| Era da un po’
che pensavamo ai Pirenei, e a possibili ampliamenti
di un viaggio simile ma pensare a così tanti
km solo per arrivare a fare meta, non ci allettava
un granchè... le frasi che ci scambiavamo
io e la Francy a cena: "ti immagini... autostrada
fino alla Spagna... bleah!!! e poi checcivuole...
ti piazzi lì a 130, ti annoi per un giorno...
arrivi, visiti... e sei già pronto a ripartire...
e sei già a casa... e poi ..." Così,
sfogliando tra la mia raccolta di itinerari motociclistici,
mi è capitato in mano il nuovo volume della…
Quello lì dai… con la copertina gialla
e tanti itinerari in Europa… "ce ne sono
4 interessanti in Francia ! Ci andiamo?" -
"Perché non svilupparli tutti in un
unico percorso che ci porta fino alla Spagna e ritorno?"
Il tutto si è complicato un po’ ma
si è trasformato in un viaggio emozionante
e dai panorami mozzafiato!
IL VIAGGIO
In 13 tappe ci siamo snocciolati i 4550 km, seguendo
il nostro solito stile: nessuna prenotazione, hotel
con bagno e doccia, tappe non decise a tavolino
ma fino a che ne abbiamo voglia.
TAPPA 1: km 635 Modena –
Beuil (FR)
Partenza: trasferimento autostradale fino a Ventimiglia,
con una bella e calda giornata di sole. Tutto fila
liscio e oltrepassiamo il confine per arrivare fino
a Nizza. Da lì cominciamo ad inoltrarci sui
monti seguendo le indicazioni per Vence e giungere
a Beuil
TAPPA 2: Km 238 Beuil-Castellane
(FR)
Al mattino, sempre in questa zona, visitiamo le
Gorges du Cians (fantastiche) con il loro colore
violaceo ed il freddo pungente delle prime ore e
successivamente le Gorge du Daluis. La giornata
prosegue con un passaggio al borgo medievale di
Entrevaux, e con la gita alle Gole del Verdon: il
più grande canyon d’Europa; la strada
lo circonda “sorvolando” la profonda
valle.
Ci fermiamo a dormire a Castellane, piacevole e
turistico paesino ai piedi dei monti.
TAPPA 3: 360 KM Castellane-Florac
(FR)
Con un lungo trasferimento lasciamo la zona del
Verdon per raggiungere il parco delle Cevennes.
Naturalmente attraversiamo la Francia per strade
statali, cercando di evitare i grossi centri urbani,
scopriendo un paese molto verde, fatto di continui
saliscendi collinari. Una sorpresa. A Florac, in
serata troviamo alloccio, e ci prepariamo a momenti
peggiori; il meteo promette pioggia. Niente foto
e tanta strada: da segnalare la N106, da Ales a
Florac fatta di curve veloci e divertenti.
TAPPA 4: 160 km Florac-Florac
Lasciati i bagagli in camera, partiamo attrezzati
da acqua… ma la fortuna ci assiste per tutto
il giorno e riusciamo a non prenderla. Visitiamo
gli altopiani caratteristici di questa zona, e alcune
gole (De la Jonte e Du Tarn), facendo tappa al paesino
di St. Enimie e al caratteristico Castelbouc. Peccato
per le grotte di Aven Armand, punto attrattivo di
riferimento: noi non siamo entrati (la Francy soffre
di claustrofobia). In compenso Florac si è
rivelata una graziosa cittadina.
TAPPA 5: 465 km Florac - Narbonne
Con un passaggio sulla fantastica e guidabilissima
strada della "cornice delle Cevennes"
(grattato cavalletto a dx), ci dirigiamo prima a
visitare la zona panoramica del Navacelles, poi,
poco più a nord, sul monte Aigoual, l’osservatorio
meteo nel punto più alto delle Cevennes.
Nel pomeriggio comincia il nostro spostamento verso
sud-ovest, in direzione Spagna, sull’autostrada...
ma non ci arriviamo perché il troppo vento
consente una faticosa andatura massima di 80 km/h.
Ci fermiamo, stremati, a Narbonne.
TAPPA 6: 315 km Narbonne (FR)
- Sort (ES)
In un solo boccone, raggiungiamo Perpignan e, attraverso
la statale N116, i Pirenei fino al confine con la
Spagna. Decidiamo di fare un salto ad Andorra. Entriamo
nel principato giusto per fare un giro in uno dei
numerosissimi centri commerciali, ma scappiamo senza
aver visto il centro cittadino perché il
traffico incredibile e il caldo assassino ci fanno
desistere. Non dopo aver passato la perquisizione
alla Dogana!? Controllo del bauletto… solo
una stecca di sigarette!
Rientriamo in Spagna e percorriamo diversi km sulla
statale N260; i Pirenei spagnoli si presentano aridi,
con terra di colore rosso, piante basse, nessuno
per strada e un caldo che sfiora i 36 gradi, nonostante
gli oltre 1000 m di quota. E noi che, dando credito
alle tante leggende degli amici motociclisti pensavamo
di prendere un sacco d'acqua... La statalona, alterna
tratti a 2 corsie per senso di marcia, a tratti
stretti che si inerpicano su passi e attraversano
paesini all’apparenza disabitati. Sembra di
essere in un film. Quando arriviamo a Sort, è
come un’oasi. Decidiamo di pernottare qui.
TAPPA 7: 375 km Sort (ES)
- Eaux Bonnes (FR)
Sole e caldo ci accompagnano anche in questa tappa.
Ci spostiamo sfruttando sempre la N260 e proseguiamo
sui Pirenei in direzione nord-ovest, fino ad Ainsa.
Da lì risaliamo verso 2 escursioni: Esquain
ed il suo parco d’osservazione dei falchi
ed il, finalmente fresco, Canyon de Anisclo. Il
Canyon merita una visita: 25 km circa di stretta
strada a senso unico, sulla gola di un fiume; numerosi
i punti panoramici e le indicazioni per passeggiate.
Nel pomeriggio decidiamo di rimanere in sella almeno
fino alla Francia. Percorriamo molta montagna fino
al passo del Portalet, che segna il confine, un
tratto di Pirenei francesi e giungiamo a Eaux bonnes
che sono ormai le 20.00
TAPPA 8: 206 km Eaux Bonnes
- Orincle (FR)
La “missione” della giornata è:
gitarella sulle cime dei Pirenei francesi, avvicinamento
e visita di Lourdes. Ci aspettano così due
famosi scalate del tour de France (col Aubisque
e col Tourmalet) che ancora recano nomi di eroici
“pedalatori” dipinti sui loro asfalti.
Il Tourmalet è veramente spettacolare: un
asfalto insidioso porta alla cima, dove il panorama
impressionante mostra la strada appena percorsa.
I Pirenei francesi risultano molto più simili
alle nostre Alpi, dal clima piacevolmente fresco.
Trovato alloggio nella piccola località di
Orincle, depositiamo i bagagli e passiamo il tardo
pomeriggio a Lourdes: la cittadina appare fin troppo
turistica, ma appena si varcano i cancelli e si
entra nel parco della Chiesa tutto assume un clima
diverso, inutile ogni tentativo di descrizione...
è stata un’esperienza intensa.
TAPPA 9: 387 km Orincle -
Tournemire (FR)
Con una lunga tappa ci spostiamo nella zona vulcanica
dell’Auvergne. Un po’ di vento accompagna
il nostro viaggio tra le campagne francesi.
Divertente e mosso il paesaggio; da Tarbes ad Auch
poi fino a Aurillac, tutto su statali. Da Aurillac
comincia la nostra visita al territorio dell’Auvergne,
ricco di boschi e paesi medievali. Dirigendoci verso
Salers, percorriamo la route de cretes e facciamo
tappa a Tournemire, borgo con tanto di castello.
Il tempo si copre un po’ e la temperatura
si attesta sui 20 gradi.
TAPPA 10: 242 km Tournemire
- Orcival (FR)
La fortuna ci assiste. Il sole accompagna anche
questa tappa. Alla mattina visitiamo Salers e valichiamo
il Pas de Peyrol (1582). Entriamo nei confini del
parco dell’Auvergne, una zona che conta 80
vulcani inattivi da + di 10.000 anni, alla sommità
dei quali, fitte foreste hanno tappato le bocche
di eruzione. Nel pomeriggio con la D679, attraverso
stupendi boschi, arriviamo fino al suggestivo castello
di Val.
Ci fermiamo poco dopo, al borgo di Orcival, dove
visiteremo la sua cattedrale in pietra lavica.
TAPPA 11: 416 km Orcival -
St.Jean en Royan (FR)
Ancora sole. Carichi come molle, ci dirigiamo verso
Royat e il Puy de Dome, cima a pagamento da cui
si gode di una incredibile visuale su tutte le terre
appena visitate... uno spettacolo per gli occhi...
rigenerante per lo spirito.
A metà mattina abbandoniamo il territorio
dell’Auvergne e con un tappone di 270 km,
tutto su statali, ci dirigiamo verso l’ultimo
dei nostri obiettivi delle vacanze: il Vercors.
La giornata è di quelle che invitano e i
panorami del trasferimento ci spingono sempre più
avanti esagerando un po’. Passiamo Brioude,
Puy en Velay, la zona delle Ardeche, Privas, poi
da Crest verso nord fino al Col de la Bataille (1313).
Si cominciano così ad intravedere i panorami
del Vercors, zona di crinali rocciosi, percorsi
da strade tagliate nella roccia.
A St.Jean arriviamo stremati… alle 20.30...
e l’unico hotel del paese… quel giorno
non ha acqua calda… Davvero dura !
TAPPA 12: 177 km St.Jean en
Royan - Villard de Lans (FR)
Senza ombra di dubbio uno dei più bei giorni
di viaggio. Nel pieno Vercors raggiungiamo subito
Villard de Lans, troviamo alloggio in hotel con
acqua calda... e ci liberiamo dei bagagli per poter
addentrarci nell’affascinante percorso. La
route des Ecouges, le gorges du Nan, le gorges de
la Bourne e le Grands Goulettes. Un’avventura
fatta di piccole strade di un paio di metri di larghezza,
tagliate nella montagna, con panorami vertiginosi,
alternati a passaggi boschivi; un’esperienza
unica. Impossibile guidare. L’occhio fugge
giù ad ogni strapiombo… All’interno
del giro, il curioso paesino di Pont en Royan, con
le sue case “appese” alla roccia. La
pioggia rimane una remota incognita dell’orizzonte,
chiuderemo la giornata asciutti.
TAPPA 13: 577 km Villard de
Lans - Modena (IT)
La sveglia è sotto la pioggia. Prima o poi
dovevamo prenderla bene bene. Scegliamo la direzione
Grenoble, e attraverso il Loutaret e Briancon arriviamo
al confine con l’Italia. Varcato il Montgenevre,
la giornata non migliora così invece di allungare
attraverso le alpi tra piemonte e liguria, decidiamo
di scendere e rientrare, senza spezzare con un’altra
tappa.
Non senza difficoltà… i cantieri di
preparazione a Torino 2006 ci fanno un po’
impazzire… Con un paio di pause (a Pinerolo
e tra Asti e Piacenza) giungiamo a casa alle 21.
IL MEZZO
Quest’anno il nostro compagno di viaggio è
stato il Suzuki Burgman 650 mod K3.
Immatricolato nel gennaio 2005, si è presentato
all’appello con circa 10200 km (qualche viaggetto
ce l’avevo già fatto...)
Ho deciso di tagliandarlo in anticipo (rispetto
ai 12000) e di sostituire la gomma posteriore, anche
se ne aveva ancora; stessa sorte ai cuscinetti ruote
(il maggiore dei difetti di questo mezzo è
la rottura dei cuscinetti, così ne ho deciso
la preventiva sostituzione).
Attrezzato di parabrezza maggiorato originale Suzuki,
manopole di spugna (come su tutti i miei mezzi),
bauletto Givi 46L con modifica per fissaggio ragno
(ormai me la stanno copiando in parecchi), zainetti
laterali da trecking (opportunamente spruzzati con
prodotto impermeabilizzante), borsa tunnel e borsa
da sottosella artigianale su misura, non abbiamo
rinunciato a nulla… c’era veramente
di tutto.
Una laterale a testa, capi più pesanti nel
sottosella, scarpe, trousse, medicinali, cartine
e phone da viaggio nella borsa tunnel, abbigliamento
antiacqua e vivande d’emergenza nel bauletto.
Dimenticavo… immancabili le stole coprisella
in pelo d’agnello... e chi me le toglie più?!!
Anche col carico, il suzukone si è dimostrato
stabile e sicuro a tutte le andature.
Unici aspetti negativi lo scomodo bocchettone benzina
sul lato… si deve alzare la borsa laterale
sinistra, operazione che obbliga a scendere dal
mezzo; e l'ipossibilità di issarlo sul centrale
da solo… troppo pesante con le borse, la Francy
mi ha aiutato ad ogni rifornimento…
Credo che il Burgman 650 rappresenti una delle scelte
più azzeccate in assoluto, per il turismo
su due ruote (moto comprese). Il mezzo è
molto stabile, non trasmette né vibrazioni
né calore, è guidabile e maneggevole
grazie al baricentro molto basso. Protettività,
ciclistica e motore permettono medie di tutto rispetto
anche su scalate ripide e percorsi tutto curve (i
motociclisti meno smaliziati ci rimangono un po’
lì quando si prende il ritmo e vedono questa
motonave in azione ). In viaggio non ha presentato
inconvenienti ed è stato una sicurezza…
Autostrada, statale, collina o valichi di montagna…
sempre irreprensibile.
Ottimi anche i freni: i bagagli non hanno provocato
un sensibile allungamento di frenata…
Consumo interessante: anzi direi... non male per
la sua stazza e per il passo “andante”
che comunque consente!
E’ uno scooter… ma forse no
COMMENTI PERSONALI
Di questo affascinante viaggio segnalo in particolare
la zona del Verdon e le Gorge du Cians e de Daluis.
Comode da raggiungere anche per una gita di due
o tre giorni (sono appena di là dal confine
con la Francia), sono uno spettacolo della natura;
le strade sono motociclisticamente divertenti e
i panorami lasceranno a bocca aperta il visitatore.
Merita sicuramente una visita la zona del Vercors.
Facilmente raggiungibile dall'Italia, credo sia
una gran bella avventura da vivere. Percorrere questi
stretti passaggi tagliati sui costoni delle montagne
e fermarsi ad osservare i precipizi... un'emozione
indelebile. Chi ama la guida sportiva non troverà
divertenti questi tratti, praticamente si viaggia
quasi al passo e ogni 200 metri è irresistibile
la tentazione di una foto...
Personalmente ho apprezzato meno del previsto il
tratto spagnolo dei Pirenei, vuoi per la tempreatura
eccessiva, vuoi per il panorama brullo e arido.
Ma, dei Pirenei abbiamo gradito la parte francese,
ricca di verde e più turistica.
Discorso un po' a parte Lourdes... esperienza emozionante
indipendentemente dal fatto che fossimo in moto...
In generale possiamo dire di aver trovato una Francia
diversa e più piacevole di quello che credessimo.
Le zone centro-sud da noi attraversate, sono fresche,
ricche di verde e di interessanti itinerari da scoprire,
tutti peraltro ben segnalati e pubblicizzati, ma
gli hotel dove abbiamo pernottato (in buona parte
della catena Logis de France, piuttosto presente
sul territorio nelle piccole frazioni) sono giusto
giusto sufficienti, sistemazioni... appena dignitose
(tranne un paio... insuffucienti).
Prezzi medi sui 70/80 euro camera doppia e colazione.
Formaggi molto buoni!!!!
In conclusione... non so quali delle oltre 300 foto
scegliere per dare luce al mare di immagini che
ci sono passate davanti...
Viaggiare in moto è bellissimo!!!
Testo e foto: Cello
& Francy
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