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Castello in Danimarca

 

 

 


Copenaghen

 

 

 


La sirenetta

 

 

 


Danimarca - Castello a Fyn

 

 

 


Danimarca - Vecchie case

 

 

 · DANIMARCA ED ALSAZIA '03
30/07/03 
by Enrico Ruggeri
pag. 3/3
>>> Vedi anche: 1^ puntata, 2^ puntata,
Una nazione: la DANIMARCA

Se Norvegia, Svezia e Finlandia sono mete dalle grandi distanze, si pensi che il percorso classico sino a Capo Nord supera i 10.000 km, la Danimarca, una volta arrivati, è la regina del turismo minimale: a parte la penisola dello Jutland si possono fare tranquilli percorsi giornalieri a partire da un punto di sosta.
E’ divisa principalmente in Jutland (la penisola ad ovest), la Fionia (Fyn) con Odense e Sjælland, l’isola di Copenaghen; queste regioni sono collegate da ponti, gratuito quello tra Jutland ed Fyn, a pagamento e lunghissimo quello tra Fyn e Sjælland.
Per una breve visita, senza sostituirmi ad una guida, da consultare senz’altro:
Jutland: la costa nord ovest, la punta (Skagen) con magnifiche dune ed una chiesa insabbiata, Århus con il monumento alla scrofa ed il più bel museo all’aperto di case contadine, Alborg con un museo disegnato da Aalvar Alto, Ribe delizioso villaggio al sud, Legoland (per bambini e non solo).
Fyn: Odense città natale di Hans Christian Andersen, costa nord, meno turistica dello Jutlland ma molto carina, Æro deliziosa isoletta a sud.
Sjælland: Copenaghen, richiede almeno un paio di giorni per una visita da fare preferibilmente a piedi, Roskilde con un ottimo museo di navi vichinghe, Frederiksborg con un grande castello, Soro con una bella chiesa ma specialmente un magnifico parco. A sud l’isola di Møn con le Møns Klint, splendide e bianchissime scogliere.
La ricettività potrebbe essere un problema per la presenza di tanti turisti tedeschi, è consigliata la tenda o una prenotazione preventiva: Fyn è la regione con meno sistemazioni in case private.
I prezzi sono normalmente più alti che da noi, ma meno di Svezia, Finlandia ma specialmente della Norvegia.
- Da lasciare un posto nei bagagli per: un piccolo oggetto di design danese (specie quelli per la cucina), una piccola bottiglia di acquavite (a me piace la Gammel Dansk, con gusto secco ma affine ai nostri amari)

Una regione: l’ALSAZIA

Adoro Strasburgo come adoro l’Alsazia tanto che cerco di andarci almeno una volta all’anno: ci sono sempre andato al ritorno dalla Scandinavia, ci sono andato sia in Vespa che con il mio vecchio Honda Bali 100, ci sono andato per l’eclissi del 2000 e ci sono andato anche questa volta.
Strasburgo è una città deliziosa, con una cattedrale gotica in una magnifica piazza ed una zona di canali, la Petit France. La si gira tranquillamente a piedi, si possono fare delle gite in battello. Si mangia benissimo e la scelta di ristoranti, tutti tipicamente alsaziani è notevole.
Ma l’Alsazia non è solo Strasburgo, che comunque è un ottimo punto di partenza per gite di un giorno o di mezza giornata: Colmar, la Route de Vins d’Alsace con la perla Riquewir, Mulhouse con un museo dell’automobile allestito benissimo e con più di 50 Bugatti oltre ad altre centinaia di vetture d’epoca.
Un’ottima idea di viaggio potrebbe essere:
Torino Strasburgo via Gran San Bernardo
sosta di due giorni con gita di mezza giornata a Baden Baden in Germania (ottimo percorso motociclistico per arrivarci la Schwartzwaldhochstraße, la si prende uscendo verso Kehl e proseguendo verso est sino ai cartelli che la indicano, altrettanto bello è tornare attraverso la statale tedesca numero 36 e poi attraversare il Reno con uno dei traghetti gratuiti)
viaggio di un giorno attraverso la Route de Vin (prendere l’autostrada verso Colmar ed uscire verso Bahr o Obernai, seguire poi la strada che costeggia a mezza costa le colline piene di vigneti fermandosi comunque a Riquewir) con arrivo a Colmar, attraversare il confine verso Freiburg in Bresgau (Friburgo in Bresgovia) visitandone almeno la piazza della cattedrale, ritornare verso Mulhouse
visitare il museo dell’automobile e ritornare in Italia o verso il Jura francese (Belfort, St Claude, Aix le Bains, Chambery) o di nuovo verso la Svizzera magari con un percorso più a ovest attraverso il citato passo di Ferrette/Delemont.
La ricettività è buona ed altrettanto i prezzi, in particolare la Route de Vin pullula di alberghetti, pensioni e camere private. Strasburgo non ha in genere problemi in estate per le ferie del Parlamento Europeo. Chi fosse interessato al mio solito albergo, vecchio ma decoroso e specialmente in centro, mi mandi pure un Email.
- Da lasciare un posto nei bagagli per: una bottiglia di vino alsaziano preso in una delle Cave lungo il percorso della Route de Vin.

CONCLUSIONE
Certo i miei sono stati tempi un po’ estremi aiutati comunque dalla certezza della sistemazione notturna, dal bel tempo e dalla conoscenza delle strade ma posso dire che: una settimana, che poi sono nove giorni includendo entrambi i fine settimana, può essere sufficiente per una visita della Danimarca ed è addirittura abbondante per la sola Alsazia con eventuale estensione alla Valle del Reno (tra Main e Koblenz), per poter fare entrambi le cose occorre rinunciare alle visite dettagliate giocando piuttosto con le soste durante il viaggio verso nord.
Se, anche solo per un ritorno forzato, qualcuno volesse imitare le mie percorrenze ecco quanto suggerisco:
• partire molto presto al mattino
• portarsi qualcosa da mangiare di asciutto e leggero (es. gallette tipo Wasa) e qualcosa da bere; io ho saltato il pasto preferendo piuttosto mangiare qualcosa durante i rifornimenti, di certo è meglio evitare pranzi abbondanti e bevande alcoliche
• la sistemazione notturna per l’arrivo deve essere certa
• fermarsi per fare benzina senza arrivare allo stremo delle forze, ho visto che il massimo tollerabile continuo era di un paio d’ore
• occorre poter variare spesso la posizione di guida, ad esempio con la Vespa qualche volta mi piegavo in avanti (buffo ma efficace) qualche volta mi spostavo tutto indietro sino ad appoggiarmi al bauletto ed allungavo le gambe
• la protezione aerodinamica deve essere efficace (17 ore e mezza senza parabrezza sarebbe stato difficile sostenerle) ma il parabrezza dovrebbe stare sotto la linea degli occhi per poter vedere anche in caso di pioggia e non essere troppo influenzati dal vento laterale
• verso la fine del viaggio giocate un po’ con i tempi, ovvero provate a calcolare il tempo per arrivare alla meta successiva (sembra stupido ma fa distrarre)
• piuttosto andate un po’ più piano ma guardate il panorama
• variate la velocità, anche lo scooter ha i suoi diritti
• portatevi, se non avete allergie, qualcosa per il mal di testa
• adeguate l’abbigliamento alla temperatura esterna senza aspettare di sentirvi a disagio
• nessun abito svolazzante, meglio dei capi specifici
• occhiali da sole se servono
• se piove non si riescono a fare queste percorrenze, fermarsi comunque al riparo durante i temporali, moderare la velocità specialmente in curva, coprirsi subito senza aspettare di essere fradici.

Testo by: Enrico Ruggeri
Foto d'archivio by: Enrico Ruggeri

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Strasburgo - Vista dalla Cattedrale

 

 

 

Strasburgo - I ponti coperti

 

 

 

Strasburgo - la Cattedrale

 

 

 


Strasburgo - insegna

 

 

 


Strasburgo - la Petit France

 

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