| Da oltre 30 anni (ahimé!)
vado in motocicletta; la uso sempre, d’estate
e d’inverno, per lavoro e per diletto, amo
il piacere di non avere un tetto sulla testa.
Ho viaggiato con tante moto e scooter in lungo ed
in largo per tutta l’Europa ma, da molti anni
sognavo di fare “IL VIAGGIO”; si “
il viaggio” e non “un viaggio”,
perché Capo Nord, per quello che rappresenta
e per le emozioni che ti da, è sicuramente
“il viaggio” che ogni motociclista DEVE
fare almeno una volta nella vita.
Insieme a mia moglie Sara abbiamo deciso, quest’estate,
di partire, ed abbiamo deciso di condividere l’esperienza
con altri motociclisti optando per un viaggio organizzato
dalla Fullmonty Travel di Latina (rivelatasi poi
ottima organizzatrice).
Con questo resoconto voglio raccontarvi le mie impressioni
sperando che qualcuno, leggendo le mie parole, possa
trovare dentro di sé la spinta per partire;
le belle cose della vita vanno condivise con più
persone possibili!!!
E’ finalmente arrivato il grande giorno!
In un assolato e caldissimo pomeriggio calabrese
io e mia moglie ci facciamo accompagnare dal concessionario
Piaggio di Cosenza Ottorino Gualtieri per ritirare
lo scooter appena tagliandato, affidato alle amorevoli
cure del capo officina Ottorino Gualtieri jr. ed
dell’esperto Tonino Esposito. Destinazione:
Bari.
Perchè Bari? La risposta è semplice:
perché la moto… è un mezzo invernale!!
La moto cessa d’essere un piacere con le torride
temperature estive italiane e, quindi, abbiamo deciso
di arrivare al Nord dell’Italia… in
traghetto. A mezzanotte ci siamo imbarcati su una
nave croata che ci ha portato - senza fatica - fino
a Rijeka, al Nord della Croazia.
Giornata di grande relax. Il tempo trascorre piacevolmente
tra lunghe dormite (di mia moglie) e grandi mangiate
nel ristorante della nave.
Il nostro era un traghetto itinerante e così
abbiamo avuto anche l’occasione di dare una
veloce occhiata ad alcuni bellissimi posti della
Croazia.
Ci siamo fermati a Dubrovinik (meraviglioso il centro
storico), nelle splendide isole di Korcula, Hvar
(Stari Grad) ed a Spalato.
Sbarcati in terra croata ci siam chiesti: che facciamo?
Raggiungiamo l’Italia da Trieste o scegliamo
la via più lunga e passiamo dalla Slovenia?
E qui ha prevalso l’istinto del mototurista!
Perché il mototurista prova un sottile piacere
nell’allungare un percorso per il solo gusto
di scoprire posti nuovi.
E così, di buon ora, c’incamminiamo
verso la Slovenia ed in particolare verso Bled,
con il suo magico lago dove prevediamo di dormire.
Lungo la strada ci fermiamo alle grotte di Postumia
che vale veramente la pena di visitare; sono chilometri
e chilometri sotterranei di stalattiti e stalagmiti
splendidamente modellate dall’umidità
e dal tempo.
I motociclisti bruciano energie e, quindi, i motociclisti
devono mangiare!! Il castello di Predijama (e soprattutto
l’accogliente ristorantino lì vicino)
meritano una breve sosta.
L’ottima carne e la deliziosa birra slovena
hanno reso il trasferimento verso Bled… veramente
piacevole, tranne che per il caldo massacrante.
Nel tardo pomeriggio, all’arrivo, veniamo
improvvisamente incantati dalla bellezza del lago
di Bled, con il suo affascinante isolotto proprio
in mezzo; la strada che lo circonda è paesaggisticamente
e motociclisticamente eccellente, tanto che decidiamo
di percorrerla tutta fino a raggiungere il lago
di Boijni.
In Slovenia si sta proprio bene. La gente è
civile ed accogliente, si dorme e si mangia alla
grande; il tutto pagando il giusto prezzo
La strada che va da Bled a Boijni è proprio…da
moto! E’ tutta grandi curve, con asfalto in
buone condizioni ed inserita in un contesto paesaggistico
veramente notevole.
Fiumi, alberi e verde vegetazione scorrono ai bordi,
gli accoglienti bar e ristoranti fanno il resto.
Infatti è percorsa da un buon numero di motociclisti
sloveni e non tutti, tutti in orgasmo da piega e
ben disposti verso il classico saluto che fa sentire
un motociclista mai solo.
Ritorniamo a Bled e dormiamo in un accogliente e
pulito chalet (anche economico nel prezzo) e ci
godiamo una meritata cena (ovviamente innaffiata
da un’ottima birra) in riva al lago.
Oggi è il giorno del rientro in Italia. Abbiamo
volutamente evitato la strada più agevole
per arrampicarci sul passo Vrsic, passare da Bovec
ed oltrepassare il confine dal passo del Predil.
Il percorso inizia da Kranjska Gora ed è
in brutte condizioni d’asfalto, ma vale la
pena percorrerlo perché è capace di
regalare grandi emozioni; i suoi tornanti in salita
immersi tra il verde degli alberi portano d’un
fiato fino ai 1611 m del Vrsic
Dopo un buon pranzo nella trattoria proprio sul
confine, iniziamo a scendere verso l’Italia.
Il nostro intento è d’arrivare a Cortina
d’Ampezzo senza mai entrare in autostrada
e percorrendo solo passi alpini. E così abbiamo
fatto.
Abbiamo percorso la S.S. n. 52 e siamo entrati in
Veneto dal Passo della Mauria dove… è
vietato bere, perché son capaci di chiedere
€. 2,50 per una piccola bottiglia d’acqua
minerale giustificando il prezzo con la difficoltà
di far arrivare le merci fin lassù.
La sera, una rilassante passeggiata nel centro storico
di Cortina d’Ampezzo, abbastanza retrò,
ed una buona dormita.
Oggi rimaniamo in Italia e decidiamo di andare
a trovare alcuni amici in vacanza in Trentino. E’
dall’inizio del viaggio che il caldo ci opprime!
Pensavamo di rinfrescarci un po’ sui passi
alpini ma… niente. E così abbiamo chiesto
al proprietario dell’albergo di Cortina (motociclista
anche lui) di venderci un ragno per caricare sul
Beverly tutto l’abbigliamento tecnico e poter
viaggiare in maglietta; l’albergatore ci consigliava
di fare il Passo Giau e non il Falzarego, a suo
parere più bello da fare in moto e meno battuto
dai turisti. Accettiamo il consiglio.
Così, denudati, i meravigliosi saliscendi
che solo le nostre Alpi possono regalare ci hanno
dato delle emozioni diverse. Noi abbiamo smesso
di soffrire il caldo ma il Beverly NO!
Lo scooter viaggiava costantemente con la ventola
accesa ma non lasciava trasparire alcun segno di
cedimento; il suo passo era sempre deciso, sicuro
e rassicurante.
Che incanto, che paesaggi, che strade!!!
Le Alpi sono il regno delle moto! Ed infatti lungo
il percorso siamo accompagnati da un notevole numero
di motociclisti di tutta Europa che godono, come
noi, della bellezza delle montagne e delle curve.
Dopo il Giau… il Pordoi!
Per la verità avremmo voluto fare il giro
dei classici quattro passi dolomitici (già
fatto con gli sci) ma la voglia di rivedere gli
amici carissimi ci ha fatto propendere per far solo
il Pordoi e raggiungere Bolzano e poi Folgarida
dalla la strada più breve (anche, purtroppo,
attraverso l’odiata autostrada).
Oggi ce la siamo presa comoda. La giornata è
stata dedicata ad una breve visita a Madonna di
Campiglio e, soprattutto ad un luculliano pranzo
al ristorante La Buca a Folgarida (gestito da Giuseppe,
un calabrese), proprio ai piedi degli impianti di
risalita; dopo mangiato (benissimo) è stato
veramente duro riprendere il cammino.
Nel tardo pomeriggio, sempre attraverso la strada
più breve, abbiamo raggiunto Chiusa, punto
di partenza del viaggio organizzato dalla Fullmonty
Travel.
In serata, con un po’ d’emozione, abbiamo
iniziato ad organizzare i bagagli, prima di partire
per il lungo viaggio. Finalmente abbiamo scaricato
un po’ il nostro scooter e ci apprestiamo
a trascorrere una giornata rilassante in attesa
dei chilometri dei giorni successivi.
Ci svegliamo tardi e decidiamo di scorazzare un
po’ tra Ortisei e Selva di Val Gardena.
Inizia oggi il vero e proprio viaggio. Il caldo
non demorde. Partiamo da Chiusa e percorriamo l’Autostrada
del Brennero fino al confine con l’Austria.
Ci dirigiamo, lungo una strada fatta di dolci saliscendi
verso Fernpass, Fussen e la Germania.
A parte il primo tratto veramente bello, oggi…
si cammina!!
E sì, perché a Kempten iniziamo a
percorrere le autostrade tedesche (senza limiti
di velocità) che invogliano il viaggiatore
a correre, a correre, ed ancora a correre fino alla
meta.
Le nostre preoccupazioni della vigilia (ce la farà
il Beverly a reggere il ritmo degli altri motociclisti
?) si sono rivelate infondate.
Era un piacere vedere lo scooter (a pieno carico)
“volare” a 150/160 Km/h di tachimetro
per 500, 600, 700 Km. consecutivi.
E la sera, raggiunta Kassel, freschi come rose,
via per una bella cena innaffiata da una buonissima
ed abbondante birra tedesca.
Anche oggi è prevista una lunga tappa interamente
autostradale ed anche oggi il Beverly si è
comportato egregiamente, sia nel tratto tedesco
(senza limiti di velocità) che su quello
danese, più tranquillo con limite 110 Km./h.
La cosa stupefacente, in autostrada, sono stati
i consumi, mai al di sotto dei 17/18 Km./l.
Dopo tanti viaggi in moto non ho ancora capito se
è più bello camminare o fermarsi.
Copenaghen è una città bella, con
le sue case piene di colori e con un’aria
giovane ed allegra. Anche la gente è bella,
elegante e civilissima.
L’unico problema (per noi italiani) è
il costo delle cose. Tutto è estremamente
caro, dall’acqua minerale ai ristoranti, dalla
benzina ai piccoli souvenirs.
E dopo questa giornata di grande relax… prepariamoci
a raggiungere Stoccolma!!!
Sarà per il fatto che siamo veramente lontani
da casa, sarà per i paesaggi così
diversi dai nostri, sarà per la pace dovuta
alla quasi totale assenza di traffico ma l’autostrada
svedese è un piacere percorrerla.
L’emozione più grande della giornata
l’abbiamo provata nell’attraversamento
dello splendido ponte che collega la Danimarca alla
Svezia.
In pochi chilometri, dopo un nastro d’asfalto
letteralmente sospeso sul mare, ci siamo trovati
in un altro Stato.
A Stoccolma siamo arrivati nel tardo pomeriggio
e la cosa che più ci ha colpito è
stata… la luce. Le 19, le 20, le 21…
ed era sempre giorno!!
Stoccolma è sicuramente più bella
di Copenaghen; sarà perché è
più grande, sarà perché è
stata costruita su tanti piccoli isolotti, sarà
perché s’inizia a respirare quell’inebriante
profumo del grande Nord.
Appena arrivati, dopo una doccia ristoratrice, senza
avvertire la minima stanchezza nonostante i chilometri
(lo scooter è veramente eccellente!!), abbiamo
iniziato a girovagare per la città alla ricerca
di un buon posto per mangiare.
Salmone e fiumi di birra ci hanno fatto compagnia;
in Svezia e per tutto il resto del viaggio.
Anche oggi è una giornata senza scooter.
Nella tarda mattinata abbiamo iniziato a girare
per il centro della città.
Bella (ma non bellissima) è la cerimonia
del cambio della guardia davanti al Palazzo reale
(ogni giorno alle ore 12).
Più affascinanti sono i vicoli di Glam Stad,
nel centro storico, pieni di graziosi negozi e di
bei locali dove bere o mangiare o la riproduzione
dell’hotel di ghiaccio, ricostruito ogni anno.
Stamattina, appena scesi dal traghetto, la Finlandia
ci ha salutato con una fortissima pioggia (forse
per ricordarci che siamo nel Grande Nord); non è
stato un problema, tuta antipioggia… e via,
sempre più su!!
Da quel momento non abbiamo più imboccato
autostrade ma solo bellissime strade con dolci curve
e paesaggi unici e mozzafiato.
I laghi finlandesi sono un vero spettacolo; la vegetazione
tutt’intorno, forse a causa delle piogge frequenti,
ti avvolge e ti coinvolge.
Ecco a cosa serve la moto (o lo scooter)!! Ad immergerti
nella natura, a respirare quell’aria che solo
in moto si riesce a sentire!
L’emozione sale a mille! Oggi raggiungeremo
il Circolo Polare Artico!!
Una calda e bellissima giornata di sole ci accoglie
al risveglio. Prepariamo i bagagli e ricominciamo
a percorrere la bellissima e tranquilla strada.
Ci vengono in mente tutti i nefasti pensieri dei
mesi precedenti (chissà che freddo, chissà
come saremo stanchi, forse non ci arriveremo mai)
ed invece… niente di tutto ciò!! Abbiamo
viaggiato in maglietta, grazie al Beverly non eravamo
stanchi ed avevamo, dentro di noi, la voglia di
non fermarci più!
Il Circolo Polare Artico (qualche chilometro dopo
Rovaniemi) è un bel business; c’è
la casa di Babbo Natale (ogni foto costa!), la linea
di demarcazione ed innumerevoli negozi di souvenirs
che vendono di tutto. Però… bisogna
andarci!
Oggi comincia a sentirsi il freddo, niente di particolarmente
duro ma niente più sole e piacere di viaggiare
a mezze maniche. Stiamo salendo ancor più
su per la Finlandia e tra l’incanto di una
natura rigogliosa, ecco le prime renne che ci attraversano
la strada. E’ bello vederle correre libere
e felici senza paura dell’uomo.
La strada è pianeggiante, con asfalto ottimo
e passa proprio in mezzo ai laghi; se non fosse
per il freddo pungente tutto sarebbe ancor più
bello.
Dopo tanti chilometri ci vuole una sosta pranzo.
Se non si chiedono prodotti italiani, nel nord Europa
si mangia proprio bene!
E dopo pranzo… via verso Inari ed il suo splendido
lago. Arrivati in albergo abbiamo consultato una
carta geografica affissa su una parete e ci siamo
resi conto ch’eravamo ad un centinaio di Km.
dal confine russo.
Stasera a letto presto. Domani raggiungeremo Capo
Nord!!
Che dire di questa tappa? E’ il sogno che
si realizza!!
Tutte le ore trascorse a guardare foto, a leggere
libri, a preparare itinerari si materializzano come
d’incanto: OGGI!
La natura cambia completamente; niente più
alberi, niente più verde. Passiamo con lo
scooter su un nastro d’asfalto in mezzo ad
un deserto. Non ci sono auto, solo, ogni tanto,
piccoli gruppi di motociclisti (in prevalenza italiani)
che ci salutano affettuosamente.
Proseguendo in questo paesaggio irreale ma bellissimo
notiamo che più si sale e più l’adrenalina
scorre dentro di noi.
C’è freddo oggi, ma la voglia di viaggiare
e di raggiungere la meta rende i brividi addirittura
piacevoli
Il fatto poi ch’è sempre giorno ci
fa perdere la percezione del tempo; in tutti c’è
una sola voglia dentro: raggiungere prima possibile
il Capo!!
Ed allora camminiamo, camminiamo, camminiamo senza
stancarci più, senza avvertire più
il freddo: dobbiamo arrivare!
Ci fermiamo ad Honningsvag (il comune più
a Nord d’Europa) per l’ultimo rifornimento
prima di raggiungere la rupe ed incontriamo due
splendide bambine appena uscite da scuola che ci
salutano con grande tenerezza.
Man mano che saliamo verso il Capo la nebbia ci
avvolge sempre più. All’arrivo, con
grande emozione, ci affacciamo per guardare il panorama
che (dicono!) sia bellissimo. Noi non abbiamo visto
niente.
Pazienza, domani saremo di nuovo qui e… ritenteremo!!
La giornata inizia tardi. La totale assenza di notte,
infatti non invoglia ad andare a dormire (la sera?)
e, quindi ci si sveglia con comodo. Decidiamo di
girare i dintorni e sperare che il tempo migliori
per scalare nuovamente la rupe.
Scorazzando per i dintorni di Nordkapp siamo letteralmente
attratti dall’atmosfera che si respira. Tutto
scorre tranquillo, la gente è cordiale, per
niente stressata; che mondo diverso!
A mezzanotte, dopo un’ottima cena a base di
spaghetti (portati dall’Italia) decidiamo
di riandare sulla rupe. Il tempo è in miglioramento.
I venti chilometri che ci separano dal Capo (noi
abbiamo dormito nei pressi di Honningsvag) ci regalano
emozioni uniche. La nebbia si sta diradando ed intravediamo
uno spettacolo entusiasmante: il mare che entra
ovunque in una vegetazione desertica.
La nebbia non demorde quindi… demordiamo noi!!
Pazienza, vedremo il paesaggio… la prossima
volta!
Inizia la parte più bella, dal punto di
vista motociclistico, dell’intero viaggio.
Migliaia di chilometri di curve ci aspettano nei
prossimi giorni, tutte curve circondate da panorami
mozzafiato.
Con nel cuore ancora l’emozione d’aver
raggiunto Capo Nord, cominciamo a discendere la
Norvegia ed i suoi bellissimi fiordi.
Le temperature diventano improvvisamente più
umane e ci fanno godere, ancor di più, dello
splendore che abbiamo intorno.
Il sole ci bacia lungo il viaggio e ci accompagnerà
fino a sera. E’ una bellissima sensazione
stare a mezze maniche, alle 9 di sera, con il sole
in faccia.
Tromso è una città abbastanza grande
con una bella gioventù, vogliosa di divertirsi.
Peccato che per loro (i norvegesi) divertirsi significa
bere a dismisura.
Anche a Tromso abbiamo mangiato bene… e bevuto
ancor meglio!
E’ la volta di un altro spettacolo della natura:
le isole Lofoten!
Sono isole bellissime che si trovano al di sopra
del Circolo Polare Artico e che presentano una vegetazione
decisamente mediterranea; spiagge bianchissime,
alberi, fiori.
Se la temperatura fosse un po’ più
calda sarebbe bellissimo fare un bel bagno.
Dopo una bella “cavalcata” tra le curve,
annaffiata – per una parte – da una
sana pioggia, arriviamo in serata (si fa per dire)
a Svolvaer, capoluogo dell’arcipelago delle
Lofoten.
Ci sistemiamo in uno splendido e romantico chalet
interamente in legno immerso in una vegetazione
rigogliosissima. C’è voglia di non
tornare più a casa!!
Alle Lofoten siamo rimasti due giorni. Le abbiamo
girate tutte, in lungo ed in largo; certamente,
da sole, meritano un viaggio.
Il mare è veramente meraviglioso tanto che
se la natura le avesse collocate nel mediterraneo
anche la nostra splendida Sardegna ne rimarrebbe
offuscata.
Abbiamo girato e mangiato. Pochi chilometri e tante
foto. Peccato che il primo giorno la pioggia l’ha
fatta da padrona.
Nonostante ciò le emozioni che questi isolotti
ci hanno regalato rimarranno per sempre dentro di
noi. Forse, a questo punto, è meglio che
parlino le foto.
Con un po’ di rammarico lasciamo le Lofoten
e ci dirigiamo verso il sud della Norvegia. L’itinerario
scelto è di quelli entusiasmanti. Dopo una
traversata in traghetto di circa due ore ritorniamo
sulla terraferma e cominciamo a camminare.
Purtroppo, nel pomeriggio troviamo una compagna
di viaggio estremamente violenta: la pioggia.
Arriviamo a Nesna veramente fradici. Abbiamo potuto
apprezzare la grande propensione del Beverly per
i viaggi bagnati. Ottima tenuta, grande protettività
e nessun problema.
Oggi abbiamo riattraversato il Circolo Polare Artico
dalla parte norvegese; che differenza con l’andata
(in maglietta)!!
Il freddo era veramente pungente e l’umidità
ci entrava dappertutto. Abbiamo capito, però,
che con la giusta attrezzatura si può andare
in scooter con ogni tempo.
La sera… il meritato riposo dopo una giornata
veramente dura.
Il viaggio sta finendo, ed in noi comincia a subentrare
una profonda tristezza. Forse il male del “grande
Nord” che, dicono, è assimilabile al
“mal d’Africa” ci sta “prendendo”.
Dopo l’acqua di ieri oggi siamo stati graziati!
Un bel sole ci ha condotto d’un fiato a Trondheim.
Le strade cominciano a popolarsi ma il traffico
è comunque quasi inesistente; come se i pochi
norvegesi avessero deciso di abitare solo la parte
sud del loro territorio lasciando il nord…
come natura l’ha fatto.
Probabilmente tutto ciò è dovuto al
clima, decisamente più mite.
Oggi abbiamo provato un vero e proprio orgasmo motociclistico.
Siamo stati in sella dalle 8,30 del mattino alle
10 di sera ed avremmo voluto… che la giornata
non finisse mai!!
Abbiamo attraversato la strada delle aquile, i sentieri
dei Troll, le cascate delle sette sorelle ed infine
il Geiranger fjord (un fiordo che entra all’interno
per oltre 200 Km.)
Sono stati i 600 Km forse più entusiasmanti
di tutto il viaggio; non abbiamo scelto la via più
breve ma, volutamente abbiamo allungato (non poco)
per godere della bellezza dei paesaggi.
Le foto, in questo caso rendono l’idea meglio
di mille parole.
Oggi è l’ultima tappa del viaggio.
La prossima volta che ci metteremo sulla sella sarà
per effettuare il lunghissimo trasferimento che
ci riporterà a casa.
Negli occhi abbiamo ancora lo spettacolo di ieri
ma anche la tappa odierna non è male.
Forse è perché il sogno sta finendo
ma le curve che affrontiamo hanno un “sapore
“ diverso, stranamente sono più difficili
da percorrere, la strada sembra più brutta,
i paesaggi meno belli.
Stasera si arriva a Bergen, città della Norvegia
meridionale, e già pregustiamo il delizioso
pesce che ci aspetta.
Tutte veloci tappe autostradali di trasferimento;
abbiano dovuto pernottare un giorno in più
in Germania perché il 22/08 tutti i valichi
con l’Austria erano chiusi per l’alluvione
In compenso abbiano trovato ospitalità in
un albergo di proprietà di un harleista convinto...
ed abbiamo trascorso una bella serata.
Prima di partire pensavamo che raggiungere Capo
Nord fosse difficile e faticoso; ebbene… abbiamo
cambiato idea.
E’ solo una questione di tempo a disposizione.
Se si fa tutto con calma, del viaggio rimane dentro
solo la parte più piacevole.
Probabilmente siamo stati anche fortunati. Non abbiamo
sofferto il freddo né il caldo, abbiamo avuto,
in tutto il viaggio, solo tre mezze giornate di
pioggia (ma che pioggia!)
Il Beverly 500 poi è stato veramente incredibile.
In 12.000 Km non ha dato alcun problema. Non ha
neanche consumato olio! Infatti dopo aver ripristinato
il livello prima di partire dall’Alto Adige
abbiamo effettuato un cambio olio e filtro solo
al ritorno, in un Piaggio center di Orvieto, dopo
10.000 Km.
In un viaggio così lungo abbiamo potuto apprezzare
la propensione dello scooter a macinare chilometri;
si è sempre dimostrato stabile e sicuro (nonostante
viaggiasse sempre a pieno carico) in ogni condizione
di tempo e di strada, si è rivelato comodissimo
(per entrambi) ed estremamente protettivo sia per
l’acqua e sia per il vento, maneggevole nelle
città.
E’ senz’altro un mezzo progettato per
il mototurismo!!
Per finire, un grazie di cuore a chi ci ha consentito
questo viaggio. Alla Piaggio per aver progettato
un veicolo così poliedrico e divertente,
al concessionario Piaggio di Cosenza sig. Ottorino
Gualtieri per la competenza, la professionalità
e l’onestà manifestate sia nella fase
pre-vendita che in quella post-vendita ed infine
all’intera officina, con in testa il suo capo
sig. Ottorino Gualtieri jr., ch’è riuscita
a mettere perfettamente a punto lo scooter regalandoci
le sole gioie della moto.
Un grazie anche alla Fullmonty Travel di Latina,
nella persona del suo titolare sig. Orlando Battisti,
che ha organizzato il viaggio nei minimi dettagli,
creando un itinerario stupendo sia da un punto di
vista paesaggistico che da quello più strettamente
tecnico-motociclistico.
Grazie, grazie a tutti per le indimenticabili emozioni
che ci avete regalato!!!
Testo e foto: Pino
e Sara Forte
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