>> YAMAHA


SCHEDA
Cilindrata: 249 cc
Peso: 156 kg
Velocità: 125 km/h
Potenza kw: 15,5
Norme: Euro 1
Prezzo: 4.590 Euro

 

 · YAMAHA MAJESTY 250 '00
 by Fabio B. (Fabio&Cico)
20.11.00

Osservazioni Generali dopo 6 mesi e 10500Km percorsi in città ma anche molti per turismo. Premetto che ho posseduto anche una versione '97 a tamburo del Majesty con la quale ho percorso ben 42.000 documentabili dai tagliandi ufficiali e che anche lasciandomi pienamente soddisfatto ho deciso di "tradire" con la nuova versione. Cercherò di non fare una prova comparativa tra i due modelli ma solo semplici richiami alla vecchia versione dove ho ritenuto necessario.

Le impressioni estetiche sono sempre soggettive ma se è vero che il mercato spesso rispecchia i giudizi degli acquirenti sicuramente oltre che per altri motivi che poi vedremo anche l'eleganza della sua linea e l'imponenza equilibrata delle sue dimensioni ne hanno fatto giustamente il best-seller del mercato. La sella bassa (700mm) permette un buon appoggio a terra anche a chi non è alto nelle manovre da fermo. Lo spazio a disposizione per allungare le gambe risulta ottimale anche grazie alla possibilità di personalizzare la propria impostazione di guida tramite la regolazione su più posizioni della sella anteriore variabile fino in un range di 50mm. Sulla pedana troviamo due tappetini di gomma antiscivolo che vanno anche a coprire la parte di pedana volutamente sagomata anatomicamente e ricavata nell'intersezione dello scudo per posizionare i tacchi delle scarpe a gambe allungate, o a gambe raccolte, vi sia un'ulteriore spazio a disposizione per le punte dei piedi. Lo schienale lombare se ottimamente posizionato contribuisce a non affaticare la schiena rendendo meno traumatiche le sconnessioni stradali trasmesse allo scooter. Gli specchietti sono ben posizionati ed hanno delle regolazioni in più punti in modo da renderli il meno ingombranti possibili anche e soprattutto nel traffico. Il passeggero ha a disposizione una comoda sella e arricchendo la dotazione con le pedane maggiorate (optional) e lo schienalino posteriore dedicato (optional), riesce ad ottenere una postura ancora migliore di quella già valida in configurazione originale, ideale anche per lunghi tragitti e sicura grazie alle maniglie laterali di metallo in tinta con lo scooter che assicurano una buona presa. Il dislivello con il pilota risulta nella norma e non esagerato. Comodissimo per i viaggi lunghi (da me anche verificato/sperimentato) risulta essere il deflettore d'aria alla base del parabrezza originale. Questi contemporaneamente riduce notevolmente sia i vortici d'aria sul casco del pilota che il rumore delle turbolenze stesse migliorando anche la stabilità e la direzionalità di tutto l'avantreno anche in scia a grossi automezzi o in presenza di vento forte.

Le prestazioni sono al top della categoria di appartenenza. Alle già buone doti di spunto e ripresa del vecchio Dx si è aggiunto anche un miglioramento nella velocità massima che si attesta intorno ai 140Km/h di strumento (132,1Km/h rilevati con il G.P.S.) e che, con falsopiani e aiutato dall'ottima aerodinamica (studiata attentamente addirittura anche nello "scatolare" quasi totalmente il fondo della carena), ho anche superato. I consumi ho verificato sono molto buoni anche a velocità sostenute (Roma S.Giovanni - Porto di Piombino (GR) 270Km con un pieno di benzina ovvero 12,5lt, in due con bauletto Givi Maxia 50l e borse laterali morbide Givi Vojager mod. t421 33+33l in circa 2,30 ore). I pneumatici originali sono delle Michelin Bopper validissime sull'asciutto ma un po' meno sul bagnato. Con la gomma posteriore ho percorso circa 8500Km mentre l'anteriore devo ancora sostituirla.

Reputo positive le seguenti cose:
* Qualità costruttiva molto elevata: pochissime viti a vista e assemblaggi dei vari componenti molto curata.
* Vano sottosella al top della categoria: piano di carico rivestito in moquette e capace di ospitare due caschi integrali + accessori vari oppure un casco integrale + cassetta 6 bottiglie d'acqua + tuta antipioggia catena ed altro, sono dati che parlano da soli. * Comode le maniglie laterali per il passeggero che facilitano anche il posizionamento sul cavalletto centrale.
* Apertura della sella in due parti con quella del passeggero fissa allo scooter ed illuminata internamente e che quindi in caso di necessità può essere utilizzata come piano di carico anche superiormente senza bloccare l'accesso al vano sottosella.
* Anteriormente vi sono altri due vani: uno piccolo nel quale poter mettere un biglietto autostradale,un telefonino o un piccolo bloccadisco. L'altro più grande capace di contenere una bomboletta ripara gomme, salviette lavamani, cavi per la batteria di emergenza, ragno elastico ed altre piccole cose.
* In totale si raggiungono ben 66litri che uniti ad una valigia Givi Maxia 50 o 52lt (optional) con portapacchi superiore e borse laterali morbide sempre Givi permettono di avere a disposizione spazio per tutto ciò che si desidera portare nei lunghi viaggi.
* Posizione di guida: Il baricentro basso e il nuovo posizionamento del serbatoio molto più vicino a terra rispetto al suo predecessore ne hanno ulteriormente semplificato l'approccio e la semplicità nella guida turistica.
* Il Manubrio a corna di bue risulta comodo ergonomico per la posizione delle braccia e privo di vibrazioni grazie anche all'efficienza dei contrappesi alle estremità dello stesso.
* I comandi elettrici sono completi anche del passing e dell'interruttore di spegnimento rapido come sul vecchio modello e derivano direttamente dalle vecchie versioni della gamma stradale FZR Yamaha e quindi il tutto altamente robusto e collaudato.
* Strumentazione digitale con indicatore del carburante molto preciso e quadro strumenti illuminato color ambra poco stancante nelle ore notturne. Utilissima la spia del cambio olio programmato e che all'accensione funge anche da diagnostica per il tachimetro e conta km.
* L'impianto ottico molto potente, grazie alle due parabole separate e differenti con un anabbagliante da 55w che illumina bene il campo visivo in larghezza ed un abbagliante da 60w che in caso di scarsa luminosità ha una buonissima profondità, sono garanzia di ottima visibilità globale in ogni situazione atmosferica diurna o notturna. Ottimo e ben visibile in ogni situazione anche con portapacchi e baule posteriore montato il gruppo ottico posteriore.
* Impianto frenante da ben 245mm anteriore e 230mm posteriore con pinze a doppio pistoncino potenti e ben modulabili assicurano spazi di arresto contenuti e una buona resistenza all'affaticamento in un contesto stradale.
* Motore ancora più performante e che si discosta dalla vecchia unità e da quelle montate sul Benelli Velvet 250 e Madison 250 oltre per avere 1,1cv in più (21,1cv totali a 7500 giri), per una diversa erogazione della coppia, dal carburatore di 28,7 mm con sensore TPS di apertura del gas controllato da una centralina e dal circuito di recupero dei gas di scarico e marmitta catalitica che lo rendono anche il più ecologico della categoria.
* Gli ammortizzatori posteriori sono regolabili sul precarico su 6 posizioni con escursione di 90mm.
* Anteriormente le forcelle hanno steli di 33mm ed escursione di 100mm.
* Consumi: a limite e a pieno carico 21km/l mediamente 26-27km/l nell'extraurbano e 25Km/l nel traffico cittadino. Usando una guida economy (mai oltre gli 80Km/h e accelerazioni dolci) si riesce anche ad arrivare tranquillamente a 30Km/l, giudicando positivamente il rendimento energetico del motore superiore ai tutti i suoi concorrenti diretti.

Reputo migliorabili le seguenti cose:
* Attacco della frizione a freddo: a freddo forti vibrazioni sono presenti al primo attacco della frizione. Analoghe vibrazioni, ma più raramente, sono capitate durante lunghi tratti stop and go nel traffico più intenso con ventola attaccata e temperature sopra la media.
* Non perfetto binomio molla/ammortizzatore delle sospensioni posteriori: sul pavé o su strade molto sconnesse non hanno un confort turistico anche con regolazioni soft e sono molto secchi nelle risposte specialmente per il passeggero.
* Vibrazioni nell'accoppiamento strumentazione plastica del cruscotto che può generare dei rumori indesiderati sullo sconnesso o in fase di accelerazione (risolvibile facilmente frapponendo una semplice guarnizione tra le parti).
* Tipico effetto forno del vano sottosella, posto poco sopra il motore, comune a tutti i Maxiscooter.
* Chiusura non sempre perfetta della sella che richiede un procedimento semplice ma preciso per chiuderla bene.
* Mancanza della spia della riserva carburante.
* Reputo una mancanza l'assenza del freno di stazionamento che invece era presente sul vecchio Majesty a tamburo. Con l'introduzione del freno a disco posteriore la gamma Majesty, già con il Dx, ha perso questo utile accessorio.
* Mancanza dei ganci per attaccare i caschi fuori dallo scooter, ai lati della sella, in modo da poter utilizzare lo spazio interno del vano per riporre altri oggetti e che erano invece presenti sul vecchio modello.
* Alcuni lamentano (non nel mio caso) come dei fastidiosi cigolii provenienti dal gruppo trasmissione/ammortizzatori nel posteriore durante la marcia.
* Malgrado sia molto intuitivo nella guida, se condotto però in modo sportivo su strade statali, in situazioni limite risulta difficilmente controllabile a causa sia del suo interasse (1535 mm) molto lungo e sia per il peso in gioco (156kg dichiarati) e quindi più a suo agio nei percorsi autostradali. Anche la posizione della sella molto vicina al suolo non è ottimale per un contesto di guida più sportivo.

Personalmente in questi mesi ho subito:
1) Cedimento strutturale della gomma posteriore (6300Km) con "ernia" sul lato destro del battistrada e principio di scollamento dello stesso dalla carcassa della gomma. Rimborsatami dalla Michelin al 50%.
2) Rottura del relè a monte del motorino di avviamento (10200Km) che mi ha obbligato a chiamare la Europe Assistance. Mezzo caricato e consegnato all'officina Yamaha da me indicata e restituitomi il giorno seguente senza esborso alcuno.

Testo e foto di Fabio B.


 

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