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IN SINTESI

Scooter: Piaggio Vespa Et4 150.
Periodo: 30/01 - 31/01/03
Km: 1713
Tempo: 2 giorni
Temperatura: -11°
Difficoltà: oltre al resto, un automobilista distratto...

 

 


 

 · 47° ELEFANTENTREFFEN 2003
 
by Enrico Ruggeri
03/03/03

Elefanten Treffen 2003, ovvero lode agli scooter (specialmente il mio…)
Sapendo che avrei fatto una cosa da fuori di testa, andare e tornare all’Elefanten in due giorni (da Torino), ho comunicato a mia moglie la mia decisione alla sera prima dicendo: “..ma come! Te lo avevo detto qualche giorno fa!”, questo mi ha evitato discussioni difficilmente sostenibili, scuse tipo “una volta nella vita” non sono di solito capite dalle mogli. Due giorni per motivi strettamente economici ma tutto sommato la soddisfazione di battere i miei record personali.

La scelta dei due giorni, da solo (i pazzi sono rari e la probabilità di incontrarli è bassa) mi ha imposto tre scelte: il percorso attraverso il Brennero, tutta autostrada (il percorso su statale è già lungo sino a Milano, figuriamoci sino al Brennero, ed ovviamente con la mia Vespa Et4 150 potevo decidere per l’autostrada) ed il dormire in un alberghetto; scelte comunque non obbligatorie potendo fare almeno l’andata in due giorni e viaggiando non da solo.
Le scelte, per queste condizioni, sono state azzeccate: la strada sino al confine è stata ottima (ma fredda!), solo un poco di nebbia da Novara a Milano e la solita coda in tangenziale.
Il bello è venuto poco prima di Innsbruck quando la neve, che all’inizio dava solo fastidio in visibilità, ha iniziato ha fermarsi: la maggior parte delle moto, i cui guidatori prima mi salutava sorpassandomi ha dovuto rallentare più vistosamente di quando dovessi fare io con il risultato che nei tratti più impegnativi ero io a salutare loro.
Uscito dall’autostrada (io ho scelto di proseguire verso Salisburgo per poi raggiungere Passau quasi in verticale) la neve era ancora insidiosa ma quello che mi ha fregato è stata una placca di ghiaccio proprio nel punto in cui, Altendorf se ricordo bene, una macchina ha deciso di girare di colpo senza freccia: inevitabile la caduta ma ero talmente imbottito ed andavo talmente piano che non mi sono fatto nulla, la stessa Vespa protetta probilmente dai coprimanopole leggermente sporgenti rispetto alla sagoma ha avuto solo una leggera rottura del bauletto anteriore, forse per una ginocchiata.
Le giornate, aihmè, in Germania in questa stagione sono più corte che da noi: quando sono arrivato a Passau, verso le 8 di sera, era già buio da un pezzo, ho chiesto qualche indicazione ma passato il Danubio ho girato a sinistra invece a destra, non sono riuscito a prendere la N85, avevo già fatto 820 km non avevo più voglia di cercare ed alla prima indicazione Gasthaus ho deviato e mi sono sistemato: la strada per arrivarci, non pulita, aveva parecchia neve ed ho veramente sperato che ci fosse una stanza libera e per fortuna così era.
Al mattino ho visto che anche un paio di motociclisti aveva trovato sistemazione, probabilmente avevano sbagliato strada anche loro.
Ho dormito come un ghiro dopo aver, per cena, bevuto un solo latte caldo ma mi sono rifatto con la colazione.

Alle 8 di mattina, dopo aver tolto la neve dalla Vespa sono ripartito ancora con la neve verso il raduno che ho raggiunto, per fortuna con il sole, verso le nove. Sono stato lì un’oretta, peccato non potere di più, tempo sufficiente per incontrare Wvespa al suo quarto Elefanten, scattare qualche foto (purtroppo la macchina ha fatto le bizze, sono tutte scure) quattro chiacchere e tanti complimenti dagli altri motociclisti.
Decisamente troppo poco il tempo di permanenza al raduno, il tempo è tiranno, ma quanto basta per trovare un’atmosfera magica: arrivando al mattino, ed in un mattino così gelido, la cosa che più colpisce è il vapore che esce dalle tende, il fumo dei primi falò, decisamente la voglia di tornarci anche solo per poterci passarre un giorno intero è alta.
Partenza alle 10:20 ed arrivo a casa alle 23:10.

Qualche considerazione: la Vespa, con i suoi 104 kg, è stata formidabile sulla neve ma non solo: con 1713 km in due giorni, 820 km il primo giorno ed 893 il secondo (di cui 36 km per arrivare dall’albergo al raduno) ho battuto tutti miei record (alle 6 di sera ero a Trento e dopo solo 5 ore a Torino).
La temperatura non è quasi mai mai andata sopra zero (solo da Brescia a Peschiera il primo giorno), ma il secondo giorno ho avuto –10°C al raduno e –11°C sul Brennero (i –20 indicati da Schiapp sono un misunderstanding)
Come abbigliamento ho usato: al posto della calzamaglia un paio di pantaloni termici da fondo, sopra un paio di pantaloni di velluto e sopra ancora un paio di pantaloni da sci (niente di particolarmente tecnico, 30 euro in un ipermercato), giaccone in piumino sopra ad una giacca da moto senza imbottitura, un paio di doposci, coprimanopole Tucano con sotto solo un paio di guanti in pile.
Nessun problema meccanico nonostante i suoi 35000 km all’attivo e la manetta per tutta la parte italiana del viaggio, solo la lampadina dell’anabbagliante bruciata (occorre ricordarsi di portarne una di scorta, anche se il cambio sulla Vespa porta via almeno mezz’ora).
In conclusione: un’esperienza irrinunciabile e la voglia, capisco Wvespa, di rifarlo il prossimo anno.

Testo e foto by: Enrico Ruggeri


 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

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