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 ·YAMAHA BW's 125
03/05/2010
TEST ANTEPRIMA
pag. 1/1
Di CyberScooter: Fabrizio Villa


Si scrive 'BW's' e si legge 'biuis' che sta per 'Big Wheels', cioè 'ruote grosse', quelle che hanno contraddistinto il mitico Booster 50 da tutti gli altri scooter e che ritroviamo qui in un 'upgrade' dedicato a teen-ager di ogni età.
CyberScooter lo teneva d'occhio da tempo, come vedete nei link a partire dalla SuperScheda, lo scooter era infatti già disponibile nei mercati asiatici e nord americani da circa un anno, mentre in Italia fa la sua comparsa proprio in questi giorni.
Presentato in collaborazione con Vans, marchio di culto del vestire giovane e legato alle culture del surf e dello skate, BW's 125 si rivolge principalmente ai sedicenni che desiderano uno scooter dalla forte personalità, diverso dalle altre proposte del mercato e che si presti ad ulteriori operazioni di tuning.
Ma piacerà anche a chi, pur con qualche anno in più, ama il look anticonformista, magari un 'motociclista', che cerca un secondo veicolo da usare quotidianamente in città, senza confondersi con la massa degli scooter 'tradizionali'.
Look a parte si tratta di uno scooter estremamente leggero e compatto, dotato di una ciclistica tradizionale, di un motore ad iniezione elettronica raffreddato ad aria e di un vano sottosella in grado di ospitare un casco integrale.

 

 

LINEA/COSTRUZIONE
BW's 125 punta moltissimo sul design e sul valore aggiunto delle mode giovanili, a cui il marketing Yamaha dedica la comunicazione di lancio legandola al modo degli skaters e attraverso una serie di grafiche adesive personalizzabili.
Al primo sguardo colpisce il frontale dominato dal voluminoso gruppo ottico sovrapposto, da cui si slancia un piccolo parafango che lascia in bella vista un pneumatico profondamente scolpito e leggermente più panciuto della media.
Nella vista laterale si apprezzano i tubi del telaio a vista e la pedana piatta, ma si nota anche una certa pesantezza del retrotreno con il doppio parafango e una marmitta con dimensioni eversize.
Contribuiscono a definirne la personalità il manubrio 'nudo', il 'cupolino' anteriore, la pinza freno di colore rosso, gli ammortizzatori posteriori con molle bianche e il doppio faro posteriore affiancato (già visto però sul Gilera Fuoco).
Nel complesso dà una sensazione di grande solidità, con qualche citazione dal mondo 'fuoristrada', pur perdendo qualcosa in snellezza ed originalità se confrontato al Booster 50 di cui vuole rappresentare una continuità.
Essenziali ed azzeccate le colorazioni disponibili: bianco o nero, che possono essere arricchite da un kit di sticker (fornito), da scegliersi fra 5 grafiche diverse: Bad Skull, Bar Code, Doll Skull, Pop Star e Rock Star.
Lo scooter viene prodotto negli stabilimenti Yamaha a Taiwan (dove viene realizzato anche CignusX) e mostra una qualità costruttiva più che buona, con plastiche di qualità, parti verniciate volutamente ridotte e alcune viti a vista che non stonano affatto con lo stile spartano del mezzo.

 

 

 

 

 · DOTAZIONI
Il livello di dotazioni è tutto sommato buono, peccato per la strumentazione davvero minimale, che prevede il tachimetro analogico abbinato al contachilometri, il livello carburante e tre spie per indicatori di direzione, luce abbagliante e check iniezione.
Il manubrio è lasciato a vista e i comandi elettrici sono di buona fattura, con l'originale bilanciere per inserire le 'frecce' dotato di tasto centrale per lo 'sblocco'. Ordinarie le leve freno, mentre le manopole in gomma hanno una forma allungata (di origini fuoristradistiche) per offrire maggior grip. Gli specchi retrovisori sono tondi e compatti, ma anche poco efficaci.
Il blocchetto d'avviamento, posto nel retroscudo, è protetto da uno sportellino blindato a sblocco magnetico e comanda anche l'apertura della sella. Sulla punta di quest'ultima troviamo il tappo con serratura per accedere al serbatoio carburante, capace di ospitare 6 litri.
Anche se manca un vano nel retroscudo, dove troviamo solo un gancio appendiborse privo di sicura, il sottosella è piuttosto capiente e arriva ad ospitare un casco integrale, in più la sella si apre 'automaticamente' (dal blocchetto) e viene mantenuta in posizione da una potente molla.
Per il parcheggio sono disponibili sia il cavalletto centrale, che si aziona senza sforzo, sia il laterale, che rimane aperto e ha il blocco di sicurezza per evitare avviamenti accidentali.
Il passeggero può contare su una modesta porzione di sella, poggiapiedi integrati alla pedana (piatta) e un ampio maniglione a cui reggersi.


 

 

 

 · CICLISTICA
È una delle poche occasioni in cui il telaio di uno scooter rimane parzialmente in vista: dal supporto motore al gruppo ottico posteriore. Utilizza tubi tondi di ampio dimetro, lascia la pedana perfettamente piatta e utilizza il motore come forcellone oscillante, coadiuvato da un braccio sul lato opposto.
Al posteriore troviamo due coreografici ammortizzatori con molla bianca, ma privi di regolazione e dall'escursione limitata a 71mm, davanti una forcella telescopica a perno trascinato con escursione massima che cresce a 78mm.
L'impianto frenante, di tipo 'separato', utilizza un disco anteriore da 220mm con pinza rossa a pistoncini contrapposti e un modesto tamburo posteriore da 150mm.
Le 'big wheels' non sono poi tanto big, misurano infatti 12" di diametro e montano pneumatici tubeless in stile 'on-off' di marca Kenda in misura 120/70 davanti e 130/70 dietro.
Il peso dichiarato è contenuto in 121kg, l'interasse è di soli 1290mm, e ferma la lunghezza massima a 1910mm, mentre la sella, posta a 780mm, risulta nella media.


 



 · PROPULSORE
Pur nella sua semplicità, si distingue dalle produzioni più economiche per l'utilizzo dell'iniezione elettronica e della testata a 4 valvole. Soluzioni che, abbinate a misure di alesaggio e corsa, 52,4 x 57,9mm (quindi un 'corsa lunga', come il Tmax) garantiscono al contempo tiro ai bassi regimi e un discreto allungo, come vedremo nel test su strada.
Per il resto si tratta di un monocilindrico orizzontale a 4 tempi, con distribuzione monoalbero e raffreddamento ad aria forzata.
Eroga la modesta potenza massima di 6,7kW a 7500 giri ed una coppia leggermente più sostenuta che arriva a 9,6Nm a soli 6000 giri.
Deriva dall'unità utilizzata su Cygnus-X, ma a differenza di questo non disposizione dell'avviamento a pedale.
Prevede interventi di manutenzione ogni 6.000km, salvo l'olio motore, che va cambiato ogni 3000, in compenso la cinghia di trasmissione arriva a 18.000 km.




 

 

 

 

 

 · TEST SU STRADA
Sarà il look, saranno peso e dimensioni contenuti o il motore che spinge con inaspettata decisione, ma è uno scooter che invita a 'giocare' come pochi altri.
Si possono fare inversioni e slalom nel traffico incolonnato quasi come si fosse alla guida di un cinquantino con l'aiuto di un motore brioso che spinge deciso sia in partenza che nell'apri e chiudi. Ben più di quanto ci si aspetterebbe dai dati dichiarati, ma l'accoppiata 'corsa lunga' e 4 valvole, gli consente di spingere bene sia in accelerazione che in allungo, almeno fino a circa 80km/h per calare solo in vista della velocità massima (non testata).
Prestazioni ai vertici per un motore raffreddato ad aria e più che adeguate a muoversi disinvolti nel traffico e a scattare ai semafori.
Gli pneumatici offrono un buon grip e ci si può anche impegnare in 'pieghe' divertenti prima che i cavalletti arrivino a strisciare l'asfalto.
Meno a punto la frenata, che può contare su un disco anteriore potente e modulabile, mal coadiuvato da un tamburo posteriore sottodimensionato e facile al surriscaldamento, con conseguente perdita d'efficacia.
Tutti gli aspetti positivi alla voce maneggevolezza si ripagano però in abitabilità, con uno spazio a bordo sconsigliabile a chi supera i 170cm, pena frequenti contatti fra ginocchia e retroscudo, manubrio ed indicatori di direzione. Peccato che sotto questa altezza non risulti così agevole toccare terra con entrambi i piedi, a causa di una sella ampia nella zona anteriore.
Praticamente nulla la protezione aerodinamica, limitata al riparo offerto dal sottopancia in caso di asfalto bagnato e ridotta anche la visibilità posteriore a causa di specchi retrovisori troppo piccoli. Meglio le sospensioni, in particolare gli ammortizzatori posteriori che riescono ad assorbire le buche sull'asfalto meglio di tanti altri scooter, mentre la forcella rientra nella media, trasmettendo qualche colpo in più al manubrio, soprattutto sul pavé.


 

 

 

 

 


 


CONTESTO
Per uno scooter che punta tutto sull'originalità è normale trovare pochi competitor, anche se qualche alternativa si riesce a trovare.
Il Daelim BBone 125 è altrettanto anticonformista se non di più, è simile per impostazione ciclistica e di motore, ma costa meno, anche se non può certo vantare lo stesso blasone.

Il PGO X-Hot 125 è praticamente un clone del BW's, del resto a Taiwan quest'ultimo è un oggetto di culto e le aziende locali 'prendono ispirazione'. Al momento non è però disponibile in Italia.

A livello visivo non centra nulla, ma è innegabile che quando si parla di look e di tendenza non si possa escludere Vespa, che dedica il modello S 125 proprio ai giovani più modaioli, e danarosi, visto che il presso sale ulteriormente.

Se parliamo di sostanza invece il concorrente più diretto è il CignusX, che non può competere a livello di look, ma risulta confrontabile per ciclistica e propulsore, avvantaggiandosi quanto a dotazioni e prezzo.


 



 


 · CONCLUSIONI
Se riuscirà a fare breccia fra i giovani diventando una moda, come lo fu il Booster che riuscì a vendere ben 2 milioni di esemplari, ogni considerazione 'razionale' su qualità, pro e contro, vantaggi e svantaggi perderanno gran parte di senso per i potenziali acquirenti.
Per il momento, analizzandolo 'a freddo', si può considerare uno scooter dalla spiccata personalità stilistica, costruito intorno ad una ciclistica e ad un propulsore tradizionali, che si dimostrano efficaci in ambito urbano e garantiscono un'inconsueto piacere di guida.
Riesce anche ad offrire un discreto spazio nel sottosella e qualche dotazione raffinata, ma perde punti a livello di strumentazione, abitabilità, protezione aerodinamica ed efficacia del freno posteriore.
La quotazione di vendita superiore ai 3.000 Euro, risulta elevata in assoluto, anche se può trasformarsi in un vantaggio nell'ottica di un prodotto esclusivo.


Abbigliamento
Casco:
Bye
'Indianapolis'
Giacca:
Tucano Urbano 'Steve AB'
Pantaloni:
Tucano Urbano 'Panta24'
Guanti:
Tucano Urbano 'Calamaro'
Stivali:
Oxtar 'Freespirit'



Testo: Fabrizio Villa
Foto: Alex Photo




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