| Quest’articolo
non vuole esser solo la provocazione di un semplice
appassionato, ma oso sperare possa essere uno stimolo
al settore dei trasporti italiano per adottare soluzioni
più efficienti delle attuali.
“Navigando” qua e la là nei vari
forum di discussione, mi sono reso conto di “non
essere solo”. Da tempo, infatti, anche prima
della commercializzazione del Piaggio Mp3, ci si
chiedeva il perché dell’assenza dal
mercato di un 3 ruote basculanti. Ora che, finalmente,
anche uno dei “Big” ha saputo osare,
mi chiedo se non sia finalmente giunto il momento
di immettere sul mercato un mezzo pensato esclusivamente
per il pendolare di tutti i giorni.
Partiamo dal presupposto che il 60% delle percorrenze
giornaliere delle automobili in Europa è
inferiore a 30 km, il 90% è inferiore a 100km
e più del 90% di questi spostamenti è
realizzato da viaggiatori solitari. Si potrebbe
allora supporre che una sostituzione massiccia delle
automobili con degli scooter (già presenti
sul mercato) porterebbe ad una riduzione impressionante
del traffico, dell’inquinamento e del correlato
dispendio economico (tempo/denaro).
Le motivazioni principali alla base dell’utilizzo
dell’auto in luogo al motociclo sono certamente
la sicurezza, il confort, la protezione dagli urti
e dal maltempo. Per ottenere un mezzo che coniughi
il più possibile i vantaggi delle 4 e delle
2 ruote, limitandone altresì gli svantaggi,
si potrebbe pensare ad una riedizione del concetto
introdotto dal BMW C1, abbinato a due ruote basculanti
all’anteriore.
Per realizzare questo genere di prodotto, un’azienda
ha diverse strade a disposizione. Consideriamo i
due estremi di un’ipotetica scelta: l’azienda
può realizzare ex novo il bene o produrne
uno già sostanzialmente sviluppato da altri.
Nella storia economica di questa era industriale
(e non solo) i soggetti economici, che sono stati
premiati dal mercato come “campioni d’innovazione”,
spesso e volentieri avevano ben poco a che fare
col prodotto realizzato.
Partendo da questi presupposti, ho pensato ad un
scenario fanta-industriale che potrebbe portare
all’introduzione, in tempi brevissimi, di
un bene/concetto “rivoluzionario”, interamente
di produzione nazionale.
PROGETTO
Nella mia simulazione ho assegnato il ruolo di capofila
del progetto al gruppo Fiat. La scelta mi è
sembrata obbligata, e per le ineguagliabili competenze
tecniche a livello nazionale, e per le indiscutibili
capacità industriali, e per la dimensione
e la qualità della rete commerciale. Non
va inoltre sottovalutato il fatto che il gruppo
sta attraversando una fase economica positiva. La
scelta del nome del mezzo, “Pendolino”,
mi è quindi sembrata ovvia, sia per le caratteristiche
del veicolo sia per il richiamo alla storia del
gruppo nel settore trasporti.
Gli altri attori di questo progetto sono: la Bertone,
che ha prodotto (assemblato) il BMW C1 e possiede
una capacità produttiva ampiamente inutilizzata;
la Motori Morini, che produce un propulsore da 400cc
in grado di offrire un ottimo apporto qualità/prezzo;
Italjet infine che detiene i brevetti per il sistema
motociclistico basculante.
LINEA
Il Fiat Pendolino 400 ha una linea morbida, tondeggiante,
a goccia, per una migliore penetrazione aerodinamica.
Il veicolo è esclusivamente monoposto. Il
bagagliaio posteriore è già completamente
integrato, nella carrozzeria. Le porte sono ad apertura
laterali ed hanno una feritoia inferiore che, abbinata
ad un adeguato svasamento sui fianchi, consente
in qualsiasi momento di appoggiare i piedi a terra.
La struttura esterna è composta dal parabrezza
stratificato, come quello dell'auto, e da ampie
superfici in plexiglas e in materiale plastico.
VANO BAGAGLI
Il vano bagagli ha un’ottima capacità
di carico ed è concepito con dei vani interni
modulari per impedire l’oscillazione del carico
durante l’utilizzo. Il baule è provvisto
di illuminazione e di una presa d’alimentazione.
E’ già prevista la possibilità
di installare delle bombole di metano per una versione
Bi-fuel.
CICLISTICA
Il telaio in profilato di alluminio ricalca grossomodo
ciò che era stato sviluppato per il C1. Quindi
una cellula indeformabile in alluminio a cui il
pilota è ancorato con una coppia di cinture
di sicurezza. Il veicolo supera così una
serie di crash test ottenendo l'omologazione senza
l'obbligo del casco.
Le due ruote anteriori da 12”, frutto dei
brevetti Italjet, sono contemporaneamente sterzanti
e inclinabili in curva così da offrire una
conduzione fluida e sicura. La ruota posteriore
da 14“ in solido col motore è collegata
al telaio con una coppia di ammortizzatori regolabili.
Le ruote montano pneumatici tubeless ad ampia sezione.
Il sistema basculante può essere bloccato
consentendo la sosta senza l’ausilio del cavalletto,
anche se è comunque presente il cavalletto
centrale. La frenata è di tipo combinato
con l’impianto composto da 3 freni a disco,
uno per ciascuna ruota. La sella è posizionata
a circa 70cm da terra. L’interasse è
di circa 150cm. La larghezza del veicolo è
di circa 80cm per consentire un adeguata mobilità
nel traffico.
MOTORE
La base di partenza del motore è il Morini
da circa 400cc ad iniezione, monocilindrico, a quattro
tempi. Grazie alle competenze di Fiat nel settore
motoristico si può ottenere un propulsore
con prestazioni del tutto in linea con l’attuale
“concorrenza”. Quindi 400cc “Pieni”,
34 CV: indispensabili per movimentare adeguatamente
un mezzo di questa taglia, e per consentirgli ampi
margini di crescita. Euro 3, con un consumo nel
ciclo ECE 40 di 22km/litro e con la necessità
di effettuare tagliandi ogni 10000 Km.
La velocità massima è di poco superiore
ai 140km/h. Il serbatoio della benzina è
di almeno 15 litri ed è posizionato nella
parte inferiore del baule.
DOTAZIONI
Il cruscotto è di derivazione automobilistica
e ospita tachimetro, contagiri, livello carburante
e temperatura del liquido refrigerante. Il display
del computer di bordo indica: chilometraggio totale
e due parziali,consumo medio, indicatore livello
olio motore, orario, temperatura ambiente. Gli indicatori
luminosi sono: spia intervento programmato, sostituzione
cinghia, spia di insufficiente pressione olio, check
iniezione, indicatori di direzione, fari, riserva,
apertura portello posteriore, ed infine blocco/sblocco
della sospensione anteriore.
Il meccanismo di blocco/sblocco della sospensione
anteriore si aziona attraverso un tasto al manubrio,
dove è collocato anche il tasto delle quattro
frecce. Gli interruttori delle frecce direzionali
sono separati, con cicalino e spegnimento automatico.
Il blocchetto d'accensione integra l'immobilizer
e comanda l'apertura dello sportello carburante
e dello sportello posteriore.
Sotto il manubrio troviamo la leva del freno di
stazionamento e una leva che permette lo sgancio
rapido delle cinture di sicurezza, alloggiate a
lato delle spalle e che si chiudono a croce intorno
al torace.
Il retroscudo dispone di un piccolo vano per gli
oggetti di “primo impiego”, che si abbina
ad uno, di dimensioni più generose, ricavato
nel tunnel centrale. Il sedile è dotato di
schienale sagomato e di poggiatesta antiurto.
Il tergicristallo assicura un ottima visibilità
in qualsiasi condizione climatica. Gli specchi retrovisori
sono ampi ed alti.
La climatizzazione del veicolo è assicurata
da bocchette di riscaldamento “tipo Gilera
Nexus” e “Adiva”, e dalla possibilità
si sollevare frontalmente il tettuccio per consentire
la ventilazione interna del veicolo.
ACCESSORI
Per il Fiat Pendolino 400 non possono che essere
previsti optional mirati a farne un veicolo a 360gradi.
Sono quindi disponibili: un impianto antibloccaggio
ABS, l'air-bag inserito nel manubrio, il cambio
automatico sequenziale, pneumatici 'termici' invernali,
telo copri gambe, manopole e sella riscaldate. In
sede di progetto è comunque stata considerata
la possibilità di introdurre in futuro eventuali
optionals.
Le colorazioni previste utilizzano tutte vernici
metallizzate.
Fra gli accessori hi-tech non può mancare
il navigatore satellitare / Bluetooth / lettore
di file mp3, con apposito aggancio al cruscotto.
Per la protezione dai furti è invece disponibile
l'antifurto elettronico.
CONCLUSIONI
Considerando che il Fiat Pendolino 400 è
un mezzo/concetto innovativo, ma frutto esclusivamente
di una somma di tecnologie già ampiamente
sviluppate, si può ipotizzare un prezzo di
base attorno agli 8000 €. Una cifra tutto sommato
accettabile, se si raffrontano i suoi enormi vantaggi
con i suoi svantaggi limitati.
Difficile fare previsioni sul successo commerciale
di questo genere di prodotto, visto che non sempre
le scelte razionali ed efficienti vengono premiate,
in termini di vendita, dal mercato. Anche se va
riconosciuto che indubbiamente in materia di mobilità
quella italiana è sempre stata una “piazza
molto ricettiva” nei confronti delle novità.
Basti ricordare che la comparsa dei maxiscooter
nelle nostre città risale solo alla fine
degli anni ‘90: da allora, “di strada
se ne è fatta parecchia”....
Concept: Massimo
Barcella
Design: John Keogh, Ian Pegram
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