>> EICMA MILANO 2008
 · MALAGUTI
13/11/2008

BLOG 125/160
Malaguti prosegue con i nomi ispirati ad internet e battezza 'Blog' la sua ultima fatica, annunciata a settembre con il nome in codice di CK13. Non si vuole inserire nel filone trainante dei 'ruote alte', dove peraltro il collega Centro sembra cavarsela egregiamente, ma proporre un'alternativa più mirata al comfort e alle dotazioni, senza per questo perdere in agilità e compattezza.
Più o meno nelle stesse dimensioni di un ruote alte riesce infatti ad offrire: una sella più bassa, la possibilità di allungare le gambe, un sottosella capace di ospitare un casco jet con visiera più un demi-jet, un secondo vano nel retroscudo e un cupolino discretamente protettivo. Tutto ad un prezzo indicativo di 2.500 Euro per il 125 e poco più per il 160.
Monta i propulsori da 125 e 154cc ad iniezione elettronica e raffreddamento a liquido montati sul Centro, con una potenza massima dichiarata di 8,7 e 10,1kW e una coppia di 11,1 e 13,4Nm. Utilizza un classico telaio in tubi con doppio ammortizzatore posteriore regolabile e una forcella a perno in asse con steli da 35mm. L'impianto frenante è di tipo separato con un disco anteriore da 225mm e uno posteriore da 220. Pesa 138kg è lungo 2.085mm e la sella è 770mm da terra. Fra le chicche i fari anteriori poliellissoidali e la presa di corrente a 12V, mentre gli appunti vanno alla serratura separata per aprire la sella e al vano bagagli diviso in due vani minori.
Si pone come diretto concorrente del Kymco Dink, del Sym Joyride e dello Yamaha Majesty 125, ma potrebbe insidiare anche l'Honda S-Wing e il più piccolo dei Suzuki Burgman. Sarà disponibile a partire da Gennaio 2009.

H.E.M. (Hybrid Electric Moped)
Quando si parla di veicoli a propulsione ibrida si è portati a pensare a proposte costose e ammortizzabili, forse, dopo svariate decine di migliaia di chilometri. In questo caso invece il vantaggio economico inizia con il prezzo d'acquisto, stimato intorno ai 2.300 euro e continua con costi di manutenzione e consumi ridottissimi, con in più la possibilità di rientrare in agevolazioni fiscali. E poi, naturalmente, c'è il vantaggio di ridurre l'inquinamento durante la circolazione, anche se qualche dubbio sullo smaltimento delle batterie e sulle modalità, ecologiche o meno, nella produzione di elettricità rimane.
Ma torniamo allo scooter che rappresenta un progetto congiunto fra il Ministero dell'Ambiente italiano e l'Università di cinese di Tongji (Shanghai), a cui partecipano diversi partner: ITT, Engines Engineering, Faam, Ducati Energia, CF Moto e ovviamente Malaguti che ne curerà anche la commercializzazione europea.
Ma vediamo di capirne il funzionamento e i vantaggi rispetto ad altre soluzioni. Il punto di partenza è stato quello di superare il ridotto limite di autonomia e la lentezza nei tempi di ricarica tipici dei veicoli esclusivamente elettrici (di cui Malaguti è stata precursore) senza 'scomodare' tecnologie troppo costose e indisponibili per una produzione su larga scala. La soluzione proposta è quella dell'ibrido 'in serie', cioè di affiancare al motore elettrico un compatto motore a scoppio con la funzione di generatore per la ricarica in movimento delle batterie.
In pratica lo scooter si muove grazie al motore elettrico inserito nel mozzo della ruota posteriore e alimentato da un pacco batterie da 48V e 31 Ah, posizionato sulla pedana centrale. In modalità 100% elettrica può percorrere 20km con una velocità massima di 45km/h (limite legale per i ciclomotori), un po' poco anche per chi si muove solo in città, ma qui entra in gioco il motore a scoppio a quattro tempi da 50cc. Poco prima che le batterie esauriscano la propria carica infatti il motore endotermico inizia a funzionare con la doppia funzione di fornire energia elettrica al motore e contemporaneamente di ricaricare le batterie. In questo modo l'autonomia cresce a 150km e basta ricaricare il serbatoio di benzina per avere immediatamente la possibilità di percorrere altri 150km e così via. Il motore a scoppio però non è collegato con l'acceleratore, ma svolge la funzione di generatore ruotando costantemente al regime ottimale, con un consumo di carburante vicino agli 80km/litro. Anche in funzionamento ibrido quindi il livello d'inquinamento prodotto è inferiore del 70% rispetto ai limiti europei e il costo chilometrico rimane estremamente interessante. Naturalmente l'accensione del motore ausiliario, oltre che automatica, può essere decisa dal pilota e la ricarica delle batterie può avvenire semplicemente collegando il cavo in dotazione alla rete elettrica.
Lo scooter, di cui mancano ancora le sovrastrutture, utilizza una ciclistica abbastanza tradizionale, con ruote da 12 pollici, doppio ammortizzatore posteriore e forcella telescopica, con la frenata affidata ad un disco anteriore e un tamburo posteriore.
La commercializzazione è prevista entro la fine del 2009 e potrebbe rappresentare effettivamente una soluzione concreta per il casa-lavoro nella massima economia e minimo impatto ambientale.

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