| La scelta di questo scooter, ha avuto
due “conditio sine qua non”:
• la prima doveva essere nuovo (non di seconda mano)
• la seconda avere un prezzo sotto i 5000 euro.
Avendo già avuto due mezzi della Yamaha, dei quali
ero stato soddisfatto, la scelta si è ristretta
a due modelli, il Majesty 250, che con l’offerta
era sotto ai 5000, e il nuovo nato, Versity.
Visto dal concessionario, ho preferito per quest’ultimo.
Si, quella linea tipo elettrodomestico anni 60, mi piaceva
proprio!
Veniamo alla prova.
Salgo, e trovo la sella solo un filino alta per il mio
metro e settantaquattro, ma spostandosi un po’ in
avanti tocco con entrambe i piedi.
Chiave, freno, starter, e... che bella luce blu che illumina
gli strumenti, il rumore non è coinvolgente come
quello di una Fazer 1000, ma è simpatico. Un filo
di gas e siamo a 60km/h, semaforo, i freni sono modulabilissimi,
solo un po’ “cattivo” il posteriore.
Il pavè non è il suo forte ma di quale scooter
lo è? Il parabrezza di serie, mi fa tenere la visiera
alzata senza fastidio sino a velocità da statale.
Già dopo i primi km si ha l’impressione è
di averlo sempre guidato, il tipo di seduta, il manubrio
che ti ritrovi alla giusta distanza, i comandi che trovi
dove ti aspetti che siano (eccezion fatta per l’avvisatore
acustico, che il pollice sx proprio non trova, già
modificato eheheh).
Passano 20 giorni di rodaggio, equamente ripartiti tra
città, extraurbane ed autostrada.
Tagliando e sorpresa, a fronte dei pochi euro per olio
e filtro, sono omaggiato da Yamaha di 2 ammortizzatori
posteriori, sella, serbatoio, e altro, vengo a sapere
che è al fine di garantire la customer satisfaction
bla, bla, bla, la casa ha deciso,bla,bla,bla... ben venga!
Esco contento col mio scooter, rinnovato, non che prima
ci avessi trovato difetti comunque.
Rodaggio finito, vediamo di saperne qualcosa di più
su motore, freni e telaio. Giacca, casco, guanti, e una
strada in mezzo alle risaie, con poco traffico e curve
a vista. Non è un “fulmine di guerra”,
i 35cc che mancano, per arrivare ai 300 sulla carta, ci
vorrebbero proprio, per contro, curva emh... piega che
è uno spettacolo, riprende, con onestà,
e prima della curva successiva, i freni ti assicurano,
che puoi aspettare ancora un po’ a tirarli.
Ultima cosa da provare, vediamo quanto fa a “manetta”.
Smontiamo dall’aereoplanino il GPS, troviamogli
una degna sistemazione e un’autostrada. Qui, si
evince, l’ottimismo del tachimetro a 100km/h costanti
indicati, il GPS legge un 85.1 (vedi foto) sino ad una
massima di 130 effettivi con lancetta tra i 140 e 150.
In ogni caso, io sono soddisfatto, a 120 indicati, il
motore sembra girare in scioltezza, non vibra ed è
stabile.
Conclusioni:
Dopo poco più di 1500 km da 1 a 10, il mio grado
di soddisfazione è un 8 abbondante.
Un ringraziamento, alla Concessionaria Mainini di Busto
Arsizio,(uomo col gilet, nipote, meccanici) la cui disponibilità
e professionalità, dopo 2 scooter e 1 moto, mi
è ben nota.
Saluti alla redazione di Cyberscooter, e grazie di avermi
ospitato.
Testo e foto by: Roberto
S.
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