>> YAMAHA


 

SCHEDA
Cilindrata: 395 cc
Peso: 197 kg
Velocità: N.D.
Potenza: 25 kW
Coppia: 36,3 Nm
Norme: Euro 2
Prezzo: 5.999 Euro F.P.

 

 

 

 

 · Yamaha Majesty 400
 by Riccardo N.
23.07.04

Poche parole per presentarmi: sono del ’57, vado in moto dal ‘73 e questo Majesty 400 è la mia sedicesima moto (due motorini, sette da fuoristrada, quattro da strada e tre scooter). Con gli scooter ho cominciato cinque anni fa, pendolando quotidianamente tra Bergamo e Milano con una percorrenza annua di circa 18000 km.
La mia scelta è caduta sul Majesty 400 dopo aver avuto una Vespa 125 ET4 ed un Leonardo 250: visto che ci passo due ore al giorno, volevo qualcosa di veramente comodo, non troppo sportivo, affidabile e che non ‘bevesse’ eccessivamente. Insomma, dopo due mezzi di fascia medio bassa volevo provare qualcosa di meglio.

Una prima considerazione sull’acquisto: ho visitato (febbraio 2004) quattro diversi rivenditori tra BG e MI di cui due rivenditori autorizzati e due concessionari ufficiali. Risultato: i due rivenditori nemmeno volevano sentir parlare di ritiro dell’usato proponendo sconti sul nuovo di 300 euro, mentre gli “ufficiali” pur senza entusiasmo ritiravano il Leo, ma almeno avevano il nuovo subito disponibile e nel colore scelto. Nel momento in cui scrivo ho percorso circa 3000 Km.

Come va? Beh è davvero molto comodo, la posizione in sella (sono alto 1.75) è naturale, il manubrio è alla giusta distanza e c’è posto per le gambe, che puoi decidere se mettere allungate con i piedi tipo custom, ad angolo retto tipo Vespa ed anche un po’ all’indietro per prendere più aria. Lo schienalino a metà sella offre un discreto appoggio e lo si può spostare avanti o indietro secondo la propria posizione di guida/statura.
Un appunto lo farei alla larghezza eccessiva del tunnel centrale che lascia poca possibilità di scegliere una posizione in senso laterale dei piedi: è anche piuttosto alto, tanto che a volte non so bene se salire infilando la gamba o scavalcando la sella come sulle moto; in compenso è di forma molto regolare ed al sabato quando vado con un borsone in lavanderia risulta molto comodo (però non ci sono ganci...).
Tanto lo spazio a disposizione: nel sottosella rivestito ed illuminato trovano posto due integrali (anche quelli con la mentoniera sollevabile) più qualcosa ancora. I due sportelli sotto il cruscotto sono molto ampi, soprattutto quello con serratura. Una piacevole sorpresa è stata che tutti questi spazi restano perfettamente asciutti sia in caso di pioggia che “sparati” col getto ad alta pressione.
Le finiture sono di ottima qualità sia per quanto riguarda gli accoppiamenti delle plastiche che i vari accessori in gomma/plastica/metallo. Ottimi i fari che illuminano bene sia in profondità che verso destra, ma un poco di acqua entra durante il lavaggio a pressione.

I comandi sono molto intuitivi e di qualità assolutamente paragonabile a quella di moto molto più care, pochi giorni fa li confrontavo da vicino con quelli del mio CBR 600 (mica ho ancora smesso di andare in moto....) e reggevano benissimo il confronto. Un appunto solo: i “fastom” del contatto per le luci dello stop sono molto esposti e non belli da vedere; perché metterli proprio in quella posizione?
Tachimetro e contagiri sono di ottima qualità (sembrano un po’ quelli di certe macchine anni 60’) ed il contagiri, che pensavo uno sfizio su un mezzo con trasmissione automatica è invece utile ed un occhiata la si dà volentieri: soprattutto in rodaggio, visto che per i primi mille km Yamaha raccomanda di non superare a lungo i 5000 giri, il che è abbastanza noioso visto che in pianura a 4000 giri non si superano i 70 km orari.
Trovo veramente ben fatto il display digitale centrale: in alto l’orologio che premendo un pulsante si trasforma nel termometro dell’aria; più sotto i segmenti dell’indicatore di livello carburante che vedono spegnersi uno “spicchio” all’incirca ogni 40/50 km. Non c’è la spia della riserva però hanno inventato una diavoleria molto simpatica: quando si va in riserva l’ultimo “spicchio” lampeggia e il contachilometri totale scompare per fare posto ad un parziale che comincia a contare da zero, così sai sempre quanti km hai fatto da quando entri in riserva (2.8 litri).
Il termometro del liquido di raffreddamento è analogico e occupa la parte interna del semicerchio tratteggiato dall’indicatore livello carburante: è costituito da 5 segmenti solamente (presumo freddo, tiepido, a regime, caldo e …preoccupati!...) e ti devi fermare se lampeggia il simbolo del termometro.
Il passaggio da un segmento all’altro non è graduale ma avviene a scatti, in 5minuti al minimo non si sposta sul “tiepido” e servono almeno un paio di km in città per raggiungere il segno “a regime”.
Le leve dei freni sono dolcissime e straordinariamente modulabili; certo la frenata, viste le prestazioni e la mole del mezzo, non è eccezionale: forse un doppio disco anteriore non guasterebbe però direi che tutto il sistema frenante è perfettamente in linea con le caratteristiche generali del mezzo che sono impostate su una straordinaria “affabilità”. A proposito di frenata, qualche giorno fa, un idiota in macchina facendo inversione di marcia in un tratto con doppia linea bianca e sotto la pioggia, me ne ha fatto fare una mica male: il Majesty si è comportato bene, all’avantreno nessun problema e dietro si è bloccata la ruota ma solo per una frazione di secondo e la moto è rimasta perfettamente in asse (il Leo e la Vespa si mettevano di traverso). Molto comodo il freno di stazionamento che è velocissimo da mettere e togliere, sia per parcheggiare in leggera pendenza che, ad esempio, ad un semaforo in salita: si possono usare entrambe le mani per sistemare o prendere qualcosa.

Le sospensioni non mi sembrano male (certo, rispetto a quelle degli scooter che avevo prima sono faraoniche). La mia sensazione è che stonano un poco con l’impostazione generale del mezzo che ripeto è dolcissima: mi sembrano settate un po’ sul rigido, soprattutto dietro. Intendiamoci nella guida in generale sono perfette, però i tombini per non parlare del pavè di Milano... si sentono mica male. A proposito di pavè, qui è chiaro, tutto è messo a dura prova, però l’insieme non è male, il mezzo ti sembra di controllarlo bene e la rumorosità della carrozzeria non ti fa pensare che la moto si stia per aprire in due (che è quello che pensavo col Leo). Quello che mi stupisce, ma forse sono ingenuo, è come mai un CBR o un GSX-R sul pavè siano sempre più confortevoli di uno scooter.

E’ un mezzo veramente “amichevole”: il motore è dolce e rotondo nell’erogazione e da fermo si parte sempre in modo uniforme. Non si avverte una spinta particolare, si direbbe che il meglio lo dia dopo qualche decina di metri. Insomma se all’utente interessano le partenze brucianti al semaforo meglio si orienti su qualcosa d’altro. Però questa dolce pigrizia in partenza è apprezzabile quando si guida sul bagnato, sul pavè o in accelerazione sulle strisce: dà molta sicurezza.
Un’occhiata al contagiri dice che nella guida a bassa andatura non si superano i 4000 giri e il regime più gratificante è tra i 5000 ed i 6000 giri; poi con un po’ di spazio a disposizione si può far salire il motore ed è facile vedere i 155 Km/h di tachimetro a poco più di 7500 giri (il rosso è a 8000).
A velocità elevata la sensazione è di grande stabilità: nessun alleggerimento dello sterzo, ci si trova bene. La sensazione di stabilità si avverte anche nei curvoni veloci: è facile impostare la curva e mantenere la propria traiettoria senza doverla correggere come mi succedeva con mezzi più leggeri.
Non ho ancora avuto modo di provarlo bene sul misto stretto ma è sicuramente molto stabile anche lì: entrando brillante in qualche rotatoria ne esce poi raddrizzandosi subito.
Nella guida di tutti i giorni, nel traffico intenso, è molto piacevole: il senso di stabilità aiuta ad infilarsi con sicurezza tra le auto ferme in colonna; certo le dimensioni sono ragguardevoli e scivolare tra le auto non è facile come con un motorino, però il raggio di sterzo è notevole tanto che il manubrio tutto girato interferisce con le gambe.
Consumi: la media per i miei ultimi sei pieni è di 22.8 Km/litro.

A mio avviso non è facile trovargli gravi difetti ma qualcosa si trova:
- mi piacerebbe poter accedere alla batteria senza dover essere un bravo carrozziere
- sospensioni migliorabili (e al posteriore regolabili)
- dopo diverse pinzate il freno posteriore si ammorbidisce fin troppo avvicinandosi alla manopola
- se il mezzo è fatto per salire da sinistra perché il blocchetto chiave è diagonalmente opposto obbligandomi a piegarmi in avanti e verso destra?
- la plastica del parabrezza distorce la vista guardando in basso

Un’ultima considerazione sulla manutenzione: tagliando e cambio olio ogni 5000 km e cambio cinghia a 12000 mi sembrano mica male: non obbligano chi fa tanti Km ad essere sempre dal meccanico.
Ad essere sinceri, dal meccanico ci sono dovuto tornare già il giorno dopo l’acquisto: perdeva olio motore! Lo hanno sistemato in 10 minuti dicendo che era un tappo sulla testata male assemblato. In compenso al tagliando dei 1000 Km, senza che lo richiedessi hanno sostituito gratuitamente la plastica verniciata del frontalino perché difettosa... ok grazie continuate così!
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Testo: Riccardo N.
Immagini: originali Yamaha

 

 

 

 

 

 

 

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