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GEN-RYU (Prototipo)
Gli altri costruttori ci perdoneranno, ma Yamaha questa
volta ha veramente esagerato e per festeggiare i suoi
primi 50 anni ha portato a Tokyo tante proposte innovative
da far girare la testa!
La più eclatante è sicuramente Gen-Ryu,
una sorta di astronave neoclassica con richiami al cruiser
a stelle e strisce. Anche in questo caso domina il 'basso
e lungo', una tendenza che ha caratterizzato l'intero
Salone e che in Giappone spopola.
Definita "High-performance Hybrid Motorcycle"
utilizza un telaio in alluminio con sterzo e sospensione
anteriore demandati al monobraccio già utilizzato
nella GTS 1000 degli anni '90, mentre al posteriore si
riesce appena ad intravedere il pneumatico, sovrastato
dai borsoni aerodinamici e dagli incredibili tubi di scarico.
I propulsori sono due, il 4 cilindri da 599cc utilizzato
dalla R6, di cui s'intravede il basamento al termine della
carenatura anteriore e uno elettrico posizionato alle
sue spalle in grado di funzionare abbinati o singolarmente.
Le prestazioni complessive sono dichiarate a livello di
un 1000cc e a questa cilindrata si fa riferimento anche
per quanto riguarda la guidabilità, anche se probabilmente
il riferimento è ad una cruiser e non certo ad
una supersport, anche se il baricentro bassissimo fa miracoli.
Nel materiale informativo non se ne fa cenno, ma la mancanza
dei pedali fa capire che anche in questo caso la trasmissione
è automatica, con comandi al manubrio.
Sulle sovrastrutture c'è poco da dire, o meglio
se ne potrebbe parlare per ore, ci sono spunti creativi
praticamente ovunque, come i gruppi ottici, le ruote e
le sottilissime selle per pilota e passeggero. Ma non
finisce qui, ed è l'elettronica a spostare ancora
più avanti il livello di questo prototipo. Gen-Ryu
utilizza per la prima volta su una moto l'ASV (Advanced
Safety Vehicle), e lo link con l'H.M.I. (Human Machine
Interface), che sovrintende alle funzioni e alle facilities
dell'uso quotidiano, per lasciare al pilota il solo piacere
di guida. Banale pensare ad un sistema di diffusione sonora
e di gestione delle chiamate telefoniche, così
come al navigatore GPS e all'interfono, il tutto direttamente
nel casco, ovviamente senza fili, in più troviamo
un sistema di riduzione del rumore che rende il tutto
fruibile ad ogni velocità. Sul fronte della sicurezza
troviamo una telecamera con schermo LCD per monitorare
quello che succede alle nostre spalle, un sistema che
rileva la distanza dal veicolo che ci precede, avvertendo
in caso di variazioni repentine e fari che ottimizzano
la visione laterale nelle curve ed agli incroci.
Anche se può sembrare fantascienza, sono tutti
elementi in avanzata fase di sperimentazione nel mondo
auto e che in un futuro forse non troppo lontano inizieremo
a vedere anche su due ruote. Intanto, come direbbe un
noto commentatore Yamaha c'è.
· MAXAM 3000 (Prototipo)
Del Maxam 250 abbiamo già parlato nella sezione
News, è una rivisitazione dell'Honda CN già
in vendita in Giappone, ancora più lungo e più
basso, ma nulla in confronto a questo pachiderma denominato
Maxam 3000. E tremila non si riferisce ai centimetri cubici,
ma ai millimetri di lunghezza, cioè tre metri!
Denominato "weekend leisure cruiser", è
una berlina a due ruote, con tanto di paraurti anteriore
e posteriore, manubrio chilometrico, strumentazione da
auto americana degli anni '50, interni, pardon retroscudo,
color panna e sontuoso sellone in vera pelle. La coda
stupisce non solo per lo sviluppo, ma soprattutto per
il vano bagagli in stile pick up, con un ulteriore vano
bagagli inferiore. Nulla si sa del propulsore, ma dubitiamo
che il mono da 15kW sia in grado anche solo di muoverlo.
Un veicolo assolutamente spettacolare, senza alcuna funzione
pratica se non di stupire, superando in azzardo anche
i customizer più arditi.
· HV-01 (Prototipo)
Uno scooter dal design avveniristico, ma concreto, poco
più lungo di due metri, con telaio in alluminio
e un bauletto aerodinamico che scorre su slitta, ma offre
ben poca capienza. La caratteristica principale sta nel
doppio motore, uno a scoppio ed uno elettrico, che abbinati
possono fornire una notevole spinta soprattutto ai bassi
regimi, oppure consentire l'acceso alle zone limitate
con il solo propulsore elettrico (quiet mode) e infine
una terza opzione (push mode) che fornisce la potenza
sufficiente a muovere lo scooter nelle manovre di parcheggio.
Yamaha sembra credere molto all'idea del doppio propulsore,
ne aveva presentato uno anche due anni fa, il Mabrice,
che potete vedere QUI,
non ci stupirebbe quindi che fosse la prima azienda a
commercializzarne uno.
· DEINONYCHUS (Prototipo)
Una fun-bike contorsionista, visto che il fantastico telaio
in alluminio consente svariate configurazioni (Stretch
& Shrink) per offrire la guidabilità e la conformazione
più adatta ai gusti e alle esigenze di guida. Una
vera opera d'arte, con sospensioni sofisticate e due caratteristici
'tuboni' che contengono le batterie ricaricabili. Il motore
non si vede eppure ce ne sono due, sono elettrici e posizionati
direttamente nei mozzi delle ruote. In questo moto si
ha una doppia trazione che per un veicolo di questo tipo,
con il pilota giusto, deve consentire evoluzioni fuori
dall'ordinario. Lo stranissimo nome fa riferimento ad
un dinosauro bipede, ma è anche un pianeta nella
saga di Star Treck e un gruppo metal...
· FC-ME (Prototipo)
L'estetica non è sicuramente il suo forte, ma si
rifà quando si parla di ambiente e inquinamento.
FC sta per Fuel Cell, una delle tecnologie su cui si punta
per un futuro 'libero' dal petrolio e dall'inquinamento.
Con questo veicolo Yamaha super anche i problemi dettati
dalla gestione del carburante, sostituendo l'idrogeno
con una più 'gestibile' miscela di acqua e metanolo
liquido. Una via praticabile tant'è vero che il
veicolo è già in forza al comune di Shizuoka
per un test 'reale' nell'uso quotidiano. Certo che con
i suoi 0,58kW non si potranno pretendere partenze brucianti.
· VOX (Prototipo)
Tutto sommato tradizionale, con linee in stile veicolo
commerciale e un notevole spazio sottosella, rappresenta
il primo 50cc a quattro tempi alimentato ad iniezione
per Yamaha. Ruote basse e cicciose con un bel faro cromato
sono le altre caratteristiche, assieme alla testata con
tre valvole.
· PASSOL L (Produzione
pianificata)
Evoluzione del veicolo presentato nel 2003 e già
in vendita dallo stesso anno, la versione L, di prossima
commercializzazione, incrementa la spinta in partenza
e in salita, arrivando a 25/30km di autonomia.
· EC-02 (Produzione)
Due anni fa era un prototipo, ora è una realtà
commerciale, almeno in patria, la base è quella
del Passol, il look è più intrigante e offre
un vano bagagli al centro del veicolo.
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