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BLOG
125/160
Malaguti prosegue con i nomi ispirati ad internet
e battezza 'Blog' la sua ultima fatica, annunciata
a settembre con il nome in codice di CK13. Non
si vuole inserire nel filone trainante dei 'ruote
alte', dove peraltro il collega Centro sembra cavarsela
egregiamente, ma proporre un'alternativa più
mirata al comfort e alle dotazioni, senza per questo
perdere in agilità e compattezza.
Più o meno nelle stesse dimensioni di un
ruote alte riesce infatti ad offrire: una sella
più bassa, la possibilità di allungare
le gambe, un sottosella capace di ospitare un casco
jet con visiera più un demi-jet, un secondo
vano nel retroscudo e un cupolino discretamente
protettivo. Tutto ad un prezzo indicativo di 2.500
Euro per il 125 e poco più per il 160.
Monta i propulsori da 125 e 154cc ad iniezione elettronica
e raffreddamento a liquido montati sul Centro, con
una potenza massima dichiarata di 8,7 e 10,1kW e
una coppia di 11,1 e 13,4Nm. Utilizza un classico
telaio in tubi con doppio ammortizzatore posteriore
regolabile e una forcella a perno in asse con steli
da 35mm. L'impianto frenante è di tipo separato
con un disco anteriore da 225mm e uno posteriore
da 220. Pesa 138kg è lungo 2.085mm e la sella
è 770mm da terra. Fra le chicche i fari anteriori
poliellissoidali e la presa di corrente a 12V, mentre
gli appunti vanno alla serratura separata per aprire
la sella e al vano bagagli diviso in due vani minori.
Si pone come diretto concorrente del Kymco Dink,
del Sym Joyride e dello Yamaha Majesty 125, ma potrebbe
insidiare anche l'Honda S-Wing e il più piccolo
dei Suzuki Burgman. Sarà disponibile a partire
da Gennaio 2009.
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H.E.M.
(Hybrid Electric Moped)
Quando si parla di veicoli a propulsione ibrida
si è portati a pensare a proposte costose
e ammortizzabili, forse, dopo svariate decine di
migliaia di chilometri. In questo caso invece il
vantaggio economico inizia con il prezzo d'acquisto,
stimato intorno ai 2.300 euro e continua con costi
di manutenzione e consumi ridottissimi, con in più
la possibilità di rientrare in agevolazioni
fiscali. E poi, naturalmente, c'è il vantaggio
di ridurre l'inquinamento durante la circolazione,
anche se qualche dubbio sullo smaltimento delle
batterie e sulle modalità, ecologiche o meno,
nella produzione di elettricità rimane.
Ma torniamo allo scooter che rappresenta un progetto
congiunto fra il Ministero dell'Ambiente italiano
e l'Università di cinese di Tongji (Shanghai),
a cui partecipano diversi partner: ITT, Engines
Engineering, Faam, Ducati Energia, CF Moto e ovviamente
Malaguti che ne curerà anche la commercializzazione
europea.
Ma vediamo di capirne il funzionamento e i vantaggi
rispetto ad altre soluzioni. Il punto di partenza
è stato quello di superare il ridotto limite
di autonomia e la lentezza nei tempi di ricarica
tipici dei veicoli esclusivamente elettrici (di
cui Malaguti è stata precursore) senza 'scomodare'
tecnologie troppo costose e indisponibili per una
produzione su larga scala. La soluzione proposta
è quella dell'ibrido 'in serie', cioè
di affiancare al motore elettrico un compatto motore
a scoppio con la funzione di generatore per la ricarica
in movimento delle batterie.
In pratica lo scooter si muove grazie al motore
elettrico inserito nel mozzo della ruota posteriore
e alimentato da un pacco batterie da 48V e 31 Ah,
posizionato sulla pedana centrale. In modalità
100% elettrica può percorrere 20km con una
velocità massima di 45km/h (limite legale
per i ciclomotori), un po' poco anche per chi si
muove solo in città, ma qui entra in gioco
il motore a scoppio a quattro tempi da 50cc. Poco
prima che le batterie esauriscano la propria carica
infatti il motore endotermico inizia a funzionare
con la doppia funzione di fornire energia elettrica
al motore e contemporaneamente di ricaricare le
batterie. In questo modo l'autonomia cresce a 150km
e basta ricaricare il serbatoio di benzina per avere
immediatamente la possibilità di percorrere
altri 150km e così via. Il motore a scoppio
però non è collegato con l'acceleratore,
ma svolge la funzione di generatore ruotando costantemente
al regime ottimale, con un consumo di carburante
vicino agli 80km/litro. Anche in funzionamento ibrido
quindi il livello d'inquinamento prodotto è
inferiore del 70% rispetto ai limiti europei e il
costo chilometrico rimane estremamente interessante.
Naturalmente l'accensione del motore ausiliario,
oltre che automatica, può essere decisa dal
pilota e la ricarica delle batterie può avvenire
semplicemente collegando il cavo in dotazione alla
rete elettrica.
Lo scooter, di cui mancano ancora le sovrastrutture,
utilizza una ciclistica abbastanza tradizionale,
con ruote da 12 pollici, doppio ammortizzatore posteriore
e forcella telescopica, con la frenata affidata
ad un disco anteriore e un tamburo posteriore.
La commercializzazione è prevista entro la
fine del 2009 e potrebbe rappresentare effettivamente
una soluzione concreta per il casa-lavoro nella
massima economia e minimo impatto ambientale. |




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