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 · Giacca DAINESE TSU
by Massimo Montesi
14/03/07

Presentata alla fine del 2004 è una giacca da turismo.
IMHO Lo scopo di un capo da turismo è quello di farsi dimenticare in modo che voi possiate rilassarvi o concentrarvi sugli altri elementi del viaggio.

DESTINAZIONE D'USO
E' una tre stagioni a meno che non si viaggi in montagna, essendo veramente troppo calda per l'uso cittadino estivo. D'inverno con un micropile, si possono certamente affrontare bene temperature vicine lo zero. Visto il taglio non è opportuno ingoffarsi di maglioni pesanti - se l'interno si schiaccia, perde gran parte della propria efficacia, rivolgersi quindi a sottogiacca supplementari di materiali moderni.
Scesi dal mezzo non vi sentirete in imbarazzo usandola come giaccone urbano. Il taglio ergonomico e con vestibilità attillata non permette però di indossarvi sotto una giacca per cui non è adatta a chi deve presentarsi vestito formale. Coerentemente Il produttore ha proposto una scelta di colori che a partire da una base nera si accoppiano a inserti neri rossi blu o grigi a seconda della versione certo di incontrare il favore di chi desidera coordinarlo con la propria carena piuttosto che con una - sigh! - cravatta..
Ha protezioni per gomito/avambraccio e per le spalle ed'è dotata di una tasca posteriore per un apposito paraschiena Wave G1-G2 da inserire; la vestibilità però permette un perfetto l'utilizzo della tartaruga paraschiena e possedendo già un Dainese Backspace ho preferito continuarne l'utilizzo.

CARATTERISTICHE
La giacca ha avuto come unico problema il suo nome. Battezzata prima che fenomeno colpisse nel dicembre 2004 le isole nell'oceano indiano, regole della politically correctness obbligarono la Dainese a cambiarne il nome tanto che talvolta si è letto Tsu-nami o T-Sunami, noi, pur sorridendo della P.C. li imiteremo chiamandola Tsu e basta.
Tessuto esterno in Cordura®, NSP™ Schoeller ® che protegge uno strato interno a membrana Gore-Tex® che rende il capo impermeabile e traspirante quindi fodera termico removibile in micropiuma Valtherm ® per affrontare i climi più rigidi. L'esterno è progettato secondo l'utilizzo - calibrato per resistenza ed elasticità - di diversi tipi di tessuto a seconda della parte da proteggere.
Le tasche esterne sono quattro: le inferiori sono impermeabili e tutte sono protette sia da una patella fermata da automatici che da una lampo. Ovviamente nessuno sventolamento riscontrato. È presente una coppia di tasche interne rapidamente accessibili aprendo semplicemente la chiusura anteriore impermeabile definita "idraflap" cioè una doppia piega che impedisce all'acqua di entrare dalla lampo. Per non creare scomodi rigonfiamenti le linguetta della lampo sono molto piccole e di difficile presa coi guanti. Ho ovviato legandovi un paio di cordoncini.
Le regolazioni mediante automatici sono presenti sulle maniche (largo-stretto) all'altezza del gomito per adattare il giaccone alla presenza dell'imbottitura nel punto più sensibile agli sventolamenti; nei polsini (3 posizioni); nel bordo inferiore (3 posizioni) e nel collo (largo-stretto). Sono inoltre presenti regolazioni velcro nei fianchi e nel collo. Combinando le varie regolazioni si ottengono innumerevoli possibilità. Si intende però che la conformazione base della giacca è per corporature maschili medie (senza troppa pancia…) ma le regolazioni la rendono adatta anche a corporature femminili.
Con il tipico metodo utilizzato da qualche anno dai produttori più innovativi, la giacca è ottenuta cucendo un mosaico di singole parti in modo da conformarla sulle linee di trazione naturali. Il riporto di un tessuto (Keprotec?) a rete elastica nei gomiti la rende comoda nonostante lo spessore del materiale protettivo.
Sul retro, negli occhi del marchio Dainese, vi sono gli inserti rifrangenti.
L'imbottitura estraibile è in ovatta sintetica Valtherm ® unita alla giacca tramite una sola cerniera (utile nel l'eliminare spifferi e sagomare sul corpo l'imbottitura) e due bottoni a pressione ai polsi. Considerando quanto è sottile dimostra una notevole capacità termica. Non è un capo a parte.

STILE
Che sia un capo moderno tecnico e specialistico lo si capisce a prima vista. Il disegno poi fa capire altrettanto rapidamente a chiunque che siete arrivati su una moto o scooter. Taglio squadrato piacevolmente dinamico e aggressivo ma senza rischiare l'effetto Robocop o Terminator. Per l'acquisto ho ovviamente provato altre giacche analoghe ma scartando quelle che fra cinture, giacchini, supporti, bretelle o altro facevano sembrare la vestizione degna di James Tont...
Per questo ho particolarmente apprezzato la regolazione ampiezza maniche "Zip Block" che tramite un soffietto e una lampo (anche questa coperta da un apposito bordo in cordura) fa indossare la giacca e in un istante chiuderla sui guanti.

COMFORT
La giacca è più rigida di quella che usavo precedentemente: una Spidi MID SCU ma è naturale vista la differente destinazione d'uso che era permetterci di indossarvi sotto una giacca e sostituire tranquillamente per tre o anche quattro stagioni i capi "da pedone"… doveva quindi garantire tutta la protezione ottenibile in morbiezza e comodità. Per la Tsu è il contrario cioè deve assicurare innanzitutto la massima protezione accompagnata in second'ordine alla comodità. Avendo messo fuori uso la SCU con un bel ruzzolone sull'asfalto a velocità sufficiente a vedere quanto si gratti via facilmente il nylon leggero... la scelta di spessori maggiori non è stata casuale. (In ogni caso il suo dovere lo fece perfettamente e pur essendo indossata più "lenta", le protezioni rimasero al loro posto)
Uno dei pregi principali dei materiali moderni è la leggerezza a parità di prestazioni e la Tsu non fa eccezione.
La praticità di accesso delle tasche esterne non è immediata ma è il massimo che lampo e patelle permettono. Del resto, come ho avuto "acutamente" modo di sperimentare, nelle tasche dovrebbero trovare posto solo cose prive di spigoli resistenti. Gli automatici e le lampo si azionano anche con guanti di pelle. Quindi i pagamenti o le brevi soste non obbligano a macchinose esplorazioni.
Nell'uso della sola giacca esterna in estate, senza imbottitura e magari con una felpa in meno, la taglia ovviamente sarà leggermente abbondante ma le regolazioni permettono di adattarla bene. Il collo è largo e rigido, pensato più per circondare anche un sottocasco o maglione che il solo collo, in ogni caso ha due cinghie di velcro per minimizzare spifferi di aria o peggio di acqua. Io l'ho provato stringendolo attorno una fascia di seta ruvida con un ottimo risultato. Ringrazierete in compenso in estate di non essere strozzati da un collare di nylon nero...

SU STRADA:
- L’autunno

In grave astinenza chilometrica dopo due mesi di attesa per le sostituzioni delle plastiche brasate sugli appennini tosco romagnoli - la prossima volta vedo di non cadere prima delle ferie d'agosto - ho agguantato un invito a farmi oltre seicento chilometri per raggiungere con lunga e curvacea strada un pasto a base di porcini e un occasione per una prova turistica.
Alle 6:30 di sabato 1 ottobre (2005) l'incertezza se indossare l'interno è durata il tempo di uscire sul terrazzo. L'interno è rimasto al suo posto ma vestendoci sotto solo una fredperry a maniche lunghe e una sottilissima maglietta di cotone per non portare la tartaruga a pelle. Nonostante la temperatura fosse intorno ai 10 °C stavo al caldo. I polsini stretti intorno ai guanti e la fascia di seta attorno al collo bloccavano ogni spiffero. Nessun vortice entrava da sotto (gli scooter sono in media più protettivi di una moto - GT escluse ovviamente - ma in quanto a vortici sono bastardi). Nessuno sbandieramento e tantomeno pressione dell'aria addosso a velocità autostradali.
Attraverso la pianura padana dalla Romagna fino al passo della Cisa quindi in Versilia si apprezzano una delle più gradite caratteristiche dei moderni capi tecnici che più che "fare caldo" offrono isolamento termico;
Passando dalla notte al giorno, dalla pianura alla collina e dalle nubi al sole in poco tempo la Tsu, con il semplice accorgimento di allargare i polsini, permette di passare da 10 °C a 25°C. senza aprire e chiudere in continuazione o peggio doversi fermare per togliere l'interno. La protezione all'acqua trattandosi di un capo in Gore Tex è ovvia, ma avendola provata un altro giorno solo sotto una pioggia leggera e non un acquazzone (e sono contento vi tocchi aspettare un po' per saperlo...) non so quanto aumenti di peso la giacca da bagnata.
Il trattamento Teflon dei tessili esterni fa ben sperare a questo proposito, infatti gli insetti che in oltre 600 km hanno completamente picchiettato le maniche - vengono tolti col solo aiuto di una spazzola morbida.
- L’inverno: Futatreffen 2005 e 2006:
Il primo passato con neve, cielo coperto e nubi nei passi. Il secondo con combinazione notevole di vento gelido a raffiche in Raticosa e acqua prima e dopo. Minima Massima: 1°C/6°C e 4°C/8°C.
L’umidità non si accumula mai. Con un micropile in più si sta già bene, volendo stare molto caldi sostituire maglietta con maglioncino a collo alto di lana sottile (ma solo se si è certi di non incontrare mai il sole o di passare i 12°C). Per chi come me evita di solito i maglioncini a collo alto, occorre sempre avere o una fascia o un collarino in micropile per chiudere il collo. In questo caso non si sentono assolutamente spifferi e il collo mantiene tutta la mobilità necessaria. Posso assicurare che la giacca – sia per il cordura a trama grossa dove serve che per il teflon non aumenta molto il peso nemmeno quand’è inzuppata da un ora d’acqua. Come sempre in caso di forte pioggia, portare le maniche SOPRA i guanti.
L’asciugatura però è naturalmente lunga e da farsi a temperatura ambiente a meno di non aver incontrato una buona quarantina di km asciutti più che sufficienti per portarla da grondante a leggermente umida.
Ho capito - fumando la prima sigaretta dopo la discesa - cosa significa la scritta “Warning! Tasca Solo Parzialmente Impermeabile” che era sul foglietto contenuto nelle tasche superiori della giacca: al primo tiro sembrava un narghilé.
- L’estate difficile: ponte del due giugno (3gg):
Itinerario: 1300km
Minima -4C° (Falzarego e Stelvio con nevicata ghiacciata per buona misura in aggiunta) e Massima +26C° (Bolzano Appiano)
Romagna-Campogalliano-Val Cembra-Val di Fiemme-Predazzo-P.Valles-Falcade-Alleghe-P.Fedaia-Canazei-P.Pordoi-P.Campolongo-P.Gardena-Selva Gardena-P.Gardena-La Villa-P.Valparola-P.Falzarego-Pocol-P.Giau-Forcella Staulanza-Dont-Staulanza-Canazei-P.Costalunga-Lago di Carezza-val d’Ega-Bolzano-Appiano-P.Mendola-Cles-Dimaro-P.Tonale-Ponte di legno-P.Gavia-S.Caterina Valfurva-Bormio-P.Stelvio-Trafoi-Val Venosta-Merano-Romagna. (sì, “GT” per noi è preso sul serio, alla lettera)
Vestiario ulteriore: stringicollo in seta. Sotto i 7°C aggiunta di un micropile windstopper e di un sottocasco stesso materiale. Sopra i 24°C tolto l’interno e stretto attorno le braccia con gli appositi automatici. Mai freddo o caldo addosso e nessuno spiffero. Confermo che aprendo i polsini se non si rallenta si può aspettare a togliere l’interno fino a circa 24°C.
- L’estate severa: 21-28 luglio 2006:
Itinerario: Replica dolomitica 1740km come sopra con l’aggiunta di:
P.Furcia (Plan de Corones) - Dobbiaco/S.Candido-Passo Montecroce-Val di Landro (Lago) – Cortina-Val di Tures - Valle Aurina – Kasern (sì, “GT” per noi è preso sul serio, alla lettera)
La giornata più calda dell’anno…circa 36°C ma in autostrada prima di Campogalliano l’effetto dei motori dei TIR porta la temperatura locale a livelli desertici, non so di quanto si passino i 40°C ma basta dire che se non passo gli 80kmh si accende la ventola! Effetto Dimagrella nel sontuoso goretex...In queste condizioni «estreme» la giacca è “quattro stagioni”  nel senso della temperatura del forno a legna. Nonostante ciò, il goretex, le aperture, la buona circolazione dell’aria e l’assenza di sbattimenti e bandiere anche a collo aperto, permettono appena raggiunta una velocità accettabile di rientrare rapidamente nell’area del benessere e di asciugare in pochi minuti la giacca. Arrivati sulle Dolomiti: tempo bello con ovvia grande escursione termica (15°C al mattino e 24-26°C al pomeriggio 31°C solo non a caso sulla Sonnestrasse. Nulla da ripetere.
Confermo quindi quanto predetto; per l’uso turistico va bene pure con temperature torride mantenendo però una velocità superiore agli 80 kmh.

CONCLUSIONI
Una buona robusta semplice e comoda giacca per turismo con uno stile che probabilmente non vi stancherà rapidamente. Il prezzo netto (350€) pur se alto la rende allineata a modelli simili. Il Goretex resta superiore alle sue alternative con una maggiore traspirabilità.

Testo: Massimo Montesi
Immagine: originale Dainese


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