>> TOKYO MOTOR SHOW 2005



Stratosphere


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SkyWave 250 Type S


SkyWave 250 Type S


SkyWave 250 Type S

 

 

 


SkyWave 250 SS



 · SUZUKI
26/10/05

 · STRATOSPHERE (Prototipo)
Da Tokyo ci si aspetta di tutto, anche veicoli lontani dalla nostra immaginazione, tanto che Stratosphere sembra quasi una moto normale. Solo ad un esame molto superficiale però! Non possono sfuggire i sei collettori di scarico che viaggiano vicini come canne d'organo e rappresentano l'elemento più caratteristico di un propulsore incredibilmente compatto. Tanto che longitudinalmente è paragonabile a quello del GSX 1400, superando il limite principale di questa architettura, in voga negli anni ottanta e poi archiviata fino ad ora.
Ok, va bene che è un prototipo interessante, ma cosa ci fa su CyberScooter? Volevate che Suzuki mancasse all'appuntamento della moto automatica? Naturalmente no, e lo fa a modo suo, ovvero con un cambio servoassistito (a pedale) che non richiede l'uso della frizione, ma ne conserva la leva e la possibilità di cambiare anche in modo tradizionale per offrire al pilota la possibilità di scegliere in base al percorso e ai gusti del momento.
La linea sembra un chiaro riferimento alla Suzuki Katana 750/1100 degli anni ottanta, che già allora fece discutere a lungo, anche se forse meno riuscita. La vista laterale ha un andamento piuttosto piatto ed il mix di citazioni hi-tech, come il gruppo ottico anteriore e old-style, come la sella color cuoio sembrano respingersi, ma si sta parlando di gusti personali.
È però nella cura dei particolari che questa Stratosphere sembra superare anche i prototipi più appariscenti. Quello che più colpisce è il faro anteriore, composto da quattro unità con tre led ciascuna, sorrette da una 'freccia' in alluminio da cui parte l'esile parabrezza, regolabile su più posizioni, che ripara il compatto cruscotto digitale. Al centro del gruppo ottico si trova una minuscola telecamera con cui registrare il percorso della gita per poi rivederlo, e rivivere i momenti più emozionanti. Regolabili sono anche i semimanubri e alle pedane è possibile estrarre un supporto per il tacco, in aiuto nelle accelerazioni, che devono essere brucianti visto che il motore da 1100cc pare accreditato di numerosi cavalli e soprattutto pronti e reattivi come solo un sei cilindri può offrire. Se poi volete sentire come 'suona', potete farlo nel sito originale Suzuki, QUI.
Quello che sembra essere il serbatoio carburante è solcato dai tasti di regolazione dell'impianto musicale e del cupolino. La musica viene poi veicolata all'interno del casco, attraverso un inedito sistema che ne sfrutta la visiera. Naturalmente la chiave d'accensione è sostituita da un comando elettronico che gestisce anche una base antifurto da sistemare nel box. Altra chicca i supporti per le borse laterali integrate ed estraibili dal montante laterale. Non manca qualche concessione al kitsch giapponese, con i laterali del radiatore in allumino 'damascato' e le lucine blu che corrono lungo il serbatoio.
La ciclistica appare più tradizionale, con il telaio in alluminio, il forcellone bibraccio, il monoammortizzatore posteriore e la forcella a steli capovolti. Poderosa la coppia di dischi freno anteriori, stretti da pinze radiali Tokico.
Un prodotto che potrebbe vedere anche la via della produzione, magari con un look meno ardito.


 · Sky Wave 250 Type-S (Esibizione)
Allo stand era inserito fra gli 'Exibition Model', ma lo Sky Wave 250 Type S, ha molto l'aria di poter essere il nuovo restyling della serie Burgman 250/400. Al momento non ci sono né conferme né smentite, ma anche l'utilizzo dello stesso nome 'Type S' di un modello attualmente in produzione, sembrano confermare questa deduzione. Staremo a vedere. Rispetto al Burgman attuale le linee si fanno più elaborate e spigolose, forse troppo, con evidenti richiami alle elaborazioni più in voga in Giappone. Molto curati i gruppi ottici e lo scudo anteriore con le inedite feritoie laterali. Ciclisticamente non sembrano esserci rivoluzioni, solo la ruota anteriore cresce a 14 pollici e il freno a disco passa sul lato destro, mentre per il motore viene dichiarato, ma non quantificato, un aumento di potenza. Salto di qualità invece nell'uso quotidiano, con la 'perdita' della chiave d'accensione a favore di un sistema di riconoscimento elettronico che incorpora l'immobilizer. Cresce di poco anche il vano bagagli sotto la sella, già enorme, che raggiunge il valore record di 62 litri (erano 55). Ormai d'obbligo il cupolino basso e il manubrio cromato, mentre speriamo in altri colori oltre all'azzurrino delle foto.
Se si tratta della quarta versione del Burgman, non sembra contenere elementi particolarmente innovativi, ma conferma, aggiornandola, una formula che ha ancora numerosi estimatori, in Italia come in Giappone.


 · Sky Wave 250/400 SS (Produzione)
Poco da aggiungere su questa versione denominata SS (Super Sport?), esposta a Tokyo e già in vendita in Giappone, rappresenta l'estremizzazione del Type S in vendita anche da noi, con il cupolino in tinta con la carrozzeria e il sellone che perde lo schienale del pilota a favore di quello per il passeggero. Manubrio, leve, specchi, coprimarmitta e cavalletto laterale cromati convivono con ruote verniciate di nero e plastiche in colori sgargianti. Non dovrebbe vedere la via dell'esportazione, anche perché gli occhi sono tutti puntati sul Type S di cui sopra.
Ma il modello che veramente vorremmo diventasse realtà è il G-Strider presentato due anni fa, chi se lo fosse perso, può vederlo QUI.





Stratosphere



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SkyWave 250 Type S



SkyWave 250 Type S



SkyWave 250 Type S

 

 

 


SkyWave 250 SS



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