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 · Suzuki Burgman 650 Executive K7
by Fabio Bani
16/06/008

Riflessioni dopo 6 mesi e 12000km

Premessa:
Dopo 6 anni di Silver Wing 600, club fondati e tante altre cose sono passato al Suzuki Burgman 650 k7.
Il passaggio non è stato indolore poiché dopo tanti km e anni un mezzo ti entra talmente dentro che è difficile separarsene. La decisone per passare alla fine al Burgman 650 è stata meditata e studiata e vi risparmio tutti i ragionamenti e riflessioni ma vi dico solamente che la scelta è stata OTTIMA.
Il parallelismo tra i due è d’obbligo non altro perché mentalmente l’ho vissuto in ogni km in questi miei primi mesi e quindi è impossibile non riportarlo in ogni punto e questa riflessione sembrerà un quasi confronto a 360° tra i 2.

Esame statico:
Imponente come il Silver Wing sicuramente anche solo a vederlo parcheggiato fa la sua figura.
Certo nelle linee non ha la sportività pura del cugino Tmax che traspare da ogni cm delle sue plastiche, ma ha un eleganza/sportiva-tecnologica userei dire teutonica anche se è Jap che a me piace tanto e questo (oltre ad altri fattori) deve essere quando si sceglie un mezzo.
Come tutti i mezzi che hanno prestazioni elevate la cura aerodinamica deve essere presente ma la funzionalità ed ergonomia non devono essere sacrificate.
In sella mi ci sono trovato subito a mio agio.Certo sul Silver Wing conoscevo tutto a memoria da anni e qui ho dovuto azzerare tutto ma devo dire che, anche se con una miriade di bottoni e funzioni/informazioni in più, alla fine basta poco per tenere poi tutto sottocontrollo.
La sella è comoda e permette anche qui come sul SW di regolare il supporto lombare in modo anche più facile rispetto al SW. Alzi la sella e con una leva avanzi o arretri il supporto. Sull’Honda dovevi usare una chiave esagonale e allentare i bulloni.
Il parabrezza regolabile elettricamente è una manna per chi come me non ama quelli after - market maggiorati; la possibilità a piacere di trasformarlo da una sorta di cupolino fino a parabrezza vero e proprio dove, tutto alzato, mi permette di poter andare in giro anche con la visiera alzata sul casco è veramente utile. L’utilità maggiore si ha quando nel traffico con la pioggia, magari di sera, quando con un integrale e parabrezza abbassato si evita di perdere tutta la visuale come molto spesso capita con parabrezza alti. Giocando con il tasto si sfruttano le regolazioni intermedie e quindi si ha sempre il parabrezza giusto all’andatura e percorso giusto, meglio di così!
Gli specchi o “orecchie” come da molti chiamati, sono ormai dopo anni, il simbolo del Burgman 650. Lo rendono riconoscibile tra tanti ma loro stessi troppo spesso hanno intimorito molti acquirenti convinti che con “quei cosi“ non si passa + da nessuna parte. Io in passato pensa lo stesso.
Abito subito fuori Roma e lavoro in centro quindi sono un buon tester per queste situazioni;
Prese le misure, come con tutte le cose nuove del resto, non diventano più un problema e se proprio si vuole passare in spazi ancora più stretti, si chiudono elettricamente si passa e si riaprono in pochissimi secondi. Più facile a farsi che a dirsi tra lo stupore di automobilisti e centauri che ancora non conoscevano questo optional del Suzukone.
La visibilità è buona e fungono anche leggermente da paramani per aria e pioggia in alcune occasioni. Diciamo che a dirla tutta alla fine quello che sembrava un punto a sfavore alla fine diventa un segno elegante di riconoscimento e meno scomodo di quello che si pensa non utilizzandolo.
La strumentazione è stato lo shock più grande. Analogica/digitale quella de SW, totalmente digitale quella del Burgman 650. La ricchezza d’informazioni non è nemmeno paragonabile ed è a favore del Burg; certo per me ha meno fascino di quella del vecchio Honda CN250 (la prima che vidi alla fine degli anni ’80 mi sembrava fantascienza!) ma sicuramente è chiara “quasi” in ogni situazione.
Solo un paio di volte con il sole alle spalle questa estate mi è capitato di non riuscire a vedere delle spie se fossero accese o meno. Temperatura, indicazione modalità di guida e rapporto inserito, consumo e km/litro e tutto il resto rendono il suo quadro strumenti una vera e propria plancia di comandi.
I tasti invece richiedono una maggiore attenzione rispetto a quelli posizionati sui comandi non solo del SW ma di tutti i maxiscooter in commercio; ha tanti tasti!
Anche qui l’abitudine aiuterà a fare sempre meno sbagli e presa la giusta posizione le dita sui tasti andranno spediti anche quando si usa il cambio sequenziale e si guida in modo allegro.
Con i guanti pesanti tutto diventa n po’ più “scomodo” ma il problema sono i guanti non le moto che portiamo! Con manopole riscaldate e guanti più leggeri…
Onestamente quindi anche qui o mi ero sottovalutato o effettivamente come in molti mi avevano detto, tutto è al suo posto e tanti o pochi tasti che ci siano il tutto richiede solo abitudine. Così è stato.
Per il passeggero qui mi fido ciecamente di mia moglie.
Dopo 10 anni di viaggi e qualcosa come quasi 200.000km fatti insieme su due ruote il suo piglio critico devo dire che è sempre stato ben supportato dalla realtà e così è stato anche in questo caso.
La protezione dall’aria ovviamente dipende dalla posizione del parabrezza. Tutto alzato è di poco migliore a quello del SW mentre tutto abbassato si va su… una naked, e quindi poco meno riparato dell’Honda.
La sella è meno contenitiva di quella del SW e le pedane “da scooter” invece che da moto retrattili come sul SW non permettono la migliore posizione ergonomica di caviglia e gamba.
Lo schienale passeggero di serie del B650 è migliore del piccolissimo supporto che ha il SW ma ovviamente questi mezzi danno il meglio quando hanno una valigia posteriore. Nel caso del Burgman dispiace il fatto di dover necessariamente rimuovere lo schienale di serie posteriore per sfruttare gli attacchi per la valigia posteriore.
I maniglioni laterali sono utili ad entrambi e sul Burgman, vuoi per il discorso delle marce, ancora di più.
In definitiva per lei il SW era/è più comodo del Burgman.
Sulla capacità di carico il Burgman è superiore nel vano sottosella per la regolarità di forma rispetto a quello dell’Honda, che ha gli attacchi ammortizzatori posteriori superiori proprio dentro il vano rubando spazio, mentre anteriormente il vano alla fine si equivalgono.
Due molto pratici sull’Honda di cui uno grandissimo sottochiave a sx e 3 sul Burgman di cui quello centrale sottochiave.
L’impianto ottico anteriore è migliore nel Burgman 650 dove la doppia parabola in anabbagliante permette una visibilità maggiore della singola parabola montata sul Silver Wing.
Poi modifiche after-market anche qui permettono di migliorare in entrambi i casi la situazione.
La qualità delle vernici sulle carene è superiore nel Suzuki così come la qualità delle parti in metallo verniciate (vedi maniglione posteriore del SW)
Personalmente ho sempre detto che Yamaha e Suzuki in tal senso sono superiori ad Honda.
Magari la qualità sarà ottima in tutti i casi ma “visivamente” per me Honda è meno curata.

Su strada:
Qui ho riscontrato le differenze più evidenti premettendo che il confronto è tra mezzi totalmente ORIGINALI.
Guidando il Burgman mi sono reso conto di quanta differenza ci sia tra i due mezzi.
Signori non sono qui a denigrare il giocattolo vecchio e a elogiare ovviamente il giocattolo nuovo ma sinceramente a far notare e rendere nota, la mia impressione, a voi.
Il SW certamente ha una ciclistica migliore di tanti scooter dal motore e marmitta basculante ma è molto lontano dalla sicurezza, dalla rigorosità ciclistica e facilità di guida alle andature più elevate che ha il Burgman. E’ un dato di fatto insindacabile se si ama guidare un 2 ruote.
In pista, con modifiche, con trofei ecc il SW ha dimostrato di essere un gran mezzo nessuno ne dubita ma se parliamo di guida “alla portata di tutti” e quotidiana, il Burgman 650 è veramente una quasi moto (quasi solo perché non si stringe il serbatoio tra le gambe) in tutte le situazioni.
Il Silver Wing nella cubatura di 600cc da me posseduta ha “troppo motore” per la ciclistica, la tipologia di gomme e diametro cerchi che possiede ecc.
Probabilmente come si legge e si dice in giro con il 400cc è veramente il top per equilibrio tra potenza e ciclistica ma nella versione più performante c’è di meglio.
Il motore è ottimo su entrambi i mezzi.
In alto spinge più quello dell’Honda o almeno questo fa percepire mentre il Burgman 650 è molto più pieno o come si dice ha più “schiena” in basso e ai medi regimi. Più volte nei stessi percorsi fatti negli anni con il SW ho notato come il B650 se ne viene via con più facilità e spinta senza stressare troppo la meccanica.
Quanto poi allo sfruttamento dei motori in tutte le situazioni il Suzuki permette, grazie alle tre tipologie di guida, (Normal, Power, e Manuale) si fruttarne di più le caratteristiche.
Guidare nel misto con il B650 non ha eguali con nessun maxiscooter al mondo sportivo o turistico che sia, visto che tutti gli altri sono mossi da “semplici” variatori anche se con diverse variazioni sul tema. Anche in automatico il CVT regala una sensibilità di guida e variazione di regimi di rotazione che un variatore a rulli sinceramente non ha e soprattutto non risente dell’usura di quest’ultimi semplicemente perché non ci sono!
I consumi ne sono la conseguenza; guidando tranquillamente si superano agevolmente i 18,5km/l in città e i 20km/l nell’extraubano. Se si guida al limite scendono anche fino a 14-15km/l.
I segmenti del serbatoio scendono via “tranquillamente” portandoti ad una percorrenza tra un pieno e l’altro di circa 250km. Difficilmente con il SW arrivavo a 200km prima di entrare in riserva anche se aveva 1 litro in più di serbatoio (15L il Burgman e 16L il Silver Wing). In tutte le situazioni riesce ad essere quindi più sobrio del Silver Wing ed evito i confronti sui consumi con il SW modificato.
Basti pensare che a 4000giri/min il SW viaggia a 80km/h e il B650 a 112-115km/h mentre a 100km/h il SW viaggia a 5000giri/min contro i 140 km/h del B650 in 6° marcia (Over Drive).
Minor stress meccanico, minor rumore e minori consumi. Veramente un bel mezzo sto Burgman 650.
La trasmissione come scrissi nei miei precedenti report sul SW 600 è il vero neo di quest’ottimo scooter insieme alla ciclistica. Nel traffico intenso tante volte mi è capitato di surriscaldarla e di sentirla strappare così come nella guida allegra in montagna. Il “fischio” che spessissimo si sentiva rimane una sua caratteristica che in verità non da problemi nella guida ma più all’orecchio almeno la dava a me… Quella Cvt del Suzuki per me è “lo stato dell’arte” almeno ad oggi. Ottima in tutte le situazioni, gran freno motore sia in automatico che in manuale permette di usare molto meno i freni dei suoi cugini. Per rendersene conto bisogna provarlo altrimenti non si può spiegare.
Affinata a partire dal versione K5 come ampiamente parlato anche qui su CyberScooter ora la si può definire ottima in tutti i frangenti.
Il costo dei tagliandi è in linea con i suoi concorrenti bicilindrici e anzi il fatto di non dover mai cambiare, rulli e cinghie permette in corrispondenza di alcuni di essi di risparmiare soldi. Purtroppo sono le officine che per tutto il nostro amato stivale a parità di tagliando troppo spesso fanno prezzi molto ma molto diversi da città a città; Vale per ogni mezzo e come dico sempre occhio ragazzi…
Difetti o problemi fortunatamente non ne ho avuti e spero continui così. A differenza del SW dove comprai uno dei primi mezzi giunti in Italia qui siamo giunti alla versione denominata K7 partendo dalla K3 e di migliorie ne sono state fatte!
Per il resto di questi due mezzi si conosce praticamente tutto quindi non mi soffermo ulteriormente nel commentare altre peculiarità dell’uno e dell’altro.

Qui sotto riporto i miei voti CONFRONTANDO i due mezzi Silver Wing (SW) e Burgman 650 (BG); sa molto di rivista motociclistica ma spesso i numeri rendono più di 1000 parole!

 
SW
BG
Posizione di guida  
9,5
 
9
Posizione passeggero  
9,5
 
8,5
Strumentazione  
8
 
9,5
Protezione aerodinamica  
8
 
9
Ciclistica  
7,5
 
9
Motore  
9
 
9
Trasmissione  
7,5
 
9
Freni  
8
 
9,5 ABS
Capacità di carico  
8,5
 
9
Gruppo ottico anteriore  
8
 
9
Verniciatura  
7,5
 
9
Consumi  
8
 
9

La differenza di prezzo tra il SW ABS E3, Burgman 650 K7 Executive ABS E3 e il Tmax nella sua versione attuale e prossima per me non ha paragoni;
Il miglior rapporto prezzo/qualità/versatilità d’utilizzo e tecnologia applicata in ogni aspetto, rende a parer mio il Burgman 650, in questa ormai sempre più affinata e matura versione, il più appetibile nel settore dei maxi gran turismo e non solo.

Modifiche:
A parte il montaggio a breve del TomTom Rider V2, ad oggi , non ho eseguito nessuna modifica e questo per me è significativo sulla bontà del mezzo già in configurazione originale.
Sul Silver Wing come sui miei precedenti mezzi, mi sentivo quasi in obbligo di intervenire anche solo per affinare gli aspetti rivolti alla sicurezza. Qui, voglia di tuning a parte che tutti possiamo avere, il mezzo va alla grande anche nella versione strettamente di serie.

ABS:
E’ il mio primo mezzo a 2 ruote con la frenata assistita da ABS. Provai la versione del SW con tale dispositivo e l’ottima impressione che mi lasciò mi fece decidere che in futuro un mio nuovo mezzo lo doveva avere. Così è stato e dopo vari tentativi e prove per fare esperienza in situazioni più particolari posso dire che lo ritengo molto utile.
Non disturba affatto sull’anteriore ed interviene solo se effettivamente il deficit di aderenza lo richiede. Sul posteriore invece interviene prima ma sempre in modo mai fastidioso.
Sul dritto strizzare le leve sul bagnato in caso di necessità sembra una cosa da pazzi su 2 ruote ma credetemi se mai dovesse capitare se avete l’ABS fatelo con sicurezza. Almeno sul Burgman è così e devo dire la stessa cosa anche dopo le poche prove fatte sul Silver Wing ABS.
E’ un optional (di serie sul Burgman) che se potete dedicategli una parte del budget d’acquisto sulle vostre future 2 ruote.

Conclusione & mie considerazioni:
Dopo 6 anni di onorato utilizzo e amore per il SW e 2 club a riguardo, credo che solo un mezzo come il Burgman 650 poteva prenderne il posto.
Oggi che Silver Wing lo porto nel cuore e il Burgman con il polso posso dire di aver fatto la scelta giusta scendendo dall’ala d’argento. Purtroppo per Honda nel 2001 il SW 600 era il Top ma negli anni a seguire i mancati aggiornamenti e sviluppi di questo mezzo lo hanno reso meno adeguato alla concorrenza più diretta. E’ una politica Honda di lasciare praticamente immutato i propri mezzi per tutto il loro ciclo di vita ma che nel mio caso non ha pagato.

Un saluto a tutti, particolari saluti ai vecchi amici del SWC Top Rider nella persona di Franco e del SilverWing Community nella persona di Stefano e ai nuovi amici del Burgman650 Club in quelle di Luc…(Luca) e BrunoRoma (Bruno).

Testo e foto by: Fabio Bani
Socio del www.Burgman650.it

VINCITORE
Concorso lettori 2008

 

 

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