Grande o piccolo?
Bello o pratico? Maneggevole o stabile? Veloce o
parsimonioso? Comfort o sport? Ruote alte o basse?
Domande che credo ognuno di noi si sia posto prima
dell’acquisto ben ponderato di uno scooter.
Per le risposte tutto dipende da: che uso s’intende
farne, ciò che realmente si cerca da un mezzo
e quanto si è disposti a spendere.
Io cercavo un mezzo abbastanza ampio da essere confortevole
per le gite in coppia,
ma non troppo per non ritrovarmi impacciato tutte
le volte che avrei dovuto fare manovra in spazi
angusti.
Un mezzo che appaghi la vista ma sia pratico nell’uso
quotidiano, disposto anche a perdere qualcosa in
maneggevolezza purché ben ripagato da stabilità
in ogni ordine di marcia, brioso ma non troppo assetato,
che assecondi una guida in relax o un’andatura
più spigliata, e le ruote? Alte! Senza dubbio.
La soluzione: Yamaha X-City.
LINEA
Sfoggia una linea dalle forme pulite e misurate,
senza trovate bizzarre e senza troppi fronzoli (che
lo renderà di forse meno soggetto a restyling
nel corso degli anni), con tocchi sportivi che richiamano
i modelli al top della produzione Yamaha, (vedi
T-Max), ma somiglia molto al fratello X-Max e si
rifà anche al predecessore Versity. Un plauso
a Yamaha per aver ben mascherato, con linee filanti,
dimensioni non certo contenute, in foto sembra molto
più piccolo che in realtà ma provate
ad avvicinarvi e vedrete.
Il tratto distintivo dell’X City è
la L che attraversa il tunnel centrale. Niente pedana
piatta per fare spazio ad un telaio di dimensioni
adeguate e al serbatoio che contribuisce ad abbassare
e centrare il baricentro, ma non è troppo
voluminoso ed ha la parte superiore piatta rendendolo
quindi sfruttabile grazie alla presenza di un pratico
gancio appendiborse.
Per quanto concerne le finiture: tutto è
realizzato con grande cura, le vernici sono brillanti
e le plastiche ben accoppiate ed esenti da scricchiolii.
I colori sono solo tre e molto sobri: nero, argento
ed azzurro ma ben si addicono alla tipologia di
scooter (ve lo immaginate giallo o rosso corsa?),
forse la colorazione più azzeccata, ma qua
andiamo sul personale, è quella nera che
crea un bel contrasto con il colore alluminio di
tunnel, ruote, bordi della strumentazione, blocchetti
e maniglione.
Bella anche la sella nera con cuciture in vista
di colore rosso.
COMANDI STRUMENTAZIONE
I comandi sono pochi, semplici e disposti nel più
classico dei modi per non disarmare ma risultare
intuitivi e semplici da utilizzare: sulla destra
l’accensione, mentre a sinistra devioluci
con passing, frecce e clacson affondati in blocchetti
di color alluminio satinato per un bel colpo d’occhio.
Manca l’hazard (presente sull’X-Max)
comodo ma non fondamentale.
La strumentazione è piuttosto classica, senza
effetti speciali (eccetto la retroilluminazione
di colore blu molto coreografica) al centro svetta
il tachimetro, affiancato dal termometro dell’acqua
e dall’indicatore della benzina (con spia
della riserva), il tutto analogico per una rapida
consultazione e circondato dalle spie di frecce,
abbagliante e check iniezione. A completare il quadro
c’è poi un display a cristalli liquidi,
anch’esso contornato da un’elegante
finitura color alluminio, con il contachilometri,
due Trip computer ed un terzo che si attiva informandoci
dei chilometri percorsi dall’entrata in riserva
del mezzo (alla prova dei fatti molto comodo) in
più offre molteplici informazioni supplementari,
temperatura esterna (con segnalazione di presenza
ghiaccio), orologio, spia per cambio olio o tagliando,
ai lati due tasti, utilizzabili anche indossando
guanti pesanti, che richiamano le varie funzioni.
Manca il contagiri (ma a cosa serve in uno scooter?),
un voltometro invece l’avrei trovato molto
utile per evitare di trovarsi di punto in bianco
con la batteria scarica (con le relative conseguenze).
COMFORT E
PRATICITA’
Io non sono molto alto ma credo proprio che l’X-City
vesta bene anche a chi calza una taglia XL: s’intuisce
salendo a bordo che lo scudo è ben lontano
e non c’è il minimo rischio che ci
siano contatti involontari con le ginocchia.
La sella, ampia e confortevole è sistemata
a 790 mm da terra e la sua forma rastremata nell’anteriore
consente di poggiare bene entrambi i piedi a terra
(complice anche la pedana svasata nei punti giusti).
Il manubrio, ampio e quasi dritto, è alla
giusta distanza e lo stesso si può dire anche
dei poggiapiedi, che permettono all’occorrenza
di cambiare posizione (niente gambe distese tipo
custom pero!).Insomma si ha la sensazione di essere
ben inseriti nello scooter e non “appoggiati”
come in molti modelli comfort. Anche il passeggero
non ha di che lamentarsi, la sua porzione di sella
è ampia e soffice (ma non cedevole), le pedane
sono in posizione ideale e non mancano neppure due
pratiche maniglie a cui aggrapparsi (utili anche
per issare il mezzo sul cavalletto centrale), in
più il dislivello rispetto al pilota è
contenuto non esponendolo troppo all’aria
e le intemperie, altra nota positiva è che
a differenza di molti scooteroni i fianchi sono
stretti ed il secondo non si trova a viaggiare con
le gambe troppo divaricate.
Il parabrezza fumé di medie dimensioni termina
giusto all’altezza degli occhi e questo sulle
prime può infastidire ma in realtà
è oltre che si deve guardare guidando, quindi,
una volta fatta l’abitudine non disturba,
anzi è ben studiato e devia talmente bene
l’aria dal busto e dal casco del pilota che
permette di procedere fino a 80-90 Km/h con la visiera
sollevata senza che si creino fastidiosi vortici
all’altezza degli occhi.
La nota spesso dolente degli scooter a ruota alta
è la capacità del sottosella, l’X-City
però se la cava abbastanza bene e, pur non
essendo molto profondo è molto ampio ed in
grado di ospitare comodamente un casco jet più
tanti oggetti quali: antipioggia, coprisella, sciarpa,
guanti e antifurto, molto comode le feritoie ai
lati che permettono di sistemare questi senza che
se ne vadano in giro mentre si guida. In più
proprio sotto la porzione di sella del guidatore
si trova la batteria, una posizione comoda (previa
la rimozione di quattro viti) per eventuali controlli,
ricariche o partenze con i cavi.
SU STRADA
Il motore (identico a quello dell’X-Max) prestante
e silenzioso, asseconda una guida allegra
rispondendo sempre in modo rapido e senza incertezze
nell’erogazione ad ogni apertura del gas a
qualsiasi regime di rotazione, merito anche di una
trasmissione veramente a punto, solo un po’
rumorosa quando si spalanca l’acceleratore.
Vibra un po’ al minimo, ma appena in movimento
spariscono magicamente.
Altra nota positiva sono i consumi, superare i 30
km/litro, viaggiando spesso in due, è alla
portata anche dei meno attenti al risparmio.
Promosso, quindi il motore, non un mostro assetato
o un pigro risparmiatore, ma sicuramente tra i primi
della categoria in ogni frangente.
L’ampio manubrio e lo sterzo ampio aiutano
molto quando si deve fare leva per sgattaiolare
in mezzo al traffico, dove una volta in movimento
il peso non si fa sentire più di tanto.
Le ruote alte, con pneumatici a larga sezione, offrono
una guida stabile e sicura a tutte le velocità,
trasmettendo una rassicurante sensazione di controllo
del mezzo su ogni tipo di strada, complice anche
un telaio che non accenna torsioni. Le sospensioni,
tarate sul rigido, tengono lo scooter ben “piantato”
all’asfalto, soffrono un po’ sulle buche
più profonde, ma le ruote alte, la posizione
ottimale e la sella ben fatta evitano che il comfort
di marcia ne risenta. Strano, ma vero, in due la
situazione migliora notevolmente, smorzando meglio
le imperfezioni del manto stradale senza intaccare
la stabilità e la precisione di guida.
I freni pronti e ben dosabili assicurano rapide
decelerazioni, grazie ad una forcella che affonda
poco, senza il rischio di bloccaggi involontari.
Niente leve regolabili o frenata combinata, ma all’ABS,
fosse stato disponibile, un pensiero l’avrei
fatto.
Una breve nota per quanto riguarda i tagliandi:
il primo, con cambio olio motore, cambio olio trasmissione,
sostituzione filtri olio e benzina, check-up generale
e montaggio schienalino e parabrezza maggiorato
(che avevo precedentemente acquistato) mi è
costato 45 euro, mentre la sola sostituzione dell’olio
motore ogni 3000km ne costa 18, i tagliandi principali
sono invece ogni 10.000km.
DIFETTI
A mio parere pochi e veniali:
- Sottosella (privo di illuminazione) non da record,
il bauletto è quasi obbligatorio
(molto bello quello proposto in offerta da Yamaha)
- La sella che non rimane sollevata è poco
pratica
- Bauletto “rumoroso” sui fondi sconnessi
- Il cassettino non è a tenuta stagna e privo
di bordi per trattenere gli oggetti
- Plastiche del tunnel un po’ sporchevoli
(occorre un minimo d’attenzione).
- Specchietti efficaci ma un po’ sottotono
(al minimo vibrano)
- Cambi olio ogni 3000 km
PREGI
- Tenuta di strada (sempre ottima)
- Protezione dall’aria
- Comfort di marcia per pilota
- Comfort passeggero (consiglio il comodo schienalino
sul bauletto).
- Linea (ma è un parere molto personale)
- Finiture
- Prestazioni e consumi
- Piacere di guida
- Garanzia di tre anni
CONCLUSIONI
Uno scooter sicuramente valido sotto ogni punto
di vista.
In due si viaggia protetti e comodi, un mezzo sicuro,
stabile e ben realizzato,
tutto quello che realmente serve c’è
ma visto che non lo regalano, forse qualcuno pretenderebbe
qualche trovata sfiziosa in più.
Buon viaggio a tutti!
Testo e foto:
Monis
|