>> PIAGGIO


SCHEDA
Cilindrata: 460 cc
Peso: 189 kg
Velocità: ND
Potenza kw: 29
Norme: Euro 1
Prezzo: 5695 Fuori Prod.
 · Piaggio X9 500
by Michele Rossi
25/07/008
>>> Vedi anche: 1^ puntata,

50.000 km con Piaggio X9 500 ie del 2002
Dopo aver saputo, per voce di alcuni concessionari piaggio di Padova, che il “mitico” x9 500 non viene più prodotto dal 2007 mi sono detto: “ perché non integrare l’articolo dei 20.000 km con un altro che ne approfondisca alcuni aspetti”?
Così detto-fatto eccovi il resoconto dei 50.000.

Ciclistica
La ciclistica dell’x9 originario non è stata stravolta ma solo “ammodernata” per poter meglio farlo rendere dove scooter, come t-max e il fratello Nexus, sono due passi avanti: in curva.
Della modifica alle forcelle ve ne ho già parlato nell’articolo scorso ma vi devo dire che ho spessorato le molle con due cilindri in ergal del diametro della forcella e ho buttato gli ammortizzatori originali sostituendoli con due bitubo a gas.
Il risultato? Dove prima frenavo adesso accelero.

Variatore – frizione
Il variatore originale è stato sostituito con un multivar della molossi.
Fino ai primi 10.000 km percorsi la resa era stupefacente in quanto arrivava al limitatore sempre con la marmitta originale.
Ora trascorsi 30.000 km devo dire che le prestazioni si sono un po’ livellate anche se il prodotto in questione rimane ben più performante del variatore originale.
Ho sostituito le molle della frizione con mollette rosse della molossi e se prima avevo un freno motore sufficiente ora lo stacco della frizione, a circa 2500 giri, mi costringe ad usare molto + i freni di un tempo. Nell’attacco della frizione ho guadagnato però qualcosa nello spunto anche se il guadagno in accelerazione è leggermente percettibile.

Marmitta
La marmitta originale di questo scooter non mi è mai piaciuta sia perché è completamente in ferro, se si esclude la paratia anticalore e il tondino di uscita dei gas, sia perché il suo peso consta quasi 10 kg.
Il panorama del settore ricambistico è abbastanza variegato e se escludiamo prezzi alti o troppo bassi la scelta è caduta su un silenziatore della Gpr in acciaio, molto più leggero dell’originale, inossidabile e qualcosina + performante ma molto, molto, molto + assordante.
La storia di questa marmitta Gpr è molto lunga da raccontare ma sarò breve:
non comprate mai prodotti di cui non siete sicuri della loro affidabilità nel tempo!
Del suddetto prodotto ho cambiato ben 8 fascette di rivestimento della flangia porta marmitta perché disintegrate dal calore emesso dal terminale di scarico.
Non so se sia un errore di progettazione ma avrò fatto circa una cinquantina di telefonate alla Gpr (sig. Luigi ) e mi hanno spedito a casa altre fascette, sempre dello stesso materiale, che sono durate una settimana ognuna.
Stufo del problema del surriscaldamento del terminale ho trovato, tramite un conoscente, un materiale che pur degradandosi ugualmente (ma quanto scalda questa marmitta, neanche fosse una superbike!) resiste circa un mese per ogni fascetta.

GUIDA
Ciò che ha beneficiato di più dalle predette modifiche è stata proprio la guida.
Ora è diventata molto + gustosa permettendo al pilota di sfruttare tutto il motore in curva e quando l’asfalto è consumato, ma non rovinato, si innesca una guida di traverso simile alle motard, non potendo però fare paragoni vista la distanza abissale di quest’ultima a livello di ciclistica-motore-gomme.
Ci si prendono delle belle soddisfazioni alla guida e se l’asfalto è asciutto, t-max e nexsus compresi devono avere un bel manico, o una completa incoscienza, per starmi davanti.
Il mezzo così settato risulta molto agile, a dispetto della mole di 200 kg e anche per merito del 140/70/14 al posteriore è molto più svelto nell’entrata in curva di nexsus e t-max anche se paga dazio nei loro confronti per un ammanco di almeno un paio cavalli.
Ciò non preoccupa più di tanto dato che poi in curva questo gap viene annullato o quasi.
Merito della ciclistica e della marmitta che pur non rendendo molto di + dell’originale assicura un bel risparmio di peso e grazie ad un collettore molto lungo rende l’x9 meno propenso a dimenarsi in curva perché più “incamiciato” al tubo proveniente dal cilindro.

CONCLUSIONI
Dopo questi “primi” 50.000 km posso dire che:
l’x9 è uno scooter resistente e ben progettato:
necessita di costi di manutenzione ordinari sicuramente inferiori al t-max e al burgman;
fin dal suo esordio nel 2001 ha presentato problemi di progettazione che sono in parte stati risolti con le versioni successive,
il declino nelle vendite dello scooter è da imputare esclusivamente a piaggio che non ha mai speso “due lire” in + per prendere in seria considerazione la modifica integrale del reparto sospensioni (cambiare ammortizzatori con unità a gas e spessorare le forcelle in aggiunta di un olio decente);
Il mio x9, nonostante alcuni acciacchi, non ha nessuna intenzione di andare in pensione e si appresta a vivere i suoi secondi 50.000 km sempre a manetta spalancata.

Testo: Michele Rossi
Immagini: originali Piaggio

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