Vi scrivo da donna
e da passeggero quindi vi prego di perdonare eventuali
inesattezze tecniche! Solitamente i viaggi vengono
raccontati dai protagonisti delle due ruote.. io
l’ho fatto per il piacere di rivivere e di
condividere la bella esperienza vissuta con la speranza
che questo nostro piccolo viaggio possa dare qualche
suggerimento a scooteristi in procinto di partire
per la Corsica!
Per essere precisi, il viaggio, mio e di Cri, è
iniziato da Milano con destinazione Livorno per
imbarcarci alla volta di Olbia. Dopo aver trascorso
una settimana anti-stress alla Maddalena, ci siamo
imbarcati nuovamente da Santa Teresa di Gallura
a Bonifacio. Nonostante il mare proibitivo delle
Bocche di Bonifacio siamo finalmente giunti in terra
francese…ops corsa. Mai confondere i corsi
con i francesi!! Siamo ripartiti immediatamente
in direzione nord percorrendo la costa occidentale
per circa 180 km con l’obiettivo di raggiungere
Cargese, bellissima località sulla costa
50 km sopra ad Ajaccio. Provati dal vento e dal
freddo, arriviamo a destinazione! E’ notte
ma sono felice di essere arrivata in questo bellissimo
paese che rievoca le vacanze della mia infanzia…
16 agosto Bastia, punto
di partenza
Trascorsi 4 giorni a Cargese e per esattezza alla
Plage du Pero, arriva il momento di macinare un
po’ di chilometri! In sella al nostro Beverly
500, decidiamo di andare incontro a Federico che
arriva a Bastia col traghetto. La domanda sorge
spontanea: chissà se arriverà con
la Vespa o con la sua Falco?? La solita fortuna
di Federico ha voluto che, dopo aver trovato la
ruota della moto a terra, il giorno prima di Ferragosto
è riuscito a trovare un gommista e tappare
il buco! Ma le sfortune/fortune di Federico ci hanno
perseguitato per tutto il viaggio!! …
Dopo aver percorso circa 200 km e rischiato seriamente
di rimanere a secco di carburante all’altezza
di Vizzavona, arriviamo a Bastia. L’intenzione
era di pernottare due notti a Bastia in modo da
percorrere tutto il “dito” l’indomani
in giornata rientrando alla base e poi ripartire
per Calvi. Ci rendiamo subito conto che l’unico
campeggio di Bastia non è il luogo adatto
per fermarsi più di mezza giornata: probabilmente
alcuni nostri vicini di tenda non erano in vacanza
ma si trattava della loro residenza! Ci sistemiamo
e ci dirigiamo in città per la cena. Camminiamo
per gli stretti vicoli e arriviamo al porto. Non
abbiamo visitato la cittadella perché secondo
il mio ragazzo e il suo amico, la strada era troppo
in salita (bah!?). Dopo la cena in una piazzetta
carina del centro, torniamo in campeggio.
Dormito:
campeggio Le Sable Noir 14€
Mangiato:
Ristorante “Les Intimes” 25€ a
persona
17 agosto da Bastia a Saint-Florent,
percorrendo il dito (110 km)
Ore 10 si parte! Percorrendo la D80 arriviamo ad
Erbalunga, facciamo colazione in questo villaggio
di pescatori quasi immerso in mare e vegliato dai
resti di una torre genovese. Seguendo la costa frastagliata
in direzione nord, poco prima di Macinaggio, decidiamo
di fare una deviazione e, salendo salendo, giungiamo
alla località di Tomino, quattro case di
pietra dominate da una vecchia torre genovese e
da una chiesa barocca. Nonostante la foschia il
panorama è fantastico: il porto di Macinaggio
è sotto di noi; la foschia non ci permette
di vedere Capraia come promesso dalla guida, ma
riusciamo a scorgere l’isola Finocchiarola.
Seguendo la strada abbandoniamo per pochi chilometri
la costa, ma una deviazione ci riporta al mare e
quasi per caso attraversiamo i paesi di Barcaggio
e Tollare, proprio di fronte all’isola della
Giraglia. Siamo a Cap Corse.
Ora ci troviamo sul versante occidentale del dito
e il fatto che lo stiamo percorrendo in senso antiorario
significa che stiamo guidando dal lato esterno della
carreggiata, a strapiombo sul mare e senza guard-rail...
Questa è una delle strade più dissestate
di tutta la Corsica, e in più ci si mettono
anche le mucche! Non è difficile trovarle
dietro le curve, che passeggiano o che riposano
sdraiate in mezzo alla strada! Poco prima di raggiungere
Saint-Florent e dopo un bel bagno rigenerante, troviamo
la bellissima spiaggia nera di Nonza. La particolarità
è che dall’alto si possono leggere
le scritte che i visitatori fanno posizionando sassi
bianchi sulla distesa di sassi neri.
Arriviamo a Saint-Florent e finalmente troviamo
un bel campeggio.. La località è composta
dalla città vecchia e dalla zona portuale,
principalmente turistica.
Dormito:
campeggio Kalliste*** 18€
Mangiato:
ristorante c/o hotel d’Europe 23€ a persona
18 agosto da Saint-Florent
a Evisa (200 km)
Questa è stata una delle tappe più
massacranti!
Usciti da Saint-Florent percorriamo circa 40 km
nel Deserto delle Agriates: il nulla. Ci siamo solo
noi e la natura a perdita d’occhio. Che silenzio!
E’ quasi un peccato tenere i motori accesi!
Dall’entroterra torniamo sulla costa, incontriamo
L’Ile Rousse e Calvi, che merita una visita.
Nonostante la salita per raggiungere la cittadella,
riesco a convincere Cri e Federico! La cittadella
è circondata da imponenti mura a picco sul
mare da cui si gode da un lato il panorama su tutta
la città sottostante e sul porto e dall’altro
il mare. Da Calvi a Porto la strada ricalca esattamente
la costa frastagliata che si vede sulla cartina
stradale! Quasi 90 km di curve, strade tenute malissimo
e in alcuni punti franate, le solite mucche sulla
strada ma.. panorami mozzafiato, soprattutto nell’area
della Riserva Naturale di Scandola. Il paesino di
riferimento è Girolata, raggiungibile solo
via mare o a piedi. Noi purtroppo non abbiamo tempo,
la strada è ancora lunga! Troviamo un baracchino
in legno immerso nel verde (pur essendo sulla strada)
gestito da un personaggio più genovese che
corso che ci prepara un megapanino con prosciutto
corso e formaggio di pecora e ripartiamo! Arriviamo
a Porto, scendiamo verso la Marina e troviamo la
solita torre genovese arroccata su un promontorio.
Assolutamente impedibili Le Calanche, rocce rosse
dalle forme più strane a strapiombo sul mare.
L’ideale sarebbe arrivarci al tramonto per
godere in pieno dei colori che queste rocce assumono.
E’ arrivato il momento di abbandonare il mare.
Seguendo la D84 lungo strade strette immerse nei
boschi attraversiamo la valle di Evisa, e arriviamo
a destinazione. Evisa, appunto. Il paese non è
nulla di speciale ma un ottimo punto di partenza
per visitare l’indomani la foresta di Aitone.
Dopo tanti chilometri ci siamo meritati l’hotel!
Con sorpresa scopriamo che c’è la possibilità
di utilizzare la piscina. Acqua gelida da infarto
ma una vista mozzafiato sulle montagne circostanti!
Finalmente relax!
Dormito e mangiato:
Hotel Aitone € 65 a persona in mezza pensione
19 agosto da Evisa a Vizzavona
(100 km)
Dopo un’abbondante colazione lasciamo l’hotel
e in 10 minuti raggiungiamo la Foresta di Aitone.
Si respira aria di montagna, e dopo una mezz’oretta
di cammino immersi nel verde di pini, faggi e abeti
altissimi, raggiungiamo le cascate e i laghetti
che esse creano. L’acqua è gelida!
Abbandonata la zona delle mucche, questa è
la zona dei maiali! Attenzione, perchè attaccano
i turisti con cibo al seguito e rischiate di essere
aggrediti se non mollate le leccornie del vostro
pic-nic…Ripartiamo seguendo la D84 e facciamo
una sosta a Calacuccia per pranzare, dopo aver visitato
la diga alta 74 m e il suo bacino artificiale. I
20 km successivi in direzione Corte sono fantastici:
inaspettatamente ci troviamo immersi in un canyon.
Si tratta della Scala di Santa Regina. La strada
segue l’andamento della gola sottostante,
creata dal fiume Golo. Le rocce intorno a noi sono
frastagliate e rossastre.
Arriviamo a Corte, decidiamo di non fermarci perché
preferiamo proseguire per Vizzavona. Obiettivo:
park adventure. I 20€ di ingresso al parco
sono davvero soldi spesi bene, adrenalina a 1000.
Fiore all’occhiello, il salto di Tarzan! Ormai
è quasi buio, esausti dalle fatiche del park
adventure ci catapultiamo nel primo campeggio che
incontriamo. Siamo fortunati, montiamo le tende
sotto alberi di mele e per la prima volta mangiamo
una pizza all’ITALIANA! E non è cosa
da poco in Corsica!
Dormito e mangiato:
camping Soleil 22€ a persona tutto compreso,
camping+cena
20 agosto da Vizzavona a
Sartene (155 km)
Lasciamo il campeggio sotto una pioggerellina tenue
e, dopo aver percorso la N193 fino a Vivario, imbocchiamo
la D69, seguendo l’indicazione della guida
che consiglia questa strada alle due ruote. Purtroppo
all’altezza di Ghisoni siamo costretti a deviare
verso la costa in quanto siamo tutti e tre senza
un euro in tasca e non c’è neanche
l’ombra di un bancomat in questi paesini dell’entroterra
corso! A sorpresa la D344 che da Ghisoni ci conduce
a Ghisonaccia ci regala suggestivi paesaggi: percorriamo
la strada che sembra tagliata nella roccia e attraversiamo
le Gole delle Strette e le Gole dell’Inzecca,
create dal Fium’Orbo. La poesia finisce quando
arriviamo sulla costa. Sono bastati i 20 km da Ghiosonaccia
a Solenzara per capire che la costa orientale della
Corsica è da evitare assolutamente, ad esclusione
del tratto che va da Portovecchio a Bonifacio. Per
fortuna Solenzara è vicina. Imbocchiamo la
D268 che ci riporta sul nostro itinerario iniziale.
Ritroviamo subito il paesaggio montano, e curva
dopo curva appare l’inconfondibile profilo
frastagliato del Col de Bavella con le sue guglie
appuntite. Il cattivo tempo non ci permette però
di godere in pieno delle sfumature di colore che
queste rocce assumono. Questo è il bello
della Corsica! Sei al mare, e tutto un tratto ti
trovi immerso in paesaggi dolomitici! Il nostro
viaggio prosegue verso l’Alta Rocca: Zonza,
Quenza, Aullene, minuscoli villaggi montani, assolutamente
non abituati al passaggio dei turisti. Da qui, seguendo
la D69, decidiamo di andare verso Sartene e di fermarci
per la notte. Nonostante sia molto turistica, Sartene
è un paese carinissimo, con case in pietra
aggrappate alla roccia, angoli pittoreschi e stretti
vicoli davvero suggestivi, soprattutto di sera.
Dormito:
Hotel Villa Piana*** 50€ a persona
Mangiato:
Ristorante “Le Sartene” 24€ a persona
21 agosto da Sartene al
Golfo della Rondinara (70 km)
Che risveglio! La giornata è fantastica:
sole e cielo blu! Cambiamo l’itinerario e
anziché tornare nell’entroterra decidiamo
che è la giornata perfetta per visitare Bonifacio
che si trova a una cinquantina di chilometri da
Sartene. Percorrendo la N196 dalla strada vediamo
la fantastica spiaggia di Roccapina e in men che
non si dica siamo a Bonifacio, la città più
pittoresca della Corsica. Parcheggiamo e ci dirigiamo
verso la Marina. Il porto si trova alla fine di
un fiordo che penetra nelle altissime falesie bianche.
Percorrendo il lungomare, incontriamo una scalinata
infinita da cui poter accedere alla città
alta. Dalla cittadella è possibile seguire
un percorso lungo il perimetro di tutte le mura
da cui si godono panorami fantastici, tra cui il
Grain de sable, il famoso faraglione immerso nel
mare cristallino che è il simbolo della città.
A pochi chilometri dalla città, da non perdere
è il Capo Pertusato, la punta più
meridionale della Corsica il quale regala spettacolari
vedute sulle isole di Lavezzi e Cavallo e, in lontananza,
si scorge l’arcipelago della Maddalena e la
Sardegna. Ripartiamo percorrendo per circa 15 km
la N198 e arriviamo al Golfo della Rondinara.
Qui si conclude il nostro viaggio itinerante e ci
regaliamo due giorni di mare e di relax!
Dormito:
Camping Rondinara 19€
Mangiato:
Ristorante Rondinara 15€ a persona
22 agosto
Io e Cri già conosciamo la zona. La Rondinara
è una spiaggia fantastica, racchiusa in una
baia che comunica col mare aperto da una stretta
apertura. Porto naturale per decine di barche a
vela che ormeggiano in rada. A pochi chilometri,
consigliamo di visitare la spiaggia di Santa Giulia
e di Palombaggia, perle preziose. Chiaramente merita
una visita anche Portovecchio, ma armatevi di pazienza:
in questo tratto la N198 è perennemente bloccata.
Avevo parlato di relax???? ……in questi
pochi giorni di sosta al campeggio Rondinara, iniziano
le disavventure di Federico: non contento di aver
perso il biglietto di ritorno del traghetto, decide
che vuole movimentare la vacanza! Lui e la sua mania
di “smanettare” e perfezionare la resa
della sua moto, decide che la candela è sporca.
Tira tira tira.. è la candela va in pezzi!
Per fortuna la Falco monta due candele, per cui
è salvo!
23 agosto dal Golfo della
Rondinara a Bastia (185 km) + Genova-Milano (150
km)
Sveglia all’alba. Federico parte prima di
me e Cri in quanto deve presentarsi in anticipo
alla Moby Line per ristampare il biglietto del traghetto
perduto. Mentre noi carichiamo lo scooter ci chiama
Fede con un nuovo problema: ancora fissato sulla
cattiva resa della sua moto, si ferma sul ciglio
della strada vicino a Portovecchio, mette il cavalletto,
evidentemente non abbastanza stabile, e un colpo
di vento fa cadere la moto a terra… Si rompe
la pinza del freno anteriore. Impossibile raggiungere
Bastia in quelle condizioni! Aiutato da alcuni passanti
che gli avevano dato soccorso, trova nelle vicinanze
un’officina che gli fa una riparazione di
emergenza. Nel frattempo io e Cri raggiungiamo Federico
e concludiamo il viaggio insieme, preoccupati per
il suo freno e per nostre gomme consumatissime.
Mi convinco che tutto il tratto da Portovecchio
a Bastia non vale la pena di essere percorso. Sani
e salvi arriviamo a Bastia. E a Milano.
PS: i prezzi dei campeggi
si intendono per 2 persone, tenda e moto.
TOTALE KM 1350
Come prima esperienza di vacanza sulle due ruote
non c’è male. Breve ma intensa! Il
Beverly si è comportato bene, anche se i
pneumatici si consumavano a vista d’occhio!
Sorprendente la capacità di carico, non abbiamo
rinunciato a niente e da questo punto di vista è
stato come fare una vacanza in auto!
Dopo questa breve esperienza siamo giunti alla conclusione
che la Vacanza con la V maiuscola è solo
in sella alle due ruote!
Il Beverly 500 era caricato
come segue:
2 borse laterali estensibili ognuna da 21>30
ltr contenenti gli indumenti.
Borsa tubo adattata a borsa tunnel da 80 ltr posizionata
sulla pedana in mezzo alle gambe con teli mare,
accappatoio, lenzuolo, felpe di emergenza, attrezzatura
anti-pioggia e cartine varie.
Bauletto originale da 36 ltr con all’interno
scarpe, compressore per gonfiare/sgonfiare il materassino
(utilissimo) , pinne, maschera, caricabatterie vari.
Materasso matrimoniale gonfiabile legato sul bauletto.
Tenda e stuoia legate tra la sella e il bauletto
con tiranti elastici.
Vano casco contenente un sacco a pelo, catene, bloccadisco
e documenti vari.
Testo e foto: Elide
Susta
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