| Premessa
E tre!! Tre scooter, tre Elefantentreffen. Ho il Burgman 200 da dicembre 2007 ma andarci l’anno scorso prima del primo tagliando avrei rischiato la decadenza della garanzia, mentre ora con superati i 16500 km al ritorno non si scandalizzano più.
Questa volta, come per il viaggio in Vespa nel 2003 sono andato da solo ed in due giorni; avrei in realtà dovuto incontrare Silvio (che saluto) che partiva in Vespa il giorno prima, ma una rottura della Vespa del suo compagno di viaggio lo costringeva a tardare e di conseguenza a fare saltare l’incontro.
La neve, immancabile, non era per fortuna sulle strade (ma di sicuro so che chi è tornato in Italia domenica ha avuto dei seri problemi: neve in Italia e forte vento prima del Brennero), ma solo dei parcheggi e, ovviamente, nella Fossa.
Sì, solo due giorni, di più non potevo fare quest’anno, il che ovviamente taglia la possibilità di fare il viaggio con chiunque, i masochisti dello scooter non sono tanti e che si incontrino è ancora meno probabile. Pazienza, sono partito da solo, due giorni, 1882 km, ed eccone il resoconto:
Il viaggio
Partenza da Torino alle 6:40 di giovedì mattina, l’Elefanten ufficialmente inizia il venerdì, decido di fare la A21 (Torino – Piacenza – Brescia), per evitare la tangenziale di Milano sicuramente intasata al mattino. Penso che questa autostrada sia una delle più nebbiose in Italia e se questo viaggio d’andata non smentisce la sua fama al ritorno sarà peggio.
Finalmente esco dalla nebbia, rada, verso Brescia e arrivo alle 10:30 al raccordo con la A4, alle 13 circa passo il Brennero, dopo aver pagato più di 28 euro di autostrada (mentre il tagliandino 10 giorni/moto per le autostrade austriache, preso in una stazione di servizio verso Trento, costa solo 4,40 euro, che dire?).
Dal Brennero tutto fila tranquillo, le strade sono pulite, sino a Monaco (ho deciso per un percorso tutto autostradale visto il poco tempo a disposizione), dove per errore esco ad un bivio verso Passau che in realtà non corrisponde all’autostrada che volevo prendere ma alla statale 12, scoperto lo sbaglio invece di proseguire per questa strada o tornare indietro decido di ricongiungermi più a nord, a Landshut per la precisione, sicuramente ho perso tempo ma la città sembra interessante sia per il centro storico che per l’imponente castello e merita una visita magari quando andrò con più calma, ricongiunto con l’autostrada proseguo verso Passau (bivio più avanti), ed esco correttamente all’uscita 112; vista la stanchezza invece che proseguire in direzione di Zentig (e dopo 3 km sarei arrivato giusto a Solla) giro per le lande bavaresi chiedendo a destra e manca con il mio arrugginito tedesco e alla fine alle 19, riesco ad arrivare (se avessi portato un cartina dettagliata sarei stato più furbo).
Avevo già prenotato domenica scorsa l’hotel proprio a Solla, tre stelle, trenta euro con la colazione, da non credere!
L’albergo è pieno di Elefanti (molti italiani, ma anche un russo di Mosca che viaggiava con un Silverwing con tanto di sidecar che per arrivare al raduno già che c’era era passato da Istambul, da Roma e da Firenze, tanto per citare qualche tappa!), tanto che al mattino ho anche trovato gente che dormiva nella parti comuni.
Sicuramente, avendo più tempo direi che la migliore soluzione sia quella di arrivare il giorno prima del raduno, dormire la sera in albergo e poi montare la tenda con calma al mattino per la notte o le notti successive.
Il ristorante, sempre nell’albergo, aveva il menù dell’Elefantentreffen, una serie di piatti unici, tutti con uno o più contorni compresi, sempre a prezzi inferiori ai 13 euro, decisamente i tedeschi non se ne approfittano anche se per loro questa è l’alta stagione.
La camera era tranquilla ed ho dormito come un ghiro.
Dopo colazione vado al raduno, prendo l’adesivo, di rigore sul parabrezza, un nuovo distintivo da appendere alla giacca, e verso le 9:30 prendo la via del ritorno (sigh!).
Il sole di Solla, che faceva bel sperare per il ritorno era solo un illusione, dopo pochi chilometri di autostrada viene sostituito da un clima cupo e freddo (ma tutto il viaggio è stato sottozero a parte un centinaio di chilometri) che mi accompagna anche dopo Monaco.
Una raccomandazione per chi viaggia sulle autostrade tedesche: per quanto gli automobilisti tedeschi siano sempre estremamente corretti, specie sulle distanze di sicurezza, occorre fare molta attenzione in fase di inizio sorpasso, non ci sono limiti e di conseguenza la macchina che vedete nello specchietto magari sta viaggiando al oltre 200 km/h, cercate di valutarne la velocità prima di spostarvi.
Solo dopo Innsbruck il sole fa la sua apparizione, e fa apprezzare il passaggio del Brennero, verso le 14, con un paesaggio invernale. La discesa è luminosa ma disturbata da vento contrario sino quasi al raccordo con la A4, penso che il peggio sia finito ma quando, di nuovo per evitare il traffico di Milano, prendo la A21 (Brescia – Piacenza – Torino) mi imbatto in un nebbione, e con il buio, da fare accapponare la pelle specialmente pensando di non avere i retro nebbia come le auto, oltretutto dopo un po’ la visiera del casco è diventata inutilizzabile: il risultato è che ho fatto 200 km (sino ad Asti) con la visiera alzata e sottozero!
Volevo in proposito ringraziare l’automobilista che, senza nessuna mia richiesta, mi è stato dietro facendomi da scudo per tutto il viaggio proteggendomi e mantenendo la distanza di sicurezza, chissà se leggerà mai questo articolo?
Finita la nebbia gli ultimi chilometri proseguono senza problemi e poco dopo le 21 arrivo a casa.
Un’ultima raccomandazione: portatevi una pila per consultare le cartine di notte (se non avete il navigatore)!
Lo scooter
Decisamente ottimo il suo comportamento, 1882 km in due giorni (950 il primo, 932 il secondo), tutto il percorso autostradale, a parte la parte di nebbia, al limite delle sue prestazioni ovvero tra i 120 ed i 130 km/h di tachimetro con punte dei 140, e 110 con il vento contrario.
Come avevo già notato a settembre facendo il passo del Gran San Bernardo per andare a Strasburgo, un po’ per il motore piccolo, un po’ per un non perfetto adattamento della centralina all’aria rarefatta, quel che patisce è la quota per cui l’ultima parte della salita al Brennero dal lato austriaco, più ripida rispetto al lato italiano ha portato la velocità massima a scendere sotto i 100 km/h.
Decisamente buoni i consumi, difficile scendere sotto i 28 km/l.
Al ritorno ho controllato l’olio, consumo nullo!
Prima di partire avevo anticipato a 14500 km il tagliando dei 15000 km, quello più oneroso perché con cambio cinghia del variatore.
Qualche mese fa ho invece sostituto gli ammortizzatori posteriori con dei più performanti, e di conseguenza sicuri, Bitubo, decisamente migliore il loro comportamento sullo sconnesso, non che non si senta il colpo ma sicuramente la ruota non ha perdite di aderenza.
Per questo viaggio, ma specialmente per questa stagione che in Piemonte è stata oltremodo nevosa, ho ordinato via Internet e poi fatti montare dal concessionario, dei pneumatici termici Heidenau come mi aveva consigliato un Elefante nel 2007. Decisamente validi, li ho anche provati su una strada sterrata in salita ed innevata riuscendo a salire senza problemi, hanno anche sopportato quasi 2000 km di viaggio autostradale senza particolari consumi. Al cessare di questo freddo inverno, anche entro fine febbraio, li smonterò per preservarli per il prossimo Elefantentreffen o simile.
Per i bagagli ero attrezzato con bauletto da 45 litri Kappa e due borse laterali morbide GiVi che, uniti al voluminoso vano sottosella mi davano una notevole capacità di carico. Le borse laterali in realta erano semivuote ma le ho messe per ripare lo scooter da eventuali scivolate, sempre possibili all’Elefantentreffen.
Il percorso
In realtà da Torino i siti tipo Via Michelin facevano passare dalla Svizzera consentendo di risparmiare quasi 150 km, non sarebbe stato male ma in termini di tempo il risparmio sarebbe poi stato di meno di mezzora, di conseguenza ho preferito il conosciuto percorso del Brennero in cui non avrei dovuto consultare cartine, cosa sempre scomoda con le mani fredde.
Il percorso più facile, se si sceglie di percorrere l’autostrada, e senz’altro Torino – Piacenza – Brescia – Verona – Brennero – Innsbruck – Rosenheim – Monaco – uscita 112 (Iggensbach) prima di Passau dopo di che uscite dall’autostrada girare a sinistra verso (Iggensbach e seguire sempre la strada sino a Zentig, oltrepassato questo paese in 3 km si è al bivio, a sx, per Solla che si raggiunge con una salita al 14%, dura quando le strade sono innevate.
In realtà, se lo troverete nei miei racconti nel 2003 e 2007, ho anche fatto altre strade. Chi invece vuole evitare autostrade dovrà munirsi di cartina e farsi un percorso ad hoc.
Molti siti, tipo Via Michelin, consigliano l’uscita alla 111, decidete voi.
Conclusione
L’Elefantentreffen è quasi una droga, ogni volta dico “questo è l’ultimo”, vuoi per il viaggio che da Torino è lungo, vuoi per le condizioni climatiche dovute alla stagione, ma che ovviamente fanno parte del fascino di questo raduno, e poi alla fine, come oggi, ho di nuovo voglia di tornarci; anche il mio amico Filippo compagno di viaggio nel 2007 l’anno scorso mi disse “Mai più!” e quest’anno ha sperato sino all’ultimo di riuscire a tornare ma proprio non ha potuto.
Testo e foto by: Enrico
Ruggeri
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