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SCHEDA
Marca: Vemar
Modello: Halley VRT
Tipologia: Casco jet
Materiale: fiberglass
Colori: 4 lucidi, 2 opachi
Calotta: 2 misure
Taglie: XXS - XL
Listino: 175 euro
Listino Interactive: 560 euro
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 · VEMAR, Halley VRT
28/07/04

Era da un po' che 'facevo il filo' al Vemar VRT, perché dopo la positiva esperienza con Dual ed il caldo in arrivo, il jet con visiera dell'azienda maremmana sembrava la proposta ideale per i test estivi.
'Estirpato' direttamente dalla linea di assemblaggio nel corso del 2° Vemar Touring Bike (in arrivo, del 1° VTB potete leggere qui), mi ha accompagnato con i mezzi più disparati, sia per prestazioni che per protettività e fino ad ora abbiamo percorso quasi 2.000km.
Grazie al tempo 'pazzerello' si è anche sorbito piogge torrenziali e sole cocente, preservando, fortunatamente senza mettersi alla prova, la 'zucca' di chi sta scrivendo.
Oltre alla versione testata, va segnalata la disponibilità del modello Interactive, che dispone di un sistema per rispondere al telefonino e/o comunicare con il passeggero in 'full duplex' senza fili, dialogando tramite la tecnologia 'Bluetooth' del vostro cellulare.

DESTINAZIONE D'USO
Premesso che a livello di sicurezza un casco jet è una scelta di compromesso, dato che non protegge il viso, quando le temperature si alzano, oppure per brevi tragitti, può rappresentare una soluzione più agile e confortevole nei confronti dell'integrale o modulare che sia.
Meglio comunque viaggiare con il jet a visiera chiusa che con il modulare a mentoniera aperta!
Per molti il jet vale come scelta per tutto l'anno, grazie alla protezione offerta dai parabrezza dei moderni maxiscooter e all'abbinamento con adeguate golette nel periodo invernale.

STILE
Gusti son gusti, ma il VRT ha una linea accattivante e tecnologica pur senza risultare disarmonico una volta indossato. Spicca la linea mediana che unisce la parte superiore slanciata, con quella inferiore affusolata. Alla sommità la 'V' rovesciata disegnata dagli estrattori contribuisce all'aspetto high-tech, assieme al meccanismo visiera totalmente a vista.
Sei le colorazioni disponibili: Black, Blue, Silver e White lucide; Matt Black e Send opache.

CARATTERISTICHE
Dopo due modelli in termoplastico, eccone uno con la calotta in fibre Tricom (Carbon – Dyneema – Fiberglass, materiali con cui sono realizzati tutti i modelli più prestigiosi di Vemar.
La fibra è da sempre considerata un materiale 'nobile' nella produzione di caschi, a differenza della 'plastica' e richiede una lavorazione più complessa ed accurata. Lavorazione che avviene integralmente 'in casa', nello stabilimento di Grosseto.
In realtà i crash-test dimostrano che quanto a sicurezza non c'è alcuna differenza fra le due tecnologie, ma accoppiando diverse tipologie di fibre si possono ottenere gli stessi risultati di resistenza all'urto con spessori e peso inferiori rispetto alle resine termoplastiche, senza risentire degli sbalzi di temperatura e dell'invecchiamento.
Naturalmente la lavorazione più complessa ed il prezzo delle materie prime porta ad un aumento più o meno accentuato del listino.
La calotta è realizzata in due misure 'base' a cui si abbinano interni di diverso spessore per ottenere le sei taglie finali.
Una vernice trasparente protegge, nei limite del possibile, le didascalie e la verniciatura da graffi e piccole ammaccature ed il profilo del casco è doppiato da un elemento in gomma.
Nella parte anteriore troviamo una presa d'aria a goccia, richiudibile, in quella posteriore la 'V' semitrasparente protegge quattro fori estrattori per l'aria, chiudibili con un pulsante.
Il rivestimento interno, di colore nero, è in tessuto 'Japan' traspirante con trattamento A.S.P. (Antimicrobial Sanitized Protection) e svasature per le orecchie. Purtroppo non è estraibile.
La calotta interna, a cui è demandato il compito di assorbire l'urto è in EPS, con canalizzazioni per la circolazione dell'aria.
L'ampia visiera è in policarbonato da 2,2mm. stampata ad iniezione e con trattamento antigraffio.
Ha sei scatti d'apertura e si può sganciare comodamente, senza l'ausilio di alcun attrezzo.
Il cinturino è a sgancio rapido e dispone dell'utile anello in metallo da utilizzarsi con i ganci portacasco, universali sulle moto, inspiegabilmente rari negli scooter.
Il peso della taglia M è di 1.200 grammi con una tolleranza di 50.

COMFORT
Il giudizio è forzatamente relativo perché molto dipende dall'abbinamento testa-rivestimento, ma nel mio caso è perfetta, tanto che la taglia 'S' sembra fatta su misura. La sensazione di peso è ridotta, segno di un buon bilanciamento ed aderenza al capo.
Noto solo che la parte superiore delle (mie) orecchie ha poco spazio e che le 'bacchette' degli occhiali faticano a trovar posto premendo sulle tempie e sulle orecchie.
Come tradizione Vemar l'imbottitura è piuttosto sostenuta, quindi considerate un cedimento minimo quando scegliete la taglia.
Il collarino posteriore aderisce perfettamente al collo senza mai ostacolare i movimenti.
Il meccanismo di sgancio del cinturino utilizza un tastino piuttosto piccolo, soprattutto in presenza di guanti invernali e la regolazione della misura è un po' macchinosa.

SU STRADA
Se il comfort da fermo è soggetto solo alla variabile 'testa', nella guida se ne aggiungono almeno due: l'altezza dei pilota in relazione al parabrezza e l'estensione oppure anche assenza di quest'ultimo.
Difficile quindi dare un giudizio universale, ma l'ampia gamma di scooter utilizzati ha contribuito ad offrire un quadro generale sufficientemente indicativo.
Con uno veicolo come il Burgman 650 il comfort è già assicurato dall'ampio parabrezza, quindi si può viaggiare anche con la visiera aperta e si apprezza la stabilità delle tacche di apertura che reggono alle sollecitazioni dei flussi aerodinamici anche a velocità elevata. Maggiori turbolenze si evidenziano con il parabrezza del Tmax 500 che ingenera vibrazioni della visiera, già notata con altri caschi jet, che ne sconsigliano un utilizzo a largo raggio o ad alte velocità. Nessun problema con Atlantic 250, nonostante un parabrezza non molto esteso, ma ben studiato, che non ingenera flussi fastidiosi, complice anche una velocità ben più ridotta che nei casi precedenti. La prova del nove arriva però con Sport City 125/200, scooter privo di alcun riparo aerodinamico e quindi più selettivo in fatto di caschi, nonostante una velocità di punta contenuta: VRT si è dimostrato aerodinamico e ben bilanciato, con una visiera lunga che chiude bene la via al vento della corsa ed un collarino posteriore che neutralizza totalmente ogni spiffero, ideale quindi anche per un utilizzo invernale. Viaggiando con la visiera aperta si apprezza ancora la resistenza degli scatti visiera, che resistono alla pressione del vento. In tutte le condizioni si è dimostrato piacevolmente silenzioso e non eccessivamente isolante, lasciando filtrare i rumori fondamentali, clackson, conversazioni con il passeggero etc.
Anche la visibilità laterale è buona, anzi ottima e qui si ha un punto di vantaggio, come sicurezza attiva, nei confronti degl'integrali.
Mi sarei aspettato di più dal flusso d'areazione, non che il minuscolo foro superiore potesse farlo presagire, ma per un casco jet sarebbe auspicabile, visto che il Dual è decisamente più efficace.
Il meccanismo rapido di sostituzione rende abbordabile la soluzione di viaggiare di giorno con la visiera scura, sostituendola in meno di un secondo con quella chiara, quando le condizioni di luce lo richiedano.

MANUTENZIONE
Qualche graffio è inevitabile, ma io sono poco significativo, vista la maggior cura che noto in altri scooteristi, ma direi che la resistenza del trasparente è nella media e quella del bordino in gomma efficace. Nella media anche la qualità della visiera, che comunque consiglio di cambiare almeno una volta l'anno, non è il caso di risparmiare quando c'è di mezzo la visibilità. Fra l'altro il meccanismo di sgancio è davvero facile e veloce e non richiede cacciaviti o monetine, ottimo.
Sono un sostenitore degl'interni estraibili, quindi giudico grave l'impossibilità di farlo con il VRT, è vero che sono in pochi a lavare realmente i rivestimenti, ma credo si tratti solo d'abitudine, dopodiché calzare un casco pulito sarà irrinunciabile. In Vemar assicurano che rimedieranno con la prossima versione...

CONCLUSIONE
- Punti forti: Estetica originale ed high-tech. Calotta in fibre composite. Ottima calzata e visibilità. Visiera estesa e regolabile. Collarino posteriore antispiffero efficace. Peso contenuto. Buona protezione e stabilità anche sul veloce.
- Punti deboli: Areazione ridotta. Interni non estraibili. Qualche interferenza con gli occhiali.
Il giudizio complessivo è quindi positivo anche senza scomodare il prezzo di listino a quota 185 Euro, fra i più abbordabili nel mondo della fibra e non lontano dai modelli in resina più evoluti.
Discorso a parte per la versione Interactive, assolutamente identica, ma che fa pagare appieno la propria esclusività con 534 Euro di listino.

Testo by: Fabrizio Villa
Foto by: Milagro, Monica Il Grande


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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