| Ciao, sono Francesca
da Bologna, ed in queste righe vi racconterò
dell’itinerario che questa estate abbiamo
scelto di percorrere, con Davide, mio marito, sul
nostro Burgman 650 Executive.
Lo scooter è arrivato a maggio, e abbiamo
da subito cercato di conciliare il desiderio nostro
di provarlo, per una settimana, con la voglia di
scoprire gente e luoghi anche diversi dalle solite
rotte di massa.
Venerdì 8 agosto
ci siamo così imbarcati sulla tratta Ancona-Spalato,
e la mattina successiva siamo partiti da Spalato
alla volta della città di Mostar, la più
bella città della Bosnia-Erzegovina, secondo
molti.
Per un tratto abbiamo costeggiato il mare, direzione
sud, ma, dato il traffico sostenuto, dopo la città
di Makarska ci siamo addentrati nelle colline interne,
passando per il villaggio di Brikva, la cittadina
di Vrgorac, poi Ljubuski, e raccordandoci quindi
a Pocitelj con la statale M-17. Questo tratto interno
è stato veramente una interessante scoperta:
la strada è ben asfaltata e a due corsie,
con la segnaletica bianca che le delimita, senza
buche ed in condizioni generali molto buone; unica
pecca: l’asfalto un po’ più liscio
rispetto ai nostri. Il percorso si snoda piacevolmente
tra le colline verdi e selvagge che lo circondano,
interrotte solo da qualche paesino. Non abbiamo
avuto alcun problema al passaggio della dogana,
mostrando passaporti e carta verde.
Abbiamo quindi proseguito per la M-17, in ottime
condizioni, risalendo il fiume Neretva fino a Mostar,
dove ci siamo fermati per visitare la città
e passare la notte. Il centro storico è davvero
affascinante, tutto il pietra bianca e con il celebre
ponte, e testimonia le diverse culture che l’hanno
attraversata. Fuori dalle vie principali sono visibili
su vari edifici i segni della guerra del 1991-1995.
La quantità di stranieri, di camere in affitto
(ce ne sono in tutte le strade), e di locali per
mangiare, carne in particolare, ci dice che non
siamo stati gli unici ad avere avuto l’idea
di passare di qui.
Sabato 10 agosto puntiamo
a nord, in direzione Sarajevo, sempre lungo la statale
M-17. Per metà del tragitto si risale a fianco
della Neretva, ed insieme a queste acque verdissime
ci accompagna un gradevolissimo fresco, quasi da
felpa.
Ad una decina di chilometri da Sarajevo cominciano
i viali, con al centro un’ampissima aiuola
verde in cui passano i tram. I viali sono a tre
corsie per senso di marcia, e conducono fino in
centro, dove è ancora possibile muoversi
in un traffico del tutto accettabile. Il centro
storico è pedonale e composto da vie lastricate
in pietra rosa e edifici bassi con i banconi in
legno per esporre la merce in vendita. Bello sostare
in piazza dei piccioni e vedere calare il sole sul
minareto che la domina, ed indovinare da dove vengono
i tantissimi viaggiatori con lo zainone che passano
da qui. Abbiamo fatto bene a prenotarlo qualche
settimana prima del viaggio, l’ostello.
Il giorno seguente
abbiamo lasciato la capitale seguendo la statale
M-18 che passa per Krupac, Dobro Polja, e quindi
la M-20 che attraversa Tjentiste ed il bel parco
nazionale Sutjeska.
Dopo il parco, a causa di una breve deviazione per
un cantiere, per errore abbiamo lasciato la statale
ed abbiamo imboccato la strada che dirige ad ovest
verso Gacko. Le buone condizioni di questa strada
ed il fatto che in questa zona della Bosnia i cartelli
siano scritti in cirillico… ha fatto sì
che ci è voluto molto tempo per scoprire
il nostro errore. Durante queste ore abbiamo attraversato
infinite colline di arbusti bassi e secchi, interrotte
solo da piccoli villaggi con greggi di capre.
Invece che tornare sui nostri passi, siamo quindi
giunti sulla costa percorrendo, dopo Blagaj, la
statale M-17.
Ci ha accolto per la notte l’Autocamp a Banici,
che si trova lungo la costa poco più a nord
di Slano: è un campeggio con poche decine
di posti, sopra una di quelle piccole baie con i
sassi bianchi e l’acqua azzurro chiaro. Oltre
ad un rigenerante tuffo, è da non perdere
il filetto che il proprietario cucina per cena!!
Il 12 agosto abbiamo
visitato Dubrovnik, ed i due giorni seguenti abbiamo
costeggiato il mare in direzione nord, fino a Zara,
da dove ci siamo imbarcati per Ancona.
Decisamente positivo il bilancio
di questo primo viaggio sul nostro Burgman: comoda
la posizione di guida, in particolare per la possibilità
di muovere avanti-indietro il poggiaschiena del
pilota, ed anche quella del passeggero. Il parabrezza
che si alza-abbassa dà la possibilità
al pilota di giocare sull’aria che gli arriva.
La flessibilità di poter scegliere di utilizzare
le marce è positiva per chi vuole essere
un po’ più incisivo in uscita dalle
curve in salita, ma lo scooter è ottimo comunque
in ogni occasione anche senza l’uso delle
marce, cosa che permette di godere al massimo del
paesaggio che si attraversa.
Nell’ampio sottosella hanno trovato posto
due zaini, e nel baule posteriore tenda e sacchi
a pelo.
In conclusione… un itinerario
interessante e che consiglio!
Testo e foto: Francesca
Pagani
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