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Sarebbe
stata la terza volta
di CyberScooter all'appuntamento Bolognese: la
prima nel 1999 come "pubblico" in una delle
giornate aperte a tutti, la
seconda nel 2000 come "stampa specialistica"
nella giornata dedicata con tanto di pass.
Invece quest'anno, alla nostra richiesta di accredito
nella giornata per la stampa, il 5 dicembre, ci
è stato risposto che l'ingresso è riservato
ai giornalisti iscritti all'ordine e dotati di
relativa tessera.
A nulla sono valse le nostre spiegazioni sul fatto che:
attraverso i nostri
nutriti servizi si pubblicizza il motor show stesso,
che lo scorso anno
eravamo considerati 'giornalisti' e adesso non lo siamo
più,
che la qualità
di un articolo non è dato da tessere di qualunque
genere ma dalla professionalità di chi scrive,
che almeno ventimila
lettori stanno aspettando il report di CyberScooter sul
salone,
la risposta è stata breve e decisa: "...la
sua richiesta non è stata accettata poiché
possiamo accreditare esclusivamente la stampa".
Perché è successo
questo?
Bisogna probabilmente ritornare a questa primavera (vedi
l'editoriale
09/04/01), quando l'allora Governo di centrosinistra
varava la Nuova
Legge sull'Editoria (62/2001), una legge voluta dall'Ordine
dei Giornalisti, dai grossi Editori e appoggiata dal Governo.
Voluta perché?
Dall'Ordine dei Giornalisti,
per ribadire la loro centralità in un momento in
cui internet offriva a tutti la possibilità di
esprimersi, senza i pesanti vincoli economici, distributivi
e corporativi che hanno sempre limitato la libertà
di stampa.
Dai grossi Editori, che hanno investito ingenti capitali
in progetti online senza capo né coda, (che si
sono poi rivelati fallimentari) perché con la nuova
legge potranno richiedere allo Stato contributi per coprire
parte dei loro buchi finanziari.
Dal Governo per poter controllare ed eventualmente chiudere
i siti ritenuti scomodi ed elargire fondi ad altri ritenuti...
Le
critiche alla legge, mosse un po' da ogni parte, non
hanno sortito nessun effetto e anche l'allora opposizione
di centrodestra, che si era detta scontenta della legge
l'ha pienamente
appoggiata una volta insediatasi in Parlamento.
La
petizione, a cui ha aderito anche CyberScooter, promossa
dal sito Punto
Informatico, che ha raccolto 54 mila utenti e 3.300
siti è stata 'dimenticata'; in più, dopo
gli attentati dell'11 settembre la tutela
delle libertà online è diventa sempre
più a
rischio.
Insomma non stiamo a farla troppo lunga, ma per chi non
vuole, obbligatoriamente, iscriversi all'Ordine, fare
informazione online diventa sempre più difficile
e così... siamo rimasti fuori!
Tranquilli, una scappatoia in Italia si trova sempre,
infatti ci è concesso entrare il giorno successivo,
il 6 dicembre, come 'operatori specializzati', basta un
biglietto da visita più o meno attinente e... sganciare
la modica cifra di 40.000 lire! Sì perché
il motor show di Bologna fa pagare l'ingresso anche agli
Operatori e neppure ridotto, visto che non sono attive
tutte le attrazioni nelle aree esterne. Insomma, oltre
a noi, anche il Concessionario pagherà 40.000 lire
per parlare con l'Addetto commerciale della stessa Marca.
Anche questa ci sembra una prassi piuttosto bizzarra,
ma non deve risultare strana solo a noi, visto che l'elenco
delle Aziende che disertano il salone aumenta ogni anno.
Tanto per citare il settore scooter
quest'anno NON ci saranno: Benelli, Italjet, Kymco, MBK,
Suzuki, SYM e Yamaha. Non ci sembra poco.
Non vi preoccupate però per
le informazioni e gli aggiornamenti, quelli li realizzeremo
ugualmente, non nello speciale salone, ma inserendo le
anteprime delle Aziende nella sezione Modelli, dando così
più risalto ai prodotti e meno al motor show, come
del resto ci sembra anche giusto.
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