COME MAI
Mentre moto e scooter con cilindrate sempre crescenti
mi sorpassavano nelle code per il mare, l’età
e il ricordo scolorito delle esperienze su due ruote frenavano
la voglia di comprarmi finalmente uno scooter.
La presentazione della nuova Vespa 200 GT tranquillizza
un timoroso quarantenne (in fondo delle Vespe le ho guidate)
mi mostra un obiettivo concreto e mi presento finalmente
da un concessionario. Mentre l’attraente classica
passa il primo esame, ha anche un bel motore, mia moglie
chiede cosa sia quel Vespone in mostra. E’ il Beverly
500 dice il concessionario che attentissimo alla mia cupidigia
verso lo smodato pneumatico posteriore ed il motore, prontamente
offre il suo in prova.
Prima impressione: “tira da paura”, frena
bene, è facile anche per uno che non sale su moto
o vespe da quindici anni. Guardo altri maxi provandone
qualcuno (scoprendo subito che l’offerta in prova
è tutt’altro che ovvia) ma il prezzo - per
quello che offre - vince e nelle seguenti due settimane
lo compero in pronta consegna (6% di sconto), portandolo
in garage alla fine di maggio 2003. Comunica confidenza,
tanto che giro con mia moglie già dopo pochi km.
Guardandolo oggi non ho cambiato di molto l’opinione
avuta al primo sguardo. Stessa famiglia della Vespa, più
poderoso ma non tanto da intimidire, il frontale, il faro
e la cromatura del fregio nello scudo richiamano lo scooter
prodotto più famoso. Il parafango copre troppo
la ruota posteriore, ma giustamente non è verniciato
in tinta e l’occhio lo dimentica. Lo stesso trucco
di lasciare i profili laterali dello scudo in grigio scuro
ne alleggerisce il frontale. (col grezzo paracalore/paracolpi
che copre la bellissima marmitta il trucco non funziona…
mi ripeto che è efficiente solo per dimenticarmi
che non sono ancora riuscito a trovare un sostituto)
Con pochissime eccezioni, non ho mai trovato particolarmente
gradevole l’ultima tendenza che disegna degli “Scooterminator”
tanto più aggressivi quanto lontani dalle prestazioni
di una media motocicletta. E’ evidentemente una
conseguenza dell’età, almeno dalle mie parti,
i beverlisti della cilindrata maggiore sono in maggioranza
ben oltre i trenta, forse è l’imprinting
dato dalla Vespa.
Lamentatomi della scarsa gamma di colori mi hanno fatto
capire che avevo delle pretese assurde. La gamma è
composta da un nero pastello molto custom (bello se si
ha pratica di inceratura frequente) da un ciliegia metallizzato,
da un grigio automobilistico ma ben accoppiato alle cromature
e da un “bleeeeh® reale” che ho preferito,
c’è ora anche un grigio più moderno
e bello con sfumature “champagne”. Peccato
mancasse un verde scuro tante volte usato sulla Vespa
(e perfino Ape – non sono snob su questo).
I commenti su spazio comodità e pieno carico si
riferiscono a un guidatore di 178 cm per 78kg. Guidatori
decisamente alti e massicci lo troveranno probabilmente
poco protettivo.
COMANDI E DOTAZIONE
I comandi al manubrio sono comodi. Il mio ha ancora il
deviatore luci che permette di spegnere completamente
l’illuminazione e naturalmente di dimenticarsela
spenta. Il gas ha una corsa lunghissima che però
evita l’apri/chiudi.
C’è spazio nel manubrio per due interruttori
aggiuntivi (coperti da posticci in gomma)
Non tutti i comandi sono raggiungibili senza spostamento
delle mani (il passing per esempio, ma mi ha aiutato a
non illudermi che per chiedere strada basti un lampeggio
per ottenerla …la regola “ti ha visto solo
se ti ha guardato negli occhi” è sempre valida)
Il flebile claxon ricorda quello di una vecchia Fiat500
a voler essere generosi, l’avranno fatto così
per non illudere il guidatore a ottenere strada suonando,
di certo sul Bev500 non spaventerete nessuno apparendo
sempre educati.
Le leve dei freni sono distanti per chi ha mani piccole
come me.
Ampi specchi non ingombranti mentre si sguscia fra le
auto, e con poche vibrazioni, l’immagine è
stabile. Essendo cromati richiedono un poco più
di cura periodica, ma le cromature naturalmente mi piacciono.
Nel caso si monti il parabrezza è possibile spostare
le aste degli specchietti in modo che non vi sbattano.
Complicato l’accesso al tappo della benzina le cui
leve d’apertura sono nel retroscudo, mentre all’esterno
c’è il comando elettrico per il sottosella
sotto consenso della chiave d’avviamento. Se il
sottosella è ricolmo - il comando elettrico può
fare cilecca, quindi nel retroscudo c'è anche manuale.
Il cavalletto centrale, se non si parcheggia il Bev500in
salita, può essere usato anche da chi non pesa
molto; il laterale (abbassandolo si spegne il motore)
si trova d’istinto senza doverlo cercare con la
gamba.
E’ opportuno portare sul Bev500 una piccola tavoletta
o altro appoggio da usare per il cavalletto laterale su
suoli instabili come la sabbia. Non si può sempre
scegliere quale cavalletto usare.
C’è un coprisella alloggiato sotto la stessa.
Purtroppo è nero – è vero che su due
ruote ciò che non è nero lo diventa facilmente
ma lo rende inutile contro il surriscaldamento della sella
in estate, quando è rovente però basta sollevarla
contro il sole e la temperatura si abbassa in un minuto
permettendo la partenza da seduti.
La protezione dai furti è affidata all’immobilizer,
al bloccasterzo e (sotto la pedana dx) un anello saldato
al telaio dove far passare la catena per assicurarlo a
un palo.
Plastiche di buona qualità montate bene i cui smontaggi
sono però riservati ai solutori più che
abili.
STRUMENTAZIONE
Cresciuto sui vecchi cinquantini ho apprezzato un cruscotto
che ha il necessario. Visto che lo uso per divertirmi,
la mancanza dell’orologio (nel modello attuale invece
c’è) era quasi un segno e me ne sono accorto
solo leggendo le lamentele sui NG, il tachimetro indica
una velocità ottimistica (+10%) tanto che alla
velocità massima segna oltre 175. I contachilometri
totale e parziale sono meccanici, con le rotelline, c’è
la lancetta temperatura liquido (la ventola si accende
a tre tacche dal rosso), l’indicatore del carburante
(con un leggero errore cautelativo di circa un litro oltre
lo zero) la spia della riserva e le altre spie, frecce,
accensione luci, abbaglianti, pressione olio, centralina
iniezione e carica alternatore, oltre alla spia dell’immobilizer
che in caso di sosta prolungata si spegne.
Manca - in ordine di importanza - un termometro temperatura
esterna, il contagiri (utile se si vogliono tenere sotto
controllo certe prestazioni e usure della trasmissione)
e il computer di bordo.
Le spie sono ben visibili anche in pieno sole, di notte
l’illuminazione con un tenue colore verde fa vecchio
stile ma i miopi ringraziano; troppo spesso ho visto scenografici
cruscotti illuminati di blu, pessimi per chi – e
non sono pochi - ha tendenza a farsi abbagliare.
SOTTOSELLA, BAULETTO, BORSE, RETROSCUDO
e ZAINETTI
L’inesperienza mi ha fatto immediatamente piacere
il vano sottosella, vedendo in seguito gli altri (quello
dell’IperBurgman probabilmente ha da qualche parte
anche manico e rotelline…) mi sono sentito un po’
frustrato, poi ho imparato a sfruttarlo bene ma il casco
non ci sta. Ci sta solo il demi-jet senza visiera - un
prodotto onesto ma costoso che Piaggio ha fatto produrre
allo scopo per far fronte all’incomodo. E’
quasi obbligatorio possedere il bauletto.
Visto che nessuno di noi trasporta dei litri… il
sottosella è arrivato a contenere
- in versione mare: pantaloni antipioggia per due + una
giacca; 2 teli da bagno, costumi, mini-trousse, 1 corda
elastica, portadocumenti; minutaglia e chincaglieria varia;
- in versione treffen: tutto ciò che vi serve per
quattro giorni (con spirito scoutistico, astenersi elegantoni)
Il sottosella è illuminato (il contatto che spegne
l’illuminazione è vicino alla cerniera della
sella) c’è la presa di corrente, non è
rivestito ma la plastica è di facile pulizia. D’estate
nonostante l’aerazione raggiunge temperature notevoli
(si riesce ad asciugare i teli…). Nel sottosella
sono ricavate due taschine per oggetti di pronta reperibilità
e un portello per accedere al motore.
Presso il lato cerniera la cornice metallica del sottosella
ha i classici dentini per fermare le cinghiette dei caschi
fra la sella e lo scooter, molto utili in città
civili.
Il bauletto posteriore monochiave con guarnizione antiacqua,
ha la portata massima limitata a cinque kg. E’ un
limite prudenziale ma non molto, ho provato a caricarlo
di più e si percepisce chiaramente l’effetto
già a otto kg, pertanto chi volesse montare un
bauletto più grande - per riporvi ad esempio due
integrali - ricordi che i maggiori litri non devono diventare
chili. Quello originale permette di contenere un jet e
un demi-jet. Il bauletto originale è verniciato
in tinta e ha un comodo schienalino sfruttabile dal passeggero.
Su asfalto sconnesso il supporto del bauletto non ferma
le vibrazioni. Se molto carico, imbracarlo con un cavo
elastico fatto passare per le maniglie è una soluzione
definitiva.
Le borse laterali sono ben fatte, ampie e ben armonizzate
con lo scooter ma IMHO molto costose. Per questo e perché
limitano un po’ accesso e seduta del passeggero
non le ho montate.
Nel retroscudo (nell’attuale modello è verniciato
in tinta con sportello verniciato opaco), lo sportello
sottochiave chiude due vani nei quali trovano spazio oltre
al blocchetto dei fusibili e gli attrezzi, un “ragno”
un bloccadisco, una bomboletta gonfiagomme corta, guanti,
cellulare, un quarto di litro d’olio, coltellino,
pila, pannocarta, chiavi, eccetera. Non poco comunque.
Il gancio appendiborse sul retroscudo permette di fissare
uno zainetto impermeabile tipo eastpak nel quale, con
l’ovvia cautela di non riporvi oggetti spigolosi
pericolosi per le gambe, si possono caricare tranquillamente
una decina di chili di materiale anche delicato come telecamere;
incastrandolo fra scudo e sella diventa praticamente un
secondo bauletto non interferendo con la guida e con l’assetto.
E’ talmente comodo che c’è da chiedersi
come mai la Piaggio non abbia in listino un’accessorio
dedicato come Aprilia ha fatto per lo Scarabeo 500.
Tutte le serrature/chiusure dei vani sono ovviamente protezioni
più contro se stessi se si perdono le chiavi che
contro i ladri.
Sommando sottosella, bauletto, borse laterali, zainetto,
retroscudo e, col solo guidatore, anche un ulteriore zaino
morbido sul sedile posteriore fissabile facilmente col
“ragno” si raggiunge una capacità di
carico da globetrotter, in ogni caso in due (aggiungendo
lo zainetto) non ci si sacrifica per gite inferiori alla
settimana. Oggetti delicati come tele e fotocamere possono
stare nel sottosella nella loro custodia, mentre un PC
portatile è possibile metterlo solo attaccato al
gancio retroscudo facendolo appoggiare al coperchio tappo
carburante.
Per l’uso turistico con bauletto e parabrezza il
pneumatico anteriore va gonfiato a 2,5 pena oscillazioni
del manubrio a bassa velocità anche se i contrappesi
sono stati maggiorati.
PARABREZZA e PROTEZIONE DALL’ARIA:
Ho montato da subito l’originale, criticatissimo
per l’aspetto. A me piace, siete quindi avvertiti
sul mio senso estetico. Dal punto di vista funzionale
ha quasi solo dei pregi. Scarso effetto vela, protettivo
fino a 130km/h che sono il massimo consigliato da Piaggio
(in realtà con un po’ d’esperienza
si può andare anche più veloci ma il rumore
di aria stracciata è tale che la velocità
massima non è sostenibile anche col parabrezza).
E’ solidale allo scudo e non influenza il manubrio.
L’aria passa fra il bordo inferiore e la “palpebra”
di serie pertanto non genera il classico vortice alle
spalle o sul passeggero. Non copre le mani.
Devia l’aria sopra il casco senza arrivare agli
occhi, quindi in caso di pioggia le gocce scivolano bene
dalla visiera; fino a circa 100km/h (se non siete più
di 185/190cm) permette di viaggiare con la visiera del
casco aperta, non è purtroppo regolabile in altezza
ma non vibra. Lateralmente protegge quasi completamente
le spalle. Non l’ho mai più smontato; comunque
se indossate un jet prendetelo con guance ben aderenti
al volto altrimenti ad alte velocità l’aria
che si insinua intontisce.
La protezione nel Beverly è in pratica il solo
scudo, d’estate è pertanto perfetto (a parte
uno strano sfiato di aria calda dal radiatore sulla mano
destra), ma d’inverno tutte le parti del corpo che
sporgono sono meno protette, necessari dei guanti caldi
e impermeabili così come se si va fuori città,
proteggere i fianchi soprattutto e le ginocchia con pantaloni
tecnici. Il passeggero ha in più i piedi completamente
esposti. Per chi è alla guida, in caso di pioggia
leggera se non ci si ferma non è necessario indossare
l’antiacqua.
Convinto dagli amici (e dai negozianti...) a passare decisamente
a un vestiario tecnico non ho mai dato molta importanza
alla minore protezione che il Beverly offre.
Infine in caso di cadute leggere tutte le parti che potrebbero
aver contatto col suolo sono separate dal resto, facilmente
sostituibili e poco costose.
LUCI/FRECCE:
Per potenza e posizione l’alto faro anteriore permette
di illuminare benissimo la strada, ed è superiore
a molti scooter. E’ necessario controllarne l’inclinazione
al variare del carico per non abbagliare, è una
operazione facile. Nella media il resto.
POSIZIONE DI GUIDA e MANOVRE DA
FERMO,
Il peso da fermo non è trascurabile ma può
impressionare solo per i primi utilizzi. Pur avendo un
baricentro basso però, se il suolo non offre aderenza
per manovrare in sicurezza, il “costoso mocassino”
sul quale ironizzano i motociclisti è meglio evitarlo.
La posizione di guida è eretta e comoda e le ginocchia
trovano sempre spazio.
Man mano che il percorso si fa impegnativo si tende ad
infossarsi e inclinarsi in avanti. Non si può guidare
a gambe distese nella posizione permessa da molti moderni
maxiscooter ma c’è spazio per spostarle avanti
o indietro. L’assetto del Beverly non rende utile
una guida con le gambe in avanti. La sella è comoda,
e la forma scavata permette di appoggiare tutte e due
le piante dei piedi a terra. Ha un piccolo ma già
utile supporto lombare. L’imbottitura cede solo
dopo un paio d’ore. In ogni caso, salvo strade orribili,
non indolenzisce.
Offre un comfort paragonabile anche al passeggero, il
dislivello dell’area posteriore non è eccessivo
pertanto non siederai rasoterra con la tua ragazza come
periscopio; inoltre, non essendo eccessivamente larga,
non obbliga un passeggero di altezza ridotta a tenere
le gambe scomodamente distanziate. I piedi del passeggero
non interferiscono con le gambe del guidatore tranne quando
si spinge lo scooter puntando le gambe a terra.
In compenso lo stampaggio della plastica a imitazione
della pelle di struzzo è decisamente naif e il
materiale pur antiscivolo nei più violenti cambi
d’assetto, nei mesi più caldi fa prontamente
sudare: un forte limite se si vuole arrivare in ordine.
CICLISTICA e FRENI
Non posso – per vasta ignoranza – commentare
le soluzioni tecniche adottate per il Bev500. E’
stabile anche a velocità autostradali. Il telaio
non comunica insicurezza. Buche e raccordi dei viadotti
non inibiscono. Le sospensioni sono comode ma non permettono
una guida veramente sportiva su tutti gli asfalti. Il
Beverly 500 non si inclina semplicemente ma piega eccome,
però, forse per la lenta reazione della forcella
anteriore, (peraltro rigida: 41mm di diametro e con buona
escursione, sono andato a pacco solo poche volte in 16000km)
la tenuta in curve aggressive su fondo non perfetto è
incerta. Inoltre beccheggia un po’ quindi è
importante entrare in curva impostandola correttamente
fin dall’inizio. Il Bev500 non vi permetterà
di vantarvi gratis, quando sono svogliato vado calmo (e
quando non so fare dico che sono svogliato).
La regolazione - su 4 posizioni - dei due ammortizzatori
posteriori con la chiave è facile e veloce. Se
l’asfalto non è regolare le posizioni utilizzabili
in pratica sono solo la terza e la quarta anche senza
passeggero. Regolando il precarico a motore caldo assicuratevi
di avere dei guanti, sul destro è molto facile
toccare la marmitta rovente. Si è letto più
volte della mediocre qualità delle sospensioni
posteriori, è anche opportuno ricordare però
che appoggiano su un motore/forcellone che pesa mezzo
quintale cioè un quarto dell’intero scooter…
prima di sostituirle pensateci.
Le sospensioni permettono un comfort sincero, ho avuto
dei problemi alla schiena solo una volta dopo aver percorso
una cinquantina di km in una strada sulle Alpi francesi,
quasi un tole ondulèe, però a paragone gli
altri scooter “medi” non portavano piloti
in condizioni migliori.
La frenata integrale a tre dischi è notevole, il
posteriore non si è mai bloccato e non si è
affaticata neppure nei passi alpini percorsi. La frenata
di rallentamento o per accompagnare una traiettoria si
fa con un dito solo.
In ogni caso il Bev500 è rimasto stabile anche
in quelle frenatacce da panico cui sono stato obbligato,
in quel caso però lo sforzo da applicare alle leve
è notevole.
Inoltre - molto importante per chi come me ricomincia
dopo anni di automobile– permette di frenare apprezzabilmente
anche se già entrati in curva, anche se, con pneumatici
già consumati, è presente un evidente effetto
autoraddrizzante che frenando anche col destro, è
diverso a seconde del senso della curva!
Manca il freno a mano, si supplisce efficacemente e con
spesa irrisoria con due O-Ring usati come elastici fra
leve e manopole.
PNEUMATICI:
All’epoca erano disponibili solo i Pirelli della
serie GTS 23 e 24 mescola media. Manco di termini di paragone
ma mi sono sembrate gomme progressive e prevedibili di
tenuta buona anche sul bagnato, mediocri solo a temperature
poco sopra lo zero ma il problema è relativo perché
la paura di incontrare ghiaccio già riduce la velocità.
Al momento della sostituzione con nuove identiche a 15000km,
l’anteriore era assai scalinato tanto da vibrare
in curva e non più utilizzabile in caso di pioggia,.
mentre il posteriore avrebbe potuto percorrere altri 1000/2000km
L’usura dell’anteriore era però evidentissima
fino alla spalla mentre la spalla del posteriore pur avendo
lavorato era consumata meno. Nonostante l’usura,
la frenata sull’asciutto era ancora ottima. Nessun
danno anomalo su fianchi e battistrada, solo qualche piccola
crepa.
Rispetto allo standard consigliato secondo il carico e
gli accessori, (2,5 anteriore con bauletto) un poco di
pressione in meno (0,1-0,2) aiuta se si fanno tragitti
impegnativi. Tenere conto che il riscaldamento del pneumatico
posteriore è sempre più rapido e accentuato.
MOTORE TRASMISSIONE e CONSUMI
In 16000km non ha mai mancato un avviamento nemmeno a
due gradi sottozero anche se col gelo era necessario scaldarlo
bene pena lo spegnimento. Potente e pronto, permette gite
anche ambiziose per distanza, carico e pendenze da superare,
sorpassi sempre rapidi, si arriva in poco tempo a velocità
autostradali. Dà l’impressione di poter dare
ancora di più e le vibrazioni pur presenti non
sono fastidiose. Coppia sostenuta fino dalle basse velocità
tranne - com’è noto - alla partenza. In 16000km
(non una percorrenza elevata per un 500 comunque) non
ho rilevato alcun peggioramento. Consuma un 10/15% in
più per i primi 1000 km e si slega solo dopo almeno
3/4000. Qualche viaggio fatto mettendolo alla sferza è
necessario per slegarlo bene. Il rodaggio è stato
fatto rispettando sempre quanto consigliato sulla velocità
ridotta e variabile. A freddo non è opportuno chiedergli
il massimo ma lo fa anche capire. A meno di non percorrere
lenti tragitti urbani, si riscalda lentamente (molto lentamente
in inverno, occorrono anche 15/20 km) in compenso in piena
estate in autostrada non ha alcun surriscaldamento, è
un vero GT.
Il consumo - pur se molto diverso da quanto dichiarato
(3,3 X 100km @90km/h)- non è così dipendente
dallo stile di guida, e com’è normale in
una cilindrata maggiore risente di più dello stop-and-go
a freddo.
· Rodaggio in pianura 960 km 4/5 dei quali a pieno
carico a una media di 60/70 kmh: 22 km/l
· Città e piccoli spostamenti in inverno
(su 1000 km) da 19 a 21 km/l
· Percorsi di montagna medi (media 50 km/h): (su
2 pieni) 20-21 km/l
· Autostrada circa 24,5 km/l su 500 km (media 120
km/h reali).
· Cannonball IHMS 2004 21,5 km/l su 1.776 km
Quindi una media di 22 km/l è attendibile.
Con questi consumi il serbatoio (contiene 13,2 litri di
cui 3 di riserva) permette di percorrere oltre 230/250km
prima della riserva, e anche se 2 litri in più
avrebbero fatto comodo, siamo vicini al percorso tipico
fra due pause.
Consumi d’olio 0,125 litri ogni 1000km, costante
dall’inizio.
La bella marmitta rende silenzioso il Beverly con un timbro
grave e corposo. In molte situazioni il rumore che si
sente è più quello dell’aspirazione
che dello scarico.
Nel modello attuale la marmitta è ora fissata con
una fascetta metallica al posto della staffa.
La trasmissione è un po’ rumorosa specie
a pieno carico e a freddo. La frizione risente favorevolmente
di una periodica pulizia e eliminazione del materiale
d’attrito che dovesse indurirsi. Il variatore è
tarato per non sgommare ma in ogni caso permette di riprendere
bene anche in salita a pieno carico, il freno motore è
scarso ma presente, nemmeno in pendenze del 15% il Beverly
passa gli 80km/h. La trasmissione stacca intorno ai 25kmh.
La cinghia ha qualche risonanza a partire dalle medie
velocità, percepita come un fremito a bassa frequenza,
conosciuto il motivo non crea più preoccupazioni.
Sono frequenti invece i surriscaldamenti della trasmissione
nel traffico che può far raggiungere temperature
bollenti, sconsiglio – una volta trovato spazio
- di spremerlo in una accelerazione “liberatoria”
prima del raffreddamento. La mia cinghia, sostituita solo
a 15000 (il manuale impone 12000), secondo il meccanico
non era particolarmente consumata.
GUIDA IN CITTÀ
Siccome si è seduti in alto, il traffico è
sotto controllo e si vede sempre al di sopra delle automobili,
inoltre peso e larghezza contenuti (per un vespone) e
assetto ben bilanciato permettono una guida quasi da motorino,
con l’unico limite di una velocità costante
minima non bassa pertanto nel traffico più congestionato
la frizione attacca e stacca in continuazione scaldandosi.
Una volta infatti dopo un quarto d’ora in coda la
frizione ha strattonato per qualche centinaio di metri.
Una scrupolosa pulizia periodica della frizione permette
una marcia a velocità ridotta più uniforme
ma se l’attacco della frizione è troppo dolce,
a caldo si rischia il famoso “muggito”. Se
si procedesse spessissimo a bassa velocità sarebbe
utile una frizione che anticipa (o meglio accontentarsi
e evitare la cilindrata 500). Appena si trova spazio però
il disimpegno è immediato.
L’equilibrio è eccellente, anche con il passeggero
si può procedere a passo d’uomo senza mettere
mai il piede giù, ottimo per risalire le code.
«Nel dubbio infilati» non è però
un principio valido perché il raggio di sterzo
è ampio.
Il porfido non preoccupa, il pavè si. Nel caso
la città abbia strade decenti gli ammortizzatori
andrebbero come già detto almeno sulla terza posizione
o con la guida allegra si rischiano grattate di cavalletto.
Io preferisco un precarico alto e se la strada è
penosa vado semplicemente piano.
STRADE EXTRAURBANE e COLLINA
Come gia letto nelle altre prove di CyberScooter le strade
extraurbane veloci sono il vero territorio del Beverly
500. Rimando a quanto già letto aggiungendo poco:
mi è sembrato che il comportamento migliori, raggiungendo
una buona neutralità, se le curve si fanno con
il motore che continua a spingere. Non sembra rapido a
scendere in piega, spingere sulle pedane è spesso
d’aiuto. Ripeto che può fare pieghe notevoli
ma sfruttate gli ultimi 15mm di spalla dove siete sicuri
di non correggere la traiettoria. Mi sembra un po’
lento a cambiare direzione nelle “S” veloci
ma probabilmente è colpa mia.
MONTAGNA
Se la cava bene; come già letto, all’uscita
dai tornanti sarebbe bello avere i rulli un poco più
leggeri. Attenzione ad aprire tutto all’uscita però,
la potenza non è certo da gara ma è molto
facile arrivare completamente caricati sull’anteriore
e talvolta anche con soli 35 cavalli il posteriore va
via. In quel caso appoggiare il piede risolve, certo se
ti vedono fare i tornanti in quel modo con uno scooter…
Affrontando i tornanti più stretti è necessario
anticipare l’entrata in curva arrivando anche a
sporgersi leggermente premendo col piede interno. Se non
si carica l’anteriore il Bev500 (forse tutti gli
scooter lo sono, ma mi manca esperienza) è assai
sottosterzante e - come già detto - non regala,
se non si impara almeno un po’ si fa presto a criticare
i limiti del mezzo che sono invece molto più distanti.
AUTOSTRADA
Se non si pretendono medie illegali si possono percorrere
anche lunghi tragitti. Con il passeggero è opportuno
guidare anticipando maggiormente: anche con i buoni freni
che ha, a pieno carico ed ad alta velocità lo sforzo
da fare è notevole. Inoltre pur se abbastanza stabile
anche nei curvoni, a velocità vicine alla massima
è già necessario un casco con un’ottima
tenuta agli spifferi, il rumore dell’aria diventa
aeronautico. Confermo che - come già letto - la
guida va fatta con attenzione ma sempre con scioltezza
senza aggrapparsi al manubrio o correggere ciò
che lo scooter stesso corregge da se.
STERRATI
...capitati solo per errori di navigazione, se si parla
di “strade bianche” ce la fa con ridotta velocità
e attenzione a spostare il peso. Il Beverly 500 si può
guidare perfettamente in piedi sulle pedane, con questo
accorgimento anche gli ultimi 200 metri di stradaccia
per salire a una vecchia casa in collina si fanno.
AL LIMITE
Non sono in grado di guidare al limite. Avvicinandomi
al mio limite confermo quanto già letto: che è
necessaria una guida più decisa che su scooter
più maneggevoli. Spalle e avambracci indolenziti
durante i primi lunghi tragitti spinti sono stati un indice
chiaro di cosa richiede la guida.
CON PASSEGGERO
Nelle curve strette il passeggero deve assolutamente evitare
di appoggiarsi al bauletto, altrimenti con una vecchia
battuta l’anteriore invece di comandare il mezzo
gli dà dei consigli… Fare i tornanti facendo
perno sul posteriore è una manovra da circo più
che da scooter. Eliminato questo problema la presenza
del passeggero ovviamente appesantisce e riduce le possibilità
di guida sportiva ma il Beverly 500 non cambia natura,
rimane sempre con un comportamento pronto, prevedibile
e sicuro.
In sintesi lo ricomprerei, un confronto
con le alternative
Il beverly 500:
· E’ poco moderno e tecnologico per i più
sportivi con un occhio alla moda (T-Max 500: non acquistato
per il prezzo attribuito a maggior sportività e
tecnologia)
· E’ poco per chi gira spesso a pieno carico
e/o vuole il massimo senza dover prendere una moto tourer
(Burgman 650/Silver-Wing e con qualche sacrificio sulle
prestazioni, lo Scarabeo 500: non acquistati perché
le dimensioni - a torto - mi spaventavano)
· E’ piccolo per chi vuole un sottosella
più spazioso [Burgman / Madison / X9]
· E’ poco accessoriato [X9 500 evo: non acquistato
perché i plus offerti non mi servono]
· E’ meno protettivo di quasi tutti i maxiscooter
moderni. [cercavo qualcosa di agile]
· E’ troppo per chi gira soprattutto nel
traffico, per disimpegnarsi è meglio un 250 ancor
più leggero e maneggevole. [Beverly 250 a ruote
alte, Leo 300 a ruote basse o il nuovo scarabeo 250 se
si desidera più protezione… o un 150 “anabolizzato”]…
ma non giro in città.
(Il Majesty400 non era in vendita al momento, oggi lo
prenderei in considerazione.)
E’ ottimo per chi fa un po’ di tutto, non
vuole spendere troppo, e ricorda bene la Vespa.
TAGLIANDI, PROBLEMI ROTTURE ECC.
I tagliandi sono stati fatti ai km 960 (1k); 6800 (6k)
e 15000 (12k). Le piccole cose come rabbocchi olio e controlli/serraggi
intermedi, lavaggio e oliatura del filtro aria a 10000
sono stati fatti da me.
Spesa totale per i tre tagliandi (cambi olio/filtri, regolazione
freni/regime minimo/cinghia, 2 pneumatici, pulizia trasmissione
e frizione/varie) 410 Euro.
RISOLTI IN GARANZIA
• Richiamo: Numeri telaio Da: ZAPM3410000001066
A : ZAPM3410000009741 (non consecutivi)
“Possibile non conformità del sistema attacco
smorzamento motore. In sede di controllo si procederà
a una verifica della saldatura e ad un’eventuale
aggiunta di un kit di miglioramento.” Hanno verificato
lo spessore saldature all’attacco tra le biellette
a supporto del motore e il telaio. Sul mio che rientrava
nella soglia, l’hanno applicato a prescindere dallo
spessore riscontrato: sono 2 staffe che aggrappano telaio
e biellette nel punto “debole”.
· per un giorno non teneva il minimo e si spegneva;
problema scomparso da sè il giorno dopo (carburante?).
· a 6.000 un contatto di massa faceva accendere
inutilmente la spia controllo iniezione.
· a 10.000 qualche minimo allentamento delle plastiche
e del supporto bauletto.
· a 11.000 un perno cerniera del bauletto si è
perso sfilandosi.
· strappi e vibrazioni dalla frizione, pulita eliminando
il materiale vetrificato.
NON RISOLTI o NON CONSIDERATI
· per quanto riguarda il notissimo problema dell’olio
diluito dalla benzina, nel mio l’olio ha odore di
benzina ma senza apparire diluito tanto meno aumentare
di livello. Non è stato considerato un problema
(l’olio è un 5W quindi appare sempre molto
fluido)
· in inverno si scalda poco e molto lentamente.
Non è stato considerato un problema ma non sono
soddisfatto…
· la trasmissione talvolta (ma da quando l’ho
acquistato) fa rumore di nacchere. Non risolto in attesa
della consegna di spessori.
IN ATTESA DI SOLUZIONE.
· a 15500: Nel tentativo di fissare meglio il bauletto,
la debole piastra di sola plastica morbida che lo regge
si è schiacciata lasciando passare la vite. Non
è un sistema di fissaggio adatto ad uno scooter
che deve fare uso quasi obbligatorio del bauletto.
Nessun trafilamento di liquido/olio/benzina/olio freni,
nonostante i 15000km non è stata necessaria la
sostituzione dei rulli.
Testo: Massimo
Montesi
Foto: CyberScooter
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