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12 mesi - 25.000 km
Il passaggio da un piccolo e veloce scooter come lo Skipper
150cc della Piaggio ad un bestione come il Majesty Yamaha
è stato duro ed ha radicalmente modificato il mio
modo di guidare e di usare il due ruote come mezzo di
trasporto cittadino.
La scelta è legata esclusivamente al fattore estetico.
Quello che ho avuto, fin dal primo momento di guida, è
stata la sensazione di un mezzo stabile e facile da guidare
nonostante le dimensioni.
Percorrendo circa 70 km al giorno e con qualsiasi tempo
ho avuto la possibilità di verificare il comportamento
in varie situazioni.
Se ci ricordiamo di guidare uno scooter e non un moto
non avremo grossi problemi. Il Majesty lascia molto a
desiderare in situazioni limite: 2 persone a bordo, bauletto
carico, asfalto bagnato.
La prima cosa che ho fatto è stato sostituire le
gomme in quanto le originali lasciano molto a desiderare
essendo state scelte dalla Yamaha per dare un po' di velocità
in più ma come tenuta fanno veramente pena. Già
con una gomma Dunlop o Pirelli il discorso cambia e si
può stare un po' più tranquilli.
Purtroppo una dolente nota è quella dei TAGLIANDI
praticamente obbligatori. Se non si rispettano almeno
i cambi di cinghia e la revisione della trasmissione si
rischia di compromettere le prestazioni del mezzo. Ma
i costi elevati sono una vera mazzata!
L'utilizzo di uno schermo (parabrezza) maggiorato pregiudica
un po' la tenuta in caso di vento laterale e se protegge
un po' di più dal freddo in caso di pioggia rende
quasi nulla la visibilità.
Piccolo fastidio al cannotto (mi ricorda tanto la mia
Yamaha FJ 1200) che in caso di colpi improvvisi emette
il classico rumore che fa pensare al cannotto lento. Sembra
che non sia così.
Il bauletto è consentito ma si paga con una perdita
di stabilità in quanto sposta notevolmente indietro
il baricentro con alleggerimento dell'avantreno.
I consumi sono eccellenti e come estremi ho 24/28 km/litro
con guida mista.
Ora il pensiero va al nuovo Majesty... chiaramente con
ABS!
Testo a cura di: Endigy
(Roma)
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