| Dopo
quattro anni dalla sua presentazione di prove su strada
dello Yamaha TMAX 500 ne abbiamo viste molte e anche grazie
al tam-tam del prodigo mondo degli scooter si può
dire che di segreti a suo riguardo ce ne siano pochi.
Appunto per questo vi propongo una prova per cui questo
mezzo non è stato neanche lontanamente immaginato:
LA PISTA!
Infatti quest'anno
allo Yamaha Fest di Misano c'è stata questa bella
novità: grazie all'interessamento e alla partecipazione
del TMAXCLUB
si sono ettuate due sessioni di prova in cui è
stato ammesso il "timmy" ma beninteso non da
solo, sarebbe stato troppo facile, ma con anche i mostri
sacri vedi R1 ed R6 ed anche TDM e Fazer.
Il tempo ci ha senz'altro favorito, anche se il caldo
con tuta, stivali, guanti e casco era tosto e si segnalavano
32 gradi di temperatura relativa e ben 61 all'asfalto!!
Ma veniamo
al dunque; i dubbi erano da una parte sul mezzo (gomme,
freni, telaio, tenuta alle temprerature) dall'altra sui...
piloti, una bella dozzina di tmaxers che si autodefinivano
"lupi scatenati" ma che ho visto sulla linea
di partenza emozionati, eccitati e forse anche un po'
impauriti. Ovviamente nessuno voleva fare brutta figura,
ma quasi nessuno anche aveva ancora "odorato"
quel tempio della velocità che poco risparmia ai
principianti.
Le risposte sono arrivate e dopo una prima sessione di
acclimatamento e una seconda di piena consapevolezza e
divertimento, si può dire questo:
il Tmax in pista... è tutto da godere, non c'è
nulla che non sia a livelli di eccellenza e qui ha stupito
tutti, specialmente chi all'inizio guardava con un misto
di compassione e sufficienza, e anche per lo spettacolo
che ha saputo offrire: piegoni su ogni curva, staccate
all'ultimo metro, bagarre fra i partecipanti e infine
qualche dritto, una scivolata e dopo la bandiera a scacchi...
tutti con la lingua fuori!!!
In sintesi telaio all'altezza che vorrebbe almeno 10 cavallini
in più, se son 15 meglio, gomme perfette anche
dopo 6 giri in pieno, che aumentavano il loro grip dopo
un paio di giri.
Freni tanto criticati da alcuni turisti, ma che scaldandosi
migliorano e rendono possibili staccate proprio sotto
curva, possibilità di piega (senza cavalletto centrale)
a livelli di maxi e forse più di alcune (ho provato
il fazer 600 e mi è sembrata "limitata"
in piega).
A proposito della nostra "sporca dozzina" tra
l'entusiasmo e la pura felicità, se la sono cavata
e hanno imparato molto, più che in ventimila chilometri
dei loro soliti inseguimenti su strada.
Chi ha fatto i "numeri" ha anche capito perchè,
ma sopratutto ha compreso che si deve arrivare un po'
per volta alla "pole position", pur se il tempo
a disposizione era poco.
Ma ora montate
in sella con me che vi faccio fare un giro a Misano col
Tmax:
Stiamo passando sul rettilineo delle tribune, superata
la linea del traguardo, siamo sui 150km/h e stacchiamo
forte ai 50 metri per la curva Misano a destra, la moto
(!!!!) inserisce con prontezza e stabilità uscendo
a filo cordolo, per nulla rallentata, già pronta
ad affrontare la Misano 2 sempre a destra pelando un poco
il gas (a casa mi aspettano) siamo sui 140 ed arriva mooolto
velocemente la stretta curva a sinistra detta del Carro,
qui super frenatone e arriviamo ancora pinzati all'imbocco
da prendere con precisione, perchè bisogna uscire
veloci e affrontiamo 3 curve in rapida successione tutte
a sinistra, con l'ultima in piena velocità, 145
con asfalto irregolare, che richiede molta attenzione.
Qui il "timmy" si lamenta e vorrebbe iniziare
la danza ma noi nulla, tutto aperto e stai bravo. Il rettilineo
più lungo è qui di seguito, più di
170 non vedo, passo il tempo a guardare negli specchi
perchè qualcuno con gli scarichi aperti ogni tanto
mi "brucia" ed ecco arrivare la curva del Tramonto:
si frena in pochi metri tra il cartello dei 50 e dei 100
e poi curva ovale a sinistra, qui si piega tutto vedo
l'asfalto a pochi centimetri e la pancia del mostro striscia
che è un piacere (del carrozziere) ma lui non molla,
non scivola e mi trovo sul cordolo di destra già
pronto per la curva della Quercia che si avvicina. Questa
curva che sembra facile, in realtà la conosco da
tempo per "bastarda", quando inserisci sembra
fatta, poi ti trovi taaanto fuori e se monti sul cordolo
è un invito a balli sconosciuti. Sopravviviamo
ed ecco la esse storica di Misano, si stacca poco e ancora
dentro la curva (non sul prato Emilio), poi si riapre
subito ancora piegati e si arriva al Rio, simpatica curva
parabolica a sinistra che deve aver disegnato un genio
della geometria. Qui si stacca a 30 metri e poi si spera
che don timmy si inserisca, dopodiché c'è
la seconda 'esse' prima del traguardo. Qui ci vuole calma
e tecnica, vorremmo mica essere bruciati proprio davanti
alle tribune? Per cui dopo aver sacrificato un po' di
velocità nella prima parte inseriamo presto nella
seconda e apriamo in vista del rettilineo.
Tagliato il traguardo, il giro purtroppo è finito,
ci richiamano ai box con la bandiera a scacchi ma io come
un bambino alle giostre, non vorrei scendere.
Mi portano
il tempo: 2.19.3, non così male!! L'obbiettivo
raggiungibile sarebbe sui 2.15, ma con maggior confidenza
con pista e mezzo e qualche piccolo aggiustamento sul
set up. Sarà per il prossimo anno? Spero di si
come spero anche in una maggiore affluenza di Tmaxers!!
Posso assicurare
che se si affronta l'impegno con attenzione, il divertimento
poi è assicurato e in quanto alla sicurezza non
ne avrete mai altrettanta per le strade!
ARRIVEDERCI AL PROSSIMO ANNO SUPER LAMPEGGIO A TUTTI!
Testo: Davide
Antoniotti
Foto: TMAXCLUB
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