Com'è:
a prima vista, il giudizio è molto soggettivo.
Personalmente ho notato come "dal vivo"
renda molto di più che sul web. Devo dire,
poi, che soggettivamente ho trovato molto azzeccati
i colori nero e rosso, un po' meno il grigio e l'azzurrino,
però, ripeto, questa è solo una discutibile
opinione sui miei personalissimi gusti. Per quanto
mi riguarda ho scelto la versione nera che trovo
decisamente riuscita, in quanto ad accostamento
cromatico, al grigio del fascione centrale. Tutto
il resto è gusto perchè, quanto ad
estetica, il tripode o piace o non c'è verso
di farselo piacere.
Descrizione:
lo scooter non passa inosservato. Inutile negarlo.
Ma al di là della sua peculiare caratteristica,
rimane, quanto a funzionalità, in tutto e
per tutto assimilabile ad un due ruote tradizionale.
La plancia strumenti, di vago richiamo "Tmaxesco",
comprende un tachimetro, un contagiri motore, una
serie di spie (ben 10!) ed un pratico computer di
bordo con temperatura acqua nonchè temperatura
esterna, orologio, odometro totale e parziale. Quest'ultimo
risulta governabile con un pratico pulsante "mode"
posto sul comando di destra, ma io trovo che sia
un po' troppo distanziato dalla mano del pilota
per consentirne un facile uso in movimento.
La sella è ben realizzata ma ho notato due
difetti: innanzitutto manca una maniglietta in stoffa
che aiuti a sollevare la sella dal momento che tale
manovra è, di fatto, possibile soltanto "incastrando"
le dita negli spazi tra la sella e la carozzeria;
in secondo luogo trovo il materiale con cui è
realizzata molto sporchevole nel senso che, forse
a causa della sua eccessiva porosità, accumula
polvere e sporcizia varia che non "scivola
via" ad una semplice passata di straccio ma
tende ad accumularsi, appunto, sulla superficie
stessa della sella.
Belli i due maniglioni per il passeggero e buono
lo spazio sulla pedana, anche se non è possibile
distendere le gambe come, ad esempio, potevo agevolmente
realizzare sul mio vecchio Burgman 150.
Il sottosella è enorme (65 litri) ed è
accessibile, oltrechè nel modo tradizionale
a mezzo telecomando, anche attraverso il bauletto
posteriore, apribile mediante comando di sblocco
dal blocchetto di accensione.
Purtroppo la sua conformazione (stretta e lunga)
non rende possibile alloggiare un casco modulare
(...il mio Nolan N102 non ci sono proprio riuscito
a farcelo entrare!) o una borsa porta PC anche se,
per quanto riguarda quest'ultima, ho visto che con
alcuni modelli questa operazione è di fatto
realizzabile.
I materiali usati mi sembrano di buona qualità.
Gli accoppiamenti delle plastiche li trovo precisi
e, tutto sommato, di buona realizzazione. Una nota
degna di menzione negativa sono, a mio parere, l'assoluta
modestia qualitativa degli anonimissini specchietti,
con un antiestetico effetti di "stelo"
che spunta dal manubrio. Non perfetto, inoltre,
l'assemblaggio del bauletto posteriore che, ogni
volta che lo si chiude, regala una spiacevole sensazione
di "..è l'ultima volta che mi usi.."
facendo temere il cedimento di qualche plastica
che lo compone.
L'esemplare da me acquistato è equipaggiato
con gomme "Michelin" Pilot Sport e monta
le nuove versioni dei parafanghi anteriori con il
supporto tubolare.
Finalmente uno scooter italiano con il freno di
stazionamento, accessorio per me indispensabile
essendomi ormai abituato con quello del mio “Burghy”
150.
Una nota di merito, infine, al cavalletto centrale
che, sebbene usato di rado, permette di apprezzare
la sua semplicità ed efficienza d'uso visto
che, nel corso della manovra di sollevamento, i
200 e passa chili dello scooter non si sentono proprio.
Prova dinamica:
una volta in sella si apprezza la corretta altezza
da terra (78 cm.) che consente di toccare agevolmente
il suolo con i piedi.
Appena avviato il 250 cc. Piaggio "Quasar"
(in regola con lo standard Euro-3) e girata la manopola
del gas, ci si accorge che l'utente potrebbe anche
dimenticarsi delle due ruote da 12" all'anteriore,
nel senso che il comportamento è pressochè
assimilabile a quello di una moto/scooter tradizionale.
E' doveroso, tuttavia, specificare come, accanto
ad un comportamento dinamico genuinamente in stile
motociclistico, si affianca una sensazione di stabilità
di livello "automobilistico" (..per uno
scooter....) dal momento che si ha la percezione
di una tenuta di strada assolutamente al di fuori
di ogni possibilità per un due ruote tradizionale.
Questo si manifesta non solo sul dritto dove avvallamenti,
buche, rotaie e sporcizia varia non scoraggiano
la marcia del beneamato tripode, ma soprattutto
in curva visto che, una volta impostata la traiettoria,
sembra di viaggiare sui binari.
Penso che, proprio l'esagerata sicurezza che trasmette,
potrebbe essere fonte di "guai" se si
dimentica che anche con l'MP3 ci si può cadere
e farsi male: per cui occhio e prudenza sempre!
Le sospensioni digeriscono bene le asperità
del terreno e sembrano tarate per un giusto compromesso
tra il cittadino e l'extraurbano.
Semmai la mole non proprio "light" del
mezzo (circa 210 kg.) si fa sentire, soprattutto
alle basse velocità, nelle manovre strette
dove l'inerzia impone un certo periodo di apprendimento
e confidenza onde evitare spiacevoli sorprese.
La spinta e l'erogazione le trovo fluide e progressive
anche se il 250 cc. "Quasar", ad iniezione
elettronica, sembra che si esprima al meglio oltre
i 70 km/h, dimostrando solo oltre questa soglia
tutte le sue potenzialità. Non che al di
sotto di questa velocità sia insoddisfacente,
ma sembra meno "reattivo" e meno brillante
rispetto alla resa che, invece, si trova a fornirci
ad andature un po' più sostenute.
Può darsi che questo sia derivato dalla mappatura
della centralina elettronica che deve tenere conto
del rapporto peso/consumi e, nell'ottica di un contenimento
di questi ultimi, magari si è scelto di privilegiare
una piccola penalizzazione delle prestazioni in
una zona d'uso nella quale, invece, una mappatura
più brillante avrebbe importato, necessariamente,
maggiori frequentazioni alla pompa di benzina.
Detto questo, tuttavia, non mi dilungo ad elencare
le doti di questo già notissimo propulsore
ma, proprio a conferma di quanto appena sopra osservato,
vorrei sottolineare come, pur avendo percorso circa
millecinquecento chilometri, i miei consumi medi
si siano attestati sui 25 km./L., direi un risultato
veramente notevole viste le dimensioni del mezzo
e il fatto che il motore è pressoché
appena uscito dalla fase di rodaggio.
Per quanto riguarda, invece, la frenata, v'è
da riferire che quest'ultima trasmette una sicurezza
esagerata nel senso che si ha sempre la sensazione
di padronanza degli spazi di arresto del mezzo.
Del resto tre freni a disco si fanno sentire e ciò,
forse, ha reso inutile la possibilità di
inserire, neppure come optional, un dispositivo
ABS supplementare.
Tuttavia, penso, che comunque poteva essere un valore
aggiunto al mezzo.
Una nota negativa, purtroppo, va espressa nei confronti
del parabrezza: bello e sportivo con la sua colorazione
"fumè" risulta, tuttavia, poco
idoneo ad un'efficace protezione dall'aria mancando
quella spanna in più che lo avrebbe reso
perfetto.
Attualmente esistono delle alternative ma sono davvero
troppo ingombranti.
Siamo in attesa che mamma Piaggio ci "regali"
un "paracapoccia" un po' più efficace,
dalle dimensioni un po' più umane rispetto
a quelli attualmente in circolazione.
Buona, infine, l'autonomia che, complice i limitati
consumi ed un serbatoio da 12 litri, consente agevolmente
di percorrere 220/230 km. prima che la spia della
riserva si illumini.
Roll lock
or not roll lock? Un capitolo a parte merita
questo dispositivo.
La sua funzione principale consiste nel permettere,
al di sotto di certe velocità e giri del
motore, di "bloccare" il rollio delle
sospensioni anteriori consentendo, in pratica, allo
scooter di "memorizzare" l'assetto al
momento del blocco.
Infatti il mezzo, che oscilla e si piega (o meglio
"bascula") come una normale moto, una
volta fermo tenderebbe a cadere a destra o sinistra,
salvo riequilibrarlo ed assettarlo poggiando i piedi
per terra.
Ebbene, questo meccanismo "blocca" in
verticale lo scooter consentendo, tra le altre cose,
soste senza l'ausilio del cavalletto, possibilità
di fermare il mezzo su terreni cedevoli e, soprattutto,
evitandoci di poggiare i piedi a terra al semaforo.
Con un po' di pratica, infatti, se si attiva il
"roll-lock" poco prima dell'arresto del
veicolo, questi si fermerà in perfetto assetto
verticale consentendoci di tenere i nostri piedini
sulla pedana d'appoggio con grande stupore e sorpresa
di automobilisti e viandanti di turno!
Attenzione però: evitate di fare esperimenti
nel traffico! Avevo appena preso il tripode quando,
giunto ad un semaforo ed approssimandomi a svoltare
a sinistra, ho avuto la bella idea di azionare il
roll-lock, in centro all'incrocio e con la sterzo
già girato in direzione di svolta. Da evitare.
Assolutamente da evitare!
Per il resto penso che questo accessorio sia indispensabile
e lo ritengo un valore aggiunto ed un po' una delle
due peculiarità del mezzo (assieme alle ruote
basculanti).
Da notare che la versione priva del "roll-lock"
ci consente di risparmiare circa 600 euro.
Costo tagliando
(1.000 km.): Euro 59,00
Conclusioni
Sono davvero entusiasta di questo mezzo. Penso che,
effettivamente, rappresenti qualcosa di nuovo nel
panorama scooteristico e motoristico in genere,
destinato a lasciare il segno e, si spera, a tracciare
una nuova via. La versione 250 ie mi è sembrata
un buon compromesso anche se mamma Piaggio ha commercializzato
la versione con propulsore da 400 c.c. caratterizzata
dalla gomma posteriore da 14" (in luogo di
quella da 12" dell'attuale 250 ie) nonchè
da un bel marmittone cromato in bella vista.
Per ora non posso segnalare inconvenienti degni
di preoccupazione anche se, soprattutto in fase
di decelerazione, mi sembra di notare alcune vibrazioni
sull'anteriore, ma vedo che vanno via via diminuendo
con il passare del tempo e della strada percorsa.
Null'altro da segnalare in quanto ad altre problematiche
od anomalie emerse.
Vorrei, infine, invitare tutti coloro che stanno
accingendosi ad un cambio del proprio scooter o
ad acquistarne uno nuovo di recarsi, almeno per
curiosità, presso un concessionario Piaggio
a provare il tripode: magari ne restereste folgorati
proprio come è capitato a me!
Testo e foto: Antonio
Grasso
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