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Ciao cyber-scooteristi,
ho acquistato da circa 6 mesi un Burgman 150 color argento
e dopo 5000 Km percorsi posso sinceramente potermi definire
più che soddisfatto (la perfezione non è di
questa terra).
È un mezzo comodo, spazioso, facile da guidare, ma
anche bello da guardare e da mostrare. I richiami al maxi
Burgman sono presenti ovunque si guardi. Il frontale è
molto aggressivo ed intrigante per la sua forma appuntita
ed il gruppo ottico ha il doppio bulbo, con tanto di ciglia-frecce.
Il parabrezza si fonde con lo scudo e, grazie alle misure
da maxi, offre una protezione aerodinamica di livello
superiore dal vento e dalla pioggia, fatta esclusione
per le mani e per la parte alta del casco, arrivando a
competere senza timori con i maxi-scooter. Le linee del
posteriore ben si raccordano con quelle del frontale,
la comoda sella (a due piani) dispone del poggia-schiena
per il guidatore (non regolabile), mentre gli spoiler
lato sella fungono da maniglie per il passeggero. D'ispirazione
automobilistica è il disegno del gruppo ottico posteriore.
Il vano sottosella (completo di molla e luce di cortesia)
stabilisce un nuovo record, potendo contenere agilmente
due caschi integrali, più altri oggetti di minor
volume, cosa che non si riscontra in molti scooter di
categoria superiore.
Come i più grandi 250 e quattrocento, anche i "piccoli"
Burgman (si fa per dire) sono provvisti di un porta-oggetti
nel retroscudo con due vani, adatti per cellulare, agenda,
guanti, documenti ed altro. La cura dei particolari, come
la dotazione, che si completa con il cavalletto laterale
(oltre a quello centrale), il freno di stazionamento e
le buone finiture della carrozzeria, sono elementi tipici
della famiglia Burgman.
La strumentazione di bordo presenta tre elementi circolari,
rifiniti con bordature cromate, con al centro il tachimetro,
il contakm (manca quello parziale) e un piccolo display
con orologio digitale. Ai lati ci sono l'indicatore della
temperatura del liquido di raffreddamento (senza spia
luminosa), l'indicatore del carburante (ma perché
non mettono mai la spia della riserva???), più le
spie delle frecce e dell'abbagliante.
I blocchetti dei comandi elettrici hanno un design moderno,
non manca il passing (sempre comodo anche su uno scooter)
mentre, il blocchetto d'accensione, è dotato di un
coperchio ad azionamento magnetico, che si apre soltanto
con la chiave del proprietario. Quando si viaggia la chiave
da un po' fastidio se si vuole stare con le ginocchia
ravvicinate! Attenzione quando si mette il blocca-sterzo
con le luci di posizione accese, se la sosta dura qualche
ora si rischia di scaricare la batteria (per ripartire
occorrono i cavi della batteria di una macchina con relativa
auto al seguito!)
Il motore, derivato dal monocilindrico quattro tempi con
distribuzione a quattro valvole dell'incompreso Suzuki
Epicuro, ha un funzionamento impeccabile. Le prestazioni
non si smentiscono sia in accelerazione sia in velocità,
va molto bene, è silenzioso, regolare, elastico e
divertente. Si riesce a viaggiare senza problemi ad una
media di 100/110 km/h indicati dal tachimetro. Tirando
si arriva al limite dei 120/125 Km/h e con un pò
di discesa ho superano i 130 Km/h. Importanti ritocchi
sono stati apportati ai condotti d'aspirazione e di scarico,
alla capacità dell'air box, al tubo di scarico e
al silenziatore, per garantire grandi performances anche
ai bassi e medi regimi.
Dopo circa un mese dall'acquisto si è rotta la staffa
di fissaggio del coperchio del carburatore, ma la cosa
è stata sistemata in garanzia.
Nelle partenze veloci la campana della frizione fischia
leggermente, ma il Concessionario mi ha assicurato che
non si pregiudicano affatto le prestazioni e in ogni caso
cambiandola la cosa dovrebbe sparire (non è un pezzo
coperto da garanzia ma continuerò a rompere!!!).
Per assicurare il rispetto della normativa europea Euro
2, i nuovi Burgman sono stati dotati di un catalizzatore
a nido d'ape a due vie, e del sistema d'aria secondaria
PAIR, per contenere le emissioni inquinanti.
Consumi medi da quando l'ho acquistato: circa 24 Km/lt.
L'impianto frenante si compone di due freni idraulici
con dischi da 220 mm ognuno, cui si affianca un tamburo
indipendente per il freno di stazionamento, comodissimo
nelle fermate al semaforo, in salita e nello stazionamento
laterale. Il temperamento frizzante del nuovo Burgman,
è ben tenuto a bada dal buon impianto frenante. Il
disco anteriore si comporta bene, è modulabile ed
ha un'azione progressiva, con le pastiglie che mordono
sempre più con l'aumentare della pressione sulla
leva. Invece, il posteriore è fin troppo esuberante
se usato in tutta la sua forza, mentre, se usato con dolcezza,
offre un degno supporto all'azione frenante del disco
anteriore (non c'è la frenata integrale ma io preferisco
così!).
La guida è confortevole e piacevole.
La sella pilota ampia, ben imbottita e sagomata (con tanto
di schienale non regolabile), ha una posizione "ribassata"
(705 mm dal suolo), che consente di appoggiare entrambi
i piedi durante le soste. La pedana, pur non essendo molto
ampia per via del tunnel centrale, è ben sagomata
e consente una buona libertà di movimento. Anche
il manubrio è ben sistemato, sia in altezza sia nella
distanza dal corpo del pilota.
Se il guidatore se la passa bene, altrettanto si può
dire del passeggero, che dispone di una sella ampia e
confortevole e di due efficaci maniglie per reggersi (se
di serie avessero messo anche uno schienalino per il passeggero
non sarebbe stato male). A questo, si aggiungono i poggiapiedi
sistemati alla giusta altezza e ben sagomati. Come su
tutte le selle a "due piani", però, il passeggero
paga il prezzo della migliore vista panoramica, con minore
protezione dall'aria.
Nonostante l'ampia abitabilità (peso in ordine di
marcia circa 150 kg), le dimensioni sono tutto sommato
contenute (il Burgman è largo solo 720 mm) e garantiscono
una maneggevolezza nel traffico in linea con la concorrenza
più diretta. Grazie all'adozione delle ruote da 12
pollici, infatti, il Burgman dispone di un'agilità
davvero invidiabile. Nel misto, anche stretto, dimostrano
una buona velocità nel cambio di direzione, senza
mostrare esitazioni nel mantenimento della traiettoria.
La misura dell'interasse (soli 1.450 mm), consente, insieme
all'ottima taratura delle sospensioni, di mantenere ben
piantato a terra lo scooter, conferendo stabilità
nel veloce e nella guida più sportiva.
La forcella è una Showa teleidraulica con steli da
33 mm che può sembrare un po' morbida se si frena
troppo con il disco anteriore, ma assorbe bene le irregolarità
della strada, specie il pavet cittadino.
Al posteriore c'è una coppia d'ammortizzatori con
5 regolazioni nel precarico molla, da porre alla prima
taratura più morbida per l'uso cittadino, poiché
tende a dare risposte un po' secche alle imperfezioni
dell'asfalto (a volte si sente un ronzio che proviene
dalle molle), proprio per la loro rigidità congenita.
Negli spostamenti in coppia, però, tale rigidità
sopperisce alla tipica morbidezza degli scooter, sobbarcandosi
il maggior peso del passeggero, senza cedere facilmente
alle prime buche. Al limite gli ammortizzatori posteriori
si possono sempre cambiare!!!
Buone scooterate.
Testo a cura di Vincio
Foto
originali Suzuki
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