>> TOKYO MOTOR SHOW 2003



Mabrice

 




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Grand Majesty 250



 · YAMAHA
24/10/03
 · MABRICE (Prototipo)
La base di partenza è il Majesty 250 che tutti conosciamo, ma l'ispirazione stilistica sembra derivare dall'Honda CN250, altra pietra miliare del modo maxiscooter e sostenitore di una guida 'lunga e bassa', agilmente interpretata dagli anglosassoni come 'feet forward', una vera corrente di pensiero a due ruote.
A queste premesse va aggiunto il 'dolce' ovvero la trazione su entrambe le ruote, ad opera di due motori distinti. Se non è una novità questa!?
Nel mondo dell'automobile veicoli a trazione 'ibrida' sono già realtà commerciali (vedi: Honda Civic IMA), ma nel mondo delle due ruote ci sembra il primo esempio.
Anche i veicoli a trazione integrale sono una vera rarità nel nostro settore, e bisogna rifarsi a Rokon o tornare a parlare di Yamaha anche a questo proposito, visto che un TT600R a doppia trazione ha corso e vinto in alcune competizioni.
Ma il Mabrice va oltre gli esempi citati e mira a cogliere altri obiettivi:
• Prestazioni e consumi: con la possibilità di utilizzare entrambi i propulsori durante l'accelerazione, senza richiedere ulteriore carburante.
• Riduzione delle emissioni inquinanti: è possibile utilizzare il solo propulsore elettrico, avendo così libero accesso a zone controllate o in periodi di blocchi.
Il Mabrice può infatti funzionare in tre modalità: moter termico, motore elettrico oppure entrambi, tramite un selettore al manubrio.
Il propulsore termico deriva dal monocilindrico 4 tempi a due valvole del Majesty, mentre il motore elettrico è ospitato nel mozzo della ruota anteriore e deriva dalla serie Passol di cui vedete alcune originali versioni qua sotto.
Naturalmente in tutto ciò non poteva mancare il sistema di navigazione GPS e l'immancabile manubrio in bella vista.
Un veicolo interessante e destinato ad un utilizzo prevalentemente urbano e per questo motivo stupiscono le dimensioni maxi, che fanno pensare più alle 'highway' che non ai piccoli centri urbani chiusi al traffico.


 · Divide, Pocke, Passol L e FC06 (Prototipi)
ITre interpretazioni di un medesimo concetto: propulsione elettrica per la mobilità individuale in zone ad alta frequentazione.
Il Divide si caratterizza dalla possibilità di essere 'compattato', piegandolo al centro. A dire la verità questa caratteristica viene ampiamente offuscata dall'aspetto più da opera d'arte antropomorfa che da veicolo utilitario. Se mai dovesse entrare in produzione, diventerà un oggetto irresistibile per i cultori del bello.
Il Pocke, grazie al telaio pentagonale in alluminio offre uno spazio centrale utilizzabile per i bagagli, il caricabatteria etc. Dispone poi di una misteriosa funzione per selezionare suoni, come per personalizzare le suonerie dei cellulari, ma non ci è dato sapere a che fine. Il manubrio pieghevole e le dimensioni compatte fanno si che sia trasportabile anche in auto.
Il Passol L appare la versione più concreta, deriva infatti dal Passol in produzione, ma è dotato di una batteria di grande capacità per maggiore autonomia e del caricabatteria incorporato, per essere ricaricato 'ovunque', basta trovare una presa a 100volt! Telaio in alluminio e faro posteriore a led.
Il discorso relativo all'FC06 è un po' diverso visto che FC sta per Fuel Cell, un sistema tradizionalmente alimentato ad idrogeno (e anche qui le sperimentazioni in campo automobilistico sono avanzate), ma in questo caso si è utilizzato metanolo diluito in acqua. In questo modo il carburante non risulta più pericoloso di benzina o gasolio, lasciandone ipotizzare una diffusione reale, con minori complicazioni rispetto all'idrogeno. La base è sempre quella del Passol e infatti in caso d'emergenza è possibile utilizzare il motore a corrente continua. Che dire del telaio a semicerchio che contiene tutte le componenti, del sistema di navigazione GPS e dai retrovisori sostituiti da telecamere? Non si è tralasciato neppure lo spazio bagagli con due ampi portapacchi, anteriori e posteriori. Che sia davvero l'uovo di colombo per muoversi in città? .


 · YP250 Grand Majesty (Produzione)
L'abbiamo già visto all'Eicma 2003 senza il suffisso 'Grand' e ha subito raccolto pareri favorevoli pressoché unanimi, però era motorizzato 395cc, mentre qui troviamo il medesimo propulsore con 'soli' 249cc, ciò comporta un ovvio ridimensionamento delle prestazioni, con 18kW a 7.500giri e 25Nm a 6.500giri.
Non sappiamo ancora se verrà importato in Italia, andando a sostituire l'attuale Majesty 250, ma ci sembra piuttosto probabile, entrando così in diretta concorrenza con i conosciuti Suzuki Burgman 250/400 e il futuro Honda Jazz 250/400.
Molto bello e lineare il telaio in alluminio che potete vedere in una versione che più naked non si può!.


Foto by: BigScooter , Cartella Stampa Yamaha, Sito Tokyo Motor Show.



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