| Premessa.
Ho 36 anni e sono un motociclista da quando ne avevo 16,
nel corso di questi 20 anni ho posseduto tanti motocicli
dalla mitica Vespa PX 125 passando da Honda XL600, Yamaha
Tenerè 600, 2 Honda VFR per finire con una MV Aguta
F4 che posso definire un capolavoro assoluto di design,
ciclista e motoristica (delirio totale!!).
Causa la mia attività lavorativa (consulente informatico)
sono costretto a muovermi nell’esteso territorio
emiliano-romagnolo con percorrenze medie di 60-70 mila
chilometri annuali.
Anni fa, causa l’insostenibile traffico, soprattutto
all’interno dei capoluoghi (Bologna, Modena, Reggio,
Rimini, ect.) ho deciso di muovermi con le due ruote,
più precisamente in scooter. Sigh, la scelta di
uno scooter e non di un motociclo è caduta sicuramente
per la differente concezione del mezzo, (maggiore protezione,
assenza del cambio, praticità, consumi e costi
di manutenzione). Visto le alte medie chilometriche, ogni
anno sono costretto a cambiare il mio scooter con uno
di nuova costruzione.
All’inizio dello scorso anno 2003 ho acquistato
un Piaggio X9 500 SL, con manopole riscaldate, di colore
giallo limone. Dopo circa 1 anno ho percorso circa 62
mila chilometri!! Tra centri storici, statali, autostrada
e percorsi tortuosi, compresa 2 volte tutta la Sardegna
e la Corsica, nei periodi primaverili ed estivi, sempre
ad ogni condizione atmosferica.
Posizione di guida.
Buona sia per seduta che per le braccia, unico neo per
un motociclista come me, l’altezza del manubrio
troppo alta che talune volte anche per colpa della pessima
forcella rende incontrollabile il mezzo.
Vani bagaglio
Come tutti sappiamo il sottosella dell’X9 rimane
ampio e ben sfruttabile, è incredibile quanto cose
ci possono stare, mentre i vani presenti nello scudo anteriore
non sono capienti e molte volte non facilmente accessibili,
nei periodi estivi, consiglio di non mettere nulla nei
portaoggetti in quanto risentirebbero del notevole calore
sprigionato dal radiatore.
Motorizzazione.
Fantastico il mono 500 della Piaggio, direi che l’accoppiata
iniezione elettronica e 4 valvole rendono la guida fluida
in ogni circostanza. L’accelerazione è più
che sufficiente per sorpassi e per districarsi nel caotico
traffico cittadino, in autostrada si possono mantenere
medie di 120-130 Km/h senza affaticare il mono di Pontedera,
a questa velocità il motore ruota a circa 6000-6300
g/min ben lontano dalla zona rossa degli oltre 8000 e
i consumi rimangono sempre molto contenuti. Sono innegabili
le vibrazioni avvertibili sia sul manubrio che sulle pedane,
ma il mono è pur sempre un mono.
Dopo più di 60mila Km non si notano perdite di
potenza e coppia, solo una maggiore rumorosià,
forse causata dalla cinghia di distribuzione.
Unico appunto alla Piaggio è il gruppo frizione-variatore
non all’altezza del motore, in accelerazione, a
certi numeri di giri, non è sempre pronto e lineare
causando strappi e vuoti non sempre piacevoli.
Un passo avanti sarebbe di avere la possibilità
(tipo Suzuki Burgman 650) di poter optare tra una guida
normale o una guida sportiva. In montagna per esempio
i quasi 40 Cv non vengono sfruttati adeguatamente, capisco
che questa è la prerogativa del variatore però
sarebbe interessante poter disporre di tutta la coppia
e cavalli in modo più personalizzato, per esempio
la possibilità di sfruttare il freno motore.
Strumentazione.
Ottima, completa di tutto, difficilmente presente in altri
scooter, unico inconveniente che ho notato è che
se il conducente non è molto alto (io sono circa
1,70) parte degli strumenti, vengono coperti dal manubrio,
forse i collaudatori Piaggio sono tutti alti più
di 1,80.
Consumi.
Certo non sono paragonabili alle motorizzazioni di 1⁄4
litro, ma sicuramente ottimi per le prestazioni, di questa
motorizzazione, si percorrono dai 15/16 Km/l nei percorsi
tortuosi in montagna fino ai 25 Km/l a velocità
costanti di 100-110 Km/h, io per sfida a 90 Km/h fissi
ho percorso i 27,5 Km/h. Una piccola curiosità:
visto la positiva esperienza con la mia “bimba”
MV Agusta F4, ho provato ad utilizzare benzine con maggior
ottani (tipo W-Power) ma non si notano diversità
sia di prestazioni che di consumi.
Ciclistica.
Il passaggio da una moto ad uno scooter è sempre
un trauma, ma sull'X9 è un dramma, visto che di
questo argomento abbiamo letto di tutto non vorrei essere
ripetitivo. Il mezzo è molto performante ma sicuramente
la combinazione telaio, freni e forcella non sono all’altezza,
ritengo che per un mezzo che raggiunge i 160 Km/h, occorre
da parte del costruttore un serio impegno per rendere
la guida, il più sicura possibile. Non voglio dire
le solite frasi “La forcella è inesistente”,
“Il telaio è di grissini” “Ma
dov’è il doppio disco anteriore” però
dopo i 120/130 Km/h tutto diventa difficile: il mezzo
si alleggerisce dando la classica sensazione di leggerezza
sull’anteriore, in caso di brusca frenata è
bene non “pinzare” in modo deciso per non
destabilizzare il mezzo, se non si è sicuri e a
perfetta conoscenza di tali inconvenienti è bene
procedere ad andature più moderate. Nei percorsi
tortuosi bisogna ricordarsi che siamo su uno scooter e
la “piega” è limitata dallo sfregamento
del cavalletto e dallo scarico, tutto abbinato alle classiche
oscillazioni del retrotreno sinonimo di un telaio non
all’altezza. Per cercare di limitare questo inconveniente,
nel corso dei chilometri ho sostituito più volte
i pneumatici con marche diverse, ma alla fine mi sono
assestato sugli ottimi, sia in tenuta che in durata, Michelin
Gold Standard, tali pneumatici mi permettono di percorrere
circa 10/12mila km con quello posteriore e circa 20mila
con quello anteriore.
Manutenzione
Personalmente nei chilometraggi svolti ho sempre rispettato
i tagliandi riportati sul manuale della manutenzione,
attualmente sono alla compilazione del secondo libretto
in quanto il primo arriva a 42mila chilometri. Debbo ringraziare
la concessionaria BluBike di Reggio Emilia che a seguito
tutti i tagliandi con un occhio di riguardo, visto l’elevata
percorrenza del mezzo.
Difetti riscontrati
Motore nessuno, tranne la rottura completa della frizione
a circa 48mila chilometri, tale inconveniente non è
stato purtroppo riconosciuto in garanzia dalla casa madre
in quanto imputabile ad un “normale” deterioramento
di essa. Personalmente non ero in accordo con Piaggio
in quanto nel libretto dei tagliandi non è presente
la sostituzione della frizione a nessun chilometraggio.
Ritengo che se la casa madre non riporta la sostituzione
di alcune parti “deteriorabili” nei loro programmi
di manutenzione, il cliente non è tenuto a sostituire
parti che non sa quando si rompono. Dopo varie mail, Piaggio
mi definiva “utente con chilometraggio anomalo”,
quindi il mio X9 500 non rientrava nei loro parametri,
Come comunicai a Piaggio bastava indicare la sostituzione
della frizione nel tagliando dei 40mila Km.
Visto la pessima progettazione del cavalletto centrale
elettro-idraulico (sicuramente progettato dopo una notte
all’insegna dell’alcol), ad ogni avvallamento
del fondo stradale colpisce il filtro dell’olio
che immancabilmente si rompe con la conseguente perdita
di olio stesso, questo ogni 6/7000 mila chilometri. Tale
inconveniente è stato risolto con una mia modifica
artigianale che cambia il fine corsa del cavalletto centrale.
Dopo circa 20mila chilometri si riscontrava problemi con
la sonda che rileva la temperatura del liquido di raffredamento,
causando ritardi nell’accensione della ventola del
radiatore
Con il passare dei chilometri la strumentazione analogica
è diventata sempre meno precisa e talune volte
si blocca. Causa il chilometraggio le sospensioni hanno
perso un poco di efficienza rendendo il mezzo ancora più
sensibile alla asperità dell’asfalto e poco
stabile nelle curve. Lo scarico, dopo circa 10/15 mila
chilometri si presentava tutto ossidato, non è
mai stato sostituito in quanto non coperto da garanzia.
In conclusione.
Ritengo che l X9 500 sia un ottimo mezzo a livello motoristico,
ma sicuramente migliorabile dal punto di vista della ciclistica,
componentistica e chiarezza nei programmi di manutenzione.
Sicuramente gli scooter giapponesi, sono maggiormente
curati sia dal punto di vista della componentistica, che
negli assemblaggi, però motoristicamente ritengo
che non esista nel panorama scooteristico un motore come
il master 500 piaggio, è chiaro che un bicilindrico
è sicuramente meglio per quanto riguarda prestazioni,
vibrazioni e durata, ma oggi come oggi non è facile
trovare un motore con quasi 40Cv che consumi così
poco e possa percorrere, come nella mia esperienza oltre
60mila Km. Certo scooter come T-Max, Silver Wing e BM
650 sicuramente hanno prestazioni, ciclistiche e finiture
di altra categoria, ma il costo di acquisto è notevolmente
diverso. Nelle prossime settimana, manderò in pensione
il mio X9, difficile sarà la scelta del mio prossimo
mezzo ma sicuramente metterò una mano sul portafoglio
e tornerò ad un mezzo giapponese, più assetato
più costoso ma sicuramente più sicuro, affidabile,
serio e chiaro dal punto di vista della manutenzione.
Da buon motociclista : “Un lampeggio a tutti”.
Testo e immagini a cura di: Tito
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