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Viaduc de Millau

 

 

 


Millau

 

 

 


Montpellier le Vieux

 

 

 


Altopiano

 

 

 


Altopiano

 

 

 


Gorge du Tarn

 

 

IN SINTESI

Scooter: Suzuki Burgman 200
Periodo: Agosto 2009
Km: 1415
Consumo: 34 km/lit
Difficoltà: nessuna

 

 · Il viadotto di Millau e dintorni
 
by Enrico Ruggeri
31/08/009

Premessa
Saltato il viaggio in Svezia per le pessime previsioni (i 500 km sotto l’acqua di un viaggio del 2001 mi sono bastati), saltata la versione ‘corta’ ovvero Brema e Amburgo perché nonostante gli inviti avevo capito che i miei amici tedeschi avevano anche altri impegni , rimaneva la voglia di fare un viaggio un po’ lungo con il Burgman, per questo ho rispolverato l’idea di un anno fa ovvero di andare a vedere il Viaduc de Millau l’imponente e modernissimo viadotto terminato nel 2004 che consente all’autostrada A75, detta ‘La Meridienne’ per il collegamento tra Clermond Ferrand ed il sud della Francia, di passare il fiume Tarn, fiume che rappresentava il secondo mio interesse per la zona: avevo in parte seguito il suo percorso in auto anni fa con tutta la famiglia ed ero stato favorevolmente impressionato da questa zona della Francia. Una ricerca via internet di un albergo a Millau per un paio di notti ed il gioco è fatto.
I vari siti di ricerca percorsi, io ho usato ViaMichelin, proponevano o percorsi autostradali (che male si adattavano sia alla natura del mio scooter sia al caos del dopo ferragosto) oppure percorsi cha avevo già fatto per cui ho usato il sito solo per stamparmi le varie cartine e poi improvvisare al momento.

IL VIAGGIO
Primo giorno, 16 agosto 2009

Sette di mattina: parto ed imbocco a Rivoli l’autostrada Torino Bardonecchia, sarà in pratica anche al ritorno l’unico percorso autostradale a parte quello, voluto, sulla A75 per passare il viadotto. Esco a Oulx in direzione Monginevro (F) , per poi proseguire attraverso Briançon, Embrun (finalmente con la circonvallazione) sino a Gap, da qui proseguo in direzione Orange. Il percorso che da Serres porta a Nyon è una delle più belle e guidabili strade che si possano fare in moto/scooter: un susseguirsi di curve e controcurve in parte dentro un canyon , divertimento puro. Sosta pranzo nel bel paesino medioevale di Rosans. Arrivato a Nyon cambio direzione, non più verso Orange bensì verso Montelimar. Poco dopo Grignan (bello ed imponente il castello) devio verso Pierrelatte da qui raggiungo la statale che porta da Montelimar ad Orange, la seguo verso nord sin al bivio verso Abenas (strada 102) che prendo. Il primo paese che incontro, Viviers, sembra veramente bello ma il resto del percorso è trafficatissimo , forse per la giornata di parziale rientro ma in ogni caso la strada, che in parte segue il flume Ardeche famoso per le discese in canoa, non è certo adatta al turismo veloce visto le poche possibilità di sorpasso. Dopo Aubenas, che sembra bella ma che si taglia con una specie di tangenziale, proseguo in direzione Puy/Mende; dopo poco inizia anche la pioggia, a dispetto delle previsioni, sufficientemente insistente da costringermi ad indossare la tuta antipioggia. La strada inizia a salire sino a raggiungere un bell’altipiano quasi nordico, infatti anche con stazioni adatte allo sci di fondo. Raggiungo la strada 88., punto verso Mende ovvero verso sud ovest. Superato il paese di Langogne il traffico sparisce, la pioggia anche (anzi non ha mai piovuto visto l’asfalto asciutto) ed inizia una nuova strada estremamente guidabile e di gran soddisfazione. Arrivato a Mende, dove già si trovano indicazioni per il Gorge du Tarn ovvero le gole del Tarn che farò il giorno successivo, seguo le indicazioni per l’autostrada verso Millau proprio per poter passare sul viadotto.
L’autostrada A75 è molto bella sia paesaggisticamente visto che viaggia su un altopiano tra gli 800 ed i 900 m s.l.m. sia perché segue un andamento sinuoso che non annoia. Evito l’uscita Millau perché prima del viadotto, proseguo sino all’area di parcheggio attrezzata proprio per godersi, dopo un breve percorso a piedi, la vista sul viadotto stesso, veramente bello ed imponente. Riparto, passo il viadotto (l’unica parte a pagamento dell’autostrada, 3,80 euro per le moto, che in Francia pagano meno delle auto) ed esco alla prima uscita che mi farà arrivare a Millau con un percorso un po’ largo ma che oltre a seguire in parte il Tarn consente di passare sotto il viadotto (altro punto di visita che chiude in estate alle 19). Entro a Millau, mi faccio guidare all’albergo dal mio navigatore che accendo all’ingresso della città e monto provvisoriamente sul cruscotto (non è un modello da moto). Arrivo in albergo, un due stelle decoroso in centro e con parcheggio scooter in terrazza, alle 19:45 dopo 646 km, la maggior parte fuori dalle autostrade. Cena spettacolare in uno dei tantissimi ristoranti del centro.

Secondo giorno, 17 agosto 2009
Giornata dedicata al turismo nelle vicinanze, scelgo un percorso naturalistico.
Dopo una colazione nella terrazza dell’albergo, parto (indicazioni proprio vicino all’albergo stesso) in direzione Gorges du Tarn, Gorges de la Dourbie, Montpellier le Vieux; scelgo proprio quest’ultima direzione che porta verso il Chaos di Montpellier le Vieux ovvero una serie di rocce dalla forme più bizzarre tanto da sembrare una vera città, Montpellier le Vieux appunto. La strada inizia a salire, bella vista su Millau con lo sfondo del viadotto, sino ad arrivare in un incredibile altopiano: sembra di essere in Svezia, a parte l’altezza dei pini e degli abeti, mentre siamo a due passi dal mare. Arrivo a Montpellier le Viex dopo una piccola deviazione, visita a pagamento (12,25 euro con biglietto cumulativo con la grotta di Aven Armand che visiterò dopo). Ci sono una serie di percorsi ed anche un trenino ma che effettua un percorso ridotto. Scelgo il sentiero ‘rosso’ lungo tre km, servono scarpe che non scivolino. Veramente bello, specialmente nel punto panoramico in comune con il percorso ‘azzurro’ e con il trenino. Terminata la visita ritorno sulla strada principale che prosegue verso nord sino a raggiungere il Tarn nel paesino di La Rozier. Ho in mente di andare a vedere la grotta di Aven Armand e per fare questo seguo, verso est, le spettacolari Gorges de la Jonte dove mi fermerò anche per pranzo. Proprio nel punto più spettacolare delle gole sorge un centro di osservazione degli avvoltoi, numerosi nella zona e che si vedono in volo sopra le gole. Il centro (ingresso 6,5 euro) comprende un piccolo museo sulla vita degli avvoltoi ed una terrazza panoramica con potenti cannocchiali ad uso dei visitatori per ammirare gli uccelli nel loro habitat naturale, è anche prevista ad orari prefissati l’assistenza di ornitologi. Terminata la visita proseguo verso Meyrueis dove trovo il bivio verso Aven Armand. La strada si innalza velocemente sono a superare gli 800 m s.l.m. per raggiungere il brullo altipiano dove sorge l’ingresso alle grotte. Nonostante il biglietto prepagato devo passare alla cassa per ritirare la prenotazione per la visita guidata che inizia con una piccola funicolare sotterranea che porta all’ingresso della sala principale. Grotta spettacolare con un numero incredibile di stalagmiti (sembra sia la più bella al mondo di questo tipo). Anche qua occorrono scarpe comode visto il terreno scivoloso, ricordarsi anche di indossare una felpa prima di entrare.
Alla fine della visita riprendo lo scooter, proseguo ancora verso nord ovvero vero le Gorges du Tarn scegliendo ad un bivio successivo la strada verso destra ovvero quella che consentirà di fare il percorso più lungo.
Le gole del Tarn sono giustamente famose per la loro bellezza ma ancor di più per le possibilità di discesa in canoa, a questo scopo sono innumerevoli campeggi ed i punti di noleggio lungo il percorso che, dalla mia poca esperienza in Kayak sembra particolarmente facile senza pericoli per lo meno con poca acqua.
Arrivato alle gole seguo la direzione Millau in un alternarsi di paesini su entrambi le sponde del Tarn e punti di imbarco. Al paese di Les Vignes prendo la direzione Point Sublime, il miglior punto panoramico sulle Gole e decisamente degno del suo nome; allo splendido panorama si unisce anche la visione di un avvoltoio che volteggia sopra le gole. Ritorno alle gole con una piccola deviazione ed alle 17:15 raggiungo l’albergo dopo 186 km. Ottima cena questa volta in un ristorante marocchino.

Terzo giorno, 18 agosto 2009
E’ il momento di tornare, pur continuando a voler evitare le autostrade scelgo un percorso diverso verso casa tenendomi più a sud.
Partenza alle 8:20, seguo questa volta le gole della Dourbie che non avevo ancora fatto: molto belle e prive di traffico, perlomeno al mattino. Molto bella la vista sul paesino di Cantobre. Il canyon termina, seguo la strada Nant-Alzon-Le Vigan molto bella e panoramica. Proseguo sino a Ganges, città molto trafficata, dove il paesaggio peggiora decisamente sino a St Hyppolite du Fort dove devio verso Ales, paesaggio molto arido e deserto (specialmente di benzinai, occorre fare attenzione) ma più bello. Ad Ales occorre entrare in centro per trovare l’indicazione verso Bagnols, indicazione che trovo facilmente dopo una richiesta di informazioni. Arrivato a Bagnols con una strada molto veloce e poco trafficata segno la direzione Montelimar (per statale) sino al bivio per Grignan dove riprendo il percorso dell’andata, decisamente più trafficato (e più caldo) almeno sino a Briançon. Arrivo a Torino verso le 7:30 e dopo 583 km: percorso più corto dell’andata ma decisamente meno bello.

La zona
Millau non è certo a due passi, anche volendo usare le autostrade il percorso non è immediato; sicuramente però evitando il periodo estivo l’arrivo dovrebbe essere più agevole. In compenso una volta in zona il divertimento è assicurato.
La struttura del territorio, altopiani, gole e grotte, è garanzia per una paesaggio straordinario, ma avendo tempo Millau è un punto di partenza anche per un turismo culturale che ha pezzo forte nella città di Albi.
Anche solo il viadotto merita il viaggio e si tenga presente che le città di Montpellier , Nimes, Beziers ed Avignone non sono così distanti, analogamente si può dire della zona della Camargue . 410 sono poi i km da Millau a Barcellona.
L’offerta di alberghi (da quello di lusso alla ‘gite’) è notevole come l’abbondanza di campeggi specialmente lungo le rive del Tarn, ottime per una facile discesa in kayak, di facile noleggio nella zona.
Sopra Millau è in auge la pratica del parapendio, numerose le possibilità di volo in tandem, rese ancora più affascinanti dalla vista del viadotto.
Tra gli animali che si possono vedere, oltre ai citati avvoltoi, sembra ci siano bisonti, cavalli di Przewalski (l’unico cavallo selvatico europeo, presente vicino alla grotta di Aven Armand) e una popolazione di lupi. Pare molto interessante Micropolis: una specie di giardino zoologico dedicato ad ogni genere di insetto.

Lo scooter, l’abbigliamento
Il Burgman 200 (che ormai ha superato i 26000 km) si è comportato benissimo in questo viaggio di 1415 km anche perché ho privilegiato le statali, terreno decisamente più congegnale ad uno scooter di 18 CV.
Deludenti invece le caratteristiche del costoso parabrezza ad aletta regolabile originale Suzuki su cui riponevo molte speranze ma che in realtà, nonostante tutte le prove di regolazione, non mi ha fatto mai raggiungere la velocità che ottenevo con il compatibile GiVi/Kappa: più di 10 km/h persi.
Nessun problema meccanico, a parte l’allentamento dei dadi del beccuccio finale della marmitta che ha reso lo scooter rumoroso (problema risolto a casa con una semplice chiave a brugola, ma c’è da dire che si tratta della seconda marmitta perché la prima si è sbriciolata all’interno e mi è stata cambiata in garanzia).
Decisamente incredibili i consumi, aiutati da questo tipo di percorso: sempre oltre i 34 km/l con una punta di 38,5 sul percorso Oulx – Gap.
Pochi giorni di viaggio, al caldo, vogliono dire pochi bagagli: mi è bastato l’enorme vano sotto sella ed un bauletto Kappa da 45 l.
Anche l’abbigliamento, in previsione del grande caldo che si è puntualmente verificato, è stato leggero: giubbotto Roma della Dainese con la sua fascia addominale, pantaloni leggeri ma comodi (evitare quelli che tirano sul cavallo per ovvi motivi). Ottimo il casco jet Dainese con doppia visiera che ho usato per il viaggio (contrariamente alle mie abitudini ed ai miei consigli ma la paura del caldo ha avuto il sopravvento): decisamente buono il sistema di ventilazione tanto che ho sempre avuto i capelli asciutti, aiutato comunque dal colore bianco; un po’ alto sulla nuca però per viaggi a temperatura più bassa..

Testo e foto by: Enrico Ruggeri



Scooter in terrazza

 

 

 


Millau

 

 

 


Montpellier le Vieux

 

 

 


Gorges de la Jonte e avvoltoi

 

 

 


Aven Armand

 

 

 


Gorge du Tarn

 

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