>> PIAGGIO


PREGI
Prezzo: competitivo
Prestazioni: notevoli
Linea: elegante
Guida: disinvolta
Frenata: buona
Cruscotto: + che completo

 

 · PIAGGIO X9 500
07/03/01
TEST SU STRADA
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A sorpresa, per l'inaugurazione del CyberScooter Club la Piaggio ci ha inviato un esemplare (ancora preserie) dell'atteso X9 500 che è in presentazione alla stampa mondiale dal 5 al 10 Marzo a Siviglia (SP). Ci siamo risparmiati un viaggetto in Spagna, ma abbiamo comunque saggiato la 'consistenza' dell'atteso modello.
Le maggiori differenze con la versione definitiva riguardano il parabrezza che diventerà regolabile su tre posizioni, le gomme con una diversa omologazione e quasi null'altro.

Il contachilometri segna poche decine di chilometri, e quindi il mezzo necessita del giusto rodaggio. Saliamo in sella e notiamo una posizione di tipo 'motociclistico' uguale al 250cc, ma con sospensioni più rigide e un peso più sostanzioso nelle manovre da fermo. Il cavalletto centrale è ottimamente bilanciato, tanto che lo sforzo richiesto è minimo e forse la versione con comando elettrico non è così fondamentale.
Il suono del monocilindrico è molto soffocato, mentre le vibrazioni sono avvertibili.
Partiamo e saggiamo subito la maneggevolezza che è praticamente identica al 250, il peso sparisce appena partiti e gli slalom nel traffico e le inversioni, anche in pochi metri, sono sempre agevoli.

La trasmissione è perfetta e l'accelerazione è vigorosa e senza buchi, il contagiri sale velocemente e la spinta è sostanziosa. Non gli abbiamo 'tirato il collo' per via del rodaggio ma, sia in partenza che in ripresa, offre quello che tutti i piloti di 250cc hanno sempre sognato. Anche confrontato con il Suzuki Burgman 400, rimane superiore in tutto l'arco di utilizzo sia per la maggiore potenza che per un variatore più efficace, c'è da dire che il Suzuki ha però delle vibrazioni più 'soft'.

La velocità di 120 km/h si raggiunge in un attimo, poi la spinta cala e, nel breve test con due persone a bordo, non abbiamo spinto oltre i 140 km/h. A questo proposito c'è da segnalare una buona cura per il comfort del pilota, tanto quanto è sacrificato il passeggero. La sua porzione di sella, come prevede la 'moda' è esageratamente sollevata rendendo difficile salire e scendere, oltre a lasciare esposto il trasportato al vento della corsa, che a 140 km/h e oltre non è uno scherzo, anche le gambe poi, non sono molto distese. Non è purtroppo una critica solo a Piaggio, ma alla quasi totalità dei maxiscooter ad esclusione dello Yamaha Tmax che ha reintrodotto la sella 'piatta', apparentemente meno confortevole ad un esame visivo, ma vincente in quello pratico.

Ci siamo portati in una zona con alcune belle curve lente per saggiare il comportamento dell'X9, che non ci ha deluso, la discesa in piega è armoniosa e si prende confidenza in modo immediato, tanto da arrivare quasi subito a raschiare il cavalletto centrale sull'asfalto, peccato perché li iniziava il divertimento! Anche questo un problema condiviso dal suo diretto rivale (Burgman) e da altri. Frenando in piega c'è una certa tendenza a sollevarsi, come spesso accade.

Poi un salto in tangenziale per vedere il comportamento sul veloce. Il rigore non è 'motociclistico', ma è più piantato del Burgman e risente meno delle giunture dell'asfalto. In piega a 140 km/h digerisce bene avvallamenti e gobbe sia da soli che in coppia, La frenata, pur con un impianto da rodare, è corposa con l'uso della sola leva sinistra che comanda il disco posteriore e uno dei due anteriori, pinzando anche la leva di destra si 'chiude' la frenata mettendo però un po' in crisi la forcella anteriore che sembra 'svirgolare' leggermente anche se l'affondamento è contenuto per via di una maggiore rigidità rispetto al 250cc.

Gli specchi sono ben dimensionati e vibrano poco, il cruscotto è completissimo, ma non abbiamo avuto il tempo di saggiarne tutte le possibilità. Lo spazio sotto la sella è notevole e assolutamente regolare, forse non basta per due integrali, ma solo di poco.

Aspettiamo una prova più approfondita per pronunciarci 'definitivamente', ma già questo primo contatto ci è piaciuto: mantenendo pesi e ingombri molto simili ad un 250cc si sono aggiunte però prestazioni ben maggiori con una ciclistica che fa comunque il suo dovere. Probabilmente non siamo di fronte ad un mezzo che diventerà uno status symbol, ma ad un prodotto concreto, dotato di alcune raffinatezze come l'iniezione elettronica, la frenata integrale a tre dischi di grande diametro e una strumentazione più che completa, soprattutto se paragonata a quella di molti concorrenti che non hanno neppure la spia della riserva! Il tutto con un prezzo che parte da 12.450.000 lire fino a 13.600.000 per la versione metallizzata con cavalletto elettrico, sistema radio rds e interfono integrato, al netto dell'immatricolazione.
Una quotazione che lo rende molto aggressivo sia nei confronti del Burgman 400 Business che vale 12.900.000 (+ imm.) che in quelli dei 'bicilindrici' Honda e Yamaha che viaggiano intorno ai 16.000.000.

Un ultimo appunto per i nostalgici dell'impostazione di guida bassa e con i piedi molto in avanti, introdotta dall'Honda CN 250: qui siamo in un altro pianeta e ognuno ne apprezzerà pregi e difetti a seconda delle preferenze.


Un grazie a Piaggio per la gradita 'sorpresa' e alla concessionaria Pogliani per la disponibilità e collaborazione.

Test su strada: Alberto e Fabrizio
Immagini: Alberto e Fabrizio
Testo: Fabrizio

DESCRIZIONE <<<
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DI TUTTO DI PIU'
in arrivo


DIFETTI
Passeggero: troppo elevato
Finiture: migliorabili
Forcella: sufficiente
Peso: elevato da fermo
Vibrazioni: presenti

 

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