| Grande appuntamento mediatico
allo stand Suzuki, con palloncini e bigliettini che volano,
un folto stuolo di modelle, il vertice Suzuki, il neo
campione del mondo Superbike Troy Corser in carne ed ossa
e il calciatore Alessandro Del Piero come testimonial
bidimensionale con un sostanzioso contorno di giornalisti
e fotografi a cogliere l'evento. Al centro di tutto il
nuovo Burgman 400, quarta
generazione di un prodotto che ha fatto la storia dello
scooter.
Pur non risultando stravolto nello stile e nei contenuti,
più che parlare di aggiornamento dovrebbe essere
considerato uno scooter praticamente nuovo. Si è
infatti intervenuti contemporaneamente su ciclistica,
motore ed estetica.
Ci avevamo scommesso dopo la presentazione dello SkyWave
250 a Tokyo, che la nuova generazione del Burgman
era alle porte e a Milano ne abbiamo avuto la conferma.
Come si può notare confrontando le foto, i modelli
risultano differenti in alcuni dettagli per adeguarsi
ai relativi mercati. Il manubrio torna ad essere carenato,
il parabrezza più alto e protettivo e anche le
colorazioni ne hanno guadagnato. Peccato invece che la
chiave elettronica sia 'rimasta' in Giappone e si ritrovi
la caratteristica serratura con serranda.
Visto dal vivo è decisamente più elegante
di quanto le immagini giapponesi lo facessero apparire,
in particolare il frontale con i gruppi ottici elaborati
e l'andamento aggressivo della carenatura con le prese
d'aria laterali risulta comunque elegante, ma anche più
personale del precedente. Leggermente meno riuscito il
retrotreno che ha il non facile compito di minimizzare
gl'ingombri del voluminoso baule. Confermati gli specchi
cromati, non graditi a tutti, ma dall'ottima visibilità.
Riguardo alle dotazioni, il sottosella guadagna ancora
qualche litro, adesso sono 62 e soprattutto in un unico
spazio regolare, il retroscudo ha subito un rimescolamento
dei vani, ma lo spazio è sempre notevole. Il cruscotto
utilizza sempre quattro strumenti analogici, ma ingrandisce
e raggruppa i display digitali al centro.
Veniamo ora alla 'sostanza' ovvero il reparto ciclistico
dove cambia praticamente tutto, il telaio è infatti
interamente nuovo per una maggiore rigidità, pur
conservando la struttura a doppia culla in tubi d'acciaio.
A parità d'interasse, diminuiscono l'avancorsa
e l'inclinazione della forcella, per una maggiore maneggevolezza.
La forcella con steli da 41mm guadagna 10mm di corsa,
e viene confermata l'azzeccata sospensione posteriore
progressiva. Cambia anche la ruota anteriore che cresce
a 14 pollici ed ospita due freni a disco da 260mm, in
luogo del singolo attuale, e cambiamenti ci sono anche
al retrotreno, con il pneumatico che cresce a 150 e il
disco freno che si sposta a destra.
Anche il motore è in gran parte nuovo, lo si nota
subito dal carter trasmissione, ma le novità più
interessanti sono all'interno, cresce infatti la cilindrata
massima fino a 400cc pieni, ottenuta variando sia l'alesaggio
che la corsa, cresce anche il rapporto di compressione
e la distribuzione utilizza un più pregiato doppio
albero in testa. Il nuovo iniettore a doppio corpo, unito
a marmitta catalitica (ellittica) e sonda lambda garantisce
il rispetto delle normative Euro 3. Peccato che non siano
stati resi noti i dati di potenza e coppia, anche perché
stando alle dichiarazioni si vuole fare concorrenza anche
ai mono da 500cc.
Ci siamo concessi una breve sosta in sella, che è
salita di 15mm e la prima sensazione è quella di
estrema comodità, con un manubrio leggermente più
largo e basso, mentre le gambe hanno sempre un'ottima
possibilità di allungo. Ampio e ben sagomato il
parabrezza che dovrebbe così garantire una maggiore
protezione. Il passeggero però, sempre 'sopraelevato',
perde il comodo schienalino (che agevolerà il montaggio
di un bauletto) e si vede ridotte le pedane.
Complessivamente un grosso lavoro, soprattutto nell'ottica
di ampliare le possibilità turistiche e prestazionali
del mezzo, che vede crescere leggermente ingombri e peso
(197kg), tanto che a prima vista può essere scambiato
per il fratellone da 650cc, soprattutto per il frontale.
Insomma, pur non avendo sofferto più di tanto l'avvento
del Majesty 400 Yamaha, con cui si scambia continuamente
le posizioni nelle classifiche di vendita, sembra che
Suzuki sia intenzionata a ristabilire il distacco. Aspettiamo
con curiosità la possibilità di una prova
su strada così come molti potenziali clienti attenderanno
marzo e le prime consegne. Il prezzo, non comunicato,
non dovrebbe comunque discostarsi gran che da quello attuale.
Il 250 dovrebbe rimanere invariato, almeno per il momento.
Burgman a parte si stanno perdendo le speranze per una
diversificazione della gamma 250/400, magari con un bel
'ruote alte' tanto gradito nell'italica penisola...
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