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Mabrice
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Grand Majesty 250
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MABRICE (Prototipo)
La base di partenza è il Majesty 250 che tutti conosciamo,
ma l'ispirazione stilistica sembra derivare dall'Honda CN250,
altra pietra miliare del modo maxiscooter e sostenitore
di una guida 'lunga e bassa', agilmente interpretata dagli
anglosassoni come 'feet forward', una vera corrente di pensiero
a due ruote.
A queste premesse va aggiunto il 'dolce' ovvero la trazione
su entrambe le ruote, ad opera di due
motori distinti. Se non è una novità
questa!?
Nel mondo dell'automobile veicoli a trazione 'ibrida' sono
già realtà commerciali (vedi: Honda
Civic IMA), ma nel mondo delle due ruote ci sembra il
primo esempio.
Anche i veicoli a trazione integrale sono una vera rarità
nel nostro settore, e bisogna rifarsi a Rokon
o tornare a parlare di Yamaha anche a questo proposito,
visto che un TT600R
a doppia trazione ha corso e vinto in alcune competizioni.
Ma il Mabrice va oltre gli esempi citati e mira a cogliere
altri obiettivi:
• Prestazioni e consumi: con la possibilità
di utilizzare entrambi i propulsori durante l'accelerazione,
senza richiedere ulteriore carburante.
• Riduzione delle emissioni inquinanti: è possibile
utilizzare il solo propulsore elettrico, avendo così
libero accesso a zone controllate o in periodi di blocchi.
Il Mabrice può infatti funzionare in tre
modalità: moter termico, motore elettrico
oppure entrambi, tramite un selettore al manubrio.
Il propulsore termico deriva dal monocilindrico 4 tempi
a due valvole del Majesty, mentre il motore elettrico è
ospitato nel mozzo della ruota anteriore e deriva dalla
serie Passol di cui vedete
alcune originali versioni qua sotto.
Naturalmente in tutto ciò non poteva mancare il sistema
di navigazione GPS e l'immancabile manubrio in bella vista.
Un veicolo interessante e destinato ad un utilizzo prevalentemente
urbano e per questo motivo stupiscono le dimensioni maxi,
che fanno pensare più alle 'highway' che non ai piccoli
centri urbani chiusi al traffico.
· Divide, Pocke, Passol
L e FC06 (Prototipi)
ITre interpretazioni di un medesimo concetto: propulsione
elettrica per la mobilità individuale in zone ad
alta frequentazione.
Il Divide si caratterizza dalla
possibilità di essere 'compattato', piegandolo al
centro. A dire la verità questa caratteristica viene
ampiamente offuscata dall'aspetto più da opera d'arte
antropomorfa che da veicolo utilitario. Se mai dovesse entrare
in produzione, diventerà un oggetto irresistibile
per i cultori del bello.
Il Pocke, grazie al telaio
pentagonale in alluminio offre uno spazio centrale utilizzabile
per i bagagli, il caricabatteria etc. Dispone poi di una
misteriosa funzione per selezionare suoni, come per personalizzare
le suonerie dei cellulari, ma non ci è dato sapere
a che fine. Il manubrio pieghevole e le dimensioni compatte
fanno si che sia trasportabile anche in auto.
Il Passol L appare la versione
più concreta, deriva infatti dal Passol in produzione,
ma è dotato di una batteria di grande capacità
per maggiore autonomia e del caricabatteria incorporato,
per essere ricaricato 'ovunque', basta trovare una presa
a 100volt! Telaio in alluminio e faro posteriore a led.
Il discorso relativo all'FC06
è un po' diverso visto che FC sta per Fuel Cell,
un sistema tradizionalmente alimentato ad idrogeno (e anche
qui le sperimentazioni in campo automobilistico sono avanzate),
ma in questo caso si è utilizzato metanolo diluito
in acqua. In questo modo il carburante non risulta più
pericoloso di benzina o gasolio, lasciandone ipotizzare
una diffusione reale, con minori complicazioni rispetto
all'idrogeno. La base è sempre quella del Passol
e infatti in caso d'emergenza è possibile utilizzare
il motore a corrente continua. Che dire del telaio a semicerchio
che contiene tutte le componenti, del sistema di navigazione
GPS e dai retrovisori sostituiti da telecamere? Non si è
tralasciato neppure lo spazio bagagli con due ampi portapacchi,
anteriori e posteriori. Che sia davvero l'uovo di colombo
per muoversi in città? . · YP250
Grand Majesty (Produzione)
L'abbiamo già visto all'Eicma 2003 senza il suffisso
'Grand' e ha subito raccolto pareri favorevoli pressoché
unanimi, però era motorizzato 395cc, mentre qui troviamo
il medesimo propulsore con 'soli' 249cc, ciò comporta
un ovvio ridimensionamento delle prestazioni, con 18kW a
7.500giri e 25Nm a 6.500giri.
Non sappiamo ancora se verrà importato in Italia,
andando a sostituire l'attuale Majesty 250, ma ci sembra
piuttosto probabile, entrando così in diretta concorrenza
con i conosciuti Suzuki Burgman 250/400 e il futuro Honda
Jazz 250/400.
Molto bello e lineare il telaio in alluminio che potete
vedere in una versione che più naked non si può!.
Foto by:
BigScooter
, Cartella Stampa Yamaha, Sito Tokyo Motor Show.
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