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 · PIAGGIO LIBERTY 125 '09
01/04/009
TEST ANTEPRIMA
pag. 1/1
Di CyberScooter: Fabrizio Villa


Nel giovane segmento degli scooter automatici il Liberty rappresenta contemporaneamente uno dei modelli più longevi e al tempo stesso più apprezzati. Nato nel 1998 è da allora un affezionato ospite delle prime dieci posizioni nelle classifiche di vendita, in particolare nella cilindrata 125cc che anche nel 2008 ha venduto più di 6000 unità.
La versione 2009 'completa' il suo avvicinamento stilistico alla gamma Beverly, rappresentandone un'alternativa decisamente più economica ed urbana.
Non presenta aggiornamenti strutturali o di motore, ma oltre al restyling estetico, guadagna un disco freno di maggior diametro, una sella più bassa ed allungata e un serbatoio carburante con litro in più.

 

LINEA/COSTRUZIONE
L'elemento più originale e moderno è sicuramente il retrotreno con l'affilato gruppo ottico che integra gli indicatori di direzione e rappresenta l'ideale prosecuzione dei paracolpi laterali con profilo cromato. Poco sopra troviamo un nuovo portapacchi/maniglione in alluminio e una sella maggiormente sagomata. Leggere modifiche alle pance laterali, da cui spariscono i catarifrangenti e alle prese d'aria in corrispondenza della pedana, ora tutta verniciata nel lato inferiore, mentre la vista laterale destra presenta anche un nuovo coprimarmitta satinato invece che cromato.
Confermato il faro anteriore ad andamento triangolare, la carenatura del manubrio e lo scudo anteriore che non cambia nelle plastiche, ma guadagna un nuovo 'cravattino' nero a righe verticali con bordo cromato che mette in evidenza il marchio Piaggio. Profilo cromato anche per gli indicatori di direzione trasparenti da cui partono i profili paracolpi in plastica goffrata scura. Nuovo disegno anche per il parafango anteriore da cui 'spuntano' le protezioni cromate per gli steli della forcella che portano l'attenzione sui nuovi cerchi a dieci razze.
Sia a colpo d'occhio che ad un esame più attento si presenta come un prodotto più elegante e curato del precedente, una 'scelta' obbligata per combattere una concorrenza dal prezzo sempre più aggressivo.
Quattro i colori: Bianco Perla, Blu Midnight, Grigio Pulsar e Nero Cosmo.

 

 · DOTAZIONI
A livello di dotazioni però non cambia quasi nulla, con la classica strumentazione dotata di tachimetro e livello carburante analogici, contachilometri totale meccanico, piccolo orologio digitale e sei spie che comprendono anche quella della riserva.
Nel retroscudo troviamo il gancio appendiborse e il blocchetto d'accensione incassato che se premuto consente l'accesso al vano anteriore sdoppiato e più capiente della media. Davvero ridotto invece il sottosella, soprattutto calcolando la ruota posteriore da 14", che contiene a fatica il casco demi-jet Piaggio, ma la cosa più strana (che non avevo mai notato) è la serratura per lo sgancio della sella posta sul lato destro, quello opposto a dove dovrebbe essere, rendendo l'operazione alquanto scomoda. Migliorano invece sia stilisticamente che dal punto di vista funzionale e di solidità le pedane retrattili per il passeggero.


 

 

 

 · CICLISTICA
Rinnovato nel 2004 il telaio non ha subito variazioni, lo stesso vale per la forcella a perno avanzato con steli da 32mm e per il monoammortizzatore posteriore regolabile.
Cambia invece il disegno dei cerchioni, ora con razze più fitte, mentre il diametro rimane 16" davanti e 14" dietro, come sui Beverly 400/500. Gli pneumatici sono i Vee Rubber tubeless da 90/80 davanti e 110/80 dietro.
Novità di rilevo invece il disco freno anteriore che cresce da 220 a 240mm, sempre 'lavorato' da una pinza a pistoncino contrapposto e che fa coppia con il conservativo freno a tamburo posteriore da 140mm per una frenata di tipo tradizionale.
Le dimensioni sono quanto di più compatto si possa desiderare con una lunghezza inferiore ai due metri (1.935mm) e una larghezza che cresce (inspiegabilmente) a 760mm, mentre la sella scende a 795mm grazie alla sagomatura anteriore.
Una brutta abitudine di Piaggio (ma non solo) in questo ultimo periodo è quella di non dichiarare più il peso, un peccato visto che quello della versione 2004 si fermava a 107kg.


 

 



 · PROPULSORE
Il motore è quanto di più semplice ed affidabile si possa immaginare con alimentazione a carburatore, distribuzione a due valvole e raffreddamento ad aria forzata.
In questa versione 2009 deve essere stato rivisto nell'erogazione visto che i dati numerici ci raccontano una potenza (7,7kW a 8.250giri) che è leggermente cresciuta a scapito di una coppia (9,6Nm a 7.250giri) leggermente inferiore.
Peccato non venga più dichiarato il valore sul consumo, sicuramente contenuto, anche se probabilmente non a livello di propulsori più moderni.
Sicuramente comodo il litro in più di capienza del serbatoio, peccato che per fare rifornimento sia sempre necessario scendere dalla sella e azionare la scomodissima serratura.
L'omologazione è ovviamente Euro 3 e il cambio automatico di tipo CVT.




 

 

 

 · TEST SU STRADA
Leggero, compatto, con una sella non bassa in assoluto, ma stretta abbastanza da far poggiare a terra i piedi alla maggior parte degli utenti potenziali, si propone come veicolo per i brevi spostamenti in ambito urbano, riuscendo a trovare posto anche nei box più affollati.
La potenza a disposizione non è molta, ma viene concentrata ai regimi di maggior utilizzo, tanto che lo spunto al semaforo e la ripresa sono più che adeguate a muoversi nel traffico e forse anche più briose di quanto ci si possa aspettare. Ovviamente la spinta cala al crescere della velocità, ma una velocità massima indicata intorno ai 90/95km/h è più che adeguata a muoversi in città e in qualche breve escursione extraurbana. A mio avviso è la cilindrata ideale, visto il 150cc offre solo poco di più e in tangenziale o peggio in autostrada viaggerebbe sempre al limite e sarebbe comunque più lento del traffico medio.
La sagomatura della sella ne abbassa l'altezza di un centimetro, ma rende la posizione più 'obbligata' impedendo ai più alti di arretrare per trovare una posizione più confortevole. Il manubrio è stretto e ravvicinato, ma lo spazio per le gambe è sufficiente, anche se non si tratta certo di un veicolo consigliabile ai più alti.
In movimento ho apprezzato una taratura delle sospensioni leggermente più morbida, a memoria, rispetto al test precedente, quindi in grado di assorbire un po' meglio le piccole imperfezioni stradali e i 'sanpietrini', arrendendosi solo sui fondi più sconnessi.
Un passo avanti lo fa anche la frenata che all'anteriore guadagna un po' di potenza in più, mentre il tamburo posteriore non va oltre la sufficienza anche se non arriva troppo facilmente al bloccaggio. Inutile dire che l'ABS non è disponibile, si dice che influenzerebbe 'troppo' il prezzo finale, forse, ma influenzerebbe parecchio anche la sicurezza...
La maneggevolezza è eccellente e gli slalom nel traffico più serrato richiedono poco impegno, anche ai neofiti. La ciclistica perfettamente equilibrata rende la guida facile ed intuitiva in ogni frangente.
Naturalmente non bisogna aspettarsi gran che dalla protezione, limitata alle gambe, mentre per il busto sarebbe auspicabile un parabrezza medio sul tipo di quelli disponibili per Beverly e Carnaby.
Completano il quadro vibrazioni limitate con rumorosità e scricchiolii praticamente assenti.


 

 



 · ACCESSORI
I bauletti disponibili sono due, da 28 o 33 litri, entrambi sganciabili e personalizzati nei colori dello scooter.
Il parabrezza è decisamente voluminoso e sconsigliato anche per le aste metalliche di supporto, mentre il telo coprigambe in inverno può essere sicuramente utile.
Come antifurto abbiamo la catena con lucchetto e/o l'allarme elettronico.
Per chi lo necessita esiste anche una sella ribassata di un paio di centimetri e uno dei pochi caschi che si può infilare nel sottosella è quello appositamente realizzato da Piaggio.
Non più disponibile invece il cavalletto laterale, mentre il freno di stazionamento è tradizionalmente assente.





 

CONTESTO
Sono tutti scooter raffreddati ad aria e con alimentazione a carburatore, modelli entry level (chi più, chi meno) da non confondere con i più sofisticati e prestanti modelli raffreddati a liquido e alimentati ad iniezione come gli Honda SH.
Aprilia SportCity One 125 ha un look più affilato e 'sportiveggiante', maggiore spazio sottosella, entrambe le ruote da 14", lo stesso motore e dimensioni simili ad un prezzo leggermente inferiore.
Kymco Agility R16 125 è leggermente meno potente, ma con il doppio disco, più abitabile e con un look più 'giovane', anche se il vantaggio più evidente è un prezzo decisamente inferiore, grazie alla produzione negli stabilimenti Kymco cinesi.
Kymco People 125 Anniversary è uno dei primo modelli taiwanesi arrivati in Italia ed era chiaramente ispirato proprio al Piaggio Liberty, solo che nel People la linea è rimasta invariata, risentendo del peso degli anni. Anche qui prestazioni e finiture sono inferiori, ma lo è anche il prezzo pur senza raggiungere i livelli dell'Agility, qui infatti la produzione è taiwanese.
Ancora Kymco a presidiare questo segmento strategico con il suo modello di maggior pregio, il People S 125. Ha dimensioni e peso leggermente superiori, prestazioni e cura costruttiva paragonabili, ma vanta il doppio freno a disco e una quotazione paragonabile.
Ultimo arrivo è il Sym Symphony 125, che si propone come competitor del Kymco Agility R16 grazie alla produzione cinese. Lo proveremo a breve.




 · CONCLUSIONI
La cilindrata 125 è sempre più apprezzata e lo stesso si può dire per i modelli entry level, Liberty però non può competere a livello di prezzo con i più recenti modelli Kymco e Sym di produzione cinese, quindi gioca la carta della qualità, del look e della sua storia che ne fa un modello di provata affidabilità.
La qualità costruttiva è di buon livello, non da entry level, i dettagli sono curati e il restyling ne ha affinato l'eleganza. Si guida anche bene, freni e sospensioni sono migliorati e il motore è insospettabilmente brioso.
Gli appunti si limitano così al modesto sottosella e all'ergonomia migliorabile della sella.
Considerato tutto, il rapporto qualità/prezzo risulta corretto, solo che se fino ad un paio d'anni fa 2500 Euro potevano essere considerati il minimo per impossessarsi di uno scooter di qualità, adesso le ultime realizzazioni cino/taiwanesi hanno spostato l'asticella del prezzo ben sotto i 2000 euro.


Abbigliamento
Casco:
Lem
'Roger Retro'
Giacca:
Tucano Urbano 'Libeccio'
Pantaloni:
Spidi 'J&K'
Guanti:
Tucano Urbano
'Long Softy'
Stivali:
Oxtar 'Urban'



Testo: Fabrizio Villa
Foto: Milagro e originali Piaggio




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