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Entrata in Danimarca

 

 

 


Fienile con tetto in paglia

 

 

 


In spiaggia con la Vespa

 

 

 


Møn's Klint

 

 · DANIMARCA ED ALSAZIA '03
18/07/03
by Enrico Ruggeri
pag. 1/3
>>> Vedi anche: 2^ puntata, 3^ puntata,

Breve storia di un viaggio pazzo e qualche consiglio per fare meglio.

Ingredienti:
una Vespa ET4 150 con più di 39000 km alle spalle abituata alle pazzie del padrone (vedere ElefantenTreffen), 5 giorni a disposizione di cui solo il primo per arrivare a trovare degli amici a Brema che partivano il giorno dopo, un amico danese a cui avevo promesso una visita in Vespa, una città ed una regione che adoro, Strasburgo e l’Alsazia.

Risultato:
1193 km fatti il primo giorno da Torino a Brema, arrivo in Danimarca in un giorno e mezzo, una serata a Strasburgo dopo altri 980 km in un giorno da Odense (DK). Un breve tour in Alsazia. Il tutto nei cinque giorni previsti.

Il racconto
La prima scelta su questo viaggio era il weekend del 24,25 maggio con l’unione di tre giorni di ferie, le previsioni del tempo negative su tutto il percorso e le esigenze del mio amico danese, Claus, mi hanno fatto spostare la scelta per il periodo da 29 maggio al 2 giugno consentendomi tralaltro di prendere solo due giorni di ferie extra.

Primo giorno, 29 maggio:
Sono le 4:40 del mattino quando accendo la povera Vespa per la partenza, il tempo è buono, il pieno di benzina è stato fatto il giorno prima, la temperatura è già sui 20 gradi. Il percorso scelto è quello classico via tunnel del Gran San Bernardo (il passo era ancora chiuso) ed al tunnel ci arrivo alle 7:30, prendo il biglietto andata e ritorno che consente di risparmiare un po’ (16,20 euro per le moto), nessun problema alla frontiera (ma alle guardie di confine svizzere al Gran San Bernardo hanno fatto un corso per essere così scorbutiche? D’accordo, il G8 di Evian impone più controlli ma si possono anche fare con un sorriso), compro il tagliandino delle autostrade svizzere (40 franchi, come le auto, e scadenza al 31 gennaio), cinque giorni a disposizione obbligano all’uso dell’autostrada. La temperatura salendo in quota è scesa a 6 °C, mi vesto di tutto punto, solo dopo Martigny riuscirò a togliere l’interno della giacca ed il pile, la temperatura rimarrà ottima per tutto il primo giorno oscillando tra 20 e 30 gradi ma con pochissima umidità.
Dopo il lago di Ginevra, ovvero da quando si deve prendere la direzione Berna/Fribourg il traffico si fa particolarmente sostenuto, per tutta Europa è l’inizio del ponte dell’Ascensione, i lavori di manuntenzione sulle autostrade svizzere sono pesanti, la grossa galleria tra Berna e Basilea ha percorribilità ridotta con conseguente coda chilometrica (per fortuna sono in scooter): tutto questo mi consiglia l’uscita a Basilea verso la Francia, ovvero un breve tratto cittadino per poi prendere la A35, gratuita, verso Muhlhouse, Colmar Strasburgo al posto della più tradizionale autostrada 5 tedesca. La scelta è vincente, alle 13 passo nelle vicinanze di Strasburgo; sono ottimista, tanto da telefonare ai miei amici a Brema per confermare l’arrivo in tarda serata, prima pensavo di riuscire ad arrivare solo in qualche paese lungo la Valle del Reno tra Mainz (Magonza) e Koblenz. Dopo questa telefonata decido di riprendere il percorso classico ovvero esco alla prima uscita (sto andando verso Karlsruhe) e vado a riprendere la 5 verso Francoforte che raggiungo verso le 16 e passo velocemente. Il traffico è ormai scemato e la bellissima e panoramica autostrada verso Hannover, si chiama sempre 5 sino alla deviazione per Kassel dove cambia numero in 7, la faccio proprio volentieri, una lunga serie di saliscendi tra enormi foreste e bellissime campagne con solo qualche lavoro di manutenzione in corso. Ad Hannover arrivo verso le 20,30, ormai mi sento arrivato, ancora un piccolo sforzo, un tramonto fantastico ed alle 22:10 sono a Brema: 1193 km fatti in giorno, ho polverizzato il mio precendente record di 893 (ma era invernale, all’ElefantenTreffen). Un’ottima cena preparata dalla mia amica Roberta, due chiacchere e poi a dormire.

Secondo giorno, 30 maggio:
I miei amici a Brema dovevano partire molto presto al mattino e anche se potevo fermarmi più a lungo ne ho approfittato per farmi svegliare con conseguente nuova partenza alle 6.30. Imbocco subito l’autostrada verso Amburgo che raggiuno prima delle 8, seguo le indicazioni dell’Elb Tunnel, la galleria che passa sotto l’Elba (esiste anche un ponte ma non è di immediato accesso). Le indicazioni successive sono per Kiel, Flensburg ovvero il confine con la Danimarca che raggiungo verso le 10; prima però ho fatto benzina all’ultima stazione dove potevo pagare in euro perché non ero sicuro di trovare un cambio (la valuta in Danimarca è la corona danese), cosa che invece avviene nella prima stazione di servizio dopo il confine dove c’è una vera e propria banca. Proseguo in direzione di Kolding e poi Odense, dove abita il mio amico. Odense è nella parte della Danimarca della Fionia, o Fyn, che è collegata con la penisola dello Jutland da dove arrivavo con un ponte, gratuito. L’arrivo a Odense è poco dopo mezzogiorno. Il pomeriggio è dedicato al riposo ed ad un giro in città (in macchina!).

Terzo giorno, 31 maggio:
Si sta proprio bene in Danimarca! La mia fortuna è di avere degli amici e di conseguenza poter vivere per un po’ la loro vita, ovviamente in questo caso quella di un giorno festivo. Sono molto ospitali. Al mattino un giro nel centro di Odense, un giro al mercato (ma quanto sono belli i mercati al Nord!), una birra tranquillamente seduti in un pub. Al pomeriggio riprendo la Vespa, i miei amici in auto, per un giro al mare e qualche foto. Passiamo qualche ora in spiaggia, l’acqua è calda, quasi da pensare ad un bagno, il sole quasi scotta, la tranquillità è garantita dalla pochissima gente e dalla normale educazione dei popoli nordici. Immancabili durante il percorso sono le case od i fienili con il tetto in paglia. Il tempo è splendido.
Alla sera cena pantagruelica, la mia amica Jennie cucina in maniera straordinaria, controllo le previsioni per il ritorno (ottime sino in Svizzera, si riveleranno corrette) Sistemo i bagagli e controllo lo scooter.

Quarto giorno, 1 giugno:

Voglio provare ad arrivare a Strasburgo, a stima dovrebbero essere 950 km, e per fare questo occorre di nuovo alzarsi all’alba. Parternza alle 5 (i miei amici mi hanno preparato la colazione, stupendi!). Il tempo e splendido ma le prime ore del mattino sono gelide, 3°C, meno male che sono attrezzato! Verso Kiel riesco finalmente spogliarmi di tutte le cose pesanti. Amburgo la passo verso le 9, il traffico è altissimo, ultimo giorno del ponte dell’Ascensione, ma l’autostrada smaltisce bene sino verso Hannover dove iniziano, per lavori, le prime code chilometriche, non me ne liberò sino a Francoforte: onore comunque agli automobilisti tedeschi che guidano benissimo ed hanno un notevole rispetto per i motociclisti che li superano durante le code (non posso certo dire lo stesso di Francesi, Svizzeri e Italiani). La temperatura è altissima, tocca i 32°C e anche l’umidità non scherza. Verso Francoforte, quasi le 16, vedendo il traffico diminuire decido che Strasburgo è una meta possibile, telefono all’albergo dove vado di solito e trovo, per fortuna, posto. Le indicazioni a questo punto sono per Basel (Basilea) ma invece di uscire a Kehl, che è la città tedesca adiacente a Strasburgo, esco a Baden Baden (uscita 51), questo mi consente di fare un pezzo della bella statale 36 per poi girare a destra per prendere uno dei traghetti che attraversano in Reno: ovviamente l’ho fatto solo per divertimento, sono gratuiti, la coda è quasi inesistente, il tragitto dura un paio di minuti. Dall’arrivo del traghetto punto verso Strasburgo in parte sull’autostrada, esco a Rue de Vosges, il viale a cui il mio albergo è adiacente. Arrivo alle 19.10 dopo avere percorso 980 km. Il tempo di mettere la Vespa in garage (compreso nel prezzo di 50 euro ma solo per le moto, giusto un paio al massimo), fare una doccia ed esco per mangiare una cena nel mio solito ristorante nella piazza della cattedrale. Faccio un giro dopo cena nella zona di canali detta Petit France e vado a dormire.

Quinto giorno, 2 giugno:
Dormo un po’ di più, faccio una colazione un po’ deludente in albergo, devono avere cambiato in servizio, alle 8.40 parto. Da Strasburgo a Torino ci sono più o meno 550 km, deciso di fare una deviazione nella bellissima Route de Vin d’Alsace ovvero me la prendo con calma. Prima di Colmar ritorno sull’autostrada sino a Mulhouse dove esco: la mia intenzione è di rinunciare alla prima parte dell’autostrada Svizzera a favore di un piccolo colle leggermente ad ovest che collega Ferrette (in Francia) con Delemont (in Svizzera), un percorso da me già collaudato più volte sia in scooter che in auto. A Mulhouse mi perdo un po’ sino a riuscire a trovare l’indicazione per Altkirch. A Ferrette incontro la prima pioggia, dura poco per fortuna, ma dopo un viaggio tutto autostrade le gomme non sono consumate in modo uniforme meglio andare con calma con l’asfalto bagnato. Passo il confine dopo anche un controllo bagagli da parte della guardia di confine svizzera, un ragazzo sorridente particolarmente incuriosito dall’adesivo DK che avevo orgogliosamente appicciato al parabrezza. A Delemont arrivo alle 13, seguo le indicazioni Biel Bienne, percorso in parte stradale ed in parte con una piccola autostrada. Seguo poi le indicazioni per Berna. Qui occorre seguire le indicazione Fribourg/Losanna. Dopo Berna vengo colto dalla grandine che, fortunatamente, passa in fretta (ho atteso la fine sotto un ponte in compagnia di un motociclista svizzero). Quasi alle 16 arrivo lungo in lago di Ginevra, ovvero dopo il bivio per il Gran San Bernardo, dalla parte opposta rispetto a Losanna. Magnifica è la vista su Montreux dall’alto dell’autostrada. Passo il traforo del Gran San Bernardo verso le 17.30. Comincio ad avere un po’ di voglia di arrivare per cui decido anche qua per l’autostrada dimenticandomi che era la fine del ponte del 2 giugno: le code sono lunghissime anche a causa del lavori, in scooter passo lo stesso ma con la pioggia. Anche quando il traffico per Milano si divide l’autostrada rimane congestionata: per evitare inutili rischi per l’asfalto bagnato e code al casello di Torino (Settimo) decido di uscire al casello prima per arrivare a Torino, alle 20.45, su statale. La parte finale del viaggio è sotto un acquazzone spaventoso.

Testo e foto by: Enrico Ruggeri

2^ PUNTATA >>>
pag. 2/3
3^ PUNTATA >>>
pag. 3/3



Casa a Odense

 

 

 


In spiaggia a Nord di Fyn

 

 

 

Spiaggia al Nord di Fyn

 

 

 

Ribe, sud dello Jutland

 

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