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Dopo aver guidato per un paio d'anni uno scooter 125
(il Malaguti Madison) ho deciso di passare alla cilindrata
che si può ritenere come la "madre" di tutti i maxi-scooter
dei giorni nostri. La mia scelta è caduta sull'X9
250 SL per diverse ragioni, che ora vi andrò ad elencare,
dopodichè percorsi 1000 e più km ho deciso di
stilare queste righe per darvi un'idea di come è
il mio "maxi".
Innanzitutto prima di acquistare un 250 mi sono orientato
su un modello che fosse il più maneggevole
possibile, visto l'alto uso che ne faccio in città
per i miei spostamenti quotidiani casa-ufficio. L'X9,
dal mio punto di vista, è tra i più maneggevoli
dei "Maxi", e questo è dovuto in buona parte alla
corretta disposizione dei pesi: dovete infatti sapere
che il serbatoio di 14,5
litri è al centro, sotto la pedana, e non come in
altri scooteroni sotto la sella. Questo permette, da una
parte, in città di avere pieno controllo del mezzo,
anche a bassissima velocità, compiendo manovre strette
in tutta sicurezza e tranquillità senza troppo sforzo;
permette altresì nei percorsi extraurbani di avere
l'anteriore sempre piantato a terra senza alcun ondeggiamento,
anche grazie alla ruota anteriore
da 14".
Volevo poi un "maxi" che non fosse "maxi" anche nei consumi,
e devo proprio dire che il "Piaggione" da questo punto
di vista è assolutamente parco. Fuori città,
in percorso misto a circa 80 km-h, la percorrenza da me
riscontrata è di 28 km con un litro di verde, il
che è veramente molto, specie se rapportato alla
cilindrata. Pensate che a quell'andatura con un pieno
si fanno oltre 400 km, e ciò la dice lunga sulle
velleità turistiche dell'X9 250 ! In città il
discorso cambia, ma non di molto, visto che, con una guida
"allegra" non sono mai sceso sotto i 23 km/l.
Tutto questo grazie alla taratura del variatore,
che ad alcuni non può piacere, ma che a mio avviso
è veramente azzeccata: partendo da fermo infatti
l'X9 è un po' pacato, il motore in città gira
sempre senza neppure farsi sentire, quasi come un soffio,
ma una volta raggiunti i 70 km/h la taratura cambia e
diventa sportiva, per agevolare i sorpassi e le riprese.
Tutto questo come dicevo può non piacere a chi è
abituato a "scattare" ai semafori, ma non è questa
la filosofia dell'X9: qui è privilegiato il comfort,
il piacere di guida, ma vi posso assicurare che, a prove
fatte, non si fa poi tanto fatica a "staccare" un qualsiasi
mezzo di cilindrata inferiore che voglia cercare di "scappare".
Il pregio principale del motore comunque è sicuramente
la tanta coppia a disposizione:
quando provai la versione 180 cc. restai assolutamente
deluso dalla completa mancanza di coppia motrice; qui
invece basta affrontare una salita,
di qualsiasi entità essa sia, e aprire il gas, per
essere sostenuti e spinti in modo costante, senza incertezze.
E questo anche se si è in due.
Ecco quindi che mi sentirei assolutamente di consigliare
la versione 250 a chi, come me, percorre diversi km anche
in montagna, magari d'estate quando si scappa dal caldo
delle città per raggiungere in modo rapido le zone
più fresche.
Altro motivo per cui ho scelto l'X9 è la strumentazione:
non mi ritengo presuntuoso se dico che l'X9, ed in particolare
la versione SL come la mia, è lo scooter con la strumentazione
più completa che esista
attualmente in commercio! Essa infatti è di tipo
analogico-digitale, divisa cioè in due sezioni: la
sezione analogica contiene tachimetro, contagiri, indicatore
della temperatura dell'acqua e della quantità di
carburante; la sezione digitale è invece un vero
e proprio computer di bordo (con così tante impostazioni
che poi si finisce per non guardarle neppure tutte!) fra
le quali troviamo termometro, contachilometri totale +
due parziali, indicatore della velocità media e massima,
orologio, datario, cronometro. Il tutto magnificamente
illuminato di una luce BLU
che di notte "fa spettacolo", come le più prestigiose
automobili tedesche per intenderci! Ma non è tutto,
la versione SL infatti ha anche la radio
RDS con interfono
incorporato e funzione vivavoce per cellulare,
il tutto in un ulteriore display al lato del manubrio
(illuminato anche a fanaleria spenta). Il funzionamento
della radio è esemplare, così come l'interfono,
(anche se a volte è scomodo da ulizzare specie se
in movimento, in quanto i tasti sono piuttosto duri e,
essendo solo 4, hanno più funzioni contemporaneamente)
mentre l'uso con il cellulare è assolutamente inutile,
perché l'audio oltre i 60 km/h è troppo basso
(e oltretutto non regolabile). Questo almeno col cellulare
Siemens C35 da me provato.
Che dire ancora? Una nota positiva per l'impianto
frenante, a tre freni a disco, di cui due controllati
da un unica leva, quella di sinistra, che ripartisce la
forza frenante a seconda del carico tra anteriore e posteriore
con una apposita valvola regolatrice.
In tal modo le frenate sono sempre sicure anche per chi
è alle prime armi, oltre ad essere potenti e ben
modulabili.
Il baule è di forma
rettangolare e contiene con facilità anche un computer
portatile con valigetta (da me sperimentato con successo),
è illuminato ed è pure presente una presa 12V
per la ricarica del cellulare; peccato che due caschi
integrali proprio non ci stiano, anzi a malapena ne contiene
due di tipo "jet".
Le finiture non sono "perfette"
ma comunque di buon livello, mentre le plastiche utilizzate
sono di qualità solo sufficiente per tale categoria
di veicolo.
Tirando le somme, sono pienamente soddisfatto dell'acquisto
che mi sento di consigliare a chiunque voglia un mezzo
sicuro, confortevole, che consumi poco e che sia veloce
negli spostamenti extraurbani.
Testo e foto a cura di: Michele
Ghinelli
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