>> 63^ EICMA MILANO 2005


 









 · VESPA
28/11/2005
Nel 2006 Vespa compie 60 anni e sicuramente il gruppo Piaggio guidato da Roberto Colaninno lo festeggerà in modo adeguato, tant'è che ha cominciato a farlo ancora prima.
Sono state infatti presentate ad Eicma due 'show bike' che tentano di combinare tradizione e modernità, si tratta di GT-60 e LX-60.

 · GT-60
Base di partenza è la GTS 250, il più potente e recente dei 140 modelli realizzati fino ad ora, già testato e con estrema soddisfazione da CyberScooter.
Quello che colpisce a prima vista è il faro anteriore, 'caduto' dal manubrio al parafango protettivo, si tratta di una citazione dei primi modelli Vespa che adottavano proprio questa soluzione, forse anche dettata dal modesto potere illuminante disponibile allora. Il cruscotto 'orfano' si arricchisce quindi di un piccolo plexiglass fumé e risolve in modo alternativo la disposizione della strumentazione mista analogico/digitale. Il manubrio nudo e cromato non è un riferimento al custom giapponese, ma ancora a quello, quasi ciclistico, della Vespa 98 del 1946 che potete ammirare a fondo pagina. Le manopole sono rivestite in pelle così come i 'paraginocchia' nel retroscudo e la bellissima sella in due pezzi con impunture a vista. Le manopole fanno parte degli accessori originali, la sella non ancora, ma lo speriamo perché davvero bella. Ad impreziosire il tutto una serie di particolari cromati fra cui cerchioni, cavalletti, griglie di sfogo del radiatore.
Il giudizio sul risultato finale è ovviamente soggettivo, personalmente l'ho trovato inferiore all'ottimo equilibrio stilistico raggiunto dalla GTS, ma è ovvio che un modello unico come questo deve stupire.


 



 



 · LX-60
Stessa esercitazione, ma applicata al modello LX, anche qui è il faro a stupire, anche perché a prima vista sembra più da chopper che da scooter e invece, indagando negli infiniti modelli Vespa (grazie a VespaForever) ecco spuntare un modello prodotto in Germania, da Hoffman nel 1954, esattamente con lo stesso proiettore. Accertata una legittima eredità stilistica passiamo alla strumentazione, questa volta tutta analogica e contenuta in un elemento cromata che richiama il manubrio, nudo ad eccezione dei blocchetti elettrici e delle manopole in pelle. Materiale che ritroviamo nella sella in due pezzi, così come le cromature distribuite come nel modello GT-60.
Tutto ciò premesso, il risultato estetico non è proprio il massimo, con un faro del tutto slegato dal contesto, ma anche in grado di attirare gli sguardi...





 




 

 



 · 98 del 1946
E finalmente l'originale, la Vespa n°1, qui rappresentata in uno dei primi esemplari usciti dalla fabbrica di Pontedera nel 1946. Non c'è da stupirsi che sia diventata un mito, più che un mezzo di trasporto sembra un'opera d'arte con le splendide e sensuali 'curve' che si ritrova.
Tecnicamente, adotta un monocilindrico a due tempi da 98cc in grado di sviluppare 3cv a 4300giri, con un cambio manuale a tre marce. I consumi sarebbero da riferimento anche oggi, con 2 litri ogni 100km, peccato che la velocità massima non superi i 60km/h, ma le strade di allora erano anche peggio di quelle di oggi. Invidiabile anche il peso, solo 60kg dichiarati per una lunghezza di 1650mm e un passo di 1170mm. Curioso che non sia dotata di cavalletto, ma che, coricandola sui lati, si appoggi direttamente su placche fissate alla scocca. Le ruote sono da otto pollici, con freni a tamburo e 'sospensioni' essenziali: due molle all'avantreno e un tampone in gomma dietro, a cui vanno aggiunti i molloni applicati alla sella monoposto.
Rimarrà in commercio solo due anni, sostituita dalla più 'prestante' 125cc del 1948, etc, etc...


 

 


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