intervallata da brevi soste, ci avviciniamo al confina spagnolo. Curiosità da segnalare un’area di sosta in cui ci siamo fermati. Invasa dalle “rumorosissime” cicale molto più grandi di quanto immaginassi. Camminare sotto ai vari alberi letteralmente ricoperti da questo insetto è veramente di un certo effetto!
Il confine spagnolo è davanti a noi, finalmente ultimo strappo e siamo a Barcellona.
Qui bisognerebbe parlarne per giorni su cosa vedere e cosa fare, ma mi limito ad elencare cosa abbiamo fatto noi.
Di certo non poteva mancare, visto che il 2002 è il suo anno, una visita ai vari capolavori del Gaudì: Sagrada familia, Park Güell, casa Pedrera ecc. Inoltre da vedere la città olimpica, il Mare Magnum e ovviamente non può mancare la mitica “Rambla” animata dai multicolori mimi, musicisti, e artisti vari che la rendono viva tutto il giorno, tra chioschi di venditori di uccelli, banchi di fiori ed edicole. Vale pure al pena, a metà Rambla perdere pure dieci minuti, per fare qualche scatto al mercato rionale coperto.
Non vi basta?? Allora c’è anche il museo del sesso, ampiamente pubblicizzato ovunque tramite volantini. Devo dire la verità? Personalmente pensavo fosse qualcosa di meglio, comunque siamo stati anche li.
Nei giorni seppur brevi che abbiamo soggiornato a Barcellona, ci siamo sfogati di piatti tipici, tra i quali non potevano mancare paëlla & sangria, e personalmente mi sono lanciato anche su salsicce piccanti al sugo di cui non ricordo il nome ma sicuramente l’ottimo sapore.
Ma ecco che il soggiorno in Catalogna volge al termine ed il rientro verso casa “ovviamente” non poteva ricalcare pari pari l’itinerario dell’andata. Ci voleva una deviazione tanto per fare un po’ di montagna e collina.
Allora tutta autostrada da Barcellona fino al confine francese, per poi proseguire fino a Nimes, sulla medesima direttrice, e poi seguire in direzione Valence/Grenoble/Chambery, in quest’ ultima abbiamo pernottato. Grande lo scenario offerto dalla Val D’ìsere e comunque tutta la zona circostante, di un verde che sembra quasi irreale e rigogliosissimo. Molto carina anche la cittadina di Chambery; merita farci quattro passi, lungo tutto il vecchio centro storico, completamente pedonalizzato.


ULTIMO GIORNO: IL RIENTRO
La sveglia è concordata alle ore 8.30 Dopo la colazione ci attende l’ultima tappa che dovrà riportarci in quel di casa. Ma sorpresa!!!! Al nostro risveglio il cielo stellato della sera prima ha lasciato spazio ad un “veloce temporale estivo”. Ma alle 10.00 la pioggia incessante ancora non accenna a diminuire, che fare?… Semplice ci sia avvia, tanto tra un po’ smette, è ESTATE e che cavolo!!!!
Il monsone che ci accoglie in sella fa svanire l’intento originario di valicare il piccolo S. Bernardo per entrare in Italia e compiere il periplo del Monte Bianco. In alternativa ci sorbiamo il quasi simpatico traforo del Frejus, almeno li non diluvia. MA SIAMO FIDUCIOSI!!,
In territorio italiano il sole non potrà di certo mancare!!! E infatti come volevasi dimostrare, una volta fuori del tunnel è nuovamente acqua, tanta, tanta, tantissima acqua. In tangenziale a Torino ci siamo sicuramente meritati il conseguimento della patente nautica; l’acqua sulla carreggiata è a livello delle pedane e in movimento riusciamo a creare le onde su tutta la sede stradale completamente allagata.
Ma chi si ferma è perduto! Infatti sia il Tmax che l’Atlantic (quest’ ultimo con la marmitta completamente sommersa) arrancano piano piano ma inarrestabili. Era troppo pericoloso fermarsi ogni volta che la pioggia da forte si trasformava in un autentico muro di acqua e grandine. Almeno finché non si trovasse un provvidenziale riparo per scampare almeno un po’ dalla grandine.
Un’ora di sosta sotto un anonimo cavalcavia torinese che si rivelerà accogliente rifugio da condividere con automobilisti sconvolti dal tempo e preoccupati per le condizioni della carrozzeria dopo la grandine non servirà a far placare il tempo. Non accennava infatti a smettere ed eravamo ancora a nord di Torino.
Tanto più bagnati di così!!!, le cerate, i caschi, le scarpe, i vestiti, le mutande… tutto è ormai zuppo sia dentro che fuori. Quindi avanti alla ricerca del sole verso casa… e invece sarà ancora acqua a Milano a Brescia a Verona a Vicenza anzi no, qui con sorpresa non piove più, esce un timido sole che con l’aiuto del vento in corsa riuscirà ad asciugare esternamente anche le cerate. Ma pochi chilometri e… che strano sembra che l’orizzonte diventi buio?? Ma no!! era un’impressione!! Infatti dopo cinque minuti, puntuale ricomincia il diluvio che cesserà solamente dentro le mura di casa.
11 ore di viaggio ininterrotte sotto ad un'acqua continua. Non c’è che dire il viaggio alla ricerca del sole si è concluso nel migliore dei modi, regalo della favolosa estate 2002.
Ma che, tutto sommato, ricorderemo come un’altra, delle magnifiche esperienze, vissute in sella ai nostri inseparabili compagni, dalle ruote piccole.


Da segnalare che i mezzi sia l’Atlantic che il TMax, non hanno dato nessun problema o inconveniente. Il consumo medio per l’Aprilia è stato di 22.5 km/l, per lo Yamaha di 15-16 km/l, entrambi con due persone a bordo e carichi oltre misura!!
I km percorsi in totale oltre 3.500 in 7 giorni
Abbiamo alloggiato in tutte le tappe presso la catena hotel Ibis


I PARTECIPANTI:
Luca & Barbara su Aprilia Atlantic 500
Gianluca & Ivana su Yamaha TMax 500

Testo e foto by: Luca

www.centoallora.it
"Scooter Club Centoallora
piccole ruote, grandi avventure"©

PS: sul sito del Club Centoallora entro breve tutte le foto del viaggio.



 

 

 

 

 

 

 

 

 

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