Una nazione: la DANIMARCA
Se Norvegia, Svezia e Finlandia sono mete dalle grandi distanze,
si pensi che il percorso classico sino a Capo Nord supera
i 10.000 km, la Danimarca, una volta arrivati, è
la regina del turismo minimale: a parte la penisola dello
Jutland si possono fare tranquilli percorsi giornalieri
a partire da un punto di sosta.
E’ divisa principalmente in Jutland (la penisola ad
ovest), la Fionia (Fyn) con Odense e Sjælland, l’isola
di Copenaghen; queste regioni sono collegate da ponti, gratuito
quello tra Jutland ed Fyn, a pagamento e lunghissimo quello
tra Fyn e Sjælland.
Per una breve visita, senza sostituirmi ad una guida, da
consultare senz’altro:
• Jutland: la costa nord
ovest, la punta (Skagen) con magnifiche dune ed una chiesa
insabbiata, Århus con il monumento alla scrofa ed
il più bel museo all’aperto di case contadine,
Alborg con un museo disegnato da Aalvar Alto, Ribe delizioso
villaggio al sud, Legoland (per bambini e non solo).
• Fyn: Odense città
natale di Hans Christian Andersen, costa nord, meno turistica
dello Jutlland ma molto carina, Æro deliziosa isoletta
a sud.
• Sjælland: Copenaghen,
richiede almeno un paio di giorni per una visita da fare
preferibilmente a piedi, Roskilde con un ottimo museo di
navi vichinghe, Frederiksborg con un grande castello, Soro
con una bella chiesa ma specialmente un magnifico parco.
A sud l’isola di Møn con le Møns Klint,
splendide e bianchissime scogliere.
La ricettività potrebbe essere un problema per la
presenza di tanti turisti tedeschi, è consigliata
la tenda o una prenotazione preventiva: Fyn è la
regione con meno sistemazioni in case private.
I prezzi sono normalmente più alti che da noi, ma
meno di Svezia, Finlandia ma specialmente della Norvegia.
- Da lasciare un posto nei bagagli per: un piccolo oggetto
di design danese (specie quelli per la cucina), una piccola
bottiglia di acquavite (a me piace la Gammel Dansk, con
gusto secco ma affine ai nostri amari) Una
regione: l’ALSAZIA
Adoro Strasburgo come adoro l’Alsazia tanto che
cerco di andarci almeno una volta all’anno: ci sono
sempre andato al ritorno dalla Scandinavia, ci sono andato
sia in Vespa che con il mio vecchio Honda Bali 100, ci
sono andato per l’eclissi del 2000 e ci sono andato
anche questa volta.
Strasburgo è una città deliziosa, con una
cattedrale gotica in una magnifica piazza ed una zona
di canali, la Petit France. La si gira tranquillamente
a piedi, si possono fare delle gite in battello. Si mangia
benissimo e la scelta di ristoranti, tutti tipicamente
alsaziani è notevole.
Ma l’Alsazia non è solo Strasburgo, che comunque
è un ottimo punto di partenza per gite di un giorno
o di mezza giornata: Colmar, la Route de Vins d’Alsace
con la perla Riquewir, Mulhouse con un museo dell’automobile
allestito benissimo e con più di 50 Bugatti oltre
ad altre centinaia di vetture d’epoca.
Un’ottima idea di viaggio potrebbe essere:
• Torino Strasburgo
via Gran San Bernardo
• sosta di due giorni
con gita di mezza giornata a Baden Baden in Germania (ottimo
percorso motociclistico per arrivarci la Schwartzwaldhochstraße,
la si prende uscendo verso Kehl e proseguendo verso est
sino ai cartelli che la indicano, altrettanto bello è
tornare attraverso la statale tedesca numero 36 e poi
attraversare il Reno con uno dei traghetti gratuiti)
• viaggio di un giorno
attraverso la Route de Vin (prendere l’autostrada
verso Colmar ed uscire verso Bahr o Obernai, seguire poi
la strada che costeggia a mezza costa le colline piene
di vigneti fermandosi comunque a Riquewir) con arrivo
a Colmar, attraversare il confine verso Freiburg in Bresgau
(Friburgo in Bresgovia) visitandone almeno la piazza della
cattedrale, ritornare verso Mulhouse
• visitare il museo
dell’automobile e ritornare in Italia o verso il
Jura francese (Belfort, St Claude, Aix le Bains, Chambery)
o di nuovo verso la Svizzera magari con un percorso più
a ovest attraverso il citato passo di Ferrette/Delemont.
La ricettività è buona ed altrettanto i
prezzi, in particolare la Route de Vin pullula di alberghetti,
pensioni e camere private. Strasburgo non ha in genere
problemi in estate per le ferie del Parlamento Europeo.
Chi fosse interessato al mio solito albergo, vecchio ma
decoroso e specialmente in centro, mi mandi pure un Email.
- Da lasciare un posto nei bagagli per: una bottiglia
di vino alsaziano preso in una delle Cave lungo il percorso
della Route de Vin.
CONCLUSIONE
Certo i miei sono stati tempi un po’ estremi aiutati
comunque dalla certezza della sistemazione notturna, dal
bel tempo e dalla conoscenza delle strade ma posso dire
che: una settimana, che poi sono nove giorni includendo
entrambi i fine settimana, può essere sufficiente
per una visita della Danimarca ed è addirittura
abbondante per la sola Alsazia con eventuale estensione
alla Valle del Reno (tra Main e Koblenz), per poter fare
entrambi le cose occorre rinunciare alle visite dettagliate
giocando piuttosto con le soste durante il viaggio verso
nord.
Se, anche solo per un ritorno forzato, qualcuno volesse
imitare le mie percorrenze ecco quanto suggerisco:
• partire molto presto al mattino
• portarsi qualcosa da mangiare di asciutto e leggero
(es. gallette tipo Wasa) e qualcosa da bere; io ho saltato
il pasto preferendo piuttosto mangiare qualcosa durante
i rifornimenti, di certo è meglio evitare pranzi
abbondanti e bevande alcoliche
• la sistemazione notturna per l’arrivo deve
essere certa
• fermarsi per fare benzina senza arrivare allo
stremo delle forze, ho visto che il massimo tollerabile
continuo era di un paio d’ore
• occorre poter variare spesso la posizione di guida,
ad esempio con la Vespa qualche volta mi piegavo in avanti
(buffo ma efficace) qualche volta mi spostavo tutto indietro
sino ad appoggiarmi al bauletto ed allungavo le gambe
• la protezione aerodinamica deve essere efficace
(17 ore e mezza senza parabrezza sarebbe stato difficile
sostenerle) ma il parabrezza dovrebbe stare sotto la linea
degli occhi per poter vedere anche in caso di pioggia
e non essere troppo influenzati dal vento laterale
• verso la fine del viaggio giocate un po’
con i tempi, ovvero provate a calcolare il tempo per arrivare
alla meta successiva (sembra stupido ma fa distrarre)
• piuttosto andate un po’ più piano
ma guardate il panorama
• variate la velocità, anche lo scooter ha
i suoi diritti
• portatevi, se non avete allergie, qualcosa per
il mal di testa
• adeguate l’abbigliamento alla temperatura
esterna senza aspettare di sentirvi a disagio
• nessun abito svolazzante, meglio dei capi specifici
• occhiali da sole se servono
• se piove non si riescono a fare queste percorrenze,
fermarsi comunque al riparo durante i temporali, moderare
la velocità specialmente in curva, coprirsi subito
senza aspettare di essere fradici.
Testo by: Enrico
Ruggeri
Foto d'archivio by: Enrico
Ruggeri
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