>> 63^ EICMA MILANO 2005


 

 





 · YAMAHA
28/11/2005
 · TMAX 500 (show bike)
Visto che le novità Yamaha ve le abbiamo già presentate da Parigi, ci è sembrato giusto aprire con questo esemplare elaborato di Tmax, uno dei più belli, e ci mancherebbe, dei tanti esposti in fiera.
Un mezzo dall'apparenza racing, con l'immancabile numero 1 sulle carene, che sfrutta alcuni particolari del ricco catalogo di accessori dedicati Y'S Gear come il manubrio, i tappi per gli specchi retrovisori e per il mozzo ruota posteriore, la placca cromata sul carter motore e il cupolino iridescente, ma anche tante altre cose sfiziose, mai viste prima o quasi.
Due gli elementi che più hanno attirato l'interesse dei 'tmaxer': la marmitta corta Termignoni in carbonio, che sembra una sintesi fra quella della M1 e il marmittino corto delle Honda RC211, con un risultato scenografico notevole (anche sonoro, c'è da immaginare...) e l'avantreno, che sa molto di 'saccheggio' da R1/R6, con una massiccia forcella a steli rovesciati con foderi dorati e piedini radiali per pinza a quattro pistoncini (collegata ad un tubo in gomma del tutto fuori luogo) e un disco a margherita largo quasi quanto il cerchio.
Ma non è finita, il manubrio nudo utilizza leve racing con pompe freno incorporate e blocchetti elettrici cromati un po' pacchiani.
Quanto alle componenti estetiche, la colorazione bianco-azzurra mi è piaciuta molto perché aggressiva ma non scontata, altrettanto bella e curata la sella e molto sfiziosi gli inserti in rete sui fianchetti della pedana. Anche i cerchioni lucidati aiutano l'effetto finale, alleggerendo le 'masse non sospese', assieme al parafango anteriore in carbonio, ma forse un (altro) particolare potevano riprenderlo dagli amici del Tmax Club, cioè il maniglione tagliato, molto più aggressivo!
In definitiva un'esercitazione 'ufficiale' di quanto stanno realizzando, privatamente, molti appassionati o, commercialmente, tante Aziende che esponevano a Milano e di cui parleremo diffusamente più avanti.


 

 






 


 · XMAX 125
Torniamo alla realtà e al piccolo Xmax 125, piccolo solo di cilindrata, perché il resto è identico e il sottosella è ugualmente esagerato. Lo riproponiamo dopo Parigi, anche perché non avendolo potuto provare alla presentazione stampa, non trovate altre informazioni nella sez. Modelli. Bisogna fare i complimenti a Yamaha perché ancora una volta ha dimostrato di saper innovare, anche in un settore, quello dei maxi scooter, dove da qualche anno, ahimè, tira aria un po' stantia. L'innovazione, a mio avviso, sta nell'aver saputo coniugare la snellezza degli scooter a ruote alte con la capacità di carico e la protettività dei modelli classici, tipo Majesty per intenderci. E il riscontro del mercato non si è fatto attendere catapultando l'Xmax 250 al vertice delle classifiche di vendita. Con il 125 si è voluto offrire un veicolo top anche a chi non necessita di cilindrate più elevate, ma non per questo vuole un mezzo 'povero' o poco confortevole. Fra tante qualità ci sembra però improponibile che la presa di corrente sia ancora considerato un accessorio, costoso per giunta.
Non è, per poco, il motore più potente della sua categoria, che rimane il Piaggio Leader, ma Xmax risponde già alle normative Euro 3 e poi non è certo la potenza a fare la differenza (soprattutto considerando che è limitata per legge ad 11kW), ma le dotazioni, il comfort, la protettività e anche l'immagine che, pur senza strappare applausi, risulta comunque innovativa.
Le consegne inizieranno a gennaio ad una quotazione di 3.790 Euro che lo porta, giustamente, a livello dei competitor più dotati. Speriamo di riuscire a strappare una prova su strada!




 



 


 · FJR 1300 AS
In conclusione, ancora qualche immagine (dopo la presentazione da Parigi) della prima moto semi-automatica, la poderosa FJR 1300 AS, un veicolo che per destinazione d'uso non si discosta gran che da un Suzuki Burgman 650, soprattutto valutando che con la sempre maggiore solerzia nel far rispettare i limiti di velocità, già con un 250cc (anche meno...) si rischia la patente! Certo il desiderio di possedere un veicolo di estremo pregio e soprattutto unico come è questo FJR, potrà far gola ai mototuristi più comodosi o ai maxiscooteristi incontentabili. L'impressione è però che Yamaha non supporti fino in fondo in questo prodotto, almeno considerando che a Parigi come a Milano non era esposto con il giusto rilievo, e anche lo spazio dedicato dai media non mi è sembrato all'altezza di un veicolo così coraggioso. E per vincere la naturale tendenza al conservatorismo, così radicata fra i motociclisti, sarebbe invece necessario spingere, solleticare, promuovere, magari organizzando dei porte aperte presso i Concessionari, per capire se quella leva della frizione in meno porta effettivamente tanti vantaggi in più.
Noi ci mettiamo in coda per un test, chissà, magari dopo l'Xmax...


 


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