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 · Yamaha Tmax 500 i.e.
 by Michele Ghinelli
22.04.05

T-Max 500 '04 blue stone "Thunderbird" - Parma

Ebbene sì, dopo due anni e mezzo e quasi 15000 km lascio il Piaggio X9 250 SL per passare ad un fantastico Yamaha T-Max 500 modello 2004, di cui ora descrivo le mie prime impressioni di guida. 

Innanzitutto una breve presentazione per chi non conosce il T-Max 2004: già mi risulta difficile inserirlo nella categoria degli scooter, in quanto ha caratteristiche più da moto automatica che da vero e proprio maxi-scooter. Come del resto non considerare moto un mezzo che ha un motore bicilindrico a 4 valvole per cilindro, alimentazione a iniezione elettronica, cilindrata 500 cc., 44 CV e una velocità massima che oltrepassa i 170 km/h!  Ma la caratteristica pecuilare del T-Max che più lo allontana dai normali scooter è il telaio e la sistemazione del motore; quest'ultimo infatti non è oscillante con la sospensione posteriore ma è fissato all'interno del telaio, subito dietro alla ruota anteriore. Ne deriva una distribuzione dei pesi ottimale, 50/50 su entrambe le ruote, e quindi un piacere di guida "da vera moto".

Quanto detto nella premessa qui sopra si traduce in una guida sempre pulita, che anche in condizioni di vento forte o dossi non si ripercuote in alcun modo sulla ciclistica del mezzo e lo fa essere sempre stabile, piantato a terra senza che alcunché possa disturbare la guida. Inoltre le sospensioni, specialmente quella posteriore, non sono più gravate dal sostenere il peso del motore oscillante e quindi assorbono molto più le asperità del terreno e allo stesso tempo non creano oscillazioni fuori dalla norma. Il T-Max 2004 è dotato anteriormente da una forcella da 41 mm. di diametro che, ancora una volta come una moto, è del tipo a doppia piastra, ovvero da cima in fondo è composta da due pezzi unici, non viene cioè mai sdoppiata in alcuna sezione. Posteriormente invece si trova un mono ammortizzatore in posizione orizzontale che lavora in estensione. 

Il motore spinge bene a tutti i regimi, senza il benché minimo "buco" o incertezza, e per trasmettere la potenza alla ruota è agevolato da una doppia catena chiusa ermeticamente in bagno d'olio: questo permette di sommare i benefici del cardano (assenza completa di manutenzione) a quelli della catena, ancora una volta come nelle moto. Per scaricare tutti i 44 CV a terra al posteriore è montato un nuovo cerchio da 15" sul quale si trova un pneumatico Bridgestone 160-60-15 con codice di velocità "H" (oltre 200 km/h!). Entrambi i pneumatici in questa nuova versione 2004 sono di tipo radiale. La velocità massima come dicevo prima è di circa 170 km/h, mentre l'accelerazione, come dichiara il catalogo, è superiore a quella di quasi tutte le automobili che si trovano in commercio! Tutto questo però non si ripercuote sui consumi, che almeno per ora, da quanto ho avuto modo di verificare, sono discreti grazie anche all'adozione dell'alimentazione a iniezione elettronica: in un utilizzo misto non si discostano molto dai 20 km/l, con oscillazioni che vanno dai 22-23 km/l a velocità di 80 km/h in extraurbano a un minimo di 16-17 km/l se ci si trova incolonnati ad affrontare il caotico traffico della città.

La strumentazione in questa nuova versione 2004 da me posseduta è davvero completa: si trova oltre al tachimetro il contagiri elettronico, e un display LCD nel quale graficamente viene  visualizzata la temperatura del liquido di raffreddamento, la quantità di carburante nel serbatoio oltre all'indicazione della riserva, il contachilometri totale oltre a due parziali e per finire l'orologio digitale. Girando la chiave di accensione inoltre tutti gli strumenti vanno in "check" e le lancette di tachimetro e contagiri vanno rapidamente a fondo corsa, con un effetto che ricorda molto da vicino le supersportive di casa Yamaha!! E' inoltre presente il LED dell'antifurto "immobilizer" che agisce tramite un trasponder inserito nella chiave di avviamento.

All'anteriore il gruppo ottico è dotato di una lampada per l'abbagliante e una per l'anabbagliante: quest'ultima si accende automaticamente solo 5 secondi dopo aver messo in moto il motore, risparmiando così la batteria e aumentandone così la durata.

La frenata è davvero eccellente, agevolata da tre dischi da 260 mm, due all'anteriore e uno al posteriore, con pinze flottanti a doppio pistoncino. A differenza degli scooter tradizionali questo mezzo come nelle moto non è dotato di frenata combinata, ovvero la leva sinistra agisce solo sulla pinza posteriore, mentre quella destra frena entrambi i dischi della ruota anteriore. Questo agevola la frenata, dando la possibilità ad esempio di rallentare la moto in curva pinzando solo col posteriore senza avere alcun effetto auto-addrizzante che invece ha luogo con la frenata combinata. Sul manubrio si trova inoltre in questa versione 2004 la leva del freno a mano, molto utile quando si deve posteggiare in salita o anche solo quando si deve aprire un cancello elettrico in una strada in pendenza.

Il vano di carico ha dimensioni buone, non eccezionali ma un pc portatile o una 24 ore ci stanno comodamente, ed è rivestito in moquette e pure illuminato. Ottima pure la sella, che è dotata di poggiaschiena regolabile in senso longitudinale e il cui comfort, date le dimensioni abbondanti e l'ottima imbottitura, è davvero paragonabile alla poltrona di casa; inoltre non si ha mai il senso di sprofondare come invece ho rilevato su altri mezzi.

Le finiture sono davvero "perfette", come era giusto aspettarsi da un mezzo il cui prezzo di acquisto non è proprio abbordabile per tutti; le plastiche sono di ottima qualità e l'assemblaggio a regola d'arte.

Tirando le somme, il mio T-Max 500 modello 2004 è un mezzo che è in grado di regalare tante soddisfazioni, che vuole sommare i pregi di uno scooter (facilità di guida, protezione verso gli agenti atmosferici, adattabilità all'uso cittadino) a quelli di una vera moto, con prestazioni, telaio e ciclistica di tutto rispetto. Un mezzo, quindi, che vuole essere polivalente, che ti può accompagnare al lavoro tutti i giorni nel traffico della città ma che nel week-end non ti deluderà se, quando ti troverai ad affrontare un tornante in qualche strada di montagna, vorrai aprire tutto il gas sentendo con soddisfazione l'urlo del bicilindrico che esce dal terminale di scarico.

Testo e foto: Michele Ghinelli

P.S.:
- Sono a disposizione per qualsiasi domanda in merito, scrivetemi pure utilizzando il link in firma.

- E soprattutto visitate il mio sito, dove troverete anche altri articoli su maxiscooter e la mia prova del Piaggio X9 250 SL: www.micheleghinelli.it


 

 

 

 

 

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