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 · Giacca BELSTAFF PANTHER
by Massimo Montesi
23/02/07

Presentata trent'anni fa la Belstaff Panther è la versione in pelle del tipico taglio Belstaff come XL500 Roadmaster Trialmaster e Travelmaster capostipiti delle moderne giacche tecniche.

DESTINAZIONE D'USO
Si porta per gran parte dell'anno, escludendo le estati calde cittadine. Infatti in montagna, essendo la pelle trattata lucida, non si scalda molto. D'inverno necessita di un trapuntino e/o un maglione preferibilmente lungo.
L'utilizzo non si esaurisce in scooter, visto che il taglio storico ne permette un utilizzo come giaccone cittadino.
Non ha protezioni che non siano altro che le toppe di pelle raddoppiata su spalle e gomiti (1,2mm x 2), utili in caso di urti leggeri e certamente contro l'abrasione; la forma però permette l'utilizzo sia della tartaruga paraschiena come dei gilet protetti. Si eviti di stringere troppo la cintura che passerà inevitabilmente sopra alla tartaruga e non ci saranno problemi.

CARATTERISTICHE
La giacca è in pelle spessa, robusta pur morbida, traspirante e impermeabilizzata. Essendo di pelle è intrinsecamente antivento. Appositi automatici permettono il fissaggio di una sottogiacca invernale. E' foderata in cotone scozzese (classico disegno Belstaff). Appositi bottoni traforati permettono la circolazione dell'aria.
La chiusura anteriore dispone di una robustissima cerniera lampo in ottone con doppia linguetta, dal bordo inferiore fino all'orlo del collo, doppiata da bottoni a pressione. Il collo invece è regolabile in larghezza con un cinturino a fibbia. I polsi sono invece regolabili su due posizioni attraverso gli stessi bottoni. Collo e polsini hanno l'interno in velluto che - pur con i limiti di un materiale tradizionale - funge bene da guarnizione.
Quattro tasche esterne a soffietto con apertura ripiegata sotto la patta permettono di portare ciò che si desidera al riparo da acqua e vento. C'è un ulteriore tasca interna. La tasca superiore sinistra è cucita inclinata per permettere facile accesso anche ad una mano purché il guanto non sia troppo spesso.
La regolazione in vita è con la cintura tenuta da appositi passanti "pendenti" in modo da non farla scivolare via da slacciata. In quest'ultimo caso poi si può infilare in tasca. La cintura, specie d'inverno va usata per accostare la giacca non per strizzarsi.
Il bordo inferiore non può essere stretto attraverso coulisse o altre riduzioni ma il taglio della giacca lo rende sufficientemente vicino al corpo. Se il mezzo che guidate vi richiede una postura anche solo leggermente in avanti non ci sono spifferi. Tenere i piedi appoggiati al retroscudo invece fa entrare aria da sotto.
La giacca è ottenuta cucendo ampie parti di pelle spessa, che diventa rapidamente più comoda adattandosi alla corporatura. E' quindi possibile eventualmente ripararla ma immagino che i costi siano pari a quelli di pregiate carenature teutoniche; un incentivo potentissimo alla guida accorta.
Il marchio d'ottone è sulla manica, altro marchio intessuto è all'interno della patta di una delle tasche superiori. Caratteristica l"'union jack" che sporge dalla cucitura della tasca.
L'imbottitura del giaccone (che si può unire agli automatici già previsti) è optional e questo, visto il costo del giaccone il cliente non se lo merita... Il produttore stesso più che l'originale, al suo posto proponeva un trapuntino estraibile in ovatta sintetica, piuttosto calda e leggera, che non è unito al giaccone se non col velcro nel collo. Il trapuntino è dotata di tasche e può essere portato come capo a parte. Risentito dalla politica commerciale, mi sono procurato un trapuntino nautico non originale praticamente identico.

STILE
Il classico giaccone da motociclista che è stato assieme a quelli militari, il primo capo tecnico dell'era moderna. Previsto per durare una vita e diventare più comodo attraverso gli anni. A meno che non frequentiate ambienti eccessivamente formali - se amate presentarvi in modo rude e massiccio - sostituisce egregiamente qualsiasi giaccone forse più moderno e leggero ma certamente con minor personalità. E' certo che a qualcuno non piacerete, consolatevi che come sottoprodotto il numero di chi vi importuna per strada scende drasticamente a valori insperati. Nonostante ultimanente sia teoricamente fornita in numerosissimi colori suggerisco ai signori di rimanere sui classici, l'ho vista perfino bianca ma non è per noi.
Nonostante il capo sia inglese che più non si può… se gli amici iniziano a soprannominarvi "Grunf" o "Fiero Alleaten" non lamentatevi.

COMFORT
Col giaccone dotato di trapuntino potete affrontare bene l'inverno. Una giacca anche di lana spessa o i più grossi maglioni preferibilmente lunghi e a collo alto sono ospitati comodamente. Naturalmente combinando tutto ciò si raggiungono pesi e masse notevoli. Tenete presente che in origine l'interno di queste giacche era in feltro o di pelliccia sintetica... Ricordate che gilet protettivi o l'eventuale paraschiena vanno indossati sempre il più vicino possibile al corpo.
Non molto agevole accedere alle tasche esterne, per via del 'labirinto' anti-acqua, che però è essenziale in una giacca di pelle. La chiusura con automatici è sufficiente contro l'aria.
La relativa rigidezza e massa della pelle influenzano molto poco la vestibilità rendendo trascurabile cosai si metta sotto. Qualsiasi cosa vestiate, la Panther si regge in ogni caso, ma naturalmente è pesante.

SU STRADA
Durante il Futatreffen 2004 (ponte dell'8 dicembre) sono rimasto sotto pioggia gelida per circa quattro ore parte delle quali da fermo. Fino alle prime tre è stato impermeabile, poi l'acqua ha incominciato lentamente ad entrare inumidendo la fodera ma non ancora il trapuntino. Per essere un capo in pelle, quasi raggiunge i limiti del materiale. Diventato ormai pesantissimo continuò a fare il suo onesto mestiere, di negativo c'è che l'asciugatura (tassativamente a temperatura ambiente) durò... tre giorni. Nessun danneggiamento né dopo quell'asciugatura né dopo le altre sette o otto doccette che si è preso. Dubito che il cliente medio odierno lo abbia mai sottoposto a un trattamento paragonabile.
Il cinturino al collo e gli automatici ai polsi lo rendono a perfetta tenuta d'aria. Alle velocità autostradali la pelle ovviamente non sbandiera.
Aprendo i polsini e allentando il collo si elimina il caldo primaverile, avvicinandoci ai 30° è ancora possibile usarla purchè non incontriate troppi semafori…
Per ripristinare l'impermeabilità occorre obbligatoriamente usare i normali prodotti per la pelle non abrasivi. (in mancanza di prodotti professionali, lanolina / glicerina e cere senza solventi aggressivi vanno benissimo e costano assai meno)

CONCLUSIONI
Nel classico, il massimo. Ha l'innegabile fascino e i limiti di un mondo che non conosceva la plastica.

Testo: Massimo Montesi
Immagini: Massimo Montesi e originale Belstaff


Sotto la pioggia al Futatreffen 2004
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