>> INTERMOT MONACO 2000



Jupiter fronte


Jupiter tre quarti
 · ITALJET
17/09/2000
 · Jupiter 250
Si era parlato più volte di un Millennium motorizzato 250, ma forse le dimensioni compatte hanno consigliato Italjet di proporre un prodotto interamente nuovo.
Jupiter 250 nasce grazie all'accordo di collaborazione con la cinese Jincheng Corporation, una delle maggiori realtà produttive della nuova Cina. Sono moltissimi i prodotti provenienti dall'estremo oriente e poi "rimarcati" da Ditte europee, alla Italjet l'onestà della chiarezza.

Il prodotto si mostra di gusto "europeo", senza inutili orpelli estetici a cui ci hanno abituati alcune Aziende del Far East.
La linea slanciata è caratterizzata da un frontale che si allunga sulla ruota anteriore dominato dai doppi gruppi ottici, come vuole la moda del momento, e da due motivi protettivi di colore contrastante.
Le frecce appuntite sono poste ai lati del parabrezza.
La coda è affusolata e termina con una coppia di fari incorporanti le frecce.
Il cruscotto è affiancato da alcuni spazi utili per riporre piccoli oggetti.
La sella a due piani nasconde il vano bagagli.
Le ruote sono da 12" e i freni sono a disco con l'anteriore dalla insolita misura di 250mm.
La forcella e la coppia di ammortizzatori posteriori offrono rispettivamente un'escursione di 90 e 85 mm.
Il motore è lo stesso del Majesty versione 2000 e questo dovrebbe garantire sulle prestazioni del mezzo.
Il peso dichiarato poi è di soli 150 kg.
Undici sono i litri di carburante previsti.
Ultima sorpresa è il prezzo indicativo di 9.500.000 lire!
Consegne in primavera e in previsione una versione motorizzata Piaggio Leader 180.

Considerazioni:
Azzeccato è il termine che ci sembra di poter usare per questo prodotto, che unisce un motore, al top nella sua categoria, ad un'estetica sobria ma elegante e ad un'ottimizzazione nella produzione che fanno spuntare un prezzo inferiore alla soglia dei dieci milioni.
Attendiamo come sempre una prova su strada per un giudizio più ponderato.



Jupiter retro


Inconfondibile la marmitta Yamaha



Il Tartatre era presente, solo in versione "video".

 · Tartatre
Non esposto al salone, ma protagonista di un video proiettato a ciclo continuo nello stand era questa originale proposta a tre ruote denominata Tartatre.
Nata da un'idea del titolare, Leopoldo Tartarini, il veicolo vuole svolgere il compito della mobilità urbana in modo anticonvenzionale.
La coppia di ruote posizionate all'anteriore sono contemporaneamente sterzanti e inclinabili in curva così da offrire una conduzione fluida e sicura.
L'inclinazione massima di 45° permette anche qualche velleità sportiveggiante e comunque un ampio margine di sicurezza. È proprio al fattore sicurezza che il Tartatre si richiama per attirare anche gli automobilisti più irriducibili ai vantaggi delle due, pardon, tre ruote. Tre ruote che però, dati gli ingombri offrono la stessa agilità nel traffico di uno scooter tradizionale, con in più una stabilità del tutto inedita. Da fermo il veicolo si porta automaticamente in posizione orizzontale rendendo inutile ogni cavalletto.
Monta un motore Piaggio da 180 cc a quattro valvole per una velocità di circa 100 km/h su ruote da 12".
Se ne parlerà nel 2002.

Considerazioni:

Lo vedremmo bene abbinato ad una carrozzeria tipo Benelli Adiva...




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