| Dopo aver acquistato il modulare Nolan
N101 (del quale potete leggere
la prova proprio in questa sezione), con l’avvento
dell’estate e del solleone circolare in città
e nei brevi tratti di autostrada/tangenziale col modulare
era diventato troppo opprimente.
Nonostante le diverse prese d’aria, l’aerazione
risultava comunque insufficiente per le temperature di
Milano e, soprattutto, viaggiare a mentoniera alzata,
onestamente, proprio sicuro non è.
Ecco dunque la decisione per l’acquisto di un jet
che mi permettesse un buon compromesso tra protezione
e aerazione. Dopo diverse prove e grazie alla complicità
del rivenditore che mi ha permesso di provare alcuni modelli
su strada (letteralmente) ho acquistato un Premier
Jet Touring 2 – a 150 Euro, con un forte
sconto rispetto al prezzo di listino dovuto al fatto che
il modelo scelto era l’ultimo presente nella colorazione
Phil Read replica blu che,
tra l’altro, non viene più prodotta.
Il mio scooter, Yamaha
XC300, offre una discreta protezione dall’aria,
grazie ad un parabrezza di dimensioni medie; data la posizione
di guida eretta, il flusso d’aria viene convogliato
nella parte alta della testa (sono alto 1,78) rendendo
per alcuni caschi critiche le prese d’aria. Nel
caso del Jet Touring 2, la presenza delle prese d’aria
anteriori proprio nella parte più alta del casco
rendono le stesse particolarmente efficaci, dato che l’aria
arriva proprio dove si trovano.
STILE
Il Premier Jet Touring 2 presenta una calotta dal disegno
classico, allungata fino a coprire completamente le guance.
Lungo la base c’è una modanatura di irrigidimento,
mentre nella parte superiore spiccano la presa d’aria
e i due estrattori. La presa d’aria è realizzata
in plastica trasparente, si trova al centro ed è
dotata di meccanismo di apertura/chiusura a pulsante nero;
ai lati troviamo gli estrattori che percorrono la parte
superiore della calotta nella sua interezza arrivando
sino al retro dello stesso colore della calotta.
La visiera è molto lunga e arriva a coprire il
mento; inoltre si spinge sino a coprire il meccanismo
di movimento che, dunque, resta a vista, ma protetto (ovviamente)
dall’estremità della visiera stessa. La visiera
di serie è trasparente, ma come optional sono disponibili
visiere fumé, azzurrata e silver.
Colori disponibili: due tonalità di grigio (una
più chiara e una più scura) e nero lucido.
Le colorazioni replica Phil Read da quest’anno non
verranno più prodotte (purtroppo), ma erano comunque
proposte nell’originale nero e nelle varianti grigio
e blu tutte su base bianca. E’ inoltre prodotta
una versione completamente in fibra di carbonio, davvero
esteticamente bellissima.
CARATTERISTICHE TECNICHE
La calotta è in fibra tricomposita Dyneema/Carbon/Aramidic
e resina epossidica. La visiera, antigraffio, è
spessa circa 2,2 mm; è possibile sganciarla senza
l’uso di attrezzi. La calotta è realizzata
in diverse misure per ottenere le sei taglie disponibili
(XS/XXL). Il peso del mio casco (taglia L) è di
1.250 gr.
L’imbottitura interna è a densità
differenziata per disperdere al meglio l’energia
in caso d’urto ed è ricoperta con filato
denominato Outlast. Gli interni sono completamente estraibili
consentendo quindi un’ottima manutenzione e igiene.
Tutto il casco è protetto dalla vernice trasparente;
nelle colorazioni PR replica blu e grigio i colori sono
invece opachi con una finitura “gommosa” al
tatto, ma senza il trasparente protettivo; ciò
rende la manutenzione un po’ più onerosa
in termini di tempo, dato che nell’uso quotidiano
il casco si sporca più facilmente.
Lungo tutto il bordo inferiore c’è una guarnizione
in gomma nera incollata che, nel casco da me acquistato,
presenta qualche sbavatura e un non perfetto accoppiamento
sul retro.
Il cinturino sottogola ha la chiusura con fibbia a sgancio
rapido, regolabile e imbottita. Manca un automatico per
fissare il cinturino sottogola, io con la mia regolazione
riesco ad infilarlo sotto il guanciale, ma ad ogni utilizzo
fuoriesce.
COMFORT
Il comfort di un casco, indipendentemente dal modello,
deriva dalla forma e dalle dimensioni dell’imbottitura
e dalla forma della testa; nel mio caso la calzata è
davvero ottima, comprimendo il giusto lungo le guance
e, soprattutto, lungo il perimetro della testa. Inoltre,
lo spazio intorno alle orecchie è davvero ampio
rendendo agevole indossare occhiali e/o eventuali auricolari.
La parte di imbottitura che copre la parte superiore del
capo è costituita da una fascia imbottita riposizionabile
che permette di essere dunque adattata alla forma della
testa e di lasciare un’intercapedine per l’aerazione.
SU STRADA
Gli scatti di apertura sono oltremodo stabili, fin troppo
almeno a casco nuovo e le posizioni d’apertura intermedie
restano stabili anche a velocità da tangenziale.
A velocità urbane mi ha colpito per l’estrema
silenziosità, paragonabile a quella di un integrale
(pur essendo ovviamente più rumoroso comunque).
Seguendo il consiglio di Massimo Montesi nella sua (ottima)
prova dell’Arai
SZ/m, ho potuto inoltre verificare la totale assenza
di risonanze, segno di una qualità costruttiva
davvero buona. La visibilità laterale è
eccellente, aggiungendo la giusta dose di confidenza nella
guida soprattutto in città dove spesso quattro
occhi non sono sufficienti…
L’aerazione è davvero esemplare. Gli estrattori
superiori permettono di viaggiare all’asciutto non
perché, come in alcuni caschi “ventilati”,
entri una massa d’aria fresca, ma perché
gli estrattori svolgono egregiamente il loro lavoro estraendo
ed espellendo dal retro l’aria calda presente all’interno.
A velocità autostradali, inoltre, si apprezza la
presa d’aria superiore, che permette alla giusta
quantità d’aria fresca di entrare.
Quanto alla visiera, data la lunghezza è facile
avere un poco di condensa all’interno per l’aria
espirata dalle narici, ma nella guida a velocità
media sparisce in brevissimo tempo.
MANUTENZIONE
Per la pulizia e la manutenzione consiglio di procedere
per fasi:
1) Passare un panno molto morbido per eliminare la polvere
più superficiale;
2) Pulire la calotta con un panno imbevuto di acqua e
detergente neutro non schiumoso. In alternativa è
possibile utilizzare un prodotto specifico per la pulizia
del casco. Molto pratico è “Detergente casco
visiera” di Arexsons, venduto nel pratico formato
a salviettine. Due salviettine, una imbevuta di detergente
e la seconda non imbevuta, per l’asciugatura.
3) Per quanto riguarda gli interni, come alternativa rapida
al lavaggio completo, consiglio l’utilizzo di “Helmet
Cleaner” di Liqui Moly: è un detergente schiumoso
da spruzzare direttamente sugli interni. Dopo qualche
minuto la schiuma viene assorbita, basta quindi passare
un panno leggermente umido per eliminare i residui (è
sempre meglio evitare che poi vengano assorbiti dalla
nostra testa…). Oltre ad eliminare lo sporco, lascia
anche un gradevolissimo profumo.
4) Per la visiera io utilizzo lo stesso metodo utilizzato
per gli occhiali: acqua e sapone neutro per la pulizia
e asciugatura con un panno in microfibra (lo stesso che
si utilizza proprio per la pulizia delle lenti).
La visiera, dopo 4.000km in buona parte nel traffico di
Milano, non mostra alcun graffio tale da giustificare
l’eventuale sostituzione. Come ho scritto poco sopra
sono comunqe disponibili visiere trasparenti, fumé,
azzurrata e Silver come accessorio, ad un prezzo decisamente
abbordabile (circa 25 euro).
CONCLUSIONI
PRO:
• Aerazione perfetta;
• Silenzioso;
• Visiera lunga;
• Calotta in fibra;
• Spazio per le orecchie;
• Prezzo
CONTRO:
• Poche colorazioni
• Regolazione fibbia cinturino sottogola
• Apertura visiera a casco nuovo difficoltosa.
Testo e foto: Claudio
Grassi
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