>> 63^ EICMA MILANO 2005


 

 

 


 · SUZUKI
26/11/2005

Grande appuntamento mediatico allo stand Suzuki, con palloncini e bigliettini che volano, un folto stuolo di modelle, il vertice Suzuki, il neo campione del mondo Superbike Troy Corser in carne ed ossa e il calciatore Alessandro Del Piero come testimonial bidimensionale con un sostanzioso contorno di giornalisti e fotografi a cogliere l'evento. Al centro di tutto il nuovo Burgman 400, quarta generazione di un prodotto che ha fatto la storia dello scooter.
Pur non risultando stravolto nello stile e nei contenuti, più che parlare di aggiornamento dovrebbe essere considerato uno scooter praticamente nuovo. Si è infatti intervenuti contemporaneamente su ciclistica, motore ed estetica.
Ci avevamo scommesso dopo la presentazione dello SkyWave 250 a Tokyo, che la nuova generazione del Burgman era alle porte e a Milano ne abbiamo avuto la conferma. Come si può notare confrontando le foto, i modelli risultano differenti in alcuni dettagli per adeguarsi ai relativi mercati. Il manubrio torna ad essere carenato, il parabrezza più alto e protettivo e anche le colorazioni ne hanno guadagnato. Peccato invece che la chiave elettronica sia 'rimasta' in Giappone e si ritrovi la caratteristica serratura con serranda.
Visto dal vivo è decisamente più elegante di quanto le immagini giapponesi lo facessero apparire, in particolare il frontale con i gruppi ottici elaborati e l'andamento aggressivo della carenatura con le prese d'aria laterali risulta comunque elegante, ma anche più personale del precedente. Leggermente meno riuscito il retrotreno che ha il non facile compito di minimizzare gl'ingombri del voluminoso baule. Confermati gli specchi cromati, non graditi a tutti, ma dall'ottima visibilità.
Riguardo alle dotazioni, il sottosella guadagna ancora qualche litro, adesso sono 62 e soprattutto in un unico spazio regolare, il retroscudo ha subito un rimescolamento dei vani, ma lo spazio è sempre notevole. Il cruscotto utilizza sempre quattro strumenti analogici, ma ingrandisce e raggruppa i display digitali al centro.
Veniamo ora alla 'sostanza' ovvero il reparto ciclistico dove cambia praticamente tutto, il telaio è infatti interamente nuovo per una maggiore rigidità, pur conservando la struttura a doppia culla in tubi d'acciaio. A parità d'interasse, diminuiscono l'avancorsa e l'inclinazione della forcella, per una maggiore maneggevolezza. La forcella con steli da 41mm guadagna 10mm di corsa, e viene confermata l'azzeccata sospensione posteriore progressiva. Cambia anche la ruota anteriore che cresce a 14 pollici ed ospita due freni a disco da 260mm, in luogo del singolo attuale, e cambiamenti ci sono anche al retrotreno, con il pneumatico che cresce a 150 e il disco freno che si sposta a destra.
Anche il motore è in gran parte nuovo, lo si nota subito dal carter trasmissione, ma le novità più interessanti sono all'interno, cresce infatti la cilindrata massima fino a 400cc pieni, ottenuta variando sia l'alesaggio che la corsa, cresce anche il rapporto di compressione e la distribuzione utilizza un più pregiato doppio albero in testa. Il nuovo iniettore a doppio corpo, unito a marmitta catalitica (ellittica) e sonda lambda garantisce il rispetto delle normative Euro 3. Peccato che non siano stati resi noti i dati di potenza e coppia, anche perché stando alle dichiarazioni si vuole fare concorrenza anche ai mono da 500cc.
Ci siamo concessi una breve sosta in sella, che è salita di 15mm e la prima sensazione è quella di estrema comodità, con un manubrio leggermente più largo e basso, mentre le gambe hanno sempre un'ottima possibilità di allungo. Ampio e ben sagomato il parabrezza che dovrebbe così garantire una maggiore protezione. Il passeggero però, sempre 'sopraelevato', perde il comodo schienalino (che agevolerà il montaggio di un bauletto) e si vede ridotte le pedane.
Complessivamente un grosso lavoro, soprattutto nell'ottica di ampliare le possibilità turistiche e prestazionali del mezzo, che vede crescere leggermente ingombri e peso (197kg), tanto che a prima vista può essere scambiato per il fratellone da 650cc, soprattutto per il frontale.
Insomma, pur non avendo sofferto più di tanto l'avvento del Majesty 400 Yamaha, con cui si scambia continuamente le posizioni nelle classifiche di vendita, sembra che Suzuki sia intenzionata a ristabilire il distacco. Aspettiamo con curiosità la possibilità di una prova su strada così come molti potenziali clienti attenderanno marzo e le prime consegne. Il prezzo, non comunicato, non dovrebbe comunque discostarsi gran che da quello attuale.
Il 250 dovrebbe rimanere invariato, almeno per il momento.

Burgman a parte si stanno perdendo le speranze per una diversificazione della gamma 250/400, magari con un bel 'ruote alte' tanto gradito nell'italica penisola...




 

 

 


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