>> EICMA MILANO 2008
 · PEUGEOT
14/11/2008

HYBRID 3 COMPRESSOR
Non è una novità assoluta perché Peugeot ha preferito giocare in patria offrendo lo scoop al salone automobilistico di Parigi dello scorso ottobre. E questo non ha fatto altro che aumentare la curiosità di vederlo e toccarlo con mano ad Eicma. Purtroppo per il momento si è potuto solo vedere, dato che l'elegante modella era l'unica autorizzata a varcare la struttura espositiva-protettiva, ma sufficiente ad apprezzarne il design affascinante e la notevole cura costruttiva. Del resto il costruttore transalpino è l'unico assieme a Bmw ad avere il doppio patrimonio, automobilistico e motociclistico e ha saputo coniugare nel migliore dei modi entrambe le competenze per sfornare un veicolo innovativo da ogni punto di vista, anzi forse il veicolo che più di tutti fino ad ora mette in collegamento il mondo dell'auto con quella dello scooter. Un veicolo, fra l'altro, che pur presentato in veste di prototipo potrebbe tranquillamente passare alla produzione di serie se il mercato fosse pronto ad accoglierlo.
Ma studiamolo meglio, iniziando dal motore, o meglio 'dai motori' visto che sono tre, uno per ogni ruota: abbinato alla ruota posteriore troviamo un motore a scoppio a quattro tempi da 125cc, sovralimentato attraverso un compressore volumetrico (la stessa unità montata sul Satelis 125 Compressor), in grado di erogare 15kW di potenza e 16Nm di coppia; integrati nel mozzo di ognuna delle ruote anteriori troviamo poi due motori elettrici brushless in grado di erogare ciascuno 3kW, una potenza massima relativamente contenuta, ma contemporaneamente anche 60Nm di coppia massima continuativa, un valore eccezionale che può arrivare a picchi di 100Nm e che, moltiplicati per due equivalgono a quanto espresso dal mastodontico 2.300cc della Triumph Rocket III! Per questo è facile concordare con Peugeot quando dichiara una capacità di ripresa ed accelerazione almeno pari a quella di uno scooter da 400cc, nonostante un peso dichiarato di 250kg, mentre la velocità massima si ferma a 110km/h.
Ma come si gestiscono tre motori? Con il ride by wire, ovvero con una gestione elettronica dell'acceleratore, che a seconda delle modalità impostate agisce su uno o su tutti i motori. E le modalità di funzionamento sono essenzialmente tre:
- solo elettrico, con un'autonomia di 10km a velocità stabilizzata (non dichiarata), garantita dalle batterie Lithium-ion;
- solo termico, con un'autonomia non dichiarata, ma che fa affidamento sui 13 litri del serbatoio carburante;
- elettrico e termico abbinati con un'autonomia dichiarata di tipo automobilistico, ben 650km, che si ottengono moltiplicando i 50km/litro dichiarati in funzionamento ibrido per i 13litri di carburante.
In base alla modalità di funzionamento scelto si hanno anche differenti modalità di trazione, che in campo scooteristico sono un'assoluta novità: coi motori elettrici è infatti un 'trazione anteriore' (e sono infinitamente curioso di capire come si guida un tre ruote a trazione anteriore), col motore termico tutto rientra 'quasi' nella norma con la ruota posteriore che torna motrice, nel funzionamento combinato si ha invece la trazione integrale (cosa che mi incuriosisce ancor di più!), che aggiunge innovazione e soprattutto sicurezza sui fondi a scarsa aderenza, ma probabilmente anche divertimento una volta presa la necessaria confidenza. Naturalmente come tutti i veicoli elettrici si ricarica in fase di decelerazione, in più ad ogni sosta o sotto i10km/h il motore termico si spegne per riattivarsi ad ogni richiesta decisa di accelerazione.
Quasi altrettanto sofisticata la parte ciclistica che è abbastanza simile a quella di uno scooter dalla ruota posteriore fino al tunnel, poi al posto della forcella troviamo una struttura a parallelogramma deformabile con un ammortizzatore trasversale in funzione di sospensione. Particolarmente interessante la presenza dell'ABS su tutte e tre le ruote che sono da 14 pollici. Naturalmente s'inclina in curva e può essere bloccato nelle soste senza la necessità di poggiare i piedi a terra. Una soluzione però molto diversa da quella utilizzata da Piaggio dove le ruote sono indipendenti e più simile invece a quella adottata da Adiva, che è anche il veicolo più simile, anche passando ad analizzare l'aspetto protezione dalle intemperie.
L'HYbrid 3 si propone infatti come alternativa, oltre che ad uno scooter comfort, ad una berlina compatta, come la Smart, tanto per fare un nome 'a caso' e allora ecco che la carenatura avvolgente si allunga a diventare un tetto in plexiglass trasparente, con montanti in alluminio che scende fino alle spalle del passeggero. E questo è, tutto sommato, l'aspetto meno innovativo di tutto il prototipo visto che Bmw e Adiva si sono già espressi sull'argomento e quest'ultimo vanta anche il tetto a scomparsa come un'auto cabrio. Ma alcuni dettagli i tecnici francesi sembrano averli dimenticati: manca infatti un vano per i bagagli, poi manca il tergicristallo e anche le bocchette per il riscaldamento in inverno, tutti elementi indispensabili, a mio avviso, se davvero si vogliono convincere gli 'automobilisti' a passare alle tre ruote.
Osservandolo dal vivo ho poi qualche perplessità sull'ergonomia del posto di guida, soprattutto per quanto riguarda le gambe e anche sull'effettiva agilità nel traffico, anche moderato, vista la mole complessiva e in particolare la carreggiata anteriore di 650mm.
Naturalmente, trattandosi di un prototipo, ci sono ampi margini di miglioramento, in più bisognerà anche capire se e come cambierà la normativa sull'omologazione italiana relativa ai 'trike' visto che l'HYbrid 3 è destinato ai titolari di patente B, ma non potrebbe accedere a tangenziali ed autostrade. E poi, su tutte, c'è l'incognita del prezzo. Se fosse allineato a quello della Smart si venderebbe?

LXR 125/200
Nelle previsioni sulle novità del Salone avevo dato per auspicabile, ma poco probabile un 'ruote alte compatto' marcato Peugeot e invece eccolo. O meglio di Peugeot c'è principalmente il marchio, visto che lo scooter è un Sym Hd Evo brandizzato con il marchio del leone rampante e leggermente rivisto a livello della griglia frontale e delle colorazioni. Una scelta criticabile? Non necessariamente, visto che la possibilità era di progettare da zero un nuovo scooter e commercializzarlo non prima di tre anni (e qui torna la mia previsione) oppure vendere da subito questo veicolo nella propria rete vendita, facendo contemporaneamente 'cassa' e nuovi clienti, in una delle fasce più interessanti del mercato. Una scelta che Peugeot aveva già esplorato qualche anni fa brandizzando l'Honda Foresight 250 in attesa di rafforzare la propria gamma over 150cc. Se la scelta si rivelerà azzeccata lo sapremo fra qualche anno, ma intanto parliamo dello scooter.
Ha il trittico di elementi più amati dagli italiani: ruote da 16 pollici, pedana piatta e dimensioni contenute, ma poi ha anche due freni a disco, il cavalletto centrale e laterale, un design piacevole e non troppo smaccatamente ispirato a quell'Honda SH che nel frattempo si è rifatto il trucco.
Più leggero e compatto del Geopolis, pesa 135kg, ha la sella a 798mm, frena con due dischi da 220mm e la coppia di ammortizzatori regolabili si abbina alla forcella telescopica con steli da 33mm.
Entrambi i propulsori sono raffreddati a liquido e con testata a 4 valvole, ma differiscono nell'alimentazione, a carburatore per il 125 da 9,7kW e ad iniezione per il 171cc da 11,9kW di potenza massima.
La capienza del sottosella, generalmente limitata ad un demi-jet, qui viene dichiarata per un casco jet con visiera o anche per un integrale compatto, sarebbe una bella notizia, ma va verificata.
Arriveranno a giugno 2009, quando verranno comunicati anche i prezzi.

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