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 · ABBIGLIAMENTO ESTIVO
03/06/06

In genere si tende a curare maggiormente l'abbigliamento nel periodo invernale, del resto non ci sono molte alternative se si vuole evitare di arrivare congelati al lavoro o essere costretti a fermarsi di continuo durante una gita. In estate sembra tutto più facile, anche a giudicare dalle 'mise' che sfoggiano scooteristi e motociclisti allo scoppiare del caldo: caschetti minimal, T-shirt o canotte, zero guanti, bermuda e sabot, ma si vedono anche le 'infradito'! Premesso che ognuno è liberissimo di vestirsi come vuole non è assolutamente vero che non si possa viaggiare protetti senza per questo soffrire il caldo o apparire dei nerds, anzi proprio nell'abbigliamento estivo sono stati fatti tali passi avanti, sia dal punto di vista funzionale che del look, che non avvantaggiarsene appare sempre più anacronistico.
Ovviamente le indicazioni che seguono si riferiscono ad un utilizzo estivo in climi mediterranei, non per un viaggio pur estivo, a Capo Nord!



Testo: Fabrizio Villa
Foto: Originali Aziende, archivio CyberScooter




PERCHE' VESTIRSI?
Per 'costruirsi' un abbigliamento estivo efficace, occorre chiedersi innanzitutto, perché vestirsi? Al di là delle esigenze dettate dal 'comune senso del pudore' o dal desiderio di sfoggiare il 'look del momento', muoversi su due ruote ha delle esigenze 'primarie' da tenere ben presente.
Ci si veste quindi:
- per ripararsi in caso di caduta,
- per non ricevere vento e sole direttamente sulla pelle,
- per evitare polvere o moscerini negli occhi,
- per scongiurare vesciche alle mani nei viaggi prolungati,
- per avere un saldo appoggio dei piedi al terreno.
Bisogna poi anche considerare che un temporale improvviso richiede un'antipioggia, utile anche per uscite serali o in montagna, senza dimenticare un pile o una felpa, per un minimo di coibenza.
Naturalmente il denominatore comune di tutti i capi sarà la massima traspirabilità.




Airoh Matisse Air


Osbe Air City

CASCHI
Premesso che la massima protezione può offrirla solo un integrale, soprattutto in città a bassa velocità e sotto il sole a picco può anche rischiare di risultare controproducente: il caldo eccessivo può infatti generare un calo dell'attenzione e la minore visibilità laterale può limitare un colpo d'occhio fondamentale nel traffico urbano.
Ben vengano allora i caschi 'modulari', quelli cioè che in poche mosse possono trasformarsi da integrali a jet, l'importante è che siano forniti di ampie prese d'aria e che mantengano la visiera regolabile.
Allo stesso modo vanno bene i caschi jet (quelli che coprono nuca e orecchie), anche in questo caso l'efficacia delle prese d'aria è fondamentale, così come gli interni in tessuto fresco, estraibile e lavabile.
I demi-jet offrono una protezione ulteriormente ridotta, ma sono anche i più efficaci contro il caldo, soprattutto nelle versioni più recenti, dotate di ampie zone traforate in rete metallica, attenti però che offrano sistemi di protezione, altrimenti in caso di pioggia, da dove passa l'aria, passa inevitabilmente anche l'acqua...
Sicuramente da evitare i caschi privi di visiera regolabile, a meno di dotarsi di ampi occhiali da moto. Sembra incredibile, ma quando fa davvero caldo, una visiera è fondamentale per proteggersi dal vento caldo sul viso e soprattutto sugli occhi.
Intelligenti i caschi con doppia visiera, una chiara protettiva e una scura antisole, l'importante è che il loro azionamento sia indipendente, altrimenti, sollevando quella chiara si è costretti a rinunciare anche a quella antisole.
Utili infine anche i sottocaschi estivi, per ridurre la sudorazione e migliorare l'igiene, potendoli lavare più spesso e velocemente, rispetto agli interni del casco stesso. Ce ne sono anche in paglia per creare una minima intercapedine d'aria fra testa e casco.



Schuberth J1


Givi 10.4 Air



Axo J-Air Evo


Tucano Urbano Aria&Acqua

GIACCHE
Il corrispettivo del casco integrale è una giacca in pelle con protezioni omologate e paraschiena, sembrerebbe inutilizzabile col caldo e a basse velocità e invece le recenti versioni totalmente traforate coniugano la massima protezione con la massima traspirabilità. Naturalmente la scelta di un colore chiaro ne massimizza l'effetto, la differenza è evidente: basta toccare una giacca in pelle bianca che è stata a lungo sotto il sole e poi una nera, con quest'ultima rischiate di scottarvi! Esistono anche trattamenti superficiali che favoriscono la riflessione del sole sulle pelli scure, il loro effetto è comunque inferiore rispetto ad un capo chiaro, ma se il look 'total black' è imprescindibile, prendeteli in considerazione.
Soluzione alternativa sono i capi traforati in tessuto, meglio se in Cordura o derivati, offrono una resistenza inferiore alla pelle in caso di strisciata, ma se dotati di protezioni omologate e paraschiena, sono comunque una soluzione efficace.
Hanno anche dei vantaggi rispetto alla pelle soprattutto per quanto riguarda l'ingombro e il peso una volta tolte, e per il costo inferiore (anche la durata però), Alcune sono anche abbinate a gilet antivento o veri giubbini impermeabili, in grado così di svolgere una doppia funzione, l'importante è che il capo impermeabile sia esterno al giubbino: si indossa più velocemente, offre una maggiore coibenza ed evita al giubbino stesso d'inzupparsi inutilmente.
Da evitare i capi in nylon, un tessuto dalla traspirazione e dalla resistenza allo strappo estremamente ridotte. Poco efficaci anche gilet e capi con le maniche staccabili, visto che ci si priva delle protezioni a spalle, gomiti ed avambracci, senza vantaggi sostanziali rispetto ad un capo traforato.
La percentuale di superficie traforata è indicativa del livello di traspirazione offerta dal capo e dal suo utilizzo ideale: in città o nei viaggi nei paesi del sud è preferibile un capo totalmente traforato, per un utilizzo a velocità più elevate o con qualche puntata in montagna una traforatura limitata ai punti strategici, magari con prese d'aria richiudibili può risultare maggiormente efficace.
La cosa fondamentale per consentire alle protezioni di svolgere al meglio la loro funzione e che la giacca sia il più possibile aderente e dotata di tiranti per mantenere le protezioni al loro posto in caso di caduta. Provatela con una maglietta prima e con un pile (aderente) di medio peso poi, facendo particolare attenzione ai gomiti, se la protezione si muove troppo, lo farà anche in caso di caduta...



Rev'it Kubix


OJ Mesh



Spidi Sabre Wind


Dainese Yamato

PANTALONI
Lo so che non li usa praticamente nessuno (neppure buona parte dei tester delle, altre, riviste di settore), invece le gambe meritano la stessa protezione che dedichiamo al resto del corpo, basti pensare che in caso di caduta ginocchia ed anche ben difficilmente si salvano dal duro contatto con l'asfalto. Del resto a differenza di una giacca, non sono così facili da togliere una volta arrivati a destinazione. Una maggiore complessità di progetto, soprattutto per uso urbano e una loro ridotta diffusione ne ha fino ad ora limitato l'offerta, ma sono comunque disponibili alcune soluzioni con differenti rapporti di protezione-sobrietà.
Chi privilegia la protezione non può che rivolgersi ai capi in pelle, traforati come i giubbini e spesso offerti abbinati a questi. Se possono essere indossati sopra agli stivaletti e non hanno le protezioni in evidenza potranno essere portati in modo più disinvolto, bene quindi per una gita, ma non saranno certo il massimo per passare la giornata in ufficio!
Anche in questo caso esistono i corrispettivi in tessuto traforato, con protezioni morbide e/o omologate, sempre abbinabili ai rispettivi giubbini. Soprattutto per un utilizzo eclettico come quello scooteristico, sembrano più efficaci, meno appariscenti e in alcuni casi più facili da mettere/togliere.
Una soluzione efficace sono i jeans dotati di protezioni morbide e/o omologate, sono praticamente indistinguibili da un corrispettivo capo 'casual', ma forniscono una maggiore protezioni in caso di necessità, in più possono essere utilizzati senza problemi anche al lavoro o nel tempo libero, togliendo le protezioni (una volta scesi dallo scooter) nei giorni più torridi.
Anche in questo caso più saranno aderenti e più le protezioni saranno efficaci, più saranno chiari e più saranno freschi.
Una nota finale riguarda i pantaloni dedicati alle donne: in molti modelli mancano le protezioni ai fianchi, il motivo addotto dalle aziende è che accentuano le forme e le potenziali clienti, provandoli non si piacciono... Scegliete un modello con protezioni facili da rimuovere una volta scese dalla sella, ma non rinunciate!



Axo Chill


Gial“ Jeans



Clover Vent 01

GUANTI
In estate in città non li usa praticamente nessuno ed è veramente incredibile perché le mani sono le prime a toccare terra, anche in una banalissima scivolata, in più s'indossano e tolgono con estrema velocità, non costano un capitale, non ingombrano una volta tolti, evitano di sporcarsi (anche utilizzando un lucchetto) e riducono l'irritazione della pelle sulle manopole. In una parola fondamentali!
Anche qui il top è rappresentato dai modelli in pelle traforata con protezioni semirigide, ma ne esistono anche con protezioni più discrete e appena meno efficaci.
Alternativa più economica i traforati in tessuto, che hanno anche il vantaggio di assorbire meglio il sudore, abbisognano però di protezioni più efficaci.
Attenzione al polsino: corto non 'intralcia' la circolazione dell'aria nelle maniche della giacca, più lungo però aiuta a prevenire spifferi serali o quando la temperatura si abbassa.



Tucano Urbano Spring Hector

 



XPD X-Combat

 

SCARPE
Ancora meno utilizzate di guanti e pantaloni, svolgono invece un ruolo fondamentale, visto che i piedi, come le altre estremità sono i più esposti in caso di caduta. In particolare è fondamentale proteggere i malleoli, uno dei punti più dolorosi in caso di strisciata. Quindi bando a scarpette sportive o mocassini da ufficio, in favore di scarpette anche dall'aspetto casual ma con un minimo di protezioni nei punti giusti.
Anche qui ne esistono di traforate, in tessuto, o anche in pelle, l'importante è consentano una camminata agevole una volta scesi dalla sella, per questo motivo gli stivaletti più tecnici da moto sono in genere sconsigliabili. Sono sempre più numerosi i modelli che prendono spunto da quelli sportivi o da trekking, ideali per non dover rinunciare ad una bella escursione a piedi nel corso di una gita o di una vacanza.
Non devono mancare: le protezioni al calcagno, in punta, ai malleoli e ad una soletta semirigida. Fondamentale anche una suola in gomma scolpita per la massima aderenza al suolo in caso di asfalto sdrucciolevole, brecciolino o per escursioni sui sentieri.
Da evitare i modelli con membrana impermeabile, anche se garantiti traspiranti, difficilmente riescono ad evacuare il sudore estivo, con le prevedibili conseguenze...



Oxtar Free Spirit

 



Spidi Subway


Dainese Yamato


Spidi Total

ANTIPIOGGIA
Quando si parte per una gita al mare o per le vacanze in Grecia è facile sorridere all'amico che si porta l'antipioggia, ma per esperienza, tanti di quei sorrisini si sono trasformati in smorfie alla prima pioggia, o semplicemente percorrendo l'Appennino dopo il tramonto. Esistono poi anche capi 'stilosi' che possono essere indossati la sera non necessariamente in scooter, quindi sempre meglio averli a portata di mano.
Quanto ai materiali, se sono traspiranti (Gore-Tex e derivati) tanto meglio visto che in estate può piovere pur continuando a fare sufficientemente caldo.
Ovviamente l'antipioggia deve essere considerata un 'sistema omogeneo', non sempre basta abbinare singoli prodotti anche di qualità. L'ideale sarebbe utilizzare capi della stessa marca, studiati per essere abbinati, ma purtroppo anche fra i marchi più noti, questo avviene molto raramente, quindi il metodo empirico (prova e riprova...) è l'unico affidabile. L'acqua poi s'infiltra da ogni minima apertura, allora occorre fare attenzione ad ogni minimo dettaglio.
Tuta o due pezzi? Come molti ho iniziato con una tuta, poi per esperienza ho sempre preferito giacca e pantaloni separati, sono più eclettici, facili da indossare e se scelti con cura altrettanto protettivi.
Sotto o sopra? È sempre più diffusa la tendenza di dotare giacche e pantaloni di membrane impermeabili estraibili interne, purtroppo non c'è nulla di più sbagliato. In primo luogo perché in caso d'acquazzone improvviso bisogna togliere la giacca, agganciare la membrana con cerniere e bottoni e reinfilarla, ancora peggio i pantaloni, visto che spesso occorre togliere le scarpe, agganciare la membrana e rivestirsi. In genere ha quel punto si è fradici sotto e asciutti fuori con il temporale che se ne sta andando, velocemente com'è arrivato!
Molto meglio una giacca impermeabile da indossare sopra a quella traforata, se è della stessa marca meglio, nella speranza che i tagli siano simili e risulti facile da indossare e ben aderente al capo sottostante (per non svolazzare), alcune hanno anche inserti elasticizzati o tiranti a questo scopo, sono le migliori.
Fondamentale è che abbia il colletto sufficientemente alto, in particolare nella zona posteriore, polsi ampi e regolabili per poter ospitare il polsino dei guanti impermeabili e non troppo corta per evitare l'infiltrazione di spruzzi nella zona di sovrapposizione col pantalone.
Il pantalone non deve avere particolari caratteristiche, ma è fondamentale che possa essere indossato senza togliere le scarpe e che lo strato impermeabile sia protetto per evitare di graffiarlo con gli stivali. In più deve essere regolabile sul fondo per evitare sbattimenti in velocità e, se s'indossa una giacca corta, potrebbe essere il caso di valutare una salopette.
In caso di pioggia è sempre meglio risultare visibili, quindi ben vengano colori sgargianti e particolari riflettenti.
Altro capo fondamentale sono i guanti impermeabili, devono essere sintetici e leggermente foderati, con un polsino piuttosto lungo per poter essere infilato sotto alla giacca (altrimenti l'acqua scivola dalla manica bagnando direttamente l'imbottitura) e dotati di protezioni in caso di malaugurate scivolate. Devono essere capi indipendenti, i sopraguanti di lontana memoria hanno fatto il loro tempo, per scomodità, mancanza di grip sulle manopole e scarsa sensibilità di guida. Anacronistici anche i guanti in gomma, 'da moto' o da cucina che siano.
I soprascarpe sono da considerare accessori non del tutto indispensabili vista la protezione offerta dallo scudo degli scooter. In caso di pioggia torrenziale (ma non s'andava in Grecia?!) e comunque sempre per il passeggero possono però risultare utili. Quelli in gomma sono più scomodi da mettere/togliere ma poi consentono anche d'affrontare un guado, l'inverso per quelli in nylon e derivati.
Se usate un casco jet o demi-jet non potete poi fare a meno di una goletta impermeabile che copra parte del viso e si sovrapponga al collo della giacca per far scivolare fuori la pioggia (in caso contrario l'acqua passa direttamente dal mento all'interno del colletto e velocemente scivola alle 'parti basse' per poi inzupparvi le scarpe dall'interno, beffando la tuta in Gore-Tex triplo strato!



Tucano Urbano Atout


Tucano Urbano Superlight


Copristivali gomma



On&Off Polypropylene

UNDERWEAR
Solo pochi anni fa vi avrei consigliato capi in tessuto naturale come cotone e seta, che sono tuttora validi, ma fortemente insidiati dai progressi del sintetico. Il vantaggio ineguagliabile dei materiali a base di Polipropilene (e gli infiniti marchi derivati come Capilene, Coolmax etc.) è la velocità con cui asciugano dall'inevitabile sudore e la conseguente sensazione di benessere trasmessa. In scooter l'esigenza è meno sentita che facendo alpinismo (dove il materiale è stato sviluppato), ma la sudorazione può comunque essere elevata, di conseguenza i capi sintetici sono ormai da preferire. Fate però attenzione ai trattamenti antibatterici usati (l'unica è provarne uno...), per evitare cattivi odori al termine dell'asciugatura.
Queste considerazioni riguardano il cosiddetto 'primo strato' cioè quello a contatto con la pelle e comprende T-shirt, slip e calze.
Alla sera o in caso di maltempo può essere utile indossare un 'secondo strato' allo scopo di mantenere il calore corporeo. In questo caso il materiale ideale è il Poliestere che viene lavorato fino ad ottenere un tessuto caldo, leggero e traspirante che è comunemente chiamato Pile o Fleece (e con tutti i marchi proprietari derivati). Inutile dire che il taglio deve essere aderente per poter essere indossato comodamente sotto la giacca di cui sopra, deve avere il collo alto, meglio se apribile e coprire bene le reni. Dovendo essere indossato sotto ad una giacca traforata, per riparare dall'aria fredda potreste considerare un modello con uno strato superficiale antivento (anche qui i marchi si sprecano), tenendo presente che quando fa freddo è la giacca impermeabile indossata sopra al giubbino protettivo a fare la differenza.



Bikers Bike Top


Conscio di non poter essere stato esaustivo e sicuro che ognuno troverà la propria soluzione 'ideale', ci tengo a rimarcare che è sempre la testa l'elemento più importante per evitare di farsi del male, ma in casi estremi un abbigliamento adeguato è pur sempre un vantaggio indiscutibile, che può anche rendere più piacevole l'uso dello scooter.


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