| Era da un po' che 'facevo il filo'
al Vemar VRT, perché dopo la positiva esperienza
con Dual ed il caldo in arrivo, il jet con visiera dell'azienda
maremmana sembrava la proposta ideale per i test estivi.
'Estirpato' direttamente dalla linea di assemblaggio nel
corso del 2° Vemar Touring Bike (in
arrivo, del 1°
VTB potete leggere qui), mi ha accompagnato
con i mezzi più disparati, sia per prestazioni
che per protettività e fino ad ora abbiamo percorso
quasi 2.000km.
Grazie al tempo 'pazzerello' si è anche sorbito
piogge torrenziali e sole cocente, preservando, fortunatamente
senza mettersi alla prova, la 'zucca' di chi sta scrivendo.
Oltre alla versione testata, va segnalata la disponibilità
del modello Interactive, che dispone di un sistema per
rispondere al telefonino e/o comunicare con il passeggero
in 'full duplex' senza fili, dialogando tramite la tecnologia
'Bluetooth' del vostro cellulare.
DESTINAZIONE D'USO
Premesso che a livello di sicurezza un casco jet è
una scelta di compromesso, dato che non protegge il viso,
quando le temperature si alzano, oppure per brevi tragitti,
può rappresentare una soluzione più agile
e confortevole nei confronti dell'integrale o modulare
che sia.
Meglio comunque viaggiare con il jet a visiera chiusa
che con il modulare a mentoniera aperta!
Per molti il jet vale come scelta per tutto l'anno, grazie
alla protezione offerta dai parabrezza dei moderni maxiscooter
e all'abbinamento con adeguate golette nel periodo invernale.
STILE
Gusti son gusti, ma il VRT ha una linea accattivante e
tecnologica pur senza risultare disarmonico una volta
indossato. Spicca la linea mediana che unisce la parte
superiore slanciata, con quella inferiore affusolata.
Alla sommità la 'V' rovesciata disegnata dagli
estrattori contribuisce all'aspetto high-tech, assieme
al meccanismo visiera totalmente a vista.
Sei le colorazioni disponibili: Black, Blue, Silver e
White lucide; Matt Black e Send opache.
CARATTERISTICHE
Dopo due modelli in termoplastico, eccone uno con la calotta
in fibre Tricom (Carbon – Dyneema – Fiberglass,
materiali con cui sono realizzati tutti i modelli più
prestigiosi di Vemar.
La fibra è da sempre considerata un materiale 'nobile'
nella produzione di caschi, a differenza della 'plastica'
e richiede una lavorazione più complessa ed accurata.
Lavorazione che avviene integralmente 'in casa', nello
stabilimento di Grosseto.
In realtà i crash-test dimostrano che quanto a
sicurezza non c'è alcuna differenza fra le due
tecnologie, ma accoppiando diverse tipologie di fibre
si possono ottenere gli stessi risultati di resistenza
all'urto con spessori e peso inferiori rispetto alle resine
termoplastiche, senza risentire degli sbalzi di temperatura
e dell'invecchiamento.
Naturalmente la lavorazione più complessa ed il
prezzo delle materie prime porta ad un aumento più
o meno accentuato del listino.
La calotta è realizzata in due misure 'base' a
cui si abbinano interni di diverso spessore per ottenere
le sei taglie finali.
Una vernice trasparente protegge, nei limite del possibile,
le didascalie e la verniciatura da graffi e piccole ammaccature
ed il profilo del casco è doppiato da un elemento
in gomma.
Nella parte anteriore troviamo una presa d'aria a goccia,
richiudibile, in quella posteriore la 'V' semitrasparente
protegge quattro fori estrattori per l'aria, chiudibili
con un pulsante.
Il rivestimento interno, di colore nero, è in tessuto
'Japan' traspirante con trattamento A.S.P. (Antimicrobial
Sanitized Protection) e svasature per le orecchie. Purtroppo
non è estraibile.
La calotta interna, a cui è demandato il compito
di assorbire l'urto è in EPS, con canalizzazioni
per la circolazione dell'aria.
L'ampia visiera è in policarbonato da 2,2mm. stampata
ad iniezione e con trattamento antigraffio.
Ha sei scatti d'apertura e si può sganciare comodamente,
senza l'ausilio di alcun attrezzo.
Il cinturino è a sgancio rapido e dispone dell'utile
anello in metallo da utilizzarsi con i ganci portacasco,
universali sulle moto, inspiegabilmente rari negli scooter.
Il peso della taglia M è di 1.200 grammi con una
tolleranza di 50.
COMFORT
Il giudizio è forzatamente relativo perché
molto dipende dall'abbinamento testa-rivestimento, ma
nel mio caso è perfetta, tanto che la taglia 'S'
sembra fatta su misura. La sensazione di peso è
ridotta, segno di un buon bilanciamento ed aderenza al
capo.
Noto solo che la parte superiore delle (mie) orecchie
ha poco spazio e che le 'bacchette' degli occhiali faticano
a trovar posto premendo sulle tempie e sulle orecchie.
Come tradizione Vemar l'imbottitura è piuttosto
sostenuta, quindi considerate un cedimento minimo quando
scegliete la taglia.
Il collarino posteriore aderisce perfettamente al collo
senza mai ostacolare i movimenti.
Il meccanismo di sgancio del cinturino utilizza un tastino
piuttosto piccolo, soprattutto in presenza di guanti invernali
e la regolazione della misura è un po' macchinosa.
SU STRADA
Se il comfort da fermo è soggetto solo alla variabile
'testa', nella guida se ne aggiungono almeno due: l'altezza
dei pilota in relazione al parabrezza e l'estensione oppure
anche assenza di quest'ultimo.
Difficile quindi dare un giudizio universale, ma l'ampia
gamma di scooter utilizzati ha contribuito ad offrire
un quadro generale sufficientemente indicativo.
Con uno veicolo come il Burgman 650 il comfort è
già assicurato dall'ampio parabrezza, quindi si
può viaggiare anche con la visiera aperta e si
apprezza la stabilità delle tacche di apertura
che reggono alle sollecitazioni dei flussi aerodinamici
anche a velocità elevata. Maggiori turbolenze si
evidenziano con il parabrezza del Tmax 500 che ingenera
vibrazioni della visiera, già notata con altri
caschi jet, che ne sconsigliano un utilizzo a largo raggio
o ad alte velocità. Nessun problema con Atlantic
250, nonostante un parabrezza non molto esteso, ma ben
studiato, che non ingenera flussi fastidiosi, complice
anche una velocità ben più ridotta che nei
casi precedenti. La prova del nove arriva però
con Sport City 125/200, scooter privo di alcun riparo
aerodinamico e quindi più selettivo in fatto di
caschi, nonostante una velocità di punta contenuta:
VRT si è dimostrato aerodinamico e ben bilanciato,
con una visiera lunga che chiude bene la via al vento
della corsa ed un collarino posteriore che neutralizza
totalmente ogni spiffero, ideale quindi anche per un utilizzo
invernale. Viaggiando con la visiera aperta si apprezza
ancora la resistenza degli scatti visiera, che resistono
alla pressione del vento. In tutte le condizioni si è
dimostrato piacevolmente silenzioso e non eccessivamente
isolante, lasciando filtrare i rumori fondamentali, clackson,
conversazioni con il passeggero etc.
Anche la visibilità laterale è buona, anzi
ottima e qui si ha un punto di vantaggio, come sicurezza
attiva, nei confronti degl'integrali.
Mi sarei aspettato di più dal flusso d'areazione,
non che il minuscolo foro superiore potesse farlo presagire,
ma per un casco jet sarebbe auspicabile, visto che il
Dual è decisamente più efficace.
Il meccanismo rapido di sostituzione rende abbordabile
la soluzione di viaggiare di giorno con la visiera scura,
sostituendola in meno di un secondo con quella chiara,
quando le condizioni di luce lo richiedano.
MANUTENZIONE
Qualche graffio è inevitabile, ma io sono poco
significativo, vista la maggior cura che noto in altri
scooteristi, ma direi che la resistenza del trasparente
è nella media e quella del bordino in gomma efficace.
Nella media anche la qualità della visiera, che
comunque consiglio di cambiare almeno una volta l'anno,
non è il caso di risparmiare quando c'è
di mezzo la visibilità. Fra l'altro il meccanismo
di sgancio è davvero facile e veloce e non richiede
cacciaviti o monetine, ottimo.
Sono un sostenitore degl'interni estraibili, quindi giudico
grave l'impossibilità di farlo con il VRT, è
vero che sono in pochi a lavare realmente i rivestimenti,
ma credo si tratti solo d'abitudine, dopodiché
calzare un casco pulito sarà irrinunciabile. In
Vemar assicurano che rimedieranno con la prossima versione...
CONCLUSIONE
- Punti forti: Estetica originale
ed high-tech. Calotta in fibre composite. Ottima calzata
e visibilità. Visiera estesa e regolabile. Collarino
posteriore antispiffero efficace. Peso contenuto. Buona
protezione e stabilità anche sul veloce.
- Punti deboli: Areazione
ridotta. Interni non estraibili. Qualche interferenza
con gli occhiali.
Il giudizio complessivo è quindi positivo anche
senza scomodare il prezzo di listino a quota 185
Euro, fra i più abbordabili nel mondo della
fibra e non lontano dai modelli in resina più evoluti.
Discorso a parte per la versione Interactive,
assolutamente identica, ma che fa pagare appieno la propria
esclusività con 534 Euro di listino.
Testo by: Fabrizio
Villa
Foto by: Milagro,
Monica
Il Grande
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