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Lentamente, con gioia di tutti, le temperature si alzano, le nuvole abbandonano l’Italia e l’inverno lascia spazio alla primavera. Questo passaggio stagionale ha il risultato di cambiare le abitudini degli utenti della strada. Le vie, prima invase dalle auto e da qualche temerario in sella alla propria due ruote diventano sempre più il luogo di affermazione degli scooteristi. Un fenomeno che ha cambiato il paesaggio delle strade urbane, che affrontiamo attraverso il punto di vista degli utenti, delle aziende che operano nel settore e del nostro esperto… Buona lettura! Fabio Sandri - AresAuto
Honda Forza EX 250
Yamaha Tmax 500 ABS
· TUCANO URBANO Tucano Urbano è un’azienda specializzata nella ideazione, produzione e commercializzazione di accessori e abbigliamento per scooter e moto. Cos’è lo scooter? Ci risponde Francesco Colombo, responsabile comunicazione di Tucano Urbano: “E’ il mezzo di trasporto che sempre più di frequente sostituisce l’automobile. Ha la capacità di rapido movimento tanto nelle città quanto nei tratti extraurbani; senza dover rinunciare ad una adeguata protezione”. Colombo ci racconta come Tucano Urbano sia specializzata in abbigliamento per la protezione dagli eventi atmosferici (vento e pioggia su tutti). Il prodotto che caratterizza di più il marchio è il Termoscud®, il primo coprigambe pensato per lo scooter. Chiediamo anche a lui: chi è il maxiscooterista? “Un professionista tra i 25 e i 50 anni con l’esigenza di andare al lavoro (o muoversi per lavoro) in scooter pur mantenendo sobrietà e classicità nell’aspetto. Non dovendo però rinunciare a sicurezza e comfort. Resta molto legato al marchio; spesso l’utente ha più di un prodotto e mostra quasi un 'orgoglio' Tucano Urbano”. Esistono delle differenze tra l’Italia e il resto d’Europa? “In Italia resterà sempre una grande attenzione al prezzo ed è sempre in aumento l’attenzione alla sicurezza”. Cosa immagina per il futuro? “Per quel che riguarda lo “stile” sono già stati fatti molti passi avanti e penso ci sarà un interesse costante. All’estero invece (in molti paesi europei) la strada da percorrere in ambito maxi scooter è ancora lunga...”.
Tucano Urbano "Louise"
· SPIDI Francesca Dal Santo responsabile relazioni esterne di Spidi, illustra l’attività dell’azienda come volta a incrementare la sicurezza del motociclista producendo abbigliamento tecnico secondo tre linee guida: design, comfort e sicurezza. Il settore chiave rimane la produzione di abbigliamento tecnico per utilizzo motociclistico. Cosa ne pensa del mondo dei maxi scooter? “Il segmento è sicuramente interessante, sia per la capacità di spesa dell’utente di maxiscooter, sia per la tipologia di utilizzo. Questo tipo di veicolo è utilizzato, infatti, come mezzo di trasporto principale e non solo come alternativa all’auto nel tempo libero. E’ tuttavia un discorso limitato al mercato italiano”. Cosa cerca da voi il maxi scooterista? “Giacche di immagine “cittadina” tecniche, che sostituiscono prodotti sportswear, quindi non dotati di protettori di sicurezza. Il mercato è per noi in espansione. L’aumento è secondo noi dovuto a due fattori: l’introduzione di questi è molto recente, sono andati a coprire una domanda esistente non ancora soddisfatta; l’attenzione della moda al mondo moto, che ha invogliato gli utenti a ricercare adeguato abbigliamento che fosse sì protettivo, ma anche fashion (nei materiali utilizzati e nei tagli)”. Ma chi è il maxiscooterista? “Età compresa fra i 35 e i 50 anni, abita nelle grandi città, utilizza il maxi scooter come mezzo di trasporto per recarsi al lavoro. Ha buona capacità di spesa, è attento alla moda. All’estero il profilo corrisponde, anche se vale solo in grandi città europee (Parigi su tutte)”. Cosa immagina per il futuro? “Per quanto riguarda l’Italia, sicuramente il trend di richiedere prodotti che siano al contempo estremamente tecnici (soprattutto per quello che riguarda i materiali, il loro grado di comfort e protezione da freddo e pioggia) andrà assecondato. Il gusto tipicamente italiano, poi, privilegerà i produttori che sapranno disegnare capi che abbiano stile e design”.
Spidi Gambler
Fabrizio Villa - editore e 'animatore' di CyberScooter.
· L’INTERVISTA ALL’ESPERTO E’ in una giornata di sole, una delle prime per Milano, che abbiamo l’occasione di chiacchierare con Fabrizio Villa della rapida diffusione dei maxi scooter... “Possiamo parlare di una vera e propria rivoluzione, basti pensare che negli ultimi anni si sono registrati incrementi fino al 600%!”. Quali sono le ragioni di questo boom? “Una diffusione così 'prepotente', non poteva che nascere dall'incontro tra un'esigenza reale e un'innovazione tecnologica. La prima è la sempre maggiore richiesta di mobilità, a fronte di un traffico veicolare ormai ingestibile e di trasporti pubblici giudicati spesso costosi e inefficaci, la seconda è l'applicazione del cambio a variazione continua all'evoluzione del concetto di scooter, introdotto da Vespa nel dopoguerra”. Questo fenomeno è tutto italiano? “Principalmente si, ma per la nascita dei 'nuovi scooter' dobbiamo ringraziare in particolare l'intraprendenza giapponese, a partire da quell' esperienza 'visionaria' rappresentata dall'Honda CN 250: una sorta di 'spider tagliata a metà', di cui conservava posizione di guida, vani bagagli e protettività, uniti alla ricchezza di strumentazione e finiture: nel 1990 sembrava un'astronave a confronto della Vespa PX. Bisognerà però aspettare il 1996 e l'introduzione dello Yamaha Majesty 250 per assistere al boom vero e proprio. Yamaha ha puntato sulla 'sportività', il look si rifà alle moto sport-touring e la guidabilità fa un passo avanti, pur conservando spaziosità, comfort e qualità da berlina”. Cosa rappresenta il maxi scooter? “Lo ‘scooter moderno' è ben diverso dal concetto di 'moto intelligente', che l'industria di settore ha provato a introdurre senza successo: il maxiscooter è certo 'intelligente' e pratico, ma anche 'fashion', rappresenta una nuova tendenza e fa moda, coinvolgendo anche l'abbigliamento con un mix casual-tecnologico”. Come è cambiato il mercato dal lato dell’offerta? “Il forte incremento di vendite ha determinato una maggiore libertà creativa: dalla BMW C1 che ha importato il concetto sicurezza dal mondo auto, alla Vespa ET4 che ha cercato di coniugare tradizione e modernità, fino al Suzuki Burgman che per primo ha raggiunto la cilindrata di 400cc, aprendo prospettive turistiche fino ad allora inaspettate”. E il T-Max? “Yamaha T-Max segna un’ulteriore evoluzione del concetto: motore bicilindrico da 500cc, ciclistica da moto, 160 km/h e un look ancora più da moto. Con questo modello il confine moto/scooter si è assottigliato e i numeri di vendita testimoniano che la direzione è quella giusta”. Come si caratterizza oggi il mercato? “Oggi la categoria dei maxiscooter è piuttosto variegata, ma alcune linee guida si sono determinate. Da una parte c’è lo scooter urbano, compatto, economico e “a ruote alte” oggi rappresentato dall'Honda SH 125/150 con un prezzo al limite dei 3.000 Euro; tali modelli sono pensati per un uso quasi esclusivamente cittadino. All'opposto troviamo il supertourer da “gita fuori porta” come il Suzuki Burgman 650, motore bicilindrico da 650cc, cambio sequenziale, frenata ABS e uno spazio sotto-sella molto ampio, per 9.000 euro. Nel mezzo c’è lo spazio per proposte più eclettiche che cercano di coniugare esigenze e gusti di ognuno: cilindrate da 250 a 500cc, tipologie 'comfort', 'naked' o 'ruote alte', con prezzi da 4.000 a 6.000 Euro”. Cosa avremo in futuro? “C’e spazio per scooter più performanti e tecnologici, veri cross-over con i motocicli; veicoli per affrontare il traffico caratterizzati dal migliore rapporto prezzo-funzione. Ma la 'partita' più interessante si giocherà, almeno lo spero, nella fascia intermedia: cilindrate intorno ai 400cc, pesi contenuti, maggiore ergonomia attraverso la regolazione dei protettori aerodinamici e della posizione di pilota e passeggero, oltre alla modulabilità dei vani bagagli e all'integrazione con tecnologie informatiche wireless. Altra battaglia andrà giocata per la riduzione dei costi di manutenzione e per il contenimento delle emissioni inquinanti anche con propulsioni ibride o alternative al motore a scoppio: una rivoluzione a favore della nostra qualità della vita”.
Honda CN 250
Yamaha Majesty 250
BMW C1
Vespa ET4
Suzuki Burgman 400
Yamaha Tmax 500