| Poche parole
per presentarmi: sono del ’57, vado in moto dal
‘73 e questo Majesty 400 è la mia sedicesima
moto (due motorini, sette da fuoristrada, quattro da strada
e tre scooter). Con gli scooter ho cominciato cinque anni
fa, pendolando quotidianamente tra Bergamo e Milano con
una percorrenza annua di circa 18000 km.
La mia scelta è caduta sul Majesty 400 dopo aver
avuto una Vespa 125 ET4 ed un Leonardo 250: visto che
ci passo due ore al giorno, volevo qualcosa di veramente
comodo, non troppo sportivo, affidabile e che non ‘bevesse’
eccessivamente. Insomma, dopo due mezzi di fascia medio
bassa volevo provare qualcosa di meglio.
Una prima considerazione sull’acquisto:
ho visitato (febbraio 2004) quattro diversi rivenditori
tra BG e MI di cui due rivenditori autorizzati e due concessionari
ufficiali. Risultato: i due rivenditori nemmeno volevano
sentir parlare di ritiro dell’usato proponendo sconti
sul nuovo di 300 euro, mentre gli “ufficiali”
pur senza entusiasmo ritiravano il Leo, ma almeno avevano
il nuovo subito disponibile e nel colore scelto. Nel momento
in cui scrivo ho percorso circa 3000 Km.
Come va? Beh è davvero molto
comodo, la posizione in sella (sono alto 1.75) è
naturale, il manubrio è alla giusta distanza e
c’è posto per le gambe, che puoi decidere
se mettere allungate con i piedi tipo custom, ad angolo
retto tipo Vespa ed anche un po’ all’indietro
per prendere più aria. Lo schienalino a metà
sella offre un discreto appoggio e lo si può spostare
avanti o indietro secondo la propria posizione di guida/statura.
Un appunto lo farei alla larghezza eccessiva del tunnel
centrale che lascia poca possibilità di scegliere
una posizione in senso laterale dei piedi: è anche
piuttosto alto, tanto che a volte non so bene se salire
infilando la gamba o scavalcando la sella come sulle moto;
in compenso è di forma molto regolare ed al sabato
quando vado con un borsone in lavanderia risulta molto
comodo (però non ci sono ganci...).
Tanto lo spazio a disposizione: nel sottosella rivestito
ed illuminato trovano posto due integrali (anche quelli
con la mentoniera sollevabile) più qualcosa ancora.
I due sportelli sotto il cruscotto sono molto ampi, soprattutto
quello con serratura. Una piacevole sorpresa è
stata che tutti questi spazi restano perfettamente asciutti
sia in caso di pioggia che “sparati” col getto
ad alta pressione.
Le finiture sono di ottima qualità sia per quanto
riguarda gli accoppiamenti delle plastiche che i vari
accessori in gomma/plastica/metallo. Ottimi i fari che
illuminano bene sia in profondità che verso destra,
ma un poco di acqua entra durante il lavaggio a pressione.
I comandi sono molto intuitivi e
di qualità assolutamente paragonabile a quella
di moto molto più care, pochi giorni fa li confrontavo
da vicino con quelli del mio CBR 600 (mica ho ancora smesso
di andare in moto....) e reggevano benissimo il confronto.
Un appunto solo: i “fastom” del contatto per
le luci dello stop sono molto esposti e non belli da vedere;
perché metterli proprio in quella posizione?
Tachimetro e contagiri sono di ottima qualità (sembrano
un po’ quelli di certe macchine anni 60’)
ed il contagiri, che pensavo uno sfizio su un mezzo con
trasmissione automatica è invece utile ed un occhiata
la si dà volentieri: soprattutto in rodaggio, visto
che per i primi mille km Yamaha raccomanda di non superare
a lungo i 5000 giri, il che è abbastanza noioso
visto che in pianura a 4000 giri non si superano i 70
km orari.
Trovo veramente ben fatto il display digitale centrale:
in alto l’orologio che premendo un pulsante si trasforma
nel termometro dell’aria; più sotto i segmenti
dell’indicatore di livello carburante che vedono
spegnersi uno “spicchio” all’incirca
ogni 40/50 km. Non c’è la spia della riserva
però hanno inventato una diavoleria molto simpatica:
quando si va in riserva l’ultimo “spicchio”
lampeggia e il contachilometri totale scompare per fare
posto ad un parziale che comincia a contare da zero, così
sai sempre quanti km hai fatto da quando entri in riserva
(2.8 litri).
Il termometro del liquido di raffreddamento è analogico
e occupa la parte interna del semicerchio tratteggiato
dall’indicatore livello carburante: è costituito
da 5 segmenti solamente (presumo freddo, tiepido, a regime,
caldo e …preoccupati!...) e ti devi fermare se lampeggia
il simbolo del termometro.
Il passaggio da un segmento all’altro non è
graduale ma avviene a scatti, in 5minuti al minimo non
si sposta sul “tiepido” e servono almeno un
paio di km in città per raggiungere il segno “a
regime”.
Le leve dei freni sono dolcissime e straordinariamente
modulabili; certo la frenata, viste le prestazioni e la
mole del mezzo, non è eccezionale: forse un doppio
disco anteriore non guasterebbe però direi che
tutto il sistema frenante è perfettamente in linea
con le caratteristiche generali del mezzo che sono impostate
su una straordinaria “affabilità”.
A proposito di frenata, qualche giorno fa, un idiota in
macchina facendo inversione di marcia in un tratto con
doppia linea bianca e sotto la pioggia, me ne ha fatto
fare una mica male: il Majesty si è comportato
bene, all’avantreno nessun problema e dietro si
è bloccata la ruota ma solo per una frazione di
secondo e la moto è rimasta perfettamente in asse
(il Leo e la Vespa si mettevano di traverso). Molto comodo
il freno di stazionamento che è velocissimo da
mettere e togliere, sia per parcheggiare in leggera pendenza
che, ad esempio, ad un semaforo in salita: si possono
usare entrambe le mani per sistemare o prendere qualcosa.
Le sospensioni non mi sembrano male
(certo, rispetto a quelle degli scooter che avevo prima
sono faraoniche). La mia sensazione è che stonano
un poco con l’impostazione generale del mezzo che
ripeto è dolcissima: mi sembrano settate un po’
sul rigido, soprattutto dietro. Intendiamoci nella guida
in generale sono perfette, però i tombini per non
parlare del pavè di Milano... si sentono mica male.
A proposito di pavè, qui è chiaro, tutto
è messo a dura prova, però l’insieme
non è male, il mezzo ti sembra di controllarlo
bene e la rumorosità della carrozzeria non ti fa
pensare che la moto si stia per aprire in due (che è
quello che pensavo col Leo). Quello che mi stupisce, ma
forse sono ingenuo, è come mai un CBR o un GSX-R
sul pavè siano sempre più confortevoli di
uno scooter.
E’ un mezzo veramente “amichevole”:
il motore è dolce e rotondo nell’erogazione
e da fermo si parte sempre in modo uniforme. Non si avverte
una spinta particolare, si direbbe che il meglio lo dia
dopo qualche decina di metri. Insomma se all’utente
interessano le partenze brucianti al semaforo meglio si
orienti su qualcosa d’altro. Però questa
dolce pigrizia in partenza è apprezzabile quando
si guida sul bagnato, sul pavè o in accelerazione
sulle strisce: dà molta sicurezza.
Un’occhiata al contagiri dice che nella guida a
bassa andatura non si superano i 4000 giri e il regime
più gratificante è tra i 5000 ed i 6000
giri; poi con un po’ di spazio a disposizione si
può far salire il motore ed è facile vedere
i 155 Km/h di tachimetro a poco più di 7500 giri
(il rosso è a 8000).
A velocità elevata la sensazione è di grande
stabilità: nessun alleggerimento dello sterzo,
ci si trova bene. La sensazione di stabilità si
avverte anche nei curvoni veloci: è facile impostare
la curva e mantenere la propria traiettoria senza doverla
correggere come mi succedeva con mezzi più leggeri.
Non ho ancora avuto modo di provarlo bene sul misto stretto
ma è sicuramente molto stabile anche lì:
entrando brillante in qualche rotatoria ne esce poi raddrizzandosi
subito.
Nella guida di tutti i giorni, nel traffico intenso, è
molto piacevole: il senso di stabilità aiuta ad
infilarsi con sicurezza tra le auto ferme in colonna;
certo le dimensioni sono ragguardevoli e scivolare tra
le auto non è facile come con un motorino, però
il raggio di sterzo è notevole tanto che il manubrio
tutto girato interferisce con le gambe.
Consumi: la media per i miei ultimi sei pieni è
di 22.8 Km/litro.
A mio avviso non è facile
trovargli gravi difetti ma qualcosa si trova:
- mi piacerebbe poter accedere alla batteria senza dover
essere un bravo carrozziere
- sospensioni migliorabili (e al posteriore regolabili)
- dopo diverse pinzate il freno posteriore si ammorbidisce
fin troppo avvicinandosi alla manopola
- se il mezzo è fatto per salire da sinistra perché
il blocchetto chiave è diagonalmente opposto obbligandomi
a piegarmi in avanti e verso destra?
- la plastica del parabrezza distorce la vista guardando
in basso
Un’ultima considerazione sulla
manutenzione: tagliando e cambio olio ogni 5000 km e cambio
cinghia a 12000 mi sembrano mica male: non obbligano chi
fa tanti Km ad essere sempre dal meccanico.
Ad essere sinceri, dal meccanico ci sono dovuto tornare
già il giorno dopo l’acquisto: perdeva olio
motore! Lo hanno sistemato in 10 minuti dicendo che era
un tappo sulla testata male assemblato. In compenso al
tagliando dei 1000 Km, senza che lo richiedessi hanno
sostituito gratuitamente la plastica verniciata del frontalino
perché difettosa... ok grazie continuate così!.
Testo: Riccardo
N.
Immagini: originali Yamaha
|