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Osservazioni Generali dopo 6 mesi e 10500Km percorsi
in città ma anche molti per turismo. Premetto che
ho posseduto anche una versione '97 a tamburo del Majesty
con la quale ho percorso ben 42.000 documentabili dai
tagliandi ufficiali e che anche lasciandomi pienamente
soddisfatto ho deciso di "tradire" con la nuova versione.
Cercherò di non fare una prova comparativa tra i
due modelli ma solo semplici richiami alla vecchia versione
dove ho ritenuto necessario.
Le impressioni estetiche sono sempre soggettive ma se
è vero che il mercato spesso rispecchia i giudizi
degli acquirenti sicuramente oltre che per altri motivi
che poi vedremo anche l'eleganza della sua linea e l'imponenza
equilibrata delle sue dimensioni ne hanno fatto giustamente
il best-seller del mercato. La sella bassa (700mm) permette
un buon appoggio a terra anche a chi non è alto nelle
manovre da fermo. Lo spazio a disposizione per allungare
le gambe risulta ottimale anche grazie alla possibilità
di personalizzare la propria impostazione di guida tramite
la regolazione su più posizioni della sella anteriore
variabile fino in un range di 50mm. Sulla pedana troviamo
due tappetini di gomma antiscivolo che vanno anche a coprire
la parte di pedana volutamente sagomata anatomicamente
e ricavata nell'intersezione dello scudo per posizionare
i tacchi delle scarpe a gambe allungate, o a gambe raccolte,
vi sia un'ulteriore spazio a disposizione per le punte
dei piedi. Lo schienale lombare se ottimamente posizionato
contribuisce a non affaticare la schiena rendendo meno
traumatiche le sconnessioni stradali trasmesse allo scooter.
Gli specchietti sono ben posizionati ed hanno delle regolazioni
in più punti in modo da renderli il meno ingombranti
possibili anche e soprattutto nel traffico. Il passeggero
ha a disposizione una comoda sella e arricchendo la dotazione
con le pedane maggiorate (optional) e lo schienalino posteriore
dedicato (optional), riesce ad ottenere una postura ancora
migliore di quella già valida in configurazione originale,
ideale anche per lunghi tragitti e sicura grazie alle
maniglie laterali di metallo in tinta con lo scooter che
assicurano una buona presa. Il dislivello con il pilota
risulta nella norma e non esagerato. Comodissimo per i
viaggi lunghi (da me anche verificato/sperimentato) risulta
essere il deflettore d'aria alla base del parabrezza originale.
Questi contemporaneamente riduce notevolmente sia i vortici
d'aria sul casco del pilota che il rumore delle turbolenze
stesse migliorando anche la stabilità e la direzionalità
di tutto l'avantreno anche in scia a grossi automezzi
o in presenza di vento forte.
Le prestazioni sono al top della categoria di appartenenza.
Alle già buone doti di spunto e ripresa del vecchio
Dx si è aggiunto anche un miglioramento nella velocità
massima che si attesta intorno ai 140Km/h di strumento
(132,1Km/h rilevati con il G.P.S.) e che, con falsopiani
e aiutato dall'ottima aerodinamica (studiata attentamente
addirittura anche nello "scatolare" quasi totalmente il
fondo della carena), ho anche superato. I consumi ho verificato
sono molto buoni anche a velocità sostenute (Roma
S.Giovanni - Porto di Piombino (GR) 270Km con un pieno
di benzina ovvero 12,5lt, in due con bauletto Givi Maxia
50l e borse laterali morbide Givi Vojager mod. t421 33+33l
in circa 2,30 ore). I pneumatici originali sono delle
Michelin Bopper validissime sull'asciutto ma un po' meno
sul bagnato. Con la gomma posteriore ho percorso circa
8500Km mentre l'anteriore devo ancora sostituirla.
Reputo positive le seguenti cose:
* Qualità costruttiva molto elevata: pochissime viti
a vista e assemblaggi dei vari componenti molto curata.
* Vano sottosella al top della categoria: piano di carico
rivestito in moquette e capace di ospitare due caschi
integrali + accessori vari oppure un casco integrale +
cassetta 6 bottiglie d'acqua + tuta antipioggia catena
ed altro, sono dati che parlano da soli. * Comode le maniglie
laterali per il passeggero che facilitano anche il posizionamento
sul cavalletto centrale.
* Apertura della sella in due parti con quella del passeggero
fissa allo scooter ed illuminata internamente e che quindi
in caso di necessità può essere utilizzata come
piano di carico anche superiormente senza bloccare l'accesso
al vano sottosella.
* Anteriormente vi sono altri due vani: uno piccolo nel
quale poter mettere un biglietto autostradale,un telefonino
o un piccolo bloccadisco. L'altro più grande capace
di contenere una bomboletta ripara gomme, salviette lavamani,
cavi per la batteria di emergenza, ragno elastico ed altre
piccole cose.
* In totale si raggiungono ben 66litri che uniti ad una
valigia Givi Maxia 50 o 52lt (optional) con portapacchi
superiore e borse laterali morbide sempre Givi permettono
di avere a disposizione spazio per tutto ciò che
si desidera portare nei lunghi viaggi.
* Posizione di guida: Il baricentro basso e il nuovo posizionamento
del serbatoio molto più vicino a terra rispetto al
suo predecessore ne hanno ulteriormente semplificato l'approccio
e la semplicità nella guida turistica.
* Il Manubrio a corna di bue risulta comodo ergonomico
per la posizione delle braccia e privo di vibrazioni grazie
anche all'efficienza dei contrappesi alle estremità
dello stesso.
* I comandi elettrici sono completi anche del passing
e dell'interruttore di spegnimento rapido come sul vecchio
modello e derivano direttamente dalle vecchie versioni
della gamma stradale FZR Yamaha e quindi il tutto altamente
robusto e collaudato.
* Strumentazione digitale con indicatore del carburante
molto preciso e quadro strumenti illuminato color ambra
poco stancante nelle ore notturne. Utilissima la spia
del cambio olio programmato e che all'accensione funge
anche da diagnostica per il tachimetro e conta km.
* L'impianto ottico molto potente, grazie alle due parabole
separate e differenti con un anabbagliante da 55w che
illumina bene il campo visivo in larghezza ed un abbagliante
da 60w che in caso di scarsa luminosità ha una buonissima
profondità, sono garanzia di ottima visibilità
globale in ogni situazione atmosferica diurna o notturna.
Ottimo e ben visibile in ogni situazione anche con portapacchi
e baule posteriore montato il gruppo ottico posteriore.
* Impianto frenante da ben 245mm anteriore e 230mm posteriore
con pinze a doppio pistoncino potenti e ben modulabili
assicurano spazi di arresto contenuti e una buona resistenza
all'affaticamento in un contesto stradale.
* Motore ancora più performante e che si discosta
dalla vecchia unità e da quelle montate sul Benelli
Velvet 250 e Madison 250 oltre per avere 1,1cv in più
(21,1cv totali a 7500 giri), per una diversa erogazione
della coppia, dal carburatore di 28,7 mm con sensore TPS
di apertura del gas controllato da una centralina e dal
circuito di recupero dei gas di scarico e marmitta catalitica
che lo rendono anche il più ecologico della categoria.
* Gli ammortizzatori posteriori sono regolabili sul precarico
su 6 posizioni con escursione di 90mm.
* Anteriormente le forcelle hanno steli di 33mm ed escursione
di 100mm.
* Consumi: a limite e a pieno carico 21km/l mediamente
26-27km/l nell'extraurbano e 25Km/l nel traffico cittadino.
Usando una guida economy (mai oltre gli 80Km/h e accelerazioni
dolci) si riesce anche ad arrivare tranquillamente a 30Km/l,
giudicando positivamente il rendimento energetico del
motore superiore ai tutti i suoi concorrenti diretti.
Reputo migliorabili le seguenti cose:
* Attacco della frizione a freddo: a freddo forti vibrazioni
sono presenti al primo attacco della frizione. Analoghe
vibrazioni, ma più raramente, sono capitate durante
lunghi tratti stop and go nel traffico più intenso
con ventola attaccata e temperature sopra la media.
* Non perfetto binomio molla/ammortizzatore delle sospensioni
posteriori: sul pavé o su strade molto sconnesse
non hanno un confort turistico anche con regolazioni soft
e sono molto secchi nelle risposte specialmente per il
passeggero.
* Vibrazioni nell'accoppiamento strumentazione plastica
del cruscotto che può generare dei rumori indesiderati
sullo sconnesso o in fase di accelerazione (risolvibile
facilmente frapponendo una semplice guarnizione tra le
parti).
* Tipico effetto forno del vano sottosella, posto poco
sopra il motore, comune a tutti i Maxiscooter.
* Chiusura non sempre perfetta della sella che richiede
un procedimento semplice ma preciso per chiuderla bene.
* Mancanza della spia della riserva carburante.
* Reputo una mancanza l'assenza del freno di stazionamento
che invece era presente sul vecchio Majesty a tamburo.
Con l'introduzione del freno a disco posteriore la gamma
Majesty, già con il Dx, ha perso questo utile accessorio.
* Mancanza dei ganci per attaccare i caschi fuori dallo
scooter, ai lati della sella, in modo da poter utilizzare
lo spazio interno del vano per riporre altri oggetti e
che erano invece presenti sul vecchio modello.
* Alcuni lamentano (non nel mio caso) come dei fastidiosi
cigolii provenienti dal gruppo trasmissione/ammortizzatori
nel posteriore durante la marcia.
* Malgrado sia molto intuitivo nella guida, se condotto
però in modo sportivo su strade statali, in situazioni
limite risulta difficilmente controllabile a causa sia
del suo interasse (1535 mm) molto lungo e sia per il peso
in gioco (156kg dichiarati) e quindi più a suo agio
nei percorsi autostradali. Anche la posizione della sella
molto vicina al suolo non è ottimale per un contesto
di guida più sportivo.
Personalmente in questi mesi ho subito:
1) Cedimento strutturale della gomma posteriore (6300Km)
con "ernia" sul lato destro del battistrada e principio
di scollamento dello stesso dalla carcassa della gomma.
Rimborsatami dalla Michelin al 50%.
2) Rottura del relè a monte del motorino di avviamento
(10200Km) che mi ha obbligato a chiamare la Europe Assistance.
Mezzo caricato e consegnato all'officina Yamaha da me
indicata e restituitomi il giorno seguente senza esborso
alcuno.
Testo e foto di Fabio
B.
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