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E4-01(Concept)
La strada d'avvicinamento verso la
moto automatica è stata lenta, ma appare ormai
inesorabile, ed è interessante seguire le evoluzioni
dei prototipi che proprio Honda ha presentato a Tokyo
nel corso degli ultimi anni. Partiamo dal 1999 con l'FB-S
400, un opulento bicilindrico
'boxer' con trasmissione a cardano che trovate QUI,
per passare all'Elysium,
un quattro cilindri, sempre boxer che sondava l'appeal
della moto coperta, che potete vedere QUI
e QUI,
ma al tempo stesso anticipava soluzioni stilistiche ritrovate
su Griffon,
QUI,
un'evoluzione sportiva dalla linea, e dai contenuti, mozzafiato.
Venendo ad oggi l'E4-01
riprende lo stile dei predecessori, ma in modo meno estremo,
ad esclusione forse del muso, un po' duro e pesante rispetto
alla coda morbida e armoniosa che ricorda il Forza.
Ma considerazioni estetiche a parte, c'è da dire
che la formula sembra azzeccata: uno 'scooter' comodo
protettivo e spazioso, con una ciclistica di primo livello
per fornire le emozioni e la sicurezza di una moto moderna.
Collante di tutto il nuovo cambio automatico, definito
Sport Automatic, con comandi al manubrio, che dovrebbe
consentire le tre modalità 'canoniche', Drive,
Sport e Manual in modo evoluto.
La denominazione punta su quattro 'E' che sono Elegance,
Excitement, Enjoyment e Easy. Della prima abbiamo già
accennato, ma lasciamo ovviamente l'ultima parola a voi,
tenendo presente che un prototipo deve stupire e quindi
qualche forzatura gli è concessa. L'Excitement,
dovrebbe essere garantita dal compatto propulsore in linea
da 903cc con doppio albero a camme (un'evoluzione di quello
del SilverWing?), dal peso contenuto in 200kg e dalla
ciclistica da sportiva con magnifiche ruote da 17 pollici,
forcella rovesciata e sospensione posteriore monoammortizzatore
Pro-Link, dallo splendido forcellone 'a banana' e dalle
pinze freno radiali. Enjoyment (letteralmente 'godimento')
vuole richiamare il piacere generato dalla qualità
delle dotazioni e del comfort di bordo, a tal proposito
è stato introdotto il 'Dynamic Airscreen', che
attraverso la voluminosa presa d'aria anteriore e apposite
canalizzazioni, sfrutta le depressioni dell'aria per diminuire
la pressione aerodinamica e la rumorosità, senza
richiedere voluminosi parabrezza, una soluzione che crediamo
troverà sempre più spazio in futuro. Per
non parlare dell'avviamento senza chiave, del vano bagagli
per due caschi jet, della strumentazione semitrasparente
con integrato il sistema di navigazione e dell'airbag
nel retroscudo. Easy (facile) lo è principalmente
per il cambio, unito alla trasmissione cardanica, ma anche
per l'equilibrio ciclistico e il peso ridotto.
Ci sarebbe ancora molto da dire, soprattutto perché
non si tratta di un manichino, ma di un modello perfettamente
funzionante come potete osservare in questo VIDEO
sul sito Honda Japan.
Potrebbe non essere lontano il giorno che qualcosa di
simile, magari il nuovo Silver Wing, arrivi presso le
concessionarie.
· DN-01 (Concept)
Meno futuribile, meno scooter, ma
forse più vicino alla produzione il DN-01
(sta per Dream New), che Honda definisce 'Automatic Sport
Cruiser' e che sfrutta il bicilindrico a V dell'ultimo
Deauville,
un quattro valvole da 680cc, abbinato in questo caso ad
un cambio idraulico/meccanico 'HFT' (Human Fitting Transmission)
che consente due modalità di variazione continua,
Drive o Sport e una manuale a sei rapporti, tutto con
comando al manubrio.
Un veicolo basso e lungo come vuole la moda 'custom' (anche
per gli scooter, almeno in Giappone), che raggiunge il
valore record di 1605mm con una sella a soli 680mm d'altezza.
Agilità e facilità di guide sarebbero garantire
dall'attento studio per la centralizzazione delle masse
e, ad occhio, da un ridotto carico sulla ruota anteriore.
Originali i gruppi ottici, sia anteriori che posteriori,
un po' posticci invece gl'indicatori di direzione e da
digerire le pedane sporgenti. Della ciclistica poco si
sa, ma da quello che si vede il telaio in tubi adotta
un possente ed elegante forcellone monobraccio che incorpora
la trasmissione cardanica e agisce su un monoammortizzatore
sotto la sella del pilota. Classico l'avantreno con la
forcella idraulica e il doppio freno a disco, presumibilmente
abbinato alla frenata CBS/ABS. Il corto e massiccio terminale
di scarico è forse l'unico elemento in comune con
l'E4-01, per il resto cambia tutto, manca anche un vano
bagagli e l'aspetto estetico sembra aver preso il sopravvento
sulla protezione aerodinamica. La sella a due piani offre
lo schienale regolabile al pilota, ma lascia più
esposto e arretrato il passeggero.
Diversa, ma altrettanto completa la strumentazione con
il navigatore GPS alloggiato al centro del manubrio e
gli altri elementi sotto il basso cupolino scuro, mentre
la sommità del serbatoio è arricchita dagli
altoparlanti dell'impianto musicale e dalla manopola per
l'avviamento, del tutto simile a quella utilizzata dal
Forza.
Un mix di tecnologia nuova e soluzioni già disponibili
su altre modelli, fanno pensare che la produzione, magari
in altra veste (una Deauville automatica...) possa essere
vicina.
Intanto si può osservare dinamicamente nel VIDEO
sul sito Honda ufficiale, mentre il signore che cavalca
con entusiasmo la DN-01 nella prima foto è Takeo
Fukui, presidente Honda in
persona.
· NP6-D e NP6-S (Project
Concept)
Due interpretazioni del concetto già espresso dal
PS250, presentato
due anni fa da CyberScooter. Si tratta di due 'fun bike'
pensate e realizzate da quel gruppo di giovani visionari
dell'N Project di Asaka col compito di esplorare nuove
tendenze per il futuro. Lo scooter bianco, l'NP6-D
è sicuramente quello più particolare, grazie
al supporto laterale per il doppio sellino che lascia
un inedito spazio per caricare oggetti voluminosi come
la tavola da bodysurf che vediamo in foto. A parte questo
la carrozzeria è ridotta all'osso, con l'elemento
caratterizzante del doppio faro sovrapposto anteriore,
abbinato al clackson in bell'evidenza. La ciclistica tradizionale
vede ruote 'cicciose', un monoammortizzatore posteriore
e un piccolo freno a disco anteriore.
L'NP6-S, nero appare più
'classico' con la sella unica e un 'tradizionale' vano
sottosella in grado di ospitare un casco demi-jet. Anteriormente
allo scudo sono anche montate delle pedane avanzate per
garantire una seduta particolarmente 'stravaccata'. Due
scooter perfetti per stupire gli amici nelle località
balneari più alla moda, entrambi dotati di parchi
propulsori monocilindrici a 4 tempi da 124cc.
Per il momento si tratta di prototipi, mentre il PS250
è regolarmente venduto in Giappone.
· FORZA Z 250
ABS
Non è nient'altro che il Forza
EX nella denominazione
per il mercato giapponese, ad uno sguardo attento però
non possono sfuggire i nuovi fari posteriori, con plastica
trasparente e dispositivi di segnalazione a led, come
voleva la moda automobilistica, di qualche tempo fa. Varia
anche, questa volta in meglio, il doppio faro anteriore,
ora più affilato e sensuale con il cupolino che
si fa spazio fino alla presa d'aria centrale. Non sappiamo
ancora se arriverà in Italia, ma lo scopriremo
a Milano.
· SILVER WING
600 + Gathers M
Di un nuovo Silver
Wing si parla da tempo, non
della versione
da 400cc vista a Parigi, ma di un 600cc o anche più
per riportare Honda al vertice fra i mega-scooter. Intanto
però in Giappone piccole migliorie sul modello
attuale sono state apportate, come la doppia mappatura
della centralina, azionabile con un pulsante al manubrio
(T-mode), che fornisce maggiore coppia ai bassi regimi.
Una sorta di opzione 'power' che anziché operare
sul variatore, lavora sulla centralina elettronica.
In più si è visto anche un elegantissimo
bauletto perfettamente integrato nella linea dello scooter,
con tanto di 'braccioli' ed altoparlanti per il passeggero.
Inoltre un sistema integrato di navigazione GPS e diffusione
sonora MP3, marcato Gathers
M (versione dedicata ad Honda
di Garmin) e che può essere installato con supporti
ad hoc su Silver Wing, Forza e Fusion (il vecchio CN).
Originale la soluzione degli altoparlanti contenuti in
un sottile cilindro da montare al manubrio. Tutte le componenti
sono regolarmente in vendita in Giappone, speriamo che
arrivino anche da noi.
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