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Questa scheda è
l'ideale continuazione della mia precedente recensione,
sullo Yamaha Majesty 125, che trovate a questo
link >>>
IL PASSAGGIO A YAMAHA
YP250 MAJESTY
Passiamo dunque all'evento: il mio sedere sul Majesty
250, il mitico.
Due considerazioni sulla scelta di fidarmi ancora di Yamaha
dopo l'esperienza di due anni e mezzo con il 125.
Ero indeciso tra il Suzuki Burgman 400 ed il nuovo Honda
Jazz. Avevo scartato a priori soluzioni a due tempi, che
reputo anacronistiche per consumi e inquinamento, e il
Foresight aveva più di una pecca per essere scelto,
oltre l'età anzianotta. Soprattutto non volevo
più andare incontro a quei problemini maledetti
che mi hanno lasciato a piedi più di una volta.
Così un mio amico mi ha fatto provare un po' il
suo Suzuki Burgman 400. Molto
bello, molto possente e stranamente agile da guidare.
Però i consumi, la mancanza di adeguata protezione
aerodinamica e la risaputa instabilità sui tratti
veloci, mi hanno un po' spaventato. Così ho puntato
sull'Honda Jazz, molto nuovo
e tecnologico. Ma anche dall'estetica discutibile e dall'affidabilità
tutta da testare. Non volevo essere cavia, non più!
Poi mi è venuto incontro il concessionario, che
mi ha detto: quanti Honda Jazz vedi in giro e quanti Majesty?
L'assistenza è di certo più veloce sul Majesty,
lo scooter è più conosciuto.
Poiché ero convinto che avrei avuto guai e siccome
lo scooter mi serve per andare al lavoro, ho optato per
il Majesty.
In fondo ha l'estetica più omogenea (anteriore,
posteriore e laterale). E anche soprattutto dopo averne
letto meraviglie e sentito solo pregi da riviste e utenti.
IMPRESSIONI
Salgo sopra e mi dà confidenza. Il manubrio
è per me alto il giusto e mi trovo seduto a meraviglia.
Mi sembra che il motore non
sia un mostro di scatto e non prontissimo alle accelerazioni
brevi, ma queste sono considerazioni approssimative dovute
al primo approccio. Dopo aver gironzolato un giorno intero,
e preso la mano, aspetto una strada deserta e un orario
tranquillo. Parto dal semaforo, la strada è libera
e superati i primi metri, ecco la piena spinta fino a
sessanta km/h. Ottimo, forse è il basso regime
del motore che mi fa pensare a poca spinta, ma il contachilometri
non mente. Da qui in poi, il motore, dopo un breve assestamento,
si avvia agli ottanta chilometri orari molto progressivamente.
Quindi ecco i cento. Da qui in poi c'è la goduria
vera e propria. Si sente la potenza, perché aprendo
il gas, in pochi istanti vado a 120 e con un ulteriore
tempo minimo raggiungo i 130, il top (o quasi, falso piano
permettendo anche 135-138). Mi accorgo che basta, che
il vento è troppo forte e che posso girare la manopola
del gas a miti aperture. Centodieci è più
che ottimo. E' una velocità di crociera soddisfacente.
Lo spunto del Majesty, in
caso, ti toglie d'impaccio, portandoti a centoventi -
centotrenta in pochi secondi. Eccellente.
La ciclistica è buonissima,
ma il 125 era più agile.
Le sospensioni anteriori
non affondano, si sente qualche buca, ma in compenso sui
tratti guidati dà soddisfazione. Le posteriori
mi sembrano buone e trattandosi di scooter il comfort
sulle buche è accettabile. Guidando sportivamente,
non si hanno problemi né in curva né sul
dritto.
L'aerodinamica è strepitosa,
protettiva per il corpo. Molto meno bene per la testa,
che risulta troppo esposta. Mi aspettavo minore afflusso
d'aria, in fondo è uno scooter, non una moto. Comunque
mi piace il parabrezza e per chi dicesse che la griglia
apribile posta alla sua base è inutile, rispondo
che non hanno mai guidato in autostrada o tangenziali.
Alla velocità di novanta chilometri orari, il vento
che arriva sulla testa è abbastanza forte e si
nota una certa resistenza che il mio povero collo deve
sostenere. Sarà pure una ginnastica, ma dopo un
po' si sente il dolore. Apro allora la griglia ed ho subito
l'effetto di un mal di testa che scompare all'improvviso.
Il flusso d'aria migliora, la penetrazione aerodinamica
pure e la mia testa non fa più resistenza al vento.
E guido con maggior comfort.
La posizione appunto di guida
è buona, ma non dà effetto poltrona: piuttosto
rende molto attiva la guida, in tutta comodità.
Il famoso baricentro basso
è standard, rende le manovre semplici, specialmente
per chi come me ripone lo scooter la sera in un angusto
spazio dal quale per uscire, serve goniometro e compasso.
I freni sono ancora misteriosi,
per me. Li premo e non sento grossa resistenza, ma l'effetto
non è certo frenante, quanto "rallentante". Li
premo a fondo, trovo resistenza e si comincia a frenare.
Ho paura a schiacciare di più, temo il bloccaggio
del disco. Cosa, tra l'altro, che mi è accaduta
in curva, superando una fila di macchine, un auto che
veniva dal verso opposto per poco non mi prendeva, ho
frenato troppo e la ruota posteriore è partita.
Rilascio immediato del freno e lo scooter si ricompone.
Fiuuu.
Qualità costruttiva
superiore, ovviamente, all'YP125.
I materiali usati sono di ottima qualità, eccetto
il cassettino portaoggetti posto alla destra: davvero
fragile la sua cerniera.
La sella è comoda
e il vano sotto sella, ovvero il famoso bagagliaio,
è enorme. Ci entrano due caschi integrali perfettamente
e rimane ancora spazio. E' davvero impressionante e gli
fa bella cornice la moquette di cui è rivestito
e la luce di cortesia di cui è dotato.
Per ciò che concerne l'estetica,
sebbene sia un campo soggettivo, la reputo decisamente
ottima, specie il muso e la coda: i fari sono bellissimi,
danno un senso dinamico accattivante ed un senso di equilibrio
e corposità allo stesso tempo. Voglio dire, con
tutto il rispetto per i suoi possessori, il Kymco Grand
Dink è lontano anni luce.
E parlando di luce, i fari
sono eccellenti. Forse leggermente alti quando si schiaccia
l'abbagliante.
I comandi sono solidi, ben
fatti.
Gli specchietti non si spostano
di un millimetro a qualunque velocità.
La strumentazione è
chiara, ben illuminata, precisa. Un po' piccolo l'orologio
digitale.
E' un mezzo che dà piacere nel
guidarlo: l'area metropolitana
è la sua casa, meglio le strade con traffico medio.
Il traffico caotico non è per lui. Ed io, abituato
bene con il Majesty 125, mi sento un po' in gabbia. Li
vedo schizzare gli altri tipini, noi con i maxi scooter,
dietro, ad aspettare un varco sufficiente. Ma, uscito
dal caos, viaggio alla grande e quando il traffico è
normale mi diverto ed il 125 diventa un ricordo. Insomma,
è quasi una moto. Il viaggio
di fine settimana al mare o montagna, non è proibito,
ma anzi, si è tentati.
DIFETTI (?)
Per ora trovo che l'interruttore
del blocchetto per parcheggio a luci accese sia un dispetto!
La mattina sono sempre in ritardo, vado di corsa e così
chiudo lo scooter al volo e non mi accorgo di lasciarlo
sì col blocca sterzo, ma pure con le luci accese!
Risultato, batteria scarica.
Altri difetti non mi vengono in mente, a parte la verniciatura
anche qui molto delicata.
Sicuramente la guida sul bagnato
è pericolosa, l'YP250 scivola facilmente e bisogna
stare pronti ad ogni evenienza. Non credo si possa imputare
tutto al tipo di gomma montato: credo che le dimensioni
della ruota posteriore, il peso e le masse in movimento,
creino il problema quando c'è poca aderenza. Ed
è difficile trovare soluzione.
La sella non si chiude al
primo colpo e la regolazione tanto pubblicizzata, non
è proprio veloce e intuitiva.
Tecnicamente non posso dire ancora nulla del motore o
dell'impianto elettrico. Per il momento vanno bene!
Qualche rivale:
l'Honda non può competere
certo con il Foresight.
Il Pantheon è da uso cittadino e usarlo fuori città
vuol dire motore a due tempi e consumi alti.
Il Jazz sembra un avversario molto più appropriato,
ma manca di popolarità ed ha una coda dal design
quantomeno discutibile.
Il Suzuki Burgman 400 ha
un prezzo interessante, ma la cilindrata superiore lo
porta fuori quota.
Il modello Burgman 250 è un avversario, ma alla
mole dello scooter Suzuki si addice un motore con maggior
cubatura e comunque le carenze tecniche sono evidenti.
Il Piaggio X9 deve crescere
di qualità e magari avere un design rivisto.
Credo insomma, che al momento il Majesty 250 sia, nella
sua cilindrata, il migliore.
Testo e immagini a cura di: Fulvio
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