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 · VESPA GTS 250 i.e. / ABS
30/05/05
ANTEPRIMA SU STRADA
pag. 1/1

Promessa mantenuta. Come annunciato dai vertici Piaggio alla recente presentazione di Vespa LX, eccoci ad un nuovo e supertecnologico modello dell'intramontabile Vespa. Questa 140^ versione è infatti la più veloce, la più evoluta e, ce lo consentano i puristi, forse anche la più bella. Fare una Vespa che fosse solo 'bella', non era infatti sufficiente, visto che l'eleganza è 'insita' nel prodotto fin dalle origini, e così Piaggio ha deciso di stupire offrendo un vero concentrato di tecnologia, difficile da ritrovare nei concorrenti di pari cilindrata. Ammesso che si possa parlare di concorrenti, visto che Vespa, con la sua scocca in metallo, e la sua storia, crediamo proprio che non ne abbia, a meno che arrivi una nuova Lambretta!
Il test si è svolto a Portofino e dintorni, in quella Liguria riboccante di vespisti e di spettacolari strade a picco sul mare.

STORIA
GTS si rifà alla serie 'grossa', quella che arriva al PX partendo dalla mitica 150 GS (Gran Sport) del 1955, la prima Vespa dichiaratamente 'sportiva' e una delle più ricercate dai collezionisti, qualcuna la ricorderà usata da Sting nel film culto Quadrophenia. Da quella versione si arriverà fino alla 200 Rally del 1972, che con 116 km/h rimarrà il due tempi più veloce mai prodotto. Della P200X (1978), inizialmente criticata per le sue linee 'troppo squadrate', non è invece mai stata realizzata una versione sportiva e va quindi intesa come progenitrice dell'attuale gamma Granturismo, di cui la GTS rappresenta la massima evoluzione in termini tecnologici e prestazionali. Spero ci scuseranno per l'accostamento quei 'puristi' che considerano Vespa solo i modelli con cambio meccanico, CyberScooter è di diverso avviso, anche se un cambio sequenziale non stonerebbe di certo.

LINEA
Per l'appassionato ogni centimetro, ogni curva, ogni piega della lamiera in acciaio sono soppesati e confrontati con la storia dei modelli precedenti. Pur senza entrare in dettagli da amatori, la linea introdotta da Granturismo riesce a declinare magistralmente la semplicità ed il fascino Vespa con elementi di modernità come il faro anteriore tagliato in diagonale, gl'indicatori di direzione a filo con la carrozzeria, i cofani laterali a goccia e le ingegnose pedane retrattili per il passeggero, fino al faro posteriore a led che ha scatenato alterni pareri.
GTS parte da qui, proponendo un faro posteriore più classico, ma non banale, alleggerendo le 'bandelle' laterali, ridisegnando la sella, il coprimarmitta, e introducendo una vezzosa 'crestina' sul parafango anteriore assieme alla luce di posizione a centro scudo.
Il mix fra classico e moderno che ne scaturisce è affascinante e dona a Vespa una dimensione attuale, ma sempre inconfondibile. Forse troppo old style il portapacchi posteriore in tubo cromato, mentre avrei visto bene il cupolino aerodinamico offerto come optional.
Le plastiche sono ben accoppiate alla scocca metallica, anche se il rimando tattile non può reggere il confronto, soprattutto nella carenatura del manubrio.
Ottime, come sempre, le finiture e le verniciature, anche se la gamma colori è un po' essenziale: Rosso Dragon, Nero Lucido e Grigio Excalibur.

DOTAZIONI
La novità più interessante riguarda il cruscotto che si converte parzialmente al digitale, dotandosi anche d'inedite funzioni. Troviamo addirittura il contagiri, i termometri ambiente e liquido radiatore, il contachilometri totale e parziale, l’orologio digitale con datario. Abbiamo poi il classico tachimetro analogico e le spie luminose per indicatori di direzione, luci posizione e abbagliante, pressione olio, riserva carburante, immobilizer e sistema iniezione. Nella versione ABS anche il led di controllo del sistema.
Non enormi, ma di facile accesso i vani bagaglio con un retroscudo apribile premendo il blocchetto d'avviamento, anche a motore acceso, e un sottosella appositamente studiato per accogliere due caschi demi-jet Vespa, ma non altri e neppure una valigia 24ore. In compenso è di forma piuttosto regolare e semplicemente sollevandolo si ha ampio accesso al propulsore.
Non manca il gancio appenditutto per sfruttare l'ampia pedana, contraddistinta dal piccolo tunnel e dai rilievi longitudinali gommati. Il portapacchi old style, solido e funzionale, ampia ulteriormente le possibilità di trasporto.
Promosso il cavalletto centrale che issa lo scooter con minimo sforzo, bocciato il laterale con richiamo a molla, scomodo da posizionare e che non offre la necessaria stabilità, mancando anche il freno a mano.
Poco più avanti del laterale troviamo il gancio di sicurezza per incatenare la preziosa Vespa ad un palo.
Il serbatoio carburante si trova sotto la sella ed ha una capienza di 9,2 litri, compresi i due di riserva.
Numerosi gli accessori originali: il cupolino, il parabrezza, il bauletto in tinta da 42 litri, la borsa interna in pelle e canvas, il kit protezioni cromate con il portapacchi anteriore, il telo coprigambe foderato in pile e fissato con calamite, la sella in vera pelle, il telo copriveicolo, l’allarme elettronico, l’antifurto meccanico, il tappetino e infine il seggiolino per bambini. Il tutto completato dalla linea d'abbigliamento che è ormai un must anche fra chi in Vespa non è mai salito.

CICLISTICA
Pressoché invariata rispetto alla Granturismo vanta, ovviamente, la scocca in acciaio e le stesse misure caratteristiche: lunghezza di 1940mm, larghezza di 755 e passo di 1395mm, con la sella a 790mm. Cresce di un bel 10kg il peso, che arriva a 148kg, 150 per la versione ABS. Le ruote da 12 pollici con pneumatici 120/70 e 130/70 si abbinano ad un doppio ammortizzatore posteriore regolabile (anche se non molto agevolmente), e al distintivo monobraccio anteriore con ammortizzatore cromato, che offre una funzione di antiaffondamento meccanico, ma anche un'escursione limitata. Due le possibilità per il sistema frenante, che si basa sulla coppia di dischi Grimeca da 220mm di diametro: una 'classica' che vede la gestione indipendente dei comandi ed una 'servoassistita' con ABS. Quest'ultima rappresenta una versione a se stante e utilizza il medesimo sistema montato su X9 500, che prevede un servofreno con ripartitore ed il sistema antibloccaggio sulla sola ruota anteriore. Come sempre la scelta sta ad ognuno, noi ci teniamo a sottolineare che l'ABS mostra il massimo della sua efficacia in caso di frenate inaspettate, magari su fondi a bassa aderenza, quando spesso non c'è il tempo di sfoderare la propria abilità.

PROPULSORE
Qui si concentrano gran parte delle migliorie offerte dalla GTS, troviamo infatti l'inedito motore Quasar ad iniezione elettronica, ma le novità sono tali e tante che si può definire praticamente un motore nuovo. L'obiettivo era ovviamente quello di rientrare nelle più restrittive norme antinquinamento Euro 3, e infatti Vespa è il primo scooter al mondo di questa cilindrata con questa prerogativa. Ricordiamo che la normativa sarà in vigore dal gennaio 2006 per tutti i modelli di nuova progettazione, mentre il limite di vendita per gli Euro 2 arriverà fino a dicembre 2006, Piaggio si è quindi mossa con ampio anticipo ed è presumibile che questo propulsore equipaggerà via via anche il resto della gamma.
Ma le novità non si fermano all'alimentazione, anzi: cambia tutto il gruppo termico, l'imbiellaggio, la fasatura di distribuzione, il volano, la frizione, la trasmissione e il sistema di scarico. I risultati non si colgono tanto a livello di potenza, quanto nella riduzione dei consumi, degli attriti e della rumorosità meccanica (- 38%), e soprattutto si colgono a livello dinamico, come dettaglieremo più avanti.
In generale si tratta di un monocilindrico a 4 tempi, con distribuzione monoalbero a camme in testa e 4 valvole, raffreddamento a liquido e cambio a variazione continua, montato in funzione oscillante, solidale alla ruota posteriore.
Parlando di numeri Quasar i.e. raggiunge i 16,2kW di potenza massima a 8250giri, con una coppia di 20,2Nm a 6500giri, capaci di spingere la GTS a 122km/h con un consumo di 29km/litro nel ciclo convenzionale 'Ece'.

SU STRADA
Vi garantisco che la descrizione pur dettagliata del propulsore e del reparto ciclistico, non rendono se non minimamente il piacere di guida che Vespa GTS sa offrire.
Intanto l'avviamento è silenziosissimo, a differenza di quanto avviene sulla GT 125/200, ma è notevolissima anche la silenziosità meccanica che fa risaltare ancor di più il civile, ma piacevole borbottio allo scarico. In partenza il lavoro del gruppo trasmissione è esemplare con una dosabilità millimetrica e l'assenza del benché minimo strappo o incertezza, anche nello spunto in salita. La progressione è esemplare, oserei dire 'elettrica' anche se il termine è abusato, e il monocilindrico spinge deciso ad ogni regime con una crescita costante. Mancano buchi o botte di coppia, che a qualcuno possono anche piacere, ma finiscono inevitabilmente per stancare, mentre il Quasar è sempre pronto ad ogni minima rotazione del gas e sale di giri con una leggerezza ed un'assenza di vibrazioni davvero uniche.
Non ne ho testato la velocità massima, ma chi si è avventurato in autostrada dice di aver visto 140km/h di tachimetro.
Motore a parte, la posizione di guida è di quelle che più naturali non si può, con rapporti sella-manubrio-pedane adatti ai più. La sella è ben conformata e la pedana, pur senza svasature, non ostacola nel poggiare i piedi a terra.
Il raggio di sterzo è così ampio da richiedere una certa abilità per sfruttarlo completamente e questo è il primo indicatore di una maneggevolezza che ha ben pochi concorrenti, anche se è mancata la prova traffico. Sui tornanti delle frastagliate strade costiere la GTS si è comportata benissimo, con inserimenti in curva fulminei, ottimo controllo a centro curva, con ampie possibilità di correzione e uscite veloci, grazie alla generosità del Quasar. Non è mancata qualche grattata dei cavalletti, ma con angoli di piega da 'sportiva'. Anche la stabilità sul veloce è sembrata all'altezza nei pur brevi tratti rettilinei, ma la dote migliore di Vespa GTS è sicuramente l'agilità e lo scatto. Non impeccabili le sospensioni, soprattutto se il fondo è rovinato, ma il piacere di guida è tale che la limitata escursione non disturba più di tanto, naturalmente ci ripromettiamo test più approfonditi in città. Interessante che la distintiva sospensione anteriore limiti l'affondamento in frenata, sempre che non si sfrutti al massimo il servofreno della versione ABS.
Proprio la frenata è da considerare fantascientifica se paragonata a quella dei modelli con cambio meccanico, e di livello assolutamente paragonabile alla concorrenza più accreditata. La versione 'tradizionale' consente di sfruttare l'esperienza personale per utilizzare la potenza e la modulabilità dell'impianto, peraltro poco incline al bloccaggio. Il modello ABS prevede l'utilizzo della leva sinistra, con una minore pressione, grazie all'aiuto del servofreno (che limita minimamente la sensibilità), con in più la sicurezza di poter pinzare con forza, anche in situazioni di scarsa aderenza, senza che l'anteriore arrivi al bloccaggio. La stessa cosa non si può dire per la ruota posteriore che, sollecitando l'impianto, arriva a strisciare sull'asfalto, pur senza compromettere la direzionalità del veicolo.
La protezione aerodinamica, è ovviamente limitata alle gambe, potrebbe però essere coadiuvata dal cupolino opzionale, per avere un certo riparo dalla pressione dell'aria, viste le prestazioni della GTS e di conseguenza la sua propensione al turismo.
Aspetto di ospitare un passeggero per valutarne la sistemazione, che sembra discreta, forse con le pedane leggermente avanzate.

CONFRONTI
Non per essere retorici, ma non è facile trovare competitor altrettanto prestazionali e stilosi della Vespa GTS, tanto che la competizione si giocherà tutta in famiglia con la meno potente, ma anche più economica Granturismo 200. Con molta più fantasia si può forse proporre un confronto con Aprilia Leonardo 300 e Yamaha Versity XC 300.

CONCLUSIONI
Se alla prima occhiata si è rapiti dalla purezza delle linee e dall'equilibrio complessivo, basta un breve test su strada per apprezzare uno dei motori più piacevoli e prestanti della sua categoria, inserito in una ciclistica sincera e maneggevolissima, con un comfort discreto e un quadro comandi moderno e completo.
Inutile nascondere che è scattato un pizzico d'innamoramento, e non solo per me visto che qualcuno fra i tester l'ha già ordinata, situazione non frequente fra piloti esigenti e navigati. D'altro canto stiamo parlando di Vespa, non di uno scooter qualsiasi...
Il prezzo? 4.345 per la versione 'base', che è poco più della media di categoria, quindi non eccessivo considerando tutto, mentre la versione ABS richiede i 'canonici' 500 Euro in più.
Aspettiamo l'occasione per approfondire la conoscenza, magari in viaggio!

Testo: Fabrizio Villa
Foto: ZAC, Piaggio


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ABBIGLIAMENTO
Casco: Caberg '104 Solo'
Giacca:
M-Tech 'Young'
Guanti: Tucano Urbano 'Spring Hector'
Pantaloni: Spidi 'J&K
Stivali: XPD 'X-Combat'

 

 

 

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