| ·
Gruppo Piaggio (...Aprilia)
La visita ad Intermot nella giornata dedicata alla stampa
non inizia con il tour dei padiglioni, ma con la conferenza
stampa organizzata dal Gruppo Piaggio ed affollata da
giornalisti di tutto il mondo. Più che di modelli
e novità si è parlato della situazione finanziaria
del Gruppo ed in particolar modo del recente interesse
all'acquisizione del Gruppo Aprila. Notizia di massimo
rilievo per tutti gli appassionati di due ruote.
Brevemente: nell'ottobre 2003 la IMMSI (società
di gestione di attività immobiliari quotata in
Borsa) di Roberto Colaninno acquisisce il controllo di
Piaggio, gravata da un pesante passivo relativo alla precedente
gestione. A meno di un anno di distanza i risultati economici
e di prodotto sono più che positivi, in particolare
il primo semestre 2004 vede un 11,7% d'incremento del
fatturato netto nei confronti dell'anno precedente ed
un primo utile netto dopo quattro anni a saldo negativo.
La quota di mercato cresce del 2,7% in Italia e di 1 punto
percentuale in Europa. Da giugno Beverly 250 diventa il
vicolo targato più venduto in Italia con Beverly
500 e Liberty 125 che lo seguono in 4^ e 5^posizione.
Il Gruppo, costituito da Derbi, Gilera, Piaggio e Vespa,
opera attualmente in tutti i mercati mondiali, con stabilimenti
produttivi in Italia, Spagna, India e Cina, è recente
l'accordo con la cinese Zongshen per la costruzione di
un nuovo stabilimento da 300.000 veicoli/anno.
A luglio è stata formulata un'offerta per l'acquisizione
di Aprilia che si dovrebbe concludere entro novembre.
Il presidente Colaninno e l'amministratore delegato Sabelli
hanno tenuto a ribadire come non si tratti di un'operazione
finanziaria, ma di un vero progetto industriale dove l'integrazione
fra i Gruppi porterà alla valorizzazione massima
di tutti i Marchi nella salvaguardia sia delle unità
produttive che dei posti di lavoro.
Nel caso l'accordo vada in porto (e non sembrano intravedersi
motivi contrari...) Piaggio diventerebbe il 4° colosso
motociclistico a livello mondiale, dopo Honda, Yamaha
e Suzuki. Si verrebbe quindi a creare il tanto ventilato
'Polo italiano della Moto', in grado di competere in tutti
i segmenti delle due ruote, fino alle tre e quattro ruote
di Ape e Porter. Una convivenza fra Marchi, visto l'inserimento
di Aprilia, Moto Guzzi e Laverda sicuramente non di facile
gestione, ma che rappresenta una splendida opportunità
affinché il gusto e l'intraprendenza italiana assumano
le dimensioni industriali necessarie per le sfide di un
mondo sempre più complesso e globalizzato.
|