| Presentata alla fine del 2004
è una giacca da turismo.
IMHO Lo scopo di un capo da turismo è quello
di farsi dimenticare in modo che voi possiate rilassarvi
o concentrarvi sugli altri elementi del viaggio.
DESTINAZIONE D'USO
E' una tre stagioni a meno che non si viaggi in
montagna, essendo veramente troppo calda per l'uso
cittadino estivo. D'inverno con un micropile, si
possono certamente affrontare bene temperature vicine
lo zero. Visto il taglio non è opportuno
ingoffarsi di maglioni pesanti - se l'interno si
schiaccia, perde gran parte della propria efficacia,
rivolgersi quindi a sottogiacca supplementari di
materiali moderni.
Scesi dal mezzo non vi sentirete in imbarazzo usandola
come giaccone urbano. Il taglio ergonomico e con
vestibilità attillata non permette però
di indossarvi sotto una giacca per cui non è
adatta a chi deve presentarsi vestito formale. Coerentemente
Il produttore ha proposto una scelta di colori che
a partire da una base nera si accoppiano a inserti
neri rossi blu o grigi a seconda della versione
certo di incontrare il favore di chi desidera coordinarlo
con la propria carena piuttosto che con una - sigh!
- cravatta..
Ha protezioni per gomito/avambraccio e per le spalle
ed'è dotata di una tasca posteriore per un
apposito paraschiena Wave G1-G2 da inserire; la
vestibilità però permette un perfetto
l'utilizzo della tartaruga paraschiena e possedendo
già un Dainese Backspace ho preferito continuarne
l'utilizzo.
CARATTERISTICHE
La giacca ha avuto come unico problema il suo nome.
Battezzata prima che fenomeno colpisse nel dicembre
2004 le isole nell'oceano indiano, regole della
politically correctness obbligarono la Dainese a
cambiarne il nome tanto che talvolta si è
letto Tsu-nami o T-Sunami, noi, pur sorridendo della
P.C. li imiteremo chiamandola Tsu e basta.
Tessuto esterno in Cordura®, NSP™ Schoeller
® che protegge uno strato interno a membrana
Gore-Tex® che rende il capo impermeabile e traspirante
quindi fodera termico removibile in micropiuma Valtherm
® per affrontare i climi più rigidi.
L'esterno è progettato secondo l'utilizzo
- calibrato per resistenza ed elasticità
- di diversi tipi di tessuto a seconda della parte
da proteggere.
Le tasche esterne sono quattro: le inferiori sono
impermeabili e tutte sono protette sia da una patella
fermata da automatici che da una lampo. Ovviamente
nessuno sventolamento riscontrato. È presente
una coppia di tasche interne rapidamente accessibili
aprendo semplicemente la chiusura anteriore impermeabile
definita "idraflap" cioè una doppia
piega che impedisce all'acqua di entrare dalla lampo.
Per non creare scomodi rigonfiamenti le linguetta
della lampo sono molto piccole e di difficile presa
coi guanti. Ho ovviato legandovi un paio di cordoncini.
Le regolazioni mediante automatici sono presenti
sulle maniche (largo-stretto) all'altezza del gomito
per adattare il giaccone alla presenza dell'imbottitura
nel punto più sensibile agli sventolamenti;
nei polsini (3 posizioni); nel bordo inferiore (3
posizioni) e nel collo (largo-stretto). Sono inoltre
presenti regolazioni velcro nei fianchi e nel collo.
Combinando le varie regolazioni si ottengono innumerevoli
possibilità. Si intende però che la
conformazione base della giacca è per corporature
maschili medie (senza troppa pancia…) ma le
regolazioni la rendono adatta anche a corporature
femminili.
Con il tipico metodo utilizzato da qualche anno
dai produttori più innovativi, la giacca
è ottenuta cucendo un mosaico di singole
parti in modo da conformarla sulle linee di trazione
naturali. Il riporto di un tessuto (Keprotec?) a
rete elastica nei gomiti la rende comoda nonostante
lo spessore del materiale protettivo.
Sul retro, negli occhi del marchio Dainese, vi sono
gli inserti rifrangenti.
L'imbottitura estraibile è in ovatta sintetica
Valtherm ® unita alla giacca tramite una sola
cerniera (utile nel l'eliminare spifferi e sagomare
sul corpo l'imbottitura) e due bottoni a pressione
ai polsi. Considerando quanto è sottile dimostra
una notevole capacità termica. Non è
un capo a parte.
STILE
Che sia un capo moderno tecnico e specialistico
lo si capisce a prima vista. Il disegno poi fa capire
altrettanto rapidamente a chiunque che siete arrivati
su una moto o scooter. Taglio squadrato piacevolmente
dinamico e aggressivo ma senza rischiare l'effetto
Robocop o Terminator. Per l'acquisto ho ovviamente
provato altre giacche analoghe ma scartando quelle
che fra cinture, giacchini, supporti, bretelle o
altro facevano sembrare la vestizione degna di James
Tont...
Per questo ho particolarmente apprezzato la regolazione
ampiezza maniche "Zip Block" che tramite
un soffietto e una lampo (anche questa coperta da
un apposito bordo in cordura) fa indossare la giacca
e in un istante chiuderla sui guanti.
COMFORT
La giacca è più rigida di quella che
usavo precedentemente: una Spidi MID SCU ma è
naturale vista la differente destinazione d'uso
che era permetterci di indossarvi sotto una giacca
e sostituire tranquillamente per tre o anche quattro
stagioni i capi "da pedone"… doveva
quindi garantire tutta la protezione ottenibile
in morbiezza e comodità. Per la Tsu è
il contrario cioè deve assicurare innanzitutto
la massima protezione accompagnata in second'ordine
alla comodità. Avendo messo fuori uso la
SCU con un bel ruzzolone sull'asfalto a velocità
sufficiente a vedere quanto si gratti via facilmente
il nylon leggero... la scelta di spessori maggiori
non è stata casuale. (In ogni caso il suo
dovere lo fece perfettamente e pur essendo indossata
più "lenta", le protezioni rimasero
al loro posto)
Uno dei pregi principali dei materiali moderni è
la leggerezza a parità di prestazioni e la
Tsu non fa eccezione.
La praticità di accesso delle tasche esterne
non è immediata ma è il massimo che
lampo e patelle permettono. Del resto, come ho avuto
"acutamente" modo di sperimentare, nelle
tasche dovrebbero trovare posto solo cose prive
di spigoli resistenti. Gli automatici e le lampo
si azionano anche con guanti di pelle. Quindi i
pagamenti o le brevi soste non obbligano a macchinose
esplorazioni.
Nell'uso della sola giacca esterna in estate, senza
imbottitura e magari con una felpa in meno, la taglia
ovviamente sarà leggermente abbondante ma
le regolazioni permettono di adattarla bene. Il
collo è largo e rigido, pensato più
per circondare anche un sottocasco o maglione che
il solo collo, in ogni caso ha due cinghie di velcro
per minimizzare spifferi di aria o peggio di acqua.
Io l'ho provato stringendolo attorno una fascia
di seta ruvida con un ottimo risultato. Ringrazierete
in compenso in estate di non essere strozzati da
un collare di nylon nero...
SU STRADA:
- L’autunno
In grave astinenza chilometrica dopo due mesi di
attesa per le sostituzioni delle plastiche brasate
sugli appennini tosco romagnoli - la prossima volta
vedo di non cadere prima delle ferie d'agosto -
ho agguantato un invito a farmi oltre seicento chilometri
per raggiungere con lunga e curvacea strada un pasto
a base di porcini e un occasione per una prova turistica.
Alle 6:30 di sabato 1 ottobre (2005) l'incertezza
se indossare l'interno è durata il tempo
di uscire sul terrazzo. L'interno è rimasto
al suo posto ma vestendoci sotto solo una fredperry
a maniche lunghe e una sottilissima maglietta di
cotone per non portare la tartaruga a pelle. Nonostante
la temperatura fosse intorno ai 10 °C stavo
al caldo. I polsini stretti intorno ai guanti e
la fascia di seta attorno al collo bloccavano ogni
spiffero. Nessun vortice entrava da sotto (gli scooter
sono in media più protettivi di una moto
- GT escluse ovviamente - ma in quanto a vortici
sono bastardi). Nessuno sbandieramento e tantomeno
pressione dell'aria addosso a velocità autostradali.
Attraverso la pianura padana dalla Romagna fino
al passo della Cisa quindi in Versilia si apprezzano
una delle più gradite caratteristiche dei
moderni capi tecnici che più che "fare
caldo" offrono isolamento termico;
Passando dalla notte al giorno, dalla pianura alla
collina e dalle nubi al sole in poco tempo la Tsu,
con il semplice accorgimento di allargare i polsini,
permette di passare da 10 °C a 25°C. senza
aprire e chiudere in continuazione o peggio doversi
fermare per togliere l'interno. La protezione all'acqua
trattandosi di un capo in Gore Tex è ovvia,
ma avendola provata un altro giorno solo sotto una
pioggia leggera e non un acquazzone (e sono contento
vi tocchi aspettare un po' per saperlo...) non so
quanto aumenti di peso la giacca da bagnata.
Il trattamento Teflon dei tessili esterni fa ben
sperare a questo proposito, infatti gli insetti
che in oltre 600 km hanno completamente picchiettato
le maniche - vengono tolti col solo aiuto di una
spazzola morbida.
- L’inverno: Futatreffen
2005 e 2006:
Il primo passato con neve, cielo coperto e nubi
nei passi. Il secondo con combinazione notevole
di vento gelido a raffiche in Raticosa e acqua prima
e dopo. Minima Massima: 1°C/6°C e 4°C/8°C.
L’umidità non si accumula mai. Con
un micropile in più si sta già bene,
volendo stare molto caldi sostituire maglietta con
maglioncino a collo alto di lana sottile (ma solo
se si è certi di non incontrare mai il sole
o di passare i 12°C). Per chi come me evita
di solito i maglioncini a collo alto, occorre sempre
avere o una fascia o un collarino in micropile per
chiudere il collo. In questo caso non si sentono
assolutamente spifferi e il collo mantiene tutta
la mobilità necessaria. Posso assicurare
che la giacca – sia per il cordura a trama
grossa dove serve che per il teflon non aumenta
molto il peso nemmeno quand’è inzuppata
da un ora d’acqua. Come sempre in caso di
forte pioggia, portare le maniche SOPRA i guanti.
L’asciugatura però è naturalmente
lunga e da farsi a temperatura ambiente a meno di
non aver incontrato una buona quarantina di km asciutti
più che sufficienti per portarla da grondante
a leggermente umida.
Ho capito - fumando la prima sigaretta dopo la discesa
- cosa significa la scritta “Warning! Tasca
Solo Parzialmente Impermeabile” che era sul
foglietto contenuto nelle tasche superiori della
giacca: al primo tiro sembrava un narghilé.
- L’estate difficile:
ponte del due giugno (3gg):
Itinerario: 1300km
Minima -4C° (Falzarego e Stelvio con nevicata
ghiacciata per buona misura in aggiunta) e Massima
+26C° (Bolzano Appiano)
Romagna-Campogalliano-Val Cembra-Val di Fiemme-Predazzo-P.Valles-Falcade-Alleghe-P.Fedaia-Canazei-P.Pordoi-P.Campolongo-P.Gardena-Selva
Gardena-P.Gardena-La Villa-P.Valparola-P.Falzarego-Pocol-P.Giau-Forcella
Staulanza-Dont-Staulanza-Canazei-P.Costalunga-Lago
di Carezza-val d’Ega-Bolzano-Appiano-P.Mendola-Cles-Dimaro-P.Tonale-Ponte
di legno-P.Gavia-S.Caterina Valfurva-Bormio-P.Stelvio-Trafoi-Val
Venosta-Merano-Romagna. (sì, “GT”
per noi è preso sul serio, alla lettera)
Vestiario ulteriore: stringicollo in seta. Sotto
i 7°C aggiunta di un micropile windstopper e
di un sottocasco stesso materiale. Sopra i 24°C
tolto l’interno e stretto attorno le braccia
con gli appositi automatici. Mai freddo o caldo
addosso e nessuno spiffero. Confermo che aprendo
i polsini se non si rallenta si può aspettare
a togliere l’interno fino a circa 24°C.
- L’estate severa: 21-28
luglio 2006:
Itinerario: Replica dolomitica 1740km come sopra
con l’aggiunta di:
P.Furcia (Plan de Corones) - Dobbiaco/S.Candido-Passo
Montecroce-Val di Landro (Lago) – Cortina-Val
di Tures - Valle Aurina – Kasern (sì,
“GT” per noi è preso sul serio,
alla lettera)
La giornata più calda dell’anno…circa
36°C ma in autostrada prima di Campogalliano
l’effetto dei motori dei TIR porta la temperatura
locale a livelli desertici, non so di quanto si
passino i 40°C ma basta dire che se non passo
gli 80kmh si accende la ventola! Effetto Dimagrella
nel sontuoso goretex...In queste condizioni «estreme»
la giacca è “quattro stagioni”
nel senso della temperatura del forno a legna.
Nonostante ciò, il goretex, le aperture,
la buona circolazione dell’aria e l’assenza
di sbattimenti e bandiere anche a collo aperto,
permettono appena raggiunta una velocità
accettabile di rientrare rapidamente nell’area
del benessere e di asciugare in pochi minuti la
giacca. Arrivati sulle Dolomiti: tempo bello con
ovvia grande escursione termica (15°C al mattino
e 24-26°C al pomeriggio 31°C solo non a
caso sulla Sonnestrasse. Nulla da ripetere.
Confermo quindi quanto predetto; per l’uso
turistico va bene pure con temperature torride mantenendo
però una velocità superiore agli 80
kmh.
CONCLUSIONI
Una buona robusta semplice e comoda giacca per turismo
con uno stile che probabilmente non vi stancherà
rapidamente. Il prezzo netto (350€) pur se
alto la rende allineata a modelli simili. Il Goretex
resta superiore alle sue alternative con una maggiore
traspirabilità.
Testo: Massimo
Montesi
Immagine: originale
Dainese
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