50.000 km
con Piaggio X9 500 ie del 2002
Dopo aver saputo, per voce di alcuni concessionari
piaggio di Padova, che il “mitico” x9
500 non viene più prodotto dal 2007 mi sono
detto: “ perché non integrare l’articolo
dei 20.000 km con un altro che ne approfondisca
alcuni aspetti”?
Così detto-fatto eccovi il resoconto dei
50.000.
Ciclistica
La ciclistica dell’x9 originario non è
stata stravolta ma solo “ammodernata”
per poter meglio farlo rendere dove scooter, come
t-max e il fratello Nexus, sono due passi avanti:
in curva.
Della modifica alle forcelle ve ne ho già
parlato nell’articolo scorso ma vi devo dire
che ho spessorato le molle con due cilindri in ergal
del diametro della forcella e ho buttato gli ammortizzatori
originali sostituendoli con due bitubo a gas.
Il risultato? Dove prima frenavo adesso accelero.
Variatore – frizione
Il variatore originale è stato sostituito
con un multivar della molossi.
Fino ai primi 10.000 km percorsi la resa era stupefacente
in quanto arrivava al limitatore sempre con la marmitta
originale.
Ora trascorsi 30.000 km devo dire che le prestazioni
si sono un po’ livellate anche se il prodotto
in questione rimane ben più performante del
variatore originale.
Ho sostituito le molle della frizione con mollette
rosse della molossi e se prima avevo un freno motore
sufficiente ora lo stacco della frizione, a circa
2500 giri, mi costringe ad usare molto + i freni
di un tempo. Nell’attacco della frizione ho
guadagnato però qualcosa nello spunto anche
se il guadagno in accelerazione è leggermente
percettibile.
Marmitta
La marmitta originale di questo scooter non mi è
mai piaciuta sia perché è completamente
in ferro, se si esclude la paratia anticalore e
il tondino di uscita dei gas, sia perché
il suo peso consta quasi 10 kg.
Il panorama del settore ricambistico è abbastanza
variegato e se escludiamo prezzi alti o troppo bassi
la scelta è caduta su un silenziatore della
Gpr in acciaio, molto più leggero dell’originale,
inossidabile e qualcosina + performante ma molto,
molto, molto + assordante.
La storia di questa marmitta Gpr è molto
lunga da raccontare ma sarò breve:
non comprate mai prodotti di cui non siete sicuri
della loro affidabilità nel tempo!
Del suddetto prodotto ho cambiato ben 8 fascette
di rivestimento della flangia porta marmitta perché
disintegrate dal calore emesso dal terminale di
scarico.
Non so se sia un errore di progettazione ma avrò
fatto circa una cinquantina di telefonate alla Gpr
(sig. Luigi ) e mi hanno spedito a casa altre fascette,
sempre dello stesso materiale, che sono durate una
settimana ognuna.
Stufo del problema del surriscaldamento del terminale
ho trovato, tramite un conoscente, un materiale
che pur degradandosi ugualmente (ma quanto scalda
questa marmitta, neanche fosse una superbike!) resiste
circa un mese per ogni fascetta.
GUIDA
Ciò che ha beneficiato di più dalle
predette modifiche è stata proprio la guida.
Ora è diventata molto + gustosa permettendo
al pilota di sfruttare tutto il motore in curva
e quando l’asfalto è consumato, ma
non rovinato, si innesca una guida di traverso simile
alle motard, non potendo però fare paragoni
vista la distanza abissale di quest’ultima
a livello di ciclistica-motore-gomme.
Ci si prendono delle belle soddisfazioni alla guida
e se l’asfalto è asciutto, t-max e
nexsus compresi devono avere un bel manico, o una
completa incoscienza, per starmi davanti.
Il mezzo così settato risulta molto agile,
a dispetto della mole di 200 kg e anche per merito
del 140/70/14 al posteriore è molto più
svelto nell’entrata in curva di nexsus e t-max
anche se paga dazio nei loro confronti per un ammanco
di almeno un paio cavalli.
Ciò non preoccupa più di tanto dato
che poi in curva questo gap viene annullato o quasi.
Merito della ciclistica e della marmitta che pur
non rendendo molto di + dell’originale assicura
un bel risparmio di peso e grazie ad un collettore
molto lungo rende l’x9 meno propenso a dimenarsi
in curva perché più “incamiciato”
al tubo proveniente dal cilindro.
CONCLUSIONI
Dopo questi “primi” 50.000 km posso
dire che:
l’x9 è uno scooter resistente e ben
progettato:
necessita di costi di manutenzione ordinari sicuramente
inferiori al t-max e al burgman;
fin dal suo esordio nel 2001 ha presentato problemi
di progettazione che sono in parte stati risolti
con le versioni successive,
il declino nelle vendite dello scooter è
da imputare esclusivamente a piaggio che non ha
mai speso “due lire” in + per prendere
in seria considerazione la modifica integrale del
reparto sospensioni (cambiare ammortizzatori con
unità a gas e spessorare le forcelle in aggiunta
di un olio decente);
Il mio x9, nonostante alcuni acciacchi, non ha nessuna
intenzione di andare in pensione e si appresta a
vivere i suoi secondi 50.000 km sempre a manetta
spalancata.
Testo: Michele
Rossi
Immagini: originali Piaggio
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