| Non capita tanto spesso di essere
fermati per fornire informazioni sul casco che si sta
indossando, ma con il Lunar di Project mi è successo.
Un episodio significativo per un casco che non passa inosservato,
soprattutto se in una delle originali verniciature bicolore,
come questa che ricorda le livree Buell.
Come al solito il test si è protratto per alcuni
mesi, in particolare nel difficile periodo invernale,
alla guida di diversi scooter, come potete riscontrare
nella sez. Modelli.
DESTINAZIONE D'USO
Piuttosto ampia, grazie alla possibilità di sollevare
la visiera e alla particolare leggerezza che ne fanno
un casco adatto sia all'uso quotidiano che al turismo
veloce. Risultando anche piuttosto compatto non pone particolari
problemi anche nei sottosella più angusti. Con
il freddo invernale non ho avuto particolari problemi
termici grazie all'assenza di spifferi, ho meno informazioni
sull'uso estivo, ma esiste comunque una presa d'aria opzionale,
applicata alla sommità, che dovrebbe mitigare eventuali
dubbi sul surriscaldamento della calotta... cranica.
STILE
Il design è firmato da Giancarlo Daneu, pilota
e tester negli anni settanta, poi designer per numerose
Aziende del settore, infine titolare di Project for Safety
dall'inizio degli anni novanta.
Uno stile, come detto, che attira gli sguardi, grazie
a linee morbide e antropomorfe che lo differenziano immediatamente
dalla concorrenza. È soprattutto la mentoniera
a spiccare per originalità, con quell'aria 'sorridente'
evocata dalla nervatura inferiore, dal 'nasone' rappresentato
dalla presa d'aria e dalle placche laterali che sembrano
'orecchie'. Il resto della calotta è invece perfettamente
sferica come un classicissimo casco jet. A renderlo così
particolare concorrono però anche le particolari
grafiche in cui è disponibile: sono realizzate
da Kaos
Design, un team di creativi che ha fatto dell'illustrazione
ad aerografo in campo motociclistico (e non solo), il
proprio lavoro firmando caschi per Marco Lucchinelli,
Jurgen Van de Goobergh, Chicco Chiodi e tanti altri. Nelle
foto in basso vedete sia le versioni 'di serie', che alcuni
esempi di personalizzazioni dimostrative, ma sono possibili
anche personalizzazioni ad hoc.
CARATTERISTICHE
Innanzitutto va rammentato che si tratta di un apribile
omologato come integrale, quindi con mentoniera di tipo
protettivo, allo stesso livello di un integrale classico.
L'apertura è possibile con una sola mano abbassando
la leva rossa sulla sinistra e sollevando la mentoniera
per il bordo gommato. Il meccanismo è protetto
da alcuni brevetti e prevede, oltre allo scatto di sicurezza,
un ulteriore blocco attivabile con la leva rossa sulla
destra.
La calotta in resine termoplastiche è in due differenti
misure, ognuna per tre delle sei taglie disponibili.
Le verniciature sono lucide od opache, come in questo
caso.
Il bordo inferiore è protetto da una rifinitura
in gomma.
La presa d'aria anteriore scorre verticalmente aprendo
delle feritoie che non trovano però alcuno sbocco
nell'imbottitura interna.
L'interno in vellutino blu anallergico è totalmente
estraibile e personalizzabile nella misura attraverso
i guanciali, disponibili (optional) in tre differenti
spessori. L'espanso interno è sagomato nella parte
superiore per garantire una certa circolazione d'aria,
meglio se abbinata alla presa d'aria opzionale.
La visiera è trattata antiappannante e scorre in
modo continuo, senza scatti intermedi.
Il cinturino di chiusura utilizza il diffuso sistema rapido
detto 'a baionetta', morbidamente ricoperto dallo stesso
tessuto utilizzato per il rivestimento interno e offre
anche l'anello metallico per l'aggancio esterno allo scooter.
È ben chiuso nel lato inferiore grazie allo spoiler
in gomma che prolunga la mentoniera e all'ampio collare
posteriore.
La costruzione appare buona, ma alcuni dettagli potrebbero
essere più curati come il profilo inferiore della
mentoniera e soprattutto gli sfoghi della presa d'aria.
Degno di nota il peso, che fermandosi a 1.450 grammi lo
certifica come il più leggero casco apribile attualmente
disponibile (che ci risulti), e paragonabile a numerosi
integrali.
COMFORT
Premetto come sempre che siamo in ambito soggettivo, per
via delle diverse conformazioni del 'capoccione' di ognuno.
La calzata è stretta ma non troppo: una via di
mezzo fra il più ampio Nolan N100 e il compattissimo
Vemar Dual, fascia le orecchie senza stringerle e non
preme neppure sulla fronte.
Il collare posteriore è piuttosto ampio e aderente
e il sottogola imbottito risulta particolarmente gradevole.
Il peso contenuto e la compattezza ne accrescono la sensazione
di comfort.
Il meccanismo d'apertura/chiusura è efficace, ma
denota poca scorrevolezza, oltre a richiedere un doppio
movimento della mano: sgancio della leva sinistra e successivo
sollevamento della mentoniera fino al morbido scatto di
massima apertura. La chiusura richiede poi una forte pressione
verso il basso per ottenere il click di blocco, meglio
effettuare un'ulteriore pressione di sicurezza, oppure,
nel caso di lunghe tratte, è possibile agire sull'ulteriore
sicura presente sul lato destro, ricordandosi di sbloccarla
successivamente.
Il cinturino è risultato più veloce del
solito nelle regolazioni per la misura ottimale, ma ha
contemporaneamente mostrato di perdere spesso la posizione
impostata.
SU STRADA
Visto l'utilizzo nel periodo invernale, ho curato particolarmente
le indicazioni sulla coibenza ed assenza di spifferi che
si sono dimostrate entrambe di ottimo livello. In particolare
l'abbinata collare posteriore e prolunga in gomma della
mentoniera sono particolarmente efficaci nel proteggere
dalle micidiali infiltrazioni inferiori d'aria fredda
e nel ridurre il ricorso ad una 'goletta'. Anche la visiera,
una volta chiusa, offre una tenuta ermetica agli spifferi
ed è possibile sollevarla da pochissimi millimetri
fino al massimo in modo continuo senza 'sottostare' a
scatti preimpostati. Il risvolto della medaglia è
che, per tenere la posizione e non chiudersi all'aumentare
della velocità, la scorrevolezza è ridotta
e richiede un maggiore sforzo di regolazione. La visiera
antiappannante funziona nei limiti fisici, ma non si può
pretendere di stare fermi al semaforo senza appannamenti,
anche per via di una presa d'aria del tutto inefficace.
Le linee morbide e la buona aerodinamica lo rendono silenzioso
e privo di sibili fastidiosi, anche in velocità.
Non ai massimi livelli invece l'ampiezza del campo visuale,
in particolare la sagomatura anteriore della mentoniera
che limita la lettura di alcuni cruscotti, ma anche la
vista laterale è risultata leggermente inferiore
alla media.
Limitata anche la circolazione d'aria all'interno, almeno
senza la presa d'aria superiore (che dovrebbe essere di
serie) e a causa del blocco di quella anteriore.
MANUTENZIONE
La finitura opaca è naturalmente più delicata
di quella lucida, ma la verniciatura del Lunar si è
dimostrata resistente anche alla mia innata 'sbadataggine'
e alle numerose cadute involontarie, fortunatamente senza
testa dentro!
La sostituzione della visiera (operazione che consiglio
almeno una volta l'anno, anche di più in caso d'uso
quotidiano) richiede l'utilizzo di un piccolo attrezzo
da tenere a portata di mano e risulta meno intuitiva che
in altri casi, ma tutto sommato, data l'occasionalità
dell'operazione, non crea particolari problemi. Lo smontaggio
del rivestimento interno è invece immediato e permette
i lavaggi necessari a conservare un 'ambiente gradevole'.
OPTIONAL
Come detto sono disponibili numerosi optional per il Lunar:
il primo che mi sento di consigliare, anche se non ho
avuto modo di testarlo è la presa d'aria superiore
che influisce sul prezzo d'acquisto per soli 9,6 Euro,
c'è poi il rivestimento interno completo per rinnovare
il casco a 33,6 Euro, ma quella forse più interessante
è X-Sun, una 'lente parasole da casco' che si applica
tra calotta e polistirolo grazie a tre piccoli agganci
brevettati. Disponibile in 4 colori e 2 misure, è
sagomata e adattabile sia a Lunar che alla maggior parte
dei caschi in commercio rendendo superfluo l'uso degli
occhiali da sole. L'immediatezza nell'applicazione ne
consente l'uso in pieno sole, per essere velocemente tolta
e riposta nell'apposita custodia all'imbrunire. I prezzi
variano da 14,4 a 24,96 Euro.
Per una verniciatura
personalizzata da Kaos Design bisogna invece destinare
un budget da 170 Euro in su.
CONCLUSIONE
È innegabile che la componente estetica gioca un
ruolo importante nella scelta di Lunar, soprattutto per
via delle possibilità di personalizzazione grafiche
offerte da un partner come Kaos Design. Questo non toglie
che offra anche pregevoli caratteristiche costruttive
e dinamiche: comodo, leggero, compatto, ben coibentato,
silenzioso, esente da spifferi e apribile con una sola
mano. In compenso non è molto efficace quanto ad
aerazione e campo visuale, risultando anche un po' duro
nell'apertura/chiusura della mentoniera e nella regolazione
della visiera.
I prezzi partono dai 202,8 Euro della versione monocromatica
fino ai 232,8 della versione bicolore del test, quindi
nella media dei caschi apribili in termoplastica.
Testo&test: Fabrizio
Villa
Foto: Monica Il
Grande, e Milagro
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